Federico Fucà, coach della FMC Ferentino, in esclusiva a TimeoutChannel: “Devo molto a Roma, alla Virtus due anni entusiasmanti”

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fucàNel corso della trasmissione “Timeout” abbiamo contatto telefonicamente l’allenatore della FMC FerentinoFederico Fucà, ex vice di Luca Dalmonte nelle ultime due stagioni sulla panchina della Virtus Roma. Domenica prossima l’allenatore bolognese, alla guida dei ciociari, affronterà proprio il suo recente passato. Queste le sue parole ai nostri microfoni:

LA SQUADRA ED IL GIRONE OVEST – Il nostro marchio di fabbrica deve consistere nell’essere una squadra in cui non c’è un solo “centravanti” decisivo ma ci devono essere vari giocatori che devono riuscire a rendersi tutti pericolosi. A Rieti siamo riusciti in ciò, ora ci tocca la Virtus Roma: è il nostro esordio in casa davanti al pubblico locale e sarà una partita molto difficile contro una squadra arrabbiata dopo la sconfitta di Domenica. Sarà un match con un alto tasso di difficoltà. Questo è un girone che nasconde un’insidia ogni Domenica, con ogni squadra devi giocare bene e sbucciarti ginocchia e gomiti per portare a casa il match; ogni partita è da conquistare.

IL PASSATO A ROMA – I due anni alla Virtus Roma per me sono stati entusiasmanti e di continuo miglioramento dal punto di vista professionale, e ciò soprattutto grazie alla vicinanza di Luca Dalmonte. Il lavoro con lui è stato quotidiano e basato sulla condivisione di ogni aspetto, anche durante la partita. Ho cercato di mettere al suo servizio e a quello della società la mia passione ed il mio impegno, dando il massimo per due anni. Per quanto riguarda l’ambiente e la società sono ancora legato ad essa, al Presidente Toti e a chi lavora al suo interno. Mi auguro che la società e la squadra, ad eccezione per le partite contro Ferentino, tornino presto ai livelli che gli competono, ai piani alti. La città di Roma può solo ringraziare il Presidente Toti e la Virtus per quanto fatto in 15 anni. Credo che aver fatto un passo indietro sia stato un gesto di grande dignità, piuttosto che avventurarsi in una serie A1 senza alcuna certezza sulle risorse economiche. Ovviamente è stata una scelta che ha causato molto dispiacere, ma è stato un gesto dignitoso ed elegante. Questa deve essere una ripartenza per Roma e spero che torni il prima possibile nei palcoscenici più alti.

GLI OBIETTIVI DELLA SOCIETA’ – Mi mantengo a quelli che la stessa mi ha indicato quando mi hanno chiamato per sposare questo progetto biennale, mi confronto quotidianamente con i dirigenti. Noi dobbiamo crescere come società, come struttura, come squadra. Abbiamo 10 giocatori nuovi, 3 allenatori nuovi, un preparatore nuovo: ci vuole pazienza e tanto lavoro quotidiano, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese. Alla fine dell’anno vedremo cosa ci siamo meritati, magari per migliorarci poi nell’anno venturo.

MATTEO IMBRO’ – Matteo è un ragazzo del ’94 ed è la prima volta che svolge da titolare la funzione di playmaker in una squadra a questi livelli perchè finora era partito sempre dalla panchina. Qui ha a sua disposizione l’esperienza di Massimo (Bulleri, ndr) che gli dà consigli ogni giorno e che per lui può essere un esempio. Ha grandi margini di miglioramento e lo abbiamo portato qui per dargli in mano una “macchina” mai guidata prima e per fare in modo che giorno dopo giorno acquisisca maggiore esperienza e migliori sotto il profilo tecnico e fisico. Speriamo che il suo miglioramento coincida con quello della squadra. Con Rieti ho ruotato soltanto ad 8 tenendo fuori Benvenuti e Mazzantini ma anche loro sono fondamentali nel gruppo.

Matteo Buccellato

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