Basket, NBA Playoffs: Warriors alle quinte Finals di fila col 4-0 su Portland (rs web Gazzetta.it)

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Golden State chiude la finale a Ovest con Portland vincendo 119-117 al supplementare. Dal 30 maggio torneranno a giocarsi il titolo

MILANO – C’è qualcosa di speciale in questi Warriors, di unico. Le quinte Finals consecutive, traguardo raggiunto solamente dai Boston Celtics di Bill Russell (10, con 9 trionfi, tra il 1957 e il 1966) diventano realtà dopo una battaglia lunga 53’ a Portland, chiusa col 119-117 al supplementare che vale il 4-0 nella serie e un’altra foto ricordo col trofeo della Western Conference. È la vittoria di Steph Curry e Draymond Green, primi compagni di squadra in tripla doppia nella stessa partita nella storia dei playoff. È la vittoria di un motto, “Strength In Numbers”, la forza dei numeri, quanto mai tradotto dalle parole ai fatti dallo straordinario contributo di Kevon Looney (scelta numero 30 al draft qualche anno fa), di Alfonzo McKinnie (uno che dopo aver giocato in Lussemburgo ha dovuto pagare 175 dollari di tasca propria per un provino in G-League), e dell’intero supporting cast che permette ai Warriors di piegare una squadra disperata come Portland anche se mancavano Kevin Durant, Andre Iguodala e DeMarcus Cousins.

CAMPIONI DEL WEST – Golden State si gode l’ennesimo successo e i 9 giorni di riposo che separano questa gara-4 a Portland dal primo atto delle Finals, che i campioni cominceranno a Milwaukee o Toronto il 30 maggio. I Warriors ne hanno bisogno per recuperare gli infortunati. Ma questo 4-0 su Portland, molto più complicato di quanto sembri (anche per vincere gara-4 è servita una rimonta, stavolta da -17 a fine terzo quarto), ha ricordato a coach Kerr quanto possa dare la panchina. E quanto siano fenomenali due delle pietre miliari su cui è costruita la dinastia Warriors: Curry e Green. Steph ha firmato gara-4 con 37 punti, 13 rimbalzi e 11 assist, ciliegina sulla torta di una serie strepitosa in cui ha sempre messo almeno 35 punti. L’assenza di Durant lo ha obbligato a tornare quella irresistibile macchina da canestri che lo rende uno dei più forti giocatori in circolazione. Green è salito a livello stellare in questa serie, chiusa con la quinta tripla doppia nella postseason 2019: 18 punti, 14 rimbalzi, 11 assist. E’ lui l’anima dei Warriors, il metronomo che rende insuperabile la difesa dei campioni, la carica di energia che tiene sempre sulla corda i compagni. Curry e Green sono i trascinatori a cui si è aggrappata Golden State, con Klay Thompson e Andre Iguodala straordinari secondi violini. E il supporting cast determinante, come ha sottolineato Kerr.

GLI SCONFITTI – Portland esce dalle prime finali a Ovest in 19 anni con un 4-0 che fa male e la consapevolezza che Golden State è ad un altro livello. “Questa serie dimostra quanto i Warriors siano forti, quanto abbiano un Dna vincente” ha riconosciuto Terry Stotts. Per i Blazers però questa resta una stagione da incorniciare, col terzo posto nel terribile West dopo 82 partite e le due straordinarie vittorie contro Oklahoma City e Denver (con gara-7 vinta in trasferta, una rarità nella storia Nba). Il rimpianto sono le 3 rimonte subite dai Warriors, Damian Lillard protagonista solo nella quarta partita, CJ McCollum mai vicino al livello fenomeno toccato nell’ultima partita coi Nuggets. Nemmeno l’eroe per caso Meyers Leonard, che in gara-4 ha tenuto vive le speranze di Portland con 30 punti, è servito per il miracolo. Se un anno fa il 4-0 subito da New Orleans al primo turno aveva aperto il processo sulla validità di questo gruppo, questo cappotto incassato dai Warriors conferma Portland come una delle squadre di riferimento di questa Nba.

L’ULTIMO ATTO – Portland chiude il primo tempo avanti 69-65, facendosi recuperare 8 punti in 30” dallo straordinario Curry. Ma anziché crollare nel terzo quarto come nelle due precedenti partite, dopo il riposo scappa sul 95-78 che Leonard firma a 1’54” dalla terza sirena. Golden State alza i giri in difesa (6/23 Blazers nel quarto periodo) e completa la rimonta: Thompson firma il 111-111 a 1’48” dalla fine, le difese vincono il resto del periodo e serve il supplementare. Dove emergono Looney e McKinnie, gli eroi improbabili dei Warriors. Dove Green infila il 119-115 con 39” da giocare. Portland prima accorcia, poi chiede un altro miracolo a Lillard: stavolta l’ora di Dame non scocca, e la stagione dei Blazers va in archivio. Quella di Golden State continua su un palcoscenico che ormai sembra naturale per una delle migliori dinastie di sempre: le Finals.

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