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JUVENTUS-MILAN 1-0: JOYA IN CAMPO…TRISTEZZA FUORI

Juventus' Cristiano Ronaldo and Milan's Hernandez Theo in action during the italian Serie A soccer match Juventus FC vs AC Milan at Allianz stadium in Turin, Italy, 10 November 2019 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

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TORINO – Il testa a testa mozzafiato Juventus-Inter non conosce pause neanche dopo un periodo massacrante come questo o dopo una settimana lunga fra Europa e impegni di campionato.

Il verdetto, per ora, ci dice che Sarri sta surclassando Conte per 32 punti a 31 malgrado l’XI° turno fosse, sulla carta, maggiormente agevole per i nerazzurri impegnati a Milano con il Verona anziché per i bianconeri (sfidanti di un Milan ridotto in macerie ma pur sempre dal nome nobile).

Sarri si presenta alla partita con tutta la rosa a disposizione tranne Chiellini che starà fuori fino a marzo ed è ormai divenuta una consuetudine fare a meno di lui nel 4-3-1-2 (poi 4-4-1-1) schierato dal team di casa:

[Szczesny;

Cuadrado-Bonucci (cap.)-De Ligt-A.Sandro;

Bentancur-Pjanic-Matudi (70° Rabiot);

Bernardeschi (61° D.Costa);

Higuain-C.Ronaldo (55° Dybala).

Dal canto suo, Pioli sa che il momento dei suoi è quasi nero e aver ottenuto appena 7 punti in 2 mesi (frutto di 2 vittorie risicate con Genoa e Spal, di un pari con il Lecce) rende tutto molto più complesso anche se l’assetto per 4-2-3-1 mascherato da 4-3-3 in fase di attacco usato da lui stesso denota un’esteriore spavalderia (malgrado qualche assenza tipo Borini, Castillejo, Musacchio) pure nella tana dei più forti…

[Donnarumma;

Conti-Duarte-Romagnoli (cap.)-Hernandez;

Bennacer-Krunic (61° Bonaventura);

Suso-Paquetà (85° Rebic)-Calhanoglu;

Piatek (66° Leao)].

La prima frazione di gioco scorre via fra rapidi ribaltoni di fronte caratterizzati dalle uscite basse di Szczesny sul tridente nemico, la rapidità di Donnarumma fra i pali dinanzi a Ronaldo e i colpi a vuoto di Piatek di testa o di sinistro a giro per Bernardeschi ma allo scoccare dell’intervallo le note maggiormente importanti riguardano l’ammonizione totale della mediana ospite (Krunic per aver fermato irregolarmente Bernardeschi e Bennacer per aver stroncato una ripartenza del “pipita”).

Al ritorno dagli spogliatoi si vede chiaramente che, seppure il Milan tiene benissimo il campo concedendo poche occasioni, non riesce più a spingere con continuità come nei precedenti 45 minuti mentre la Juve, anche con i rifornimenti limitati nella zona nevralgica, sfrutta le qualità dei suoi singoli per provare almeno a piazzare un assedio fatto di spunti personali (tutti saliranno in cattedra, ad eccezione di Cuadrado, fattosi notare solo per una stupida ammonizione rimediata dopo aver calciato via un pallone da rimettere in gioco). Al 55° abbiamo il primo degli episodi decisivi: 3 giorni dopo la sostituzione di Mosca, il mister dei piemontesi ritoglie CR7 (in evidente debito di ossigeno e in condizioni fisiche non ottimali da diverse settimane ma che prenderà malissimo la sostituzione andando prima negli spogliatoi a farsi la doccia e poi andandosene dallo stadio a gara ancora in corso) per mettere dentro Dybala: sembra un totale pazzia e il pubblico mugugna ma spesso i gesti maggiormente insoliti possono rivelarsi provvidenziali; gli assalti rossoneri si fanno sempre più rari pure con l’innesto di Leao per un evanescente Piatek mentre Douglas Costa con la “Joya” spingono sempre maggiormente la retroguardia nemica a schiacciarsi negli ultimi metri finchè le acque non si smuovono al 77°: a seguito di 10 passaggi consecutivi, l’attaccante brasiliano subentrato serve la freccia argentina che triangola con Higuain al limite dell’area e salta Romagnoli per poi trafiggere l’incolpevole Donnarumma (rivelatosi decisivo a più riprese anche nella seconda frazione soprattutto per la sicurezza data al proprio reparto). Con lo sblocco del tabellino i milanesi si riversano all’assalto ma gli interventi dell’estremo difensore piemontese solo molto scenografici più che decisivi e le ammonizioni di Hernandez, Suso, Calhanoglu fanno da contraltare ad un finale in cui Dybala sfiora il raddoppio ma in cui i meneghini non avrebbero demeritato il pareggio soprattutto con Calhanoglu (specialmente per impegno, sacrificio, abnegazione messa sul terreno di gioco).

Al triplice fischio la Juve guarda ancora tutti dall’alto malgrado un probabile caso Sarri-Ronaldo (chissà cosa uscirà fuori nei prossimi giorni al riguardo…) ma è già tempo di pensare alla sosta delle nazionali: se questo periodo farà bene o no agli organici non lo sappiamo ma la speranza è vedere un torneo con ancora tan te emozioni a partire dal 23/11.

Buona visione a tutti per l’Italia ed appuntamento a fra 14 giorni!

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