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JUVENTUS-NAPOLI…-1 GIORNO, DOMENICA 9 NOVEMBRE 1986: EL NUEVO REY

Bildnummer: 00744847 Datum: 09.11.1986 Copyright: imago/Buzzi Michel Platini (li., Juve) und Diego Armando Maradona (Napoli); Vdig, quer Serie A 1986/1987, 1. Italienische Liga, Juventus Turin - SSC Neapel 1:3 Neapel Fußball Herren Mannschaft Italien Gruppenbild Aktion Personen

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TORINO – Siamo nel gelido inverno del 1986 e le scuole sono ricominciate da soli 2 mesi, Berlusconi si lancia alla conquista della “Mondadori”, da 14 giorni Alain Prost ha vinto il suo 2° mondiale di Formula 1 con la scuderia McLaren, gli “Europe” imperversano con “The final countdown” e la Serie A prepara il terreno per la scalata all’Europa di qualche anno dopo, periodo consacrante il nostro paese come quello del miglior calcio al mondo per più di un decennio.

Siamo giunti alla 9° giornata di campionato e il calcio italiano si prepara a vivere un entusiasmante turno in cui le sfide di cartello sono Juventus-Napoli, Sampdoria-Milan (poi rinviata al 20/11 per maltempo), Inter-Torino: bianconeri e azzurri sono appaiati in vetta a 12 punti, le milanesi occupano i primi 2 posti fuori dal podio, i granata stanno risalendo la zona coppe così come i genovesi…soprattutto in chiave scudetto sarà già una giornata decisiva; il mercoledì addietro gli juventini sono usciti agli ottavi di Coppa dei Campioni dopo una drammatica serie di 4 rigori a testa in Piemonte contro il Real Madrid (1-0 in casa di ognuno e 1-3 in rimonta dal dischetto dopo il vantaggio di Vignola) ma adesso vogliono, almeno, salvare la faccia giocandosi tutte le proprie carte forti di 4 vittorie con 4 pareggi nelle prime 8 (13 gol fatti e 2 subiti) pure se non vincono fra le mura amiche dalla 2° settimana…i napoletani, viceversa, non hanno impegni internazionali da inizio settembre: nei trentaduesimi di Coppa Uefa, ancora per mano di una rimonta sfiorata nei rigori e di un palo decisivo colpito da Maradona, è stato il Tolosa a farli fuori anche se tutte le energie, adesso, devono, quindi, essere rivolte allo scontro diretto in terra sabauda facendosi spalle larghe di ottimi risultati nelle sfide trascorse tipo 4 vittorie sommate a 4 pareggi (10 gol segnati, 5 subiti ma a porta inviolata da 2 turni); anche se siamo all’inizio tutto è chiaro: chi si ferma stavolta è perduto!

Fra i 70.000 spettatori del “Comunale” abbiamo un invasione partenopea di almeno 40.000 persone: è dal 24/11/1957 che aspettano di espugnare la roccaforte bianconera e che vogliono vendicarsi di tutti coloro che, a Torino, lì chiamano “terroni”…si presentano più pieni di coraggio e speranza che mai essendo veramente tanti in più del nemico, almeno stavolta; allo stadio ci sono tutte le massime cariche istituzionali a prendere posto in tribuna fra le autorità: Boniperti con Gianni Agnelli e Ferlaino con Allodi-Moggi.

Gli zebrati hanno un nuovo tecnico per la prima volta da metà della decade precedente: Rino marchesi, e anche se il suo soggiorno sarà breve, chiudendosi a maggio, può avvalersi di tutti i suoi ragazzi (tranne i liberi Scirea/Soldà e il centrocampista Briaschi, entrambi infortunati) e su un modulo classico come il 4-5-1 (poi 5-4-1 con maggiore spinta)

[Tacconi;

Favero-Brio-Caricola-Cabrini (cap.);

Mauro (56° Pioli)-Bonini (78° Bonetti II°)-Platini-Manfredonia-Laudrup;

Serena]

mentre Ottavio Bianchi, al suo 2° anno da tecnico del team vesuviano, deve rinunciare a 2 aggregati di riserva (Bigliardi/Marino) pur potendo continuare a utilizzare il suo 4-4-2 con variabile di 4-4-1-1 in cui Maradona è cardine fra le linee opposte (diverrà, nel 2° tempo, prima un 4-3-3 per tentare la rimonta, e poi un atipico 5-3-2 con lo stesso “pibe de oro” ad abbassarsi in regia)

[Garella;

Bruscolotti-Ferrario-Renica-Ferrara;

Romano (78° Volpecina)-Bagni-De Napoli-Sola (53° Carnevale);

Maradona-Giordano].

