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INTER-MILAN…-2 GIORNI, 11 MAGGIO 2001: UNA NOTTE IRRIPETIBILE

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MILANO – Eccoci giunti alla primavera del 2001 e, mentre viene emessa la sentenza definitiva ad indirizzo del mafioso Gaetano Badalamenti come mandante dell’omicidio di Giuseppe Impastato (avvenuta la sera dell’8/5/1978, poco prima che a Roma venisse ritrovato il corpo dell’onorevole Aldo Moro), Marco Pantani continua la sua lotta iniziata nel 1999 contro la giustizia sportiva del ciclismo causa l’accusa per doping scattata in seguito all’esame del sangue a Madonna di Campiglio, l’Italia si prepara ad ospitare il G8 di Genova per il luglio seguente, la Serie A è entrata, ormai nel suo periodo conclusivo con sole 5 giornate ancora da giocare.

Per il 30° turno abbiamo molte sfide interessanti: Roma-Atalanta, Fiorentina-Juventus (romanisti e juventini in lotta per lo scudetto con bergamaschi già salvi e toscani a tentare l’assalto per l’Europa), Napoli-Lazio (campani quasi retrocessi, laziali speranzosi di sgambettare il duo di testa che li precede) ma soprattutto il derby di Milano Inter-Milan…finito 2-2 all’andata ed avente ambo le compagini appaiate in zona coppe sulla quota di 44 punti esatti ma con la differenza reti a fare da unica discriminante favorevole ai nerazzurri.

Allo stadio “Giuseppe Meazza” sono ben 80,000 gli spettatori che gremiscono l’impianto (50,000 contro 30,000 circa) fra cui abbiamo personaggi illustri tipo Moratti e Galliani (a fare le veci di Berlusconi) arrivati in largo anticipo nella zona delle autorità mentre Collina intercetta subito i capitani Zanetti-Maldini per chiarire quale sarà il suo metro di valutazione; l’atmosfera è da brividi: ormai tutte e 2 sono fuori da ogni impegno di coppa così come per il campionato, dunque la stracittadina resta l’ultimo obiettivo di un’annata tribolata per tutti…

Fabio Caressa con Josè Altafini (leggenda rossonera del passato) sono regolarmente al loro posto in zona stampa e si preparano a regalare il primo brivido della contesa attraverso la promettente citazione <<CHI PUO’ ENTRARE IN CHAMPIONS? CHI SI RISCATTA? CHI E’ MILANO?>>.

Tardelli (subentrato a Lippi dopo la 2° giornata) e Cesare Maldini (sostituto dell’esonerato Zaccheroni nel periodo invernale) si trovano subito in difficoltà per scegliere una formazione competitiva che possa onorare al meglio una serata di gala come quella milanese (mancano 3 nomi su tutti: Ronaldo e Boban, Bierhoff) intanto che vengono sfoggiate 2 coreografie da brividi nelle curve e si scatenano violenti disordini fuori dall’impianto (cosa molto strana conoscendo il match meneghino con tutta la sua storia): il primo ripiega su un classico 3-4-1-2

[Frey;

Simic-Blanc-Ferrari;

Gresko-Di Biagio (46° Seedorf)-Dalmat-Zanetti (cap.)

Farinos (35° Cauet);

Recoba-Vieri]

mentre il secondo sfrutta in 4-4-2 atipico trasformatosi, nel finale, in un modulo a 3 punte (si potrebbe affermare che parliamo di un 3-4-3 ma con interpretazioni che lasciano molto al caso visto la piega che prenderà il confronto)

[Rossi;

Kaladze-Costacurta-Roque Junior-Maldini (cap.);

Helveg-Gattuso-Giunti (60° Guglielminpietro)-Serginho;

Shevchenko (82° Leonardo)-Comandini (57° Josè Mari)].

Malgrado i risultati non soddisfacenti e i nazionali italiani decisamente in numero esiguo (Di Biagio, Vieri e Maldini stesso, Gattuso)…i fuoriclasse sono tanti e di provenienza differente: il croato Simic, il francese Blanc, l’argentino d’eccezione Zanetti, l’olandese Seedorf, l’uruguagio Recoba avversi al georgiano Kaladze, i terribili brasiliani Junior-Serginho-Leonardo, il danese Helveg (che ancora non lo sa, ma 2 anni dopo diverrà la merce di scambio proprio per Seedorf nell’ambito di uno scambio che favorirà solo i rossoneri), il fenomeno ucraino Shevchenko (già autore di 5 timbri in 5 apparizioni con appena 1 stagione in rossonero alle spalle).

