Basket Nba, Marco Belinelli: “Io e Gallinari vogliamo i Mondiali con l’Italia” (rs web Repubblica.it)

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La guardia dei San Antonio Spurs alla vigilia dei play off: “Ora serve esperienza, e io sono come il vino: più invecchio e più miglioro”

ROMA – Nella notte tra sabato e domenica partono i play-off Nba e i San Antonio Spurs di Marco Belinelli affrontano, da settimi della Western Conference, i Denver Nuggets. Sfida dura e contro pronostico per Popovich e i suoi, ma nei play-off, racconta in questa intervista in videoconferenza dal Texas Belinelli, alla sesta post-season della sua ormai lunga carriera americana, “può sempre succedere di tutto. Perché i play-off Nba sono un altro mondo”.

Dunque, alla fine è arrivata Denver: che serie sarà, Belinelli?
“Non facile: sono una squadra con tanto talento, giovane e hanno tante risorse. Il serbo Jokic è la loro stella e hanno una panchina lunga. Meglio trovare loro ovviamente rispetto a Golden State, che secondo è la squadra più forte. Noi di sicuro abbiamo qualcosa in più dal punto di vista dell’esperienza”.

Quanto pesa a questo punto dell’annata l’esperienza?
“Molto: abbiamo tanti giocatori che hanno fatto i play-off, alcuni sono arrivati in fondo. E sappiamo bene che da qui in poi il basket che si giocherà sarà totalmente diverso da quello della regular season”.

Quanto può contare il fattore campo contro Denver dal momento che, in Colorado, si gioca in altura, a oltre 2000 metri?
“Sicuramente è un aspetto che può pesare. Per la mia esperienza, so che è molto importante giocare una bella in casa, e naturalmente l’avranno loro. Perciò dovremo andare a Denver, nelle prime due partite, con la mentalità e l’obiettivo di vincerne una”.

Che effetto fa aver evitato Golden State e Houston per differenza canestri?
“Se tutto dovesse andare bene, Golden State la beccheremmo solo in finale di Conference, e questo ovviamente cambia le nostre prospettive. Per Denver è la prima volta ai play-off, c’è una bella differenza. Ma di sicuro Popovich non è stato sveglio per vedere quale avversaria ci capitava. Ripeto: sento che molto dipenderà da noi”.

Com’è cambiata a un certo punto questa stagione per voi: avete avuto bisogno di parecchie partite per trovare un equilibrio.
“L’equilibrio è cresciuto durante la stagione. Eravamo partiti molto male. Avevamo almeno tre giocatori da quintetto nuovi. E San Antonio non è una squadra che si accontenta di una stagione normale”.

La sua stagione, invece, com’è stata? E quella di Danilo Gallinari?
“Io ho cercato di portare esperienza dalla panchina, ed è quello che mi ha chiesto Popovich. Sono molto contento. Sto bene, sono carico. Lo dico anche alla mia ragazza, più invecchio, più miglioro come il vino. Sicuramente questa è stata una delle mie migliori stagioni. E sono molto contento del Gallo, l’ho visto davvero contento e felice in campo, ha finalmente giocato tante partite e ha fatto una stagione molto importante”.

Cosa cambia in concreto nei play-off?
“È un gioco più cattivo, gli arbitri fanno giocare di più, anche in modo fisico, e questo ti riempie di tensione ma anche di carica. Ogni azione è importante, tutto quel che fai è super-importante. Ottantadue partite sono un lunghissimo aperitivo, ma poi tutti, tra quelli che riescono ad arrivarci, sono contenti di iniziare la post-season”.

Saranno i primi play-off da secoli senza LeBron James: che effetto fa?
“Stranissimo non avere lui che è sempre stato il faro dei play-off, ovviamente sarà una cosa strana. La mia favorita è comunque Golden State, si conoscono benissimo, hanno un gioco collaudato e un attaccante come DeMarcus Cousins che può fare qualsiasi cosa”.

Sono i sesti play-off Nba della sua carriera: in cosa sono diversi rispetto a quelli del passato?
“Sono un po’ più vecchio, ho qualche capello bianco in più. L’emozione e le sensazioni sono le stesse dei primi: per i play-off si vive in questo sport ed è bellissimo giocarli”.

Qual è la ricetta magica di Popovich e degli Spurs?
“L’organizzazione di San Antonio è qualcosa di unico. Fai fatica a trovare qualcosa di simile a livello globale. È un meccanismo oliato, perfetto. Il gioco è sempre stato quello: un gioco di squadra assoluto. A inizio anno erano davvero poche le persone che ci davano ai play-off e invece siamo riusciti a smentire tutti”.

Gli Spurs sono la squadra della sua carriera?
“Sicuramente. Qui ho avuto tantissimi risultati e certamente quando sono tornato qui mi è parso di tornare a casa”.

Che idea si è fatto dei play-off ad Est?
“Vedo davanti Milwaukee, Toronto, Boston e Philadelphia”.

Jokic, la stella di Denver, potrebbe ritrovarselo contro ai prossimi Mondiali in maglia azzurra. Il presidente federale Petrucci è certissimo della sua presenza e di quella di Gallinari. Può confermare?
“Ho parlato con Petrucci due, tre giorni dopo la qualificazione, ho anche sentito Sacchetti e ho visto tutte le partite di quaificazione degli azzurri. Ho anche parlato con Gallinari, siamo carichissimi, vogliamo tornare a giocare questa grandissima competizione con la maglia dell’Italia. Ci saremo”.

Stagione particolare, questa, segnata anche dall’addio di Nowitzki: alla sua età, 41 anni, si vede ancora nella Nba?
“È stato un anno particolare, ho visto il ritiro della maglia di Ginobili, l’addio di Nowitzki e quello di Wade. Quanto a me, spero di continuare a stare a bene e a fare quello che amo”.

Futuro fuori dal campo?
“Le cose stanno andando molto bene, Martina mi ha raggiunto in America, stiamo pensando di mettere su famiglia. Ci parliamo, ne parliamo, magari ci sposeremo. Vedremo tra quest’estate e il prossimo anno, chissà”.

Davide Moretti può fare una carriera Nba di alto livello, simile alla sua?
“L’ho seguito durante la stagione e durante la Final Four. So del talento che ha, molte persone ne parlano bene spero possa esserci un futuro brillante per lui. Ho notato che nelle situazioni sotto pressione non ha paura. È una dote che non tutti hanno”.

La sua Fortitudo è tornata in Serie A: così il prossimo anno ci sarà di nuovo il derby di Bologna. Da bolognese sarà superfelice.
“Bellissimo, finalmente. Ho sentito con Mancinelli, ho seguito sui social i festeggiamenti. Sono sicuro che il ritorno del derby di Bologna farà del bene a tutta la pallacanestro italiana”.

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