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JUVENTUS-INTER…-1 GIORNO, SABATO 5 DICEMBRE 2009: QUANTA TENSIONE!!!

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TORINO – Mancano appena 20 giorni al Natale 2009 e al cinema sta per uscire “Natale a Beverly Hills”, il singolo “Replay” infiamma le discoteche italiane durante un inverno gelido, in febbraio Valerio Scanu vincerà il festival di Sanremo, nelle scuole di tutta Italia si allestiscono i mercatini di beneficenza proprio per il Natale, la Mens Sana Siena si avvia a vincere il suo 2° “treble” consecutivo (di 3 totali) nel basket (meno di 4 anni dopo verranno scoperti parecchi particolari inquietanti sul ciclo della compagine toscana che porteranno alla totale riassegnazione dei trofei di quel periodo della pallacanestro italiana…).

Intanto la Serie A sta per arrivare a metà della stagione con un mese di dicembre in cui torna la Coppa Italia dopo 1 mese, le coppe europee stanno per giungere alla sosta invernale e la classifica si sta facendo molto interessante con una giornata cruciale specie per ciò che riguarda gli anticipi del sabato e il posticipo domenicale (nell’epoca in cui le altre 7 sfide si disputano ancora tutte alle 15,00 di pomeriggio): Milan-Sampdoria 3-0 alle 18,00 con i rossoneri che, in caso di sconfitta dei cugini, potrebbero accorciare a -4 dalla vetta la propria distanza e i blucerchiati che devono riprendersi da un momento di particolare crisi seguito ad un inizio esplosivo in cui si era pure accarezzata una minima idea di tricolore; la domenica sera ci si concentrerà alle 20,30 sulla stracittadina Roma-Lazio 1-0 (ultima del girone dopo quelli di Milano, Genova) in cui i giallorossi si giocano l’accesso alla Champions con almeno altre 5 compagini (Parma/Fiorentina/Genoa/Sampdoria/Napoli sicure, poi le altre tipo Bari/Cagliari cercano di divincolarsi) e i biancocelesti cercheranno di allontanare il fantasma della retrocessione dopo 16 settimane da incubo…ma il match che, quasi sicuramente, occupa lo spazio maggiormente imponente nel weekend è il derby d’Italia Juventus-Inter del sabato alle 20,30 (il martedì e mercoledì seguenti hanno luogo i confronti dell’ultima giornata dei gironi nelle competizioni Uefa: la Juve ospiterà il Bayern Monaco mentre l’Inter riceverà la visita del Rubin Kazan) avente i bianconeri in lotta per il 2° posto assieme ai milanisti e i nerazzurri a comandare la vetta con 7 punti su tutti (i meneghini non escono sconfitti dalla Torino bianconera dall’inverno 2005…decisamente un periodo molto lungo e che potrebbe interrompersi da un momento all’altro…).

Fra gli spettatori, 30.000 e tra cui gli interisti risultano essere massimo 3000, troviamo i presidenti Blanc e Moratti mentre i capitani sono Del Piero-J. Zanetti con l’arbitro che corrisponde al mantovano Saccani…sappiamo tutti la rivalità che corre fra le 2 parti da sempre ma, almeno in questa gelida notte, non si contano scontri fuori dallo stadio o tensione eccessive sugli spalti; gli allenatori Ferrara/Mourinho godono della più totale fiducia dei rispettivi ambienti facendo in modo che scendano in campo gli assetti migliori malgrado qualche defezione particolare a livello di Zebina/Iaquinta oppure Santon/Maicon/Sneijder/Quaresma: 4-3-1-2 usuale e casalingo (poi 4-4-1-1 e 5-3-1 nel finale)

[Buffon;

Cáceres-Chiellini-Cannavaro-Grosso;

Marchisio (80° Poulsen)-Melo-Sissoko;

Diego (90° Grygera);

Del Piero (cap.) (71° Camoranesi)-Amauri]

opposto al 4-3-1-2 ospite (tramutato in 4-2-1-3 e 4-2-4 nel forcing conclusivo)

[J. Cesar;

Zanetti-Samuel (90° Materazzi)-Lucio-Chivu;

Motta-Cambiasso (79° Mancini)-Muntari (61° Balotelli);

Stankovic;

Eto’o-Milito].

