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JUVENTUS-ROMA…-2 GIORNI, DOMENICA 15 GENNAIO 1995: L’INIZIO DELLA GUERRA

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TORINO – Sono passati 9 giorni dall’Epifania del 1995 e mentre il maltempo mette in ginocchio tutta l’Europa, il Piemonte conta i danni della violentissima alluvione di novembre, è iniziata la battaglia dei diritti televisivi fra “Tele+” e “Stream TV”, tra 10 mesi finirà (apparentemente) la guerra di Jugoslavia e verranno stipulati gli “Accordi di Dayton” a novembre, a luglio la stessa Jugoslavia (ormai formata “solo” da Serbia/Montenegro/Kosovo/Macedonia in seguito alla violentissima secessione di Slovenia/Croazia/Bosnia ed Erzegovina ancora in atto) trionferà agli europei di basket in Grecia battendo la Lituania di Sabonis attraverso uno “starting five” da sogno formato da Bodiroga-Divac-Paspalj-Savic-Danilovic facendo in modo di aprire 7 anni ricchissimi di successi (nel 1995-2002 alzeranno 2 mondiali, 3 europei arrivando 2° ad un’olimpiade e 3° ad un altro europeo con una media di un podio l’anno ad eccezione del 6° posto conseguito all’olimpiade del 2000 per uno dei periodi maggiormente gloriosi nella propria storia) intanto che in Italia prosegue il terremoto di “Tangentopoli” e Berlusconi ha appena chiuso il suo 1° governo a causa del tradimento, con mozione di sfiducia in dicembre, da parte della “Lega Nord” presieduta da Bossi.

Intanto, però, l’Italia si gode la sua “Golden Age” dal punto di vista sportivo e domenica 15/1/1995, prima che si scenda in campo tutti alle 15.00, la scena è tutta per Alberto Tomba che vince la 15° gara (8° personale) del mondiale di sci nella tappa austriaca di Kitzbuhel…nel mentre tutta Italia si prepara a vivere la 16° giornata d’andata con un piatto forte di tutto rispetto come Juventus-Roma, unico big-match del turno in cui i bianconeri comandano la vetta a +2 sul Parma e i giallorossi hanno solo 4 lunghezze di ritardo sui parmensi che si traducono in 6 dagli zebrati. La Juve, che aveva cambiato tutta la dirigenza (dal presidente fino all’allenatore) e parecchi giocatori in estate, si vede rappresentata in tribuna dal neo-presidente Chiusano con la “triade” Moggi-Bettega-Giraudo mentre i fratelli Agnelli presenziano ma senza dare troppo dell’occhio essendo azionisti e non più reggenti…la Roma, dal canto suo, è passato sotto la guida di Franco Sensi dal luglio 1993 e nella primavera precedente lo stesso Sensi aveva cacciato in malo modo Moggi portando a delle ruggini fra le società che si svilupperanno nel tempo con risultati clamorosi a partire proprio da quel polare pomeriggio di gennaio.

Il campo è il “Delle Alpi”, l’eco-mostro che era stato costruito per “Italia 1990” e verrà demolito nella primavera 2006 per edificarci sopra lo “Juventus Stadium”, e l’arbitro è il pesarese Stafoggia, già passato agli onori della cronaca 14 giorni addietro per aver preso 4,5 in seguito a Udinese-Salernitana di Serie B: decisamente una designazione “particolare” pensando pure che lo stesso direttore di gara ha avuto, in stagione, solo un precedente con ambo le parti: la sconfitta della Roma a Parma per 1-0 causa una contestata punizione di Zola al 90° e una vittoria in extremis con rimonta per 3-2 della Juventus in casa a discapito della Fiorentina un mese prima…

Anche sul fronte tecnico ci sta piuttosto da dire: Lippi, arrivato a luglio dopo aver ben figurato a Napoli, deve fare a meno degli infortunati Kohler/Porrini/Baggio I° intanto che sta per essere ufficializzato il mediano francese Deschamps (nell’epoca dei 4 stranieri tesserabili e convocabili, iniziata nel 1992 e durata fino alla “Sentenza Bosman” del 1997) mentre Mazzone può fare affidamento su tutti i suoi migliori ad eccezione dei degenti Lanna/Totti/Thern ma potendosi affidare al rientrante Statuto (che mancava da settembre contro la Reggiana causa un grave problema) potendo relegare Cappioli in panchina. Per quanto concerne i moduli, abbiamo 2 filosofie totalmente agli antipodi: 4-3-3 (poi 4-3-2) di pura zona con pressing asfissiante, forza fisica straripante e voglia di imporre sempre i propri schemi da parte dei padroni di casa

[Peruzzi;

Carrera-Ferrara-Fusi-Torricelli;

Conte-Sousa-Tacchinardi (72° Jarni);

Ravanelli-Vialli (cap.)-Del Piero (76° Di Livio)]

mentre troviamo un 3-5-2 (poi 3-3-2 nel finale) camaleontico e rapportabile con un elastico 4-4-2 molto italiano in base alle evenienze per quanto riguarda gli ospiti

[Cervone;

Annoni-Aldair-Petruzzi;

Moriero-Piacentini-Giannini (cap.)-Statuto-Carboni;

Fonseca-Balbo].

Tanti gli uomini in odore di nazionale per gli europei inglesi dell’anno dopo: Peruzzi/Torricelli/Di Livio/Ravanelli/Del Piero da una parte con Moriero/Carboni dall’altra…capitolo a parte meritano le stelle di “Italia 1990” come i capitani Vialli-Giannini, ormai fuori dalle grazie di mister Sacchi mentre sono stati solo 2 i presenti a “Usa 1994”, ovvero Conte con l’indisponibile Roberto Baggio…per quanto riguarda i giocatori di altre federazioni, in attesa di vedere il già citato transalpino Deschamps con lo stopper teutonico Kohler, troviamo il portoghese Sousa (che assieme all’altro veterano di 4 anni prima Ferrara, sarebbero dovuti venire a Trigoria in estate ma virarono verso il Piemonte causa la guerra fra Moggi e Sensi…) assieme al terzino croato Jarni al netto di un trio sudamericano formato dallo stopper brasiliano Aldair e dal duo di punte Balbo (argentino)-Fonseca (uruguagio) ricordando pure lo svedese out Thern (sopracitato pure lui).

Quando le 2 compagini entrano sul terreno di gioco, per la 2° volta dell’anno dopo l’andata dei quarti di Coppa Italia giocati a novembre con tabellino finale di 3-0 per i padroni di casa fra aspre contestazioni capitoline causa le 2 espulsioni di Carboni/Petruzzi oltre ad altre decisioni quanto meno “strane”, sono già costrette a fronteggiare diversi imprevisti: se sugli spalti troviamo 50.000 di cui 5000 romanisti (isolati al 2° anello della “Curva Maratona Laterale” per evitare qualsiasi contatto) ma moltissimi spazi vuoti, abbiamo una bella festa di colori da ambo le parti, un terreno totalmente ghiacciato così come tutta la struttura, un campo inqualificabile su cui si farà moltissima fatica a mantenere l’equilibrio, un impianto idrico deficitario e che amplifica i problemi del suolo da gioco oltre ad un termometro che segna appena 3°C di massima nell’orario più caldo della giornata (nella notte precedente, a Torino, si era toccato un picco di -10°C di minima). Tutto questo corredo sembra costituire non troppe preoccupazioni per gli effettivi in causa: trascorrono 20″ e Vialli, dopo aver centrato con Ravanelli, serve