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JUVENTUS-INTER…-2 GIORNI, MERCOLEDI’ 20 APRILE 2005: CI SARA’ DA SOFFRIRE FINO ALLA FINE

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TORINO – La primavera del 2005 è iniziata da un mese esatto e sono passate 1,5 settimane dalla morte di Giovanni Paolo II° causa una brutta malattia, fra le colonne sonore maggiormente sentite troviamo “My humps”, al cinema uscirà “La caduta – gli ultimi giorni di Hitler” dopo soli 7 giorni, mancano solo 2 mesi alla Confederations Cup di Germania (vinta dal fantastico Brasile dei fenomeni in finale contro l’Argentina con un roboante 4-1), una delle serie più amate dagli adolescenti è “The O.C.” su “Italia 1”.

E’ in questo variegato contesto storico che il calcio italiano si accinge a vivere l’ultimo turno infrasettimanale della Serie A 2004/05 avendo tutte le partite da giocare in contemporanea alle 20,30 di mercoledì 20/4/2005: l’unico big-match, per distacco, è certamente Juventus-Inter con i bianconeri in testa a quota 70 punti a +3 sul Milan dopo che erano circa 3 settimane in cui la testa della graduatoria era stata spartita (3 giorni addietro i rossoneri sono andati a perdere in rimonta sul terreno del Siena vedendosi annullare un gol regolare di Crespo…) mentre i nerazzurri vantano 5 lunghezze sul 4° posto ma ben 14 di ritardo sui loro predecessori…si prospetta uno scontro senza esclusione di colpi sapendo pure che tutti e 2 i team in causa devono fare a meno di uomini importanti come Montero oppure Materazzi/Veron/Van der Meyde.

Mentre la triade Moggi-Bettega-Giraudo si presenta con largo anticipo, Facchetti arriva solo a pochi minuti dal fischio d’inizio da parte di De Santis vedendo, però, una cornice di pubblico decisamente sorprendente sapendo ciò che ci sta in palio oltre alla tradizione di questo confronto: i presenti sono “appena” 35.000 fra cui solo 2000 meneghini situati al 2° anello del settore ospiti del “Delle Alpi” (impianto che verrà abbattuto solo l’anno dopo per costruirci l’attuale casa bianconera e che in ben 16 stagioni di partite ospitate darà sempre luogo a grosse polemiche causa diversi problemi di tipo logistico sommati a difetti strutturali piuttosto evidenti).

Gli allenatori sono fra i migliori in circolazione sul momento nel nostro panorama: Capello (arrivato in estate dopo un addio al veleno con la Roma) e Mancini (giovane tecnico emergente ma avente già grossi margini per fare una grande carriera dopo un percorso da calciatore ricco di soddisfazioni)…i moduli ricalcano le 2 scuole difensiviste di ambo i contendenti: 4-4-1-1 dei piemontesi (deformato in un offensivo 4-3-1-2 nella parte conclusiva per merito di Nedved che andrà a fare da raccordo fra i reparti)

[Buffon;

Zambrotta-Thuram-Cannavaro-Birindelli (56° Masiello);

Camoranesi-Appiah-Emerson (53° Blasi)-Nedved;

Del Piero (cap.) (71° Zalayeta);

Ibrahimovic]

avverso al 4-4-2 lineare dei milanesi (poi tramutatosi, anch’esso, in 4-4-1-1)

[Toldo;

Zè Maria-Cordoba-Mihajlovic-Favalli;

Gonzalèz (79° Stankovic)-Cambiasso-C. Zanetti-J. Zanetti (cap.);

Cruz (76° Vieri)-Martins (90° Karagounis)].

Senza tralasciare i capitani: “ADP” nazionale italiano e riserva di Totti, J. Zanetti bandiera dell'”albiceleste”…troviamo molti altri nomi degni di nota per i rispettivi paesi come Buffon/Zambrotta/Cannavaro/Camoranesi in azzurro da aggiungere al gruppo d’Argentina (Cambiasso/Gonzalèz/Cruz) o ai rappresentanti di Brasile (Emerson e Zè Maria), Francia (Thuram), Ghana (Appiah), Repubblica Ceca (Nedved), Svezia (Ibrahimovic) e Colombia (cordoba), Serbia e Montenegro (Mihajlovic/Stankovic), Nigeria (Martins), Grecia (Karagounis).