Anche stavolta abbiamo una schiera di nomi importanti che faranno, quasi tutti, una buona figura ai mondiali successivi: il blocco azzurro formato da Buffon/Chiellini/Cannavaro/Marchisio/Camoranesi (Grosso/Del Piero/Amauri e Materazzi/Motta/Balotelli, contro ogni pronostico, saranno lasciati a casa da Lippi) assieme alle “piccole pattuglie” di Brasile (Melo/Diego avversi a Cesar/Lucio mentre Mancini rimarrà fuori), Argentina (Zanetti/Samuel/Cambiasso/Milito) senza tralasciare l’uruguagio Cáceres, il danese Poulsen e il serbo Stankovic, ghanese Muntari, il camerunense Eto’o al netto dei grandi esclusi Grygera (Repubblica Ceca e capitano successore di Nedved), Sissoko (Mali) o il rumeno Chivu.

Come da previsione è la Juventus ad attaccare con l’Inter che si difende e fa controgioco non lesinando mai ripartenze; al 20° abbiamo il primo episodio decisivo in seguito ad un fallo dubbio fischiato dinanzi alla panchina milanese: Diego batte in modo chirurgico riuscendo a far spiovere la sfera sulla testa di Melo, che spizza in direzione di “ADP” ma Lucio devia maldestramente con il sinistro indirizzando verso la sua porta senza possibilità di replica sancendo l’1-0 in favore dei padroni di casa e scatenando un applauso ironico di Mourinho ad indirizzo del direttore di gara con seguente espulsione dello stesso tecnico; siamo appena nella prima parte della 1° frazione ma già le emozioni stanno fioccando rendendo la disputa avvincente come i giallo rimediato da Muntari (diffidato) al 23° e il gol del pareggio al 26°: su fallo di Melo (ammonito) a danno di Chivu, Cambiasso serve corto Stankovic (tutto solo sempre sulla destra) per un nuovo cross in area su cui Eto’o (al 1° centro in trasferta in Italia) salta da indisturbato incornando perfettamente con la fronte così da incrociare sull’altro palo dopo che già Buffon aveva salvato su un’altra palla ferma una torsione di Samuel giudicata imparabile da molti 60″ addietro…1-1 e tutto di nuovo in gioco con Samuel (diffidato pure lui) che si aggiunge all’elenco dei cattivi mentre lo stesso Del Piero impegna ancora Cesar con un bel destro in controbalzo controllato facilmente.

