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Fonseca, la solita lezione da una big: «Sono assurdi i primi due gol presi» (news web ilMessaggero.it)

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Il tecnico portoghese continua a perdersi nelle partite che contano

ROMA – Paulo Fonseca si rivela ancora una volta un allenatore inaffidabile quando si tratta di sfidare le big della Serie A. Il portoghese, come spesso è accaduto, ha puntato il dito verso i suoi calciatori scordandosi di analizzare le proprie colpe. Questa volta, però, il tecnico ha cercato anche di minimizzare la sconfitta: «È solo una partita persa», ha detto senza considerare che il derby porta con sé una serie di significati che vanno oltre i tre punti. Un atteggiamento che può essere utile a non sovraccaricare la squadra di pensieri negativi in vista dei prossimi impegni di Coppa Italia e campionato, ma che i tifosi sui social hanno definito superficiale e irrispettoso.

Come detto, Fonseca con le squadre di alta classifica non dà certezze e lo dicono i numeri: sono 4 su 24 i punti ottenuti negli scontri diretti contro Milan (1), Inter (1), Juventus (1), Atalanta (0), Napoli (0), Lazio (0), Sassuolo (1), Verona (0). Un limite dell’allenatore già noto dalla scorsa stagione: da quando siede sulla panchina della Roma, infatti, su 18 partite contro le big della Serie A ha totalizzato solo tre vittorie, sette pareggi e ben otto sconfitte. Numeri che lasciano l’amaro in bocca soprattutto se si considera che i giallorossi per quattro volte in questa stagione (compresa la sconfitta a tavolino con il Verona) non sono riusciti a segnare (Napoli, Sassuolo e Lazio).

Il crollo contro la Lazio secondo l’allenatore è nato dai gol incassati a inizio partita che avrebbe destabilizzato la squadra: «Se non avessimo preso il primo gol sarebbe stata una gara totalmente diversa. Manca l’esperienza per gestire questo tipo di partita e questi momenti. Se prendiamo gol contro squadre come la Lazio è difficile cambiare il risultato». Fonseca lascia intendere che la squadra quando incassa gol o va in difficoltà non è in grado di reagire, pur avendo tra le proprie fila calciatori di comprovata esperienza come Smalling, Mkhitaryan e Dzeko e altri in ascesa come Mancini, Spinazzola e Pellegrini.

C’è anche un altro aspetto che il portoghese sottolinea ed è la mancanza di aggressività, un elemento a cui ha fatto appello alla vigilia della partita: «La Lazio è stata più aggressiva di noi per quasi tutta la partita. Dopo il 2-0 non abbiamo reagito come avremmo dovuto. Dovevamo essere più concreti è mancata l’aggressività difensiva». E a proposito di difesa, ha provato a minimizzare l’errore di Ibanez: «Erano due situazioni non di pericolo, controllate. Lazzari ha fatto una bella partita, non abbiamo avuto capacità di cercare soluzioni in quel momento della gara. La partita si riassume in un primo tempo in cui abbiamo subìto due gol che non possiamo prendere». 

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