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INTER-MILAN 1-2: IL “DOMINATORE DELL’ARIA”

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MILANO – La Serie A, Covid-19 permettendo, continua a regalare emozioni in questo inizio di stagione assai fitto nonchè anomalo: dopo 5 stagioni il Milan torna a vincere una stracittadina in campionato (Milan-Inter 3-0 31/1/2016) e dopo 10 anni torna a ottenere i 3 punti fuori casa a discapito dell’Inter (Inter-Milan 0-1 14/11/2010…anno dell’ultimo scudetto rossonero) in una partita di grossa sofferenza soprattutto dal punto di vista della stabilità tattica…salvo la grande ammucchiata di positivi al “Coronavirus” (Radu/Skriniar/Young/Gagliardini per l’Inter e Duarte/Gabbia nel Milan) di indisponibili troviamo lo squalificato Sensi insieme a Vecino (operato al ginocchio) da un lato assieme a Musacchio/Rebic (entrambi fuori, rispettivamente, per operazione alla caviglia e lussazione al gomito) imponendo un atteggiamento piuttosto guardingo ma che, paradossalmente, sortiranno l’effetto di portare ad un confronto aperto oltre che ricca di occasioni.

I mister Conte e Pioli, ben consapevoli di essere davanti ad un esame che poteva dire tantissimo in chiave annata oltre galvanizzare i rispettivi ambienti di fronte ai sogni di scudetto, decidono di non snaturare i propri assetti abituali al netto di una contemporanea emergenza difensiva per entrambi (l’Inter non aveva riserve in tale ruolo e il Milan, attualmente, conta solo 2 stopper): da un lato abbiamo il classico 3-5-1-1 con Barella a fare da incursore dietro le punte (nel finale diverrà un 3-4-3 a rombo estremamente spregiudicato)

[Handanovic (cap.);

D’Ambrosio-De Vrij-Kolarov;

Hakimi-Vidal (84° Sanchez)-Brozovic (68° Eriksen)-Perisic;

Barella;

Martinez-Lukaku]

mentre dall’altra parte si nota un 4-2-3-1 tramutato in 4-3-3 di maggiore copertura

[Donnarumma;

Calabria-Kjaer-Romagnoli (cap.)-Hernandez;

Kessie’ (87° Tonali)-Bennacer;

Saelemaekers-Calhanoglu (62° Castillejo)-Leao (62° Krunic);

Ibrahimovic].

Il copione conferma le attese: è l’Inter a fare la partita con il Milan a cercare di non perdere mai le distanze fra i reparti con la possibilità di contrattasccare quanto prima facendo grande affidamento su Ibrahimovic e sugli inserimenti di Leao attraverso le sponde dello svedese…succede così che, al 1° vero contropiede rossonero, registrato al 12°, arrivi l’episodio che fa girare la ruota quando il bomber milanista, su lancio di Bennacer, supera in velocità Kolarov venendo steso da dietro in area proprio dal serbo in modo da far decretare il rigore (sembra di assistere al review di 10 anni fa: quando Materazzi falciò lo stesso Ibra al 5° minuto in quella stessa zona del campo condannando i suoi alla prima batosta con i cugini dopo 2 tornei); della battuta si incarica il leader dei diavoli ma il suo destro incrociato non è incisivo e serve la respinta di Handanovic per far si che il tap-in di sinistro sentenzi lo 0-1 della truppa di Pioli, truppa che riesce a raddoppiare all’affondo conseguente (al 15°) grazie ad uno scatto bruciante di Leao a danno di D’Ambrosio: il cross basso a rientrare è perfetto sempre per “Ibracadabra” con uno 0-2 che già appare come una sentenza inequivocabile…gli interisti non si danno per vinti e, dopo che Kjaer ha rimediato il giallo per un fallo duro da dietro a danno di Martinez, riescono, quando i minuti sono 28°, a riaprire la contesa con una bella azione personale di Perisic a sinistra chiusa con la realizzazione a porta sguarnita di sinistro da parte di Lukaku a dire “1-2 con ancora tutto da giocare”…da qui vediamo un’Inter che spinge con grande continuità costringendo i dirimpettai a trincerarsi a protezione di Donnarumma intanto che Ibrahimovic fa reparto letteralmente da solo allo scopo di far respirare i suoi intanto che Kessie’ si aggiunge alla lista dei cattivi causa un fallo tattico a danno di Brozovic poco prima del duplice fischio da parte di Mariani.

Alla ripresa sono ancora i biscioni a suonare la carica attraverso le serpentina del duo Martinez-Barella e con i colpi-lampo di Lukaku ma, a differenza< della 1° parte, adesso il Milan è meno timoroso e cerca di controbattere immediatamente: Ibrahimovic le prende tutte di testa facendosi pure ammonire dopo una gomitata in faccia a De Vrij, Leao scatta ad ogni occasione buona finchè Krunic non lo rimpiazza per rinsaldare la zona nevralgica, Calhanoglu dà sempre la sensazione di enorme pericolosità al netto di un reparto offensivo nerazzurro in cui Lukaku svaria da tutti i lati e Martinez fa quasi da “playmaker avanzato” per gestire meglio il traffico del possesso palla; l’ambiente si surriscalda per qualche contatto di troppo e a farne le spese sono ambo gli allenatori, ammoniti per proteste proprio nel momento che serviva maggiore tranquillità sul terreno di gioco…i cambi effettuati denotano la voglia dell’Inter di giocarsela all’arma bianca con l’intento non solo di pareggiare, ma pure di vincere: Eriksen fa abbassare Barella (migliore dei suoi) in mediana prima che Sanchez entri ad allargare la retroguardia nemica assieme a Martinez (rispettivamente, a destra e a sinistra). Le ammonizioni agli interisti fioccano (prima Brozovic spezza irregolarmente una ripartenza di Hernandez e poi tocca a Vidal prendersi la sanzione a vantaggio di Krunic)…la mira comincia a diminuire per tutti e la precisione delle conclusioni ne risente dando vita ad un finale in cui Kessie’ (graziato reiteratamente da già ammonito) fa spazio a Tonali poco dopo che il VAR era intervenuto ad annullare un rigore dato per fallo di Donnarumma su Lukaku (le immagini mostreranno che il belga era partito in fuorigioco ricevendo la sfera da un rimpallo fortuito sulla gamba di Kjaer: dunque non frutto di una giocata) nonchè in anticipo sull’ammonizione di Hakimi per proteste; allo scoccare del recupero è Lukaku ad avere la palla decisiva per strappare un punto, ma il suo colpo di tacco non efficace e Donnarumma deve solo bloccare la sfera (sarà “solo” l’8° intervento fra tutte le conclusioni).

Al triplice fischio il Milan si gode la vetta solitaria frutto di 4 vittorie su 4 (12 punti) maturati tramite 9 gol fatti e 1 subito ben sapendo che il 1° vero test per capire le reali ambizioni dell’ambiente sono legate indissolubilmente al migliore in campo di oggi: il “dominatore dell’aria” Zlatan Ibrahimovic, autore della sua 3° doppietta nei derby (tutte e 3 in rossonero dal 2012 a oggi nonchè dei suoi primi 2 timbri in stagione); il Milan è atteso dalla visita della Roma mentre l’Inter (1 punto negli ultimi 2 turni) deve cercare di ritrovarsi in casa del Genoa, ma non sarà facile per nessuno: questa settimana iniziano le coppe e il calendario sarà sempre maggiormente fitto…saranno 3 settimane piene di colpi di scena, ma la speranza è che le carte si mescolino sempre di più.

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