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JUVENTUS-ROMA…-1 GIORNO, SABATO 29 SETTEMBRE 2001: LO SCUDETTO HA CHIAMATO, LA JUVENTUS E’ OCCUPATA, LA ROMA HA RISPOSTO

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TORINO – Sono passati meno di 20 giorni dal terribile attentato alle “Twin Towers” di New York che aveva gettato il mondo nel panico proprio in concomitanza fra la guerra tra USA e medio Oriente, fra solo una settimana scoppierà un altro conflitto in Afghanistan fra le stesse parti in causa, neanche 2 mesi (il weekend del 19/7-20/7) addietro l’omicidio del manifestante Carlo Giuliani nel mezzo degli scontri del G8 di Genova e l’assedio della scuola “Diaz” avevano portato la giustizia italiana davanti al tribunale dell’UE per crimini contro l’umanità ed abuso di potere da parte delle forze dell’ordine…neanche la Confederations Cup vinta dalla Francia (1° paese a fare tris con mondiale ed europeo) in estate aveva dato connotati migliori al tragico 2001 che stava entrando nella sua china discendente.

E’ un clima terribile quello che si respira all’inizio del nuovo millennio e l’Italia, intanto che sta cambiando la sua moneta passando dalla lira all’euro, desidera evadere da tutti i brutti avvenimenti degli ultimi tempi rituffandosi nel campionato di Serie A, arrivato alla 5° giornata: l’unico anticipo del calendario è rappresentato dal match più appetitoso di tutti assieme al derby Brescia-Atalanta (che andrà in onda, però, alle 15.00 di domenica e resterà nel mito per il 3-3 maturato, ma soprattutto per la corsa di Carlo Mazzone sotto la curva bergamasca in seguito al pareggio dei suoi in extremis per mano della tripletta di Roberto Baggio)…Juventus-Roma, unico confronto da giocare sabato 29/9 alle 20,30 al “Delle Alpi” di fronte a 50.000 persone fra cui 8000 romanisti (assiepati nei 3 anelli della “Curva Maratona Laterale”, lontani da tutti per evitare problemi) esibitisi in una meravigliosa coreografia rappresentante il tricolore vinto 3 mesi addietro proprio a discapito dei bianconeri.

Entrambe le squadre sono molto provate dal fatto che in settimana hanno affrontato la 3° giornata del 1° girone di Champions League: la Juve si è vista raggiungere 1-1 in extremis dopo essere andata in vantaggio poco prima a Rosenborg spendendo fin troppe energie mentre la Roma si è trovata in svantaggio e ribaltato 2-1 (come nella sfida con la Fiorentina fra le mura amiche 7 giorni addietro) in 20 minuti in casa a discapito della Lokomotiv Mosca tornando a vincere in tale torneo dopo Roma-Dundee United 3-0 del 1984…se da un lato abbiamo un’europa che fa sorridere, dall’altra abbiamo una Juventus che ha vinto le prime 3 sfide di campionato pareggiando la 4° forte di 9 gol fatti, 2 subiti e che comanda la vetta a pari punti con le milanesi in attesa degli scontri diretti ma con una migliore differenza reti al netto di una Roma che viene da 1 vittoria sommata a 2 pareggi nelle prime 2 ed 1 sconfitta ottenuti tramite 4 reti marcate con 5 incassate senza contare che non vince in trasferta da Bari-Roma 1-4 del maggio scorso trovandosi a dover inseguire addirittura la zona coppe.

