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Il Frosinone s’inchina alla Juve (rs web ilTempo.it)

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Si sblocca Dybala, poi Bonucci e Ronaldo. I ciociari tengono botta ma non trovano il gol

ROMA – 17 minuti per superare l’ostacolo Frosinone e centrare un’altra vittoria per allungare le mani sullo scudetto, altri 75 per fare le prove generali in vista della sfida di Champions League di mercoledì con l’Atletico Madrid. I ciociari si rivelano poco più di un avversario d’allenamento per la Juventus, che con una partenza flash mettono subito le cose in chiaro risparmiando energie preziose in attesa della gara di coppa.

Quella dei bianconeri è una vittoria griffata da due grandi ritorni. In primis di Paulo Dybala, coccolato da Allegri e Nedved con parole al miele nel prepartita e autore della gemma da fuori area che ha stappato il match dopo appena sei minuti. E quello di Leonardo Bonucci, che ha scippato il raddoppio a Khedira con un tocco da due passi chiudendo idealmente la pratica in poco più di un quarto d’ora. Al di là del 2-0, il ritorno dell’ex difensore del Milan, unito a quello di Giorgio Chiellini, ha dato compattezza a tutto il reparto. Le sbandate con il Parma in campionato e l’Atalanta in Coppa Italia sono già diventate un vago ricordo. Non a caso i campioni d’Italia, una volta maturato il doppio vantaggio, hanno messo il pilota automatico, rischiando pochissimo dietro e gestendo senza affanni il risultato.

Non poteva poi mancare il sigillo di Cristiano Ronaldo, che nella ripresa ha calato il tris ritoccando i suoi straordinari numeri: diciannove reti in campionato, ventuno complessive, ma soprattutto un feeling speciale con Dybala, che ha ricambiato l’esultanza di CR7 della settimana scorsa emulando il portoghese al momento del gol.

Allegri ha mandato in campo la difesa che sarà titolare al Wanda Metropolitano (eccezion fatta per lo squalificato Alex Sandro, che dovrebbe prendere il posto del pur positivo De Sciglio) mentre a centrocampo ha fatto rifiatare Matuidi e Pjanic: energie in più che torneranno utili nella bolgia di Madrid. La linea mediana muscolare composta da Emre Can-Khedira-Bentancur ha badato molto al sodo, anche perché ad accendere la manovra ci hanno pensato i tre lì davanti. Con Mandzukic dedito al lavoro oscuro prezioso e un Dybala e Ronaldo in serata di grazia.

Proprio la Joya ha aperto le danze al 6’ con un bolide da fuori area che Sportiello ha solo potuto raccogliere dalla propria rete. Un gol che sblocca psicologicamente l’argentino dopo i chiacchiericci delle ultime settimane e che ne rilancia le quotazioni in vista della sfida in Champions, dove è il miglior marcatore con 5 reti. La pietra tombale sul match l’ha messa dopo un quarto d’ora Bonucci, che ha corretto in rete da zero metri vanificando il miracolo di Sportiello sul colpo di testa di Mandzukic. I ciociari a quel punto tentano una timida reazione, ma si fanno notare solo per un paio di piazzati insidiosi di Ciano e per una zuccata fuori misura di Ciofani. Anche perché la Juve, memore delle distrazioni delle ultime uscite, chiude la propria porta a doppia mandata.

Se da un lato del campo Szczesny è inoperoso e di fatto non si sporca neanche i guantoni, dall’altro la partita continua ad avere un significato solo per Cristiano Ronaldo, affamato come sempre e desideroso di ritoccare i propri numeri. Ci riesce nella ripresa, con un tiro imprendibile di prima sul cross basso del solito Mandzukic. Un 3-0 al Frosinone e un messaggio per l’Atletico: questa Juve è pronta per la Champions. 

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