Dopo l’intervallo ci si aspetta che la partita possa decollare definitivamente non solo sul piano delle occasioni o dei duelli muscolari ma anche, e soprattutto, per quanto il gioco espresso: la partite d’avvio della ripresa sembra confermare tale teoria quando Diego si vede respingere a terra una palla insidiosa dall’estremo difensore lombardo e quando Stankovic, su tiro a colpo sicuro nato da un passaggio basso di Eto’o dal fondo, incolla in corsa un destro di prima intenzione su cui Grosso si immola deviando con parastinco in favore di Chiellini prima con Buffon poi…pare che il punto del nuovo vantaggio possa arrivare per entrambi da un momento all’altro e Marchisio sceglie di rendersi protagonista proprio a tale fine: corre il 58° quando la giovane mezz’ala riceve sulla sinistra liberandosi di Samuel in modo da servire Diego, il brasiliano salta secca la scivolata di Chivu esplodendo una rasoiata di destro su cui il portiere meneghino interviene come può respingendo corto…sembra finita ma lo stesso Marchisio arriva per primo, evita la scivolata del medesimo Samuel con un controllo sinistro-destro-sinistro da manuale in modo da chiudere scavalcando l’uscita di Cesar con un mirabile pallonetto mancino che significa 2-1 in favore dei suoi. A questo punto l’allenatore dei milanesi capisce che, se vuole evitare la 2° sconfitta in campionato, deve giocarsi la sfida all’arma bianca buttando dentro tutto il potenziale offensivo di cui dispone: succede così che Balotelli va a porsi sulla destra pe mettere in difficoltà Grosso (rimediante il giallo con 30′ davanti oltre che seguito da Amauri all’80°) e Mancini viene schierato per schiacciare fisicamente Cáceres oltre al tandem Milito-Eto’o a fare la guerra fisica in area con il duo di centrali bianconeri sulle frequenti azioni che scaturiscono dalle fasce laterali intanto che Camoranesi, Poulsen sono andati a rinforzare la zona nevralgica del terreno di gioco con evidente predominio sulla coppia Motta-Stankovic (abbandonata alle sue miserie e molto poco sostenuta dai 4 tenori davanti); ciò che sorprende è che, in vero, si conteranno occasioni sulle dita di una mano per tutti fino all’87° e che non vi saranno altri provvedimenti disciplinari per nessuno; la tensione è palpabile ma nessuno vuole farla esplodere completamente finché non si arriva proprio a 3 rintocchi dal 90°: Melo si trova duellare con Balotelli per il possesso della sfera poco fuori dal cerchio di centrocampo e, nel cercare di tenerlo a distanza, allarga il braccio con chiara intenzione di assestargli una gomitata in pieno volto…lo scopo non riesce ma il giovane subentrato crolla a terra comunque tenendosi le mani in faccia pure se le immagini chiariscono l’evidente simulazione, una simulazione da cui si scatena il putiferio…tutti gli effettivi assaltano Saccani chiedendo provvedimenti per il rispettivo avversario e, nel mentre, Chivu rifila una testata palese a Sissoko sempre sotto gli occhi del direttore di gara che non si accorge di nulla ma bada soltanto a calmare gli animi fra Buffon-Motta, venuti letteralmente alle mani per qualche parola detta di troppo in mezzo al mucchio esattamente nello stesso istante in cui pure le panchine entrano a riportare una parziale calma ma, ormai, il clima è elettrico e a farne le spese, sorprendentemente, è solo lo stesso Melo che viene espulso per l’intenzione dolosa…da regolamento, oltre a lui, doveva essere espulso pure Balotelli (solo ammonito per la scena innescante la bomba), facendosi seguire dal duo Buffon-Motta (causa la loro quasi scazzottata) e, non ultimo, da Chivu (per il gesto violento ai danni di Sissoko): è sicuro che Saccani non abbia voluto far incattivire definitivamente gli animi riducendo le 2 squadre a finire 9vs8 a cambi esauriti ma è pur vero che non è stato aiutato a dovere dai suoi colleghi (fra cui il 4° uomo Peruzzo) a visionare bene tutto ciò che è accaduto in questo furioso parapiglia. Nel finale vediamo l’innesto di Grygera a comporre una difesa juventina, teoricamente, a 5 per preservare il tabellino appena prima che venga buttato dentro Materazzi al posto del nervosissimo Samuel (e già gravato di un cartellino sulla testa) a fare ulteriore gioco di sponda per gli inserimenti dei compagni durante le ultime offensive nerazzurre nel medesimo momento che Cáceres si prende il provvedimento disciplinare chiudendo l’elenco dei sanzionati.

Al triplice segnale lo stadio è in festa per un risultato che riporta la “vecchia signora” a -5 dagli sconfitti con più di un girone da affrontare: sembra il definitivo segno di una lotta a 3 furiosa fra le potenti del nord, ma si rivelerà solo un fuoco di paglia con tutto che anche il Milan, al momento, può dire di essere ad appena 4 lunghezze dal gradino massimo.

La compagine zebrata termina l’anno digerendo solo bocconi amari: 6° posto in Serie A per un crollo quasi verticale nella 2° tornata, il percorso di Coppa Italia si chiude nei quarti in casa ancora dell’Inter mentre nelle coppe europee vedremo una retrocessione in Europa League successiva al 3° posto maturato in favore del Bordeaux, del Bayern Monaco (futuro finalista) ma davanti al Maccabi Haifa anche se pure il nuovo cammino durerà molto poco finendo agli ottavi per una rimonta thriller da 3-1 a 1-4 del Fulham (anch’esso finalista perdente); il 2010 interista si conclude con la conquista di 5 trofei su 6: scudetto (il 5° consecutivo, 18° totale, ultimo ad oggi in seguito ad uno scontro fra titani con una Roma che si arrenderà solo dopo il definitivo 82-80), coppa nazionale (1° dopo 4 anni, 3° in 6 annate, 6° su 7 in tutto) sempre a discapito dei giallorossi), Supercoppa di lega (3° in 5 edizioni, 5° ed ultima ad ora ma sempre a danno dei giallorossi…mai domi), Champions League (1° dopo 45 stagioni ad attendere, 3° al conto finale nonché con delusione del Bayern Monaco, anch’esso autore già del “double” in patria), Mondiale per club (uguale alla “coppa dalle grandi orecchie” e 3° affermazione totale davanti agli africani del Mazembe)…mancherà solo la Supercoppa Europa (ancora non presente nella relativa bacheca), mollata favore dell’Atletico Madrid, ma di certo questo resterà l’anno più glorioso nella storia dei biscioni.

Fine del nostro viaggio nella leggenda di Juventus-Inter ed appuntamento al prossimo incontro!!!!!!

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