Il 1° elemento che ruba l’occhio subito è la presenza sia della “triade” Moggi-Bettega-Giraudo a poca distanza dal presidente Sensi (strano ma vero…) così come per i fratelli Agnelli…ma ecco che subito bisogna tornare al campo: i 2 allenatori Lippi (tornato in estate al posto di Ancelotti dopo un’esperienza risalente al 1994-1999 costellata di parecchi trionfi che lo avevano già reso mito della tifoseria) e Capello (ormai da 2 anni guidatore della “fuoriserie” romanista) possono contare su 2 organici fra i migliori della lega assieme all’Inter ma ciò non toglie che, malgrado la disponibilità illimitata di convocazioni come di stranieri, gli indisponibili siano comunque tanti…i centrali di difesa Tudor/Montero, così come il mediano Conte e la coppia offensiva Zalayeta/Amoruso, tutti esclusi a titolo di problemi fisici, costringono i padroni di casa a ripiegare su effettivi non considerati di primaria caratura pur permettendo lo stesso modulo che sarebbe stato adoperato in condizioni migliori: un 4-4-2 in linea virato poi in un 4-3-1-2 a rombo da inizio ripresa (Del Piero andrà sulla trequarti mentre Paramatti si alzerà ad ala sinistra da terzino che era) che premia il pragmatismo e il gioco fisico di un collettivo abituato a vincere le gare facendo affidamento sulla stanchezza del nemico e sulla maggiore forza mentale

[Buffon;

Pessotto (69° Paramatti)-Iuliano-Thuram-Zenoni;

Zambrotta-Tacchinardi (46° Trezeguet )-O’Neill (60° Maresca)-Nedved;

Del Piero (cap.)-Salas]

mentre troviamo, dalla parte opposta, un 3-5-1-1 decisamente classico ma che si rivelerà fin troppo prudente e che verrà mutato in un 5-3-1 causa lo svolgimento degli eventi tenendo pure ben presente che le contemporanee assenze degli infortunati Pellizzoli/Guigou/Fuser/Balbo, tutte riserve a parte Zago/Emerson ma pur sempre elementi molto utili, danno ben poca scelta al CT friulano

[Antonioli;

Zebina-Samuel-Aldair;

Panucci-Tommasi-Assuncao-Lima (72° Cafù)-Candela;

Totti (cap.) (79° Montella);

Batistuta].

Troviamo 2 dei 3 blocchi che costituiranno la maggioranza della nazionale di Trapattoni ai prossimi mondiali asiatici: Buffon/Iuliano/Zambrotta/capitan Del Piero contro Panucci/Tommasi/Montella/capitan Totti (ci sarebbe anche Delvecchio ma non si muoverà dalla panchina) mentre altri tipo Pessotto o Antonioli hanno già visto concludersi la loro storia azzurra in seguito agli europei di 2 anni addietro…capitolo a parte meritano gli stranieri come i francesi campioni in carica Thuram-Candela, gli argentini Samuel/Batistuta e i non presenti a livello del capitano ceco Nedved con il cileno Salas da mettere a confronto con il futuro leader dei campioni Cafù o il veterano Aldair (che mancherà causa infortunio).

Non appena Cesari fischia l’inizio si capiscono 2 cose: seppure la stanchezza è uguale per ambo le parti, la Juventus tiene di più il pallone e rende sempre difficile la situazione della retroguardia nemica ma la Roma, messa bene come poche altre volte, si rende sempre pericolosissima soprattutto facendo affidamento su 2 contropiedi in cui prima Lima e poi Tommasi mettono Totti con Batistuta a tu per tu con Buffon obbligando l’estremo difensore dell’Italia agli straordinari (il trio Buffon/Thuram/Cannavaro, in estate, doveva venire a Roma ed era tutto fatto per il triplice acquisto ma poi qualcuno decise che le cose dovevano andare in maniera diversa, con i primi 2 che hanno virato verso Torino e il 3° che è rimasto al Parma per poi accasarsi all’Inter l’estate dopo…); se da un lato abbiamo una “Vecchia Signora” che chiuderà la sfida solo con O’Neill ammonito nel 1° tempo, per i giallorossi fioccano le sanzioni: prima Assuncao prende per il collo “ADP10” mentre Aldair con Samuel si macchiano di brutte entrate ai danni degli ex laziali Nedved/Salas poco prima che Totti si prenda il giallo per proteste così come varrà per Batistuta facendo apparire l’atmosfera maggiormente elettrica di quanto non sia in realtà…sembra che il tabellino sia inchiodato sullo 0-0 ma al 37° il vecchio bomber sudamericano degli ospiti (in astinenza da ben 4 turni, da Roma-Parma 3-1 del 17/6/2001, data del tricolore) decide che le cose devono prendere una piega differente: su un fallo poco oltre il limite dell’area di rigore juventina, Batistuta esplode un destro a giro d’interno fin troppo centrale su cui, sorprendentemente, Buffon non può nulla pur essendo ben posizionato…0-1 e sfida che si apre in modo piuttosto evidente permettendo ai lupi di usare il loro metodo migliore: difesa arcigna con fisicità e chirurgia del contropiede ma l’intervallo arriva senza ulteriori sussulti.