Da subito si capisce che, alle 21,00 di quel venerdì sera, durante questo “spareggio-Champions” non ce ne sarà per nessuno: sono appena trascorsi 3 minuti di gioco quando Serginho, già per la 3° volta, recupera una gran palla sulla fascia sinistra a discapito di Gresko per un errato disimpegno di Ferrari e serve Comandini solo in area che trafigge Frey in scivolata di sinistro per lo 0-1…proprio l’ala brasiliana sarà protagonista: al 19°, poco dopo l’ammonizione rimediata da Helveg (a cui si aggiungerà Gattuso nel finale di frazione) per aver steso Zanetti sulla sinistra, Rossi fa ottima guardia su un bellissimo tiro dalla lunga distanza di Dalmat al volo di destro e sulla respinta corta Collina non accorda un evidentissimo rigore con probabile espulsione Maldini-Vieri a pochi metri di distanza dall’estremo difensore rossonero consentendo la ripartenza in verticale Junior-Giunti-Serginho con un altro cross dell’esterno a spiovere in area verso Comandini, che anticipa sul primo palo di testa lo spento Ferrari facendo 0-2 precedendo anche l’ammonizione di Simic per un intervento da ultimo uomo su Comandini che avrebbe dovuto portare, di norma, all’inferiorità numerica degli interisti (sarà un primo tempo piuttosto difficile per il fischietto viareggino); da qui abbiamo altre 2 occasioni fallite da Sheva oltre che dallo scalmanato Serginho mentre l’Inter non è mai pericolosa e incapace pure di reagire a livello rabbioso: il duplice fischio arriva in un’atmosfera surreale ma se pensate che sia finita vi sbagliate di grosso…

Con l’inizio della ripresa il pubblico di casa si augura di assistere, quanto meno, a un lampo d’orgoglio dei biscioni grazie all’innesto di Seedorf per Di Biagio come suggeritore del tandem offensivo ma verrà smentito molto presto: corre il 54° quando, in una nebbia di fumogeni, Giunti (regista riserva del croato Boban) batte una punizione più che parabile ritrovandosi a realizzare lo 0-3 solo perché l’incolpevole Frey viene spiazzato da un tentativo di fallo di Blanc su Junior che gli impedirà la visuale della sfera proprio quando questa gli rimbalza davanti insaccandosi inesorabilmente…ormai l’attacco del Milan è imprendibile e Serginho mette a segno il terzo assist della sua serata crossando per Sheva in anticipo ancora su Ferrari così da fare 0-4 (dirà Caressa, ai microfoni di “Tele+”, <<AMICI, 0-4: E’ CAPPOTTO!!!!>>) quando scocca il 66° ma lo show dei diavoli sembra non voler finire neanche al 77° poiché, stavolta, è Kaladze a eludere sia Zanetti che Simic per poi crossare ancora dalla sinistra (il lato da cui arriveranno 5 marcature su 6 al conto conclusivo) rasoterra in favore di nuovo di Shevchenko con il piatto destro ad anticipare il portiere così da calare la cosiddetta “manita” (lo 0-5); da qui potremmo credere che basti la semplice “melina” far scorrere il tempo residuo anche se Serginho (ancora lui!) non ne vuole sapere: Maldini serve indietro l’inesauribile Junior, che tocca lungo verso il bomber ucraino, sponda di prima intenzione per l’esterno carioca (autrice di 3 assist, 1 punizione procurata, 1 gol…decisamente MVP dell’incontro per distacco) e scatto a freddo sulla coppia Zanetti-Gresko con conclusione senza speranze in fondo al sacco a sentenziare lo 0-6 con la punta sinistra quando siamo giunti all’81° in concomitanza con la chiusura pure della giostra dei cambi.

Al triplice fischio 1/4 dello stadio è in festa mentre la contestazione interista si scatena senza pietà con i giocatori disperati e Tardelli che rientra nel boccaporto mostrando una faccia che è tutto un programma: il Milan ha umiliato l’Inter e si rilancia prepotentemente in zona Champions per un finale di stagione tutto da vivere almeno in ottica Serie A.

A giugno (conclusione posticipata causa le olimpiadi di Sidney a settembre 2000) l’Inter saluterà l’ennesimo anno orribile accontentandosi di un mesto 5° posto in graduatoria, lascerà la Champions nel turno preliminare dinanzi all’Helsingborg prima di salutare la Coppa Uefa agli ottavi in favore dell’Alavés (sconfitto in finale dal Liverpool) senza scordare pure la botta finale data dalla batosta rimediata dal Parma finalista nei quarti di Coppa Italia…il Milan si godrà il record stabilito nel confronto diretto ma le gioie finiscono qui: 6° piazzamento, estromissione di fronte alla Fiorentina (poi vincitrice) in semifinale di coppa nazionale, fine dell’avventura nell’Europa dei grandi dopo un brutto 2° girone chiuso da terzi dietro a Deportivo La Coruna/Galatasaray e davanti al PSG.

Per Inter e Milan stanno arrivando tempi migliori? scopriamolo insieme…

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