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E’ RIMASTO SOLO L’ORGOGLIO

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Virtus Roma – Dinamo Banco di Sardegna Sassari 88-93 (19-24; 35-54; 62-73)

Virtus Roma: Barford 13, Cusenza ne, Alibegovic 17, Webster 7, Rullo 4, Baldasso ne, White 12, Pini 4, Farley ne, Spinosa ne, Buford 14, Kyzlink 17. All. Bucchi.

Dinamo Banco di Sardegna Sassari: Spissu 10, Bilan 22, Smith 6, Bucarelli ne, Devecchi ne, Evans 23, Magro ne, Pierre 4, Gentile 13, Coleby, Vitali 15. All. Pozzecco.

Commentare la 9° sconfitta consecutiva della Virtus Roma è davvero molto difficile: il ritorno in campo della truppa di Bucchi…menomata dalla cessione di capitan Dyson (ormai considerato da tutti il capro espiatorio della crisi inaugurata contro Brescia a dicembre) alla Fortitudo Bologna, dagli infortuni di Jefferson (caviglia claudicante), Baldasso (spalla mal ridotta) ma rimpinguata dagli acquisti di Webster, Barford…è segnato irreversibilmente da un ambiente molto freddo a causa dell’epidemia di Coronavirus che sta affliggendo il nostro paese ormai da più di 2 settimane (al punto da far rinviare anche il turno della settimana passata, che avrebbe visto i capitolini andare a giocare in casa dell’Olimpia Milano) costringendo a giocare tutte le gare sportive a porte chiuse (eccezion fatta per gli operatori televisivi e un ristretto numero di rappresentanti della stampa nazionale, tutti seduti a 1 metro di distanza…decisamente uno scenario che sarebbe stato impensabile solo 3 settimane fa).

Sul campo abbiamo trovato una Virtus dai 2 volti: impacciata e impotente nel 1° tempo, gagliarda e orgogliosa nel 2° mentre Sassari si è mostrata tanto provata dal mercoledì di coppa e concentrata sulla prossima fatica europea fra 3 giorni, quanto capace di amministrare le proprie forze concedendo poco minutaggio agli uomini migliori (Bilan, Evans, Spissu, Colby…tutti ugualmente decisivi nel continuare la corsa sulla Virtus Bologna nelle prime 2 piazze della classifica).

Da subito si capisce che lo “starting-five” di casa, formato da White-Alibegovic-Buford-Barford-Kyzlink, può fare ben poco dal punto di vista tecnico contro un quintetto come quello di Pozzecco…la zona funziona poco e le marcature a uomo permettono l’uso di uno schema ripetuto e tanto semplice quanto efficace: Evans lancia da fuori la lunetta per l’inserimento di Bilan sotto canestro, stop e sponda verso uno tra Spissu/Gentile/Vitali con conseguente bomba da 3 qualora non funzionassero le chirurgiche penetrazioni personali di ognuno. In questo modo si arriva alla fine di un 1° quarto abbastanza equilibrato nel 19-24 scritto sul tabellone ma piuttosto di marca sarda nel gioco (proprio Bilan sugli scudi, forte di 10 punti); nel 2° periodo abbiamo untentativo di ritorno dei padroni di casa trascinati da un ottimo Webster (sia lui che Barford hanno dato una grossa prova, per essere solo esordienti in maglia virtussina) fino ad un temporaneo 30-33 che verrà spazzato via da un parziale di 5-19 sancito dal duo Gentile-Evans (17 punti in 2) a sentenziare il 35-54 con cui si va all’intervallo.

Quello che si è visto fino al 20° era stato decisamente troppo poco per impensierire una corazzata come Sassari: provando a entrare nella testa del coach di casa viene da pensare che non fosse tanto l’assetto tattico a non funzionare e da dover essere rivisto, bensì l’aspetto mentale con conseguente leva da fare sul morale dei suoi…ne esce fuori una ripresa in cui Roma difende in modo molto più arcigno regalandosi una rimonta in cui è mancato solo lo strappo finale malgrado un White a suonare la carica da uomo navigato quale è (12 punti per lui, tutti in 20 minuti) ma senza dimenticare anche Barford/Kyzlink/Alibegovic, tutti vogliosi e desiderosi di giocarsela fino alla fine durante uno scontro punto a punto (63-72 a fine 3° periodo) culminato nel fallito aggancio sull’86-89 causa uno stremato Alibegovic, 3 canestri facili falliti da White, un paio di interpretazioni arbitrali discutibili a danno dello stesso serbo (fra cui un fallo antisportivo convertito in infrazione di gioco in una situazione di -4), una rotazione totale degli ospiti: l’88-93 conclusivo testimonia, sostanzialmente, che Sassari ha meritato sicuramente, ma Roma c’è di testa e di cuore…

Ormai in Italia nulla è più sicuro a causa della grossa pestilenza che ha colpito la nostra penisola, ma noi vogliamo continuare a vedere con fiducia al futuro dello svolgimento dei campionati sperando di regalare qualche sorriso ad una popolazione disorientata come non mai in questi giorni: ci piace pensare che la Virtus tornerà in campo mercoledì pomeriggio alle 16,30 di nuovo fra le mura amiche per fronteggiare Cantù nell’ultimo turno infrasettimanale prima di fare visita a Pesaro; intanto diamo anche la notizia che Trieste ha sconfitto Pistoia in serata complicando ancora di più i piani dei romani: ora sono in 3 a pari punti (14, a +12 su Pesaro, ultima ma con 1 sfida in meno) ma Roma ha dalla sua gli scontri diretti…troppo poco per stare sereni.

L’augurio è che si continui a parlare di sport anche nelle prossime settimane impedendo alla paura di attecchire nella mente degli appassionati.

Le parole di coach Piero Bucchi al termine della gara: «Mi unisco alle parole dei colleghi Pozzecco e Sacripanti riguardo al fatto che sia giusto non giocare perché è una situazione sicuramente strana: mentre si chiede ai giocatori di stare in campo ravvicinati, ai giornalisti in tribuna stampa si dà istruzioni di rimanere a un metro di distanza. Detto questo la squadra ha fatto una buona partita, orgogliosa, riuscendo a rientrare in gara dopo il passivo del primo tempo: una buona base qualora dovesse esserci ancora pallacanestro per quest’annata».

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