Essendo 2 gli stranieri consentiti per club all’epoca, abbiamo il capitano dei francesi Platini e il leader danese Laudrup da un lato pure se ci sarebbe da contare il sammarinese con doppia cittadinanza Bonini da una parte con il capitano dell’Argentina laureatasi campione del mondo 5 mesi addietro Maradona (capitano di giornata dei suoi)…per quanto concerne i talenti azzurri troviamo giovani come Tacconi o Ferrara/De Napoli/Romano, tutti riusciti a mettersi in evidenza dall’under-21 del neo-tecnico Vicini nonchè pronti a farsi notare agli europei in Germania Ovest del giugno 1988, ma al contrario di veterani tipo capitan Cabrini o Giordano, ormai fuori dal giro dopo la fine del periodo di Bearzot.

Il grumo delle marcature a uomo è inestricabile pure stavolta: Brio si attacca Giordano mentre Ferrario prende Serena, Bagni segue Platini così come Bonini fa con Maradona e Manfredonia con De Napoli intanto che Bruscolotti pensa solo a tamponare le scorribande di Laudrup, coadiuvato benissimo da Romano, che tiene bloccato Cabrini come può intanto che Ferrara rimane stabilmente a stroncare le idee di Mauro al netto di un Sola che aggredisce Favero ad ogni azione disponibile…gli unici liberi, di ruolo e di fatto, sono Renica con Caricola anche se la tattica da lavagna si conferma sul campo solo fino ad un certo punto; ne viene fuori un 1° tempo in cui la Juventus, stanca ed acciaccata con diversi effettivi chiave non al 100% o rientranti, prova ad attaccare senza scoprirsi e potrebbe anche cambiare le carte in tavola, se solo il corner di Mauro impattato da Brio con sponda verso Manfredonia non finisse sulla testa di Ferrario e poi sul palo negando la gioia al mediano ex laziale…gli azzurri stanno guardinghi come da perfetto dogma della loro guida ripartendo in modo da fare affidamento sul loro regista avanzato, il quale si rende assai pericoloso mettendo prima Romano in condizione di tirare ma alto, e poi con una punizione respinta dalla barriera su cui lo stesso Maradona si esibisce in spaccata da fuori area costringendo Tacconi alla respinta di pugno per la tanta potenza.