Stiamo parlando di un match in cui ogni singolo episodio può squilibrare i fatti in favore di una o dell’altra parte: trascorrono pochi giri di lancetta e Mihajlovic riceve una testata da Ibrahimovic mentre sono entrambi a terra (verrà poi punito con la prova televisiva con almeno 2 turni di stop da parte del giudice sportivo) a discutere di chi ha commesso fallo su chi ma De Santis decide di non intervenire per non incattivire ancora la vicenda…da subito i padroni di casa vogliono far capire che comandano loro e colpiscono la traversa con Emerson (autore di una prestazione maiuscola malgrado una condizione fisica imperfetta basata su problemi muscolari di non poco conto) da corner di Del Piero seguita da una parata facile di Toldo sempre su Ibra; sembra che ci sia una sola squadra in campo ma agli interisti basta mettere fuori il naso una sola volta quando siamo al 24°: Zè Maria pennalla un cross preciso dalla fascia sinistra in direzione di Cruz (3 gol negli ultimi 3 precedenti contro le zebre, di cui 2 sempre a Torino l’anno passato nell’1-3 completato da Martins) e a quel punto “el jardinero” si tuffa anticipando secco Birindelli con un pallonetto di fronte a spiovere sul montante opposto senza scampo per Buffon…0-1 e Juve che si ritrova nei guai; gli uomini di Capello non ci stanno e cingono d’assedio l’area nemica spingendo con tutti i loro elementi d’offesa ma, dove non arrivano loro, arrivano le ammonizioni di Favalli, C. Zanetti, Cambiasso con le relative punizioni effettuate dallo stesso Del Piero, da Birindelli pur non sortendo effetto causa un Toldo in serata di grazia sommato ad un Nedved sprecone (oltre che rimediante il giallo assieme ad Appiah poco dopo).

Quando la sfera ricomincia a rotolare l’allenatore dei piemontesi è costretto a dover operare il primo cambio togliendo Emerson per Blasi ottenendo una mediana di soli muscoli a discapito dell’inventiva tecnica e appena 180″ dopo è il primavera Masiello ad esordire in massima lega per rimpiazzare un Birindelli uscito zoppicante a denotare un’emergenza sempre più chiara per “Don Fabio”…dal canto loro, i giocatori in campo continuano l’assalto alla porta nemica con calci piazzati a ripetizione di Ibra ancora e l’infinito Del Piero specie dopo che arriva la notizia, orribile per tutti, che Seedorf ha portato in vantaggio il Milan contro il Chievo a Milano quando corre il 64° (tabellino rimasto uguale fino alla chiusura): in quel momento la classifica rivede la coppia Juve-Milan spartirsi la piazza maggiormente ambita…da qui in avanti abbiamo l’ultimo innesto possibile da parte dei co-capolisti con Zalayeta che va ad affiancare il bomber svedese rendendo chiara la 25° sostituzione di Del Piero in stagione (troppe per uno come lui, e sintomo di un rapporto non ottimale con il nuovo tecnico riverberato anni dopo a riprese frequenti). Nel finale vediamo un Inter prudente che cerca di coprirsi come meglio può e sfruttante le sporadiche ripartenze di Cruz/Karagounis al netto di un Ibrahimovic scatenato sia nel mandare in porta Nedved, sia nel colpire il palo esterno con una giocata al volo da sognare, sia nel chiedere un rigore non accordatogli per un contrasto reciproco con Cordoba, sia nel prendersi il giallo assieme al sudamericano per essersi letteralmente messi le mani in faccia succedendo ad un Toldo piuttosto nervoso (e inserito fra i cattivi pure lui) con l’arbitro poiché, a suo dire, le scorrettezze del centravanti nordico degli avversari erano state troppo ignorate ed andava punito molto prima.

Al triplice segnale di chiusura sono solo i 3000 ospiti ad esultare mentre i sabaudi tornano a testa china negli spogliatoi essendosi resi conto che ci sarà ancora molto da soffrire per ottenere un tricolore che manca da 2 annate sulle loro maglie…

A maggio l’obiettivo dello scudetto, revocato nella primavera 2006 in ambito allo scandalo di “Calciopoli” in cui saranno coinvolte proprio Juventus (retrocessa d’ufficio e per la l’unica volta nella sua storia)/Milan/Lazio/Fiorentina/Arezzo/reggina e poi pure l’Inter che si salverà con la prescrizione, sarà raggiunto dopo una maratona eterna con i diavoli risolta solo dopo lo scontro diretto della 35° partita in casa dei rivali per 0-1 firmato Trezeguet intanto che i biscioni si adageranno alla 3° posizione (non senza rimpianti) ma le coppe riserveranno 2 delusioni terribili viste le forze disponibili di entrambe: estromissione in Coppa Italia contro l’Atalanta per gli uni con vittoria in finale davanti alla Roma (1° trionfo nella competizione dopo 23 anni) per gli altri (4° conquista) senza dimenticare la 2° affermazione (attesa dal 1989) in Supercoppa di lega proprio in un altro avvinete Juve-Inter giocato in Piemonte mentre sul fronte internazionale ci troviamo dinanzi alla sconfitta degli juventini contro i futuri campioni del Liverpool ai quarti di finale in Champions nonché nel medesimo turno in cui il Milan avrà ragione dell’Inter nel 2° torneo con 2 stracittadine meneghine in 3 stagioni con un grosso contributo degli ultras interisti, rei di aver fatto sospendere il match di ritorno perdendolo poi 3-0 a tavolino grazie al gesto scellerato di tirare un petardo in testa a Dida.

Il nostro ritorno al passato di Juventus-Inter si sta per chiudere…scopriamo, però, in quale epoca.

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