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INTER-MILAN 1-0:MAURO ICARDI,UN GIUSTIZIERE SOTTO IL DUOMO

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MILANO – Dopo 2 settimane di sosta è tornata la serie A condita dal posticipo domenicale Inter-Milan, primo derby meneghino della stagione.

Spalletti e Gattuso confermano il loro credo tattico e le formazioni migliori anche a ridosso dei relativi impegni europei che attendono i propri club: 4-2-3-1 per il tecnico di Certaldo con Handanovic in porta, difesa con Vrsaljko-DeVrij-Skriniar-Asamoah, in mediana Brozovic-Vecino, trio di incursori con Politano-Nainggolan-Perisic, Icardi terminale offensivo; il tecnico rossonero controbatte schierando il suo modulo di fiducia: il 4-3-3 adattabile a 4-1-4-1 in fase di non possesso con Donnarumma estremo difensore, Rodriguez-Musacchio-Romagnoli-Calabria in copertura, Biglia vertice basso con Bonaventura e Kessie’ mezz’ali, Suso-Higuain-Calhanoglu tridente d’attacco.

La partita appare da subito con un copione evidente:l’Inter comanda il gioco mentre il Milan si copre puntando a contrattaccare appena possibile ed, infatti, le prime occasioni del match arrivano al 2° e 8° minuto per mano proprio degli esterni di casa Milan…prima Suso a giro, poi Calhanoglu di potenza, spediscono la sfera di poco al lato; la prima palla dei nerazzurri, al 10°, porta la firma di Icardi e sarebbe già 1-0 se il VAR non annullasse la rete per fuorigioco di Vecino a prolungare la traiettoria verso il compagno, Kessie’ controbatte al 16° mancando lo specchio della porta di Handanovic e si arriva al primo momento decisivo della gara…quando Biglia viene ammonito per un fallo piuttosto duro su Nainggolan in cui entrambi hanno la peggio e sono costretti a far fermare il gioco per 3-4 minuti al fine di favorire i soccorsi. Rientrano entrambi e al 21° arriva la prima vera e bella parata della serata: stacco imperioso di Perisic con salvataggio di Donnarumma in corner, appena 180 secondi prima che Calhanoglu, sul ribaltone di fronte successivo, impegni ancora l’estremo difensore sloveno su punizione spedendo il pallone ancora fuori; 30° avviene il primo cambio: sempre Nainggolan, in un altro scontro con Biglia, accusa un dolore forte e chiede subito il cambio permettendo a Borja Valero di essere gettato nella mischia…da qui iniziano i 7 giri di lancetta migliori degli uomini di casa: incrocio dei pali colpito da DeVrij in mischia su tiro dalla bandierina e parata di Donnarumma su Vecino entrambe al 33°, altra occasione mancata per un soffio da Icardi al 37° su assist di Vecino, conclusione alta del capitano interista al 38° e salvataggio decisivo di Romagnoli su un’ulteriore palla capitata a Icardi in area a 5 minuti dal duplice fischio; al 41° però rischia di avverarsi la regola più vecchia del pallone “GOL SBAGLIATO,GOL SUBITO”: su cross di Suso, Romagnoli tocca di testa il pallone allungandolo verso Musacchio che riesce a toccare la palla abbastanza bene da trafiggere gli avversari ma stavolta il l’arbitro e i suoi assistenti non hanno dubbi e sbandierano l’off-side che tiene ancora lo 0-0, risultato che rimarrà tale fino alla fine dei 4 minuti di recupero…nel finale si segnalano 2 ammonizioni a Calhanoglu per vivaci proteste e a Calabria per fallo tattico su B.Valero oltre a 2 tiri larghi ancora di Suso e del turco.

Il secondo tempo fa, parzialmente, rovesciare i ruoli: Higuain&Co. si rendono maggiormente pericolosi mentre l’Inter perde terreno e freschezza atletica anche se il primo tiro arriva solo al 57° con Politano, appena 3 minuti prima che Suso si faccia ammonire per fallo su Asamoah…il momento di massima spinta Icardi e dei suoi avviene nella frangente 64°-69°: tiro di Perisic deviato in angolo e conseguente conclusione al volo di Brozovic su respinta corta che termina lontana dai pali del portiere della nazionale.

A 20 minuti dalla fine inizia la partita a scacchi fra i 2 tecnici, fino ad allora attenti più all’atteggiamento e alla tattica che agli uomini in campo: 70° Keita rileva Perisic per provare a sfondare dal lato di Calabria, fino a lì ottimo e a 17 minuti dal termine Cutrone viene affiancato a Higuain permettendo a Calhanoglu di non rischiare ulteriori sanzioni disciplinari ma neanche il tempo di segnare il cambio che Politano viene sanzionato per aver fermato Bonaventura in ripartenza; fino all’80° non accade più nulla apparte duelli come Romagnoli-Icardi, Rodriguez-Politano, Calabria-Keita, Biglia-Vecino, Asamoah-Suso, Higuain-Skriniar dediti più a distruggere la manovra avversaria che a costruire ma negli ultimi decade di gioco la gara vive gli ultimi sussulti grazie ad una conclusione di Suso parata facilmente da Handanovic all’80°, gli innesti di Candreva e Bakayoko per Politano e Kessie’, un tiro-cross di Rodriguez all’85° apparentemente innocuo ma divenuto pericolosissimo e e salvato solo in extremis dal portiere sloveno.

Scoccato il 90° sembra che nulla possa più accadere apparte un cartellino giallo rimediato da Bakayoko per infrazione su Vecino, entrata di Abate per Calabria al primo dei 3 minuti di recupero…ma è proprio al 92° che accade l’imponderabile, l’episodio che manda i nerazzurri nel paradiso del 3° posto e spedisce il diavolo all’inferno della centro-bassa classifica: Candreva tiene una palla difficile in campo, serve Vecino sulla fascia destra che crossa in area alla disperata e pesca Icardi solo in mezzo a Donnarumma, Abate, Musacchio che sbandano e permetteno al capitano interista di trafiggerli di testa quasi a porta vuota: 1-0 E INTER IN VANTAGGIO!!!!!Di fatto la gara finisce lì anche se il recupero viene allungato di 60 secondi e ci sarà ancora tempo per un altro cartellino giallo all’indirizzo di Keita su Abate.

Al triplice fischio San Siro è una bolgia: l’Inter, per la terza volta negli ultimi 4 derby fra campionato e coppa nazionale, porta a casa l’intera posta e scala ulteriormente la classifica portandosi al 3° posto dopo il difficile avvio di stagione mentre la crisi del Milan sembra farsi sempre più grave al punto da portarli al 12° posto…la settimana dell’Europa porterà le milanesi ad affrontare le coppe con un umore opposto, specie sapendo quanto una stracittadina può essere decisiva.

Beh…è proprio il caso di dire che, attualmente, all’ombra del duomo vi siano 2 paradisi e una sola madonna.

 

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