All’intervallo le telecamere della RAI sono tutte per Gianni Agnelli, intervistato a tutto tondo su quanto visto in campo in attesa che Agnolin fischi la ripresa delle ostilità (per la verità solo teoriche: si gioca molto e si parla pochissimo, simbolo che il risultato viene prima di tutto ma il rispetto non manca)…appena si riparte sono gli uomini di marchesi a suonare la carica con un’azione insistita da cui esce fuori un rimpallo sfruttato da Manfredonia per servire, dalla trequarti, Cabrini a sinistra: cross del capitano di casa e respinta corta di Garella su cui Laudrup si avventa di destro a porta sguarnita facendo 1-0, un episodio che spedisce i suoi a 14 punti con un +2 sugli avversari e dà il via alla giostra delle sostituzioni, Carnevale a giocare sulla destra per Sola come rinforzo del tridente avanzato in cui Maradona fa da ariete di sfondamento avendo Giordano da spalla mancina mentre Pioli rimpiazza Mauro; il vantaggio dovrebbe scatenare la Juve ed intimidire il Napoli, ma non è così: come dirà Giordano molti anni dopo, quel gol svegliò i suoi e la reazione loro sarà da grande team…prima Renica si incunea nella difesa nemica seminando scompiglio ma Tacconi respinge basso in uscita con Brio che devia in angolo anticipando Carnevale, poi è Maradona a costringere il portiere ex dell’Avellino a distendersi su una punizione indirizzata all’angolino destro basso precedendo altri 2 miracoli sullo stesso Maradona in “estirada” su cross di De napoli prima che su una cannonata di Giordano venuta fuori da una serpentina insistita nonchè esplosa dai 25 metri lo costringa a farsi male alle falangi malgrado i guantoni. Marchesi carpisce il pericolo e supplica Serena di tenere qualche palla alta come chiede a Platini di far ripartire qualche volta il reparto offensivo, sennò sarebbe stato impossibile resistere all’assedio: è il 73° quando, da calcio d’angolo di De Napoli, il traversone è raccolto da Favero, che fa involontariamente sponda verso Ferrario cercando di impedire di saltare a Renica ma consentendo allo stopper (Ferrario) di realizzare al volo di sinistro con l’ausilio del palo sinistro interno (lo stesso che aveva negato la gioia a Manfredonia nei primi 45 minuti anche se pesa il sospetto di un fuorigioco attivo da parte di Maradona sulla traiettoria) l’1-1…ormai la Juventus è scoppiata fisicamente con il Napoli che affonda portandosi 1-2 al 74°, quando Maradona butta in area un altro corner “spizzato” ancora da Renica, ma stavolta sul 2° palo in direzione di Giordano, il quale non ci pensa un secondo e calcia al volo di destro insaccando nell’angolino sinistro il punto che dà ai suoi la vetta in solitaria. I padroni di casa non ne hanno più e il cambio di Marchesi è emblematico: Bonetti va a rinforzare la difesa rimpiazzando Bonini per un 5-4-1 dedito ad un attacco meno spavaldo ma maggiormente oculato…ne nasce un nulla poichè Laudrup non arriva neanche a tirare nell’unica occasione capitata e gli ospiti sono liberi di riorganizzarsi buttando dentro il terzino Volpecina per Romano a fare da ala destra d’emergenza così da ricompattare il 4-4-2 di partenza con variabile di 5-3-2 mentre Maradona arretra a fare da vero regista pure se leggermente avanzato rispetto al reparto; siamo ormai al 90° preciso quando Carnevale riceve sulla trequarti un preciso passaggio che lo avvia un contropiede fulminante 1vs2 fra lui con Volpecina che lo segue dalla fascia contro il solo Favero: il difensore bianconero interviene in scivolata appena fuori area ma il centravanti napoletano riesce comunque a servire il compagno che, in off-side chiarito dalla moviola, scarica un sinistro a giro di prima senza scampo per tacconi a sentenziare l’1-3 che chiude i giochi dicendo poche cose ma precise appena prima del fischio finale…

Ormai è chiaro: dopo 28 anni e 3 settimane il Napoli ha espugnato la casa della “vecchia signora”, il ciclo della grande Juventus degli anni ’70-’80 è finito, i grandi del club sono a fine carriera, Platini ha ceduto la sua corona al nuovo re del campionato…Diego Armando Maradona e questo è l’anno del Napoli a meno di miracoli incredibili.

A fine stagione i torinesi arrivano 2° a -3 dagli azzurri (42-39) venendo fatti fuori ai quarti di Coppa Italia per un maledetto doppio pareggio dinanzi al Cagliari (1-1 in Sardegna, 2-2 a Torino) estromesso in semifinale proprio dal Napoli ma senza dimenticare la sopracitata disfatta europea nei sedicesimi di Coppa dei campioni ai rigori contro il Real Madrid; i campani, da par loro, vinceranno il 1° scudetto della loro storia e la 3° coppa nazionale di sempre (13 vittorie in 13 sfide: record ancora oggi detenuto da loro) a discapito dell’Atalanta divenendo i primi a realizzare “l’accoppiata” nazionale nel “Mezzogiorno” ma il boccone amaro arriverà pure qua dall’Europa a causa della disfatta con il Tolosa all’esordio in Uefa (vittoria al “San Paolo” 1-0 con sconfitta uguale in Francia e crollo dagli 11 metri per 4-3).

Fine del nostro viaggio nel passato di Juventus-Napoli…che vinca il migliore!!!

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