Alla ripresa Lippi decide di rompere gli indugi buttando dentro Trezeguet (ammonito dopo poco per un contrasto con Zebina) ed arretrando il suo capitano permettendo a Nedved di svariare su tutto il centro-sinistra mentre dall’altra parte ci pensa Zambrotta fare man bassa ma neanche i 3 cambi sortiscono l’effetto di riequilibrare tutto pur facendo vedere una compagine bianconera decisamente rediviva ma includente; pure qui vediamo la squadra di casa spingere assiduamente ma senza concludere al netto di un team ospite che riparte con insistenza dando sempre sensazione di grossa pericolosità come nel caso del tiro di Tommasi dai 20 metri respinto da Buffon sui piedi di Batistuta ma finito fuori causa la conclusione sbilenca dell’attaccante o come con Totti, che tenta il “cucchiaio” dalla lunetta vedendosi fermare ancora dal suo amico Gigi con un grande intervento a ridosso della traversa dopo un altro miracolo su bolide dai 25 metri rasoterra…dall’altra parte sono i freschi Trezeguet con Maresca suonare la carica ma nello specchio vedremo solo una conclusione, ovvero quella sbattuta sul palo da incornata del mediano subentrato intanto che ci sta tempo pure per l’espulsione di Batistuta, reo d’aver mollato una brutta gomitata in faccia a Paramatti con 15 minuti ancora da vivere essendo già gravato di un cartellino; Capello capisce che è il momento di dare ancora maggiore equilibrio e ne approfitta inserendo Cafù a mezz’ala destra abbassando Candela con Panucci a terzini veri per cercare di ottenere dinamismo prima di spedire Montella a tenere la palla lontano dalla propria area al posto di un Totti stremato da 3 gare dispendiosissime nell’arco di 1 settimana. Ormai siamo in chiusura e la Juve ha un’ottima palla per pareggiare: cross di Nedved con finta di Trezeguet (a cui era stato annullato un gol per netto fuorigioco del suo assist-man Salas) ma Del Piero stoppa tanto bene quanto tira male spedendo appena alto di sinistro…neanche il tempo di tirare fiato che proprio Cafù riesce a rubare la sfera a Paramatti a ridosso della bandierina del corner avversa girandosi con un tocco per poi darla a Montella in area: la conclusione di “Top Gun” viene murata da Iuliano in maniera beffarda per finire sui piedi del liberissimo Assuncao (autore di una delle sue migliori performance da regista) che non ci pensa e scarica di sinistro tutta la rabbia che ha in corpo suggellando lo 0-2 grazie a cui torna a quella segnatura mancatagli da Roma-Brescia 3-1 nel marzo passato, fa crollare l’imbattibilità piemontese durata 17 sfide di campionato (da Juventus-Udinese 1-2 giocatasi il 1/11/2000, 4° settimana dell’annata trascorsa…quasi un anno esatto) riuscendo pure a rilanciare i suoi mandandoli a -5 dalla vetta in piena lotta europea senza contare che gli avversari, avendo già inaugurato una striscia di 6 partite senza vittoria grazie allo 0-0 di Lecce della giornata precedente dopo aver fatto 9/9 punti nelle 3 contese inaugurali, incorreranno in una crisi che li metterà sempre in maggiore difficoltà fino a toccare il livello minimo del 7° posto a cavallo di inizio novembre.

Con questo risultato si allunga a 3 la striscia di sfide senza sconfitte per la Roma con i sabaudi, di cui 2 fuori casa, in 3 anni che il tecnico friulano siede sulla panchina capitolina (l’ultima partita senza sorrisi era stata un 2-1 sempre a Torino del febbraio 2000): sarà l’unica volta in cui qualcuno espugnerà la casa dei bianconeri durante questa annata…come sarà anche la penultima occasione in cui i lupacchiotti espugneranno la tana delle zebre in Serie A (risuccederà solo in occasione di Juve-Roma 1-2 del 23/1/2010 nonchè dopo che non accadeva dall’altro Juve-Roma 0-2 del 23/12/1995).

A fine partita Lippi si dice rammaricato ma non preoccupato avendo visto una bella reazione dei suoi mentre Capello elogia la sua truppa incitandoli a continuare su questa falsariga avendo risposto presenti alla chiamata dello scudetto, contrariamente alla Juve risultata non disponibile, per ora…

In primavera avremo un conto ambivalente per i bianconeri e decisamente insoddisfacente per i giallorossi: Lippi e i suoi otterranno il loro 26° scudetto 4 anni dopo l’ultimo in seguito alla domenica thriller del 5/5/2002 in cui precederanno la Roma (nettamente più forte ma incapace di saper sfruttare le occasioni maggiormente ghiotte) di 1 lunghezza e l’Inter di 2 dopo non essere stati quasi mai al comando, non aver vinto un solo scontro diretto, ma aver piazzato il colpo di reni vincente sul traguardo pur rimpiangendo di aver perso quella che poteva essere la 10° Coppa Italia causa una sconfitta in rimonta contro il Parma (ultimo trionfo dei ducali a fronte di una sconfitta per 2-1 in Piemonte compensata dall’1-0 maturato in Emilia) intanto che i romanisti erano già usciti nei quarti dinanzi al Brescia (sembra incredibile pensandoci con il senno di poi e sapendo che il tecnico era il romanista Mazzone…); il destino internazionale sarà crudele, invece, per tutti: i torinesi si piazzeranno ultimi nel 2° girone di Champions formato da Bayer Leverkusen/Deportivo La Coruna/Arsenal mentre i romani butteranno via il passaggio del medesimo turno arrivando terzi in un gruppo con Barcellona/Liverpool/Galatasaray non riuscendo nemmeno a consolarsi con la Supercoppa Italia (la 1° fino ad allora) conquistata ad agosto 2001 a discapito della Fiorentina.

La battaglia fra le 2 parti in causa non finirà neanche in estate durante i mondiali e la nostra federazione sconterà questa situazione vedendosi maltrattare a livello arbitrale fino ad essere buttata fuori nella famosa sfida Corea del Sud-Italia contando pure che alle ultime elezioni della FIFA avevamo votato contro il vincitore Blatter: Sensi darà battaglia in Lega per divenire presidente avversando la candidatura di Tanzi, uomo della confederazione Moggi-Galliani-Moratti-Cragnotti scelto al posto di Carraro, potendo fare affidamento sulle società medio-piccole e sul centro-sud a livello della Fiorentina di Cecchi Gori o del Napoli del duo Vanni-Corbelli oltre al Perugia di Gaucci senza scordare il Palermo da lui stesso presieduto incartando gli enti governativi sportivi fino a luglio inoltrato con il risultato di riuscire solo a sfiorare la carica voluta ma dovendo cedere sul traguardo ben sapendo che il suo tentativo di rivoluzionare gli organigrammi del “palazzo” non resterà impunito la stagione successiva e i vertici nemici glielo confermeranno…

Chiudiamo questa travagliata stagione italiana 2019/20 con Juventus-Roma…una contesa che ha fatto la storia del calcio nel nostro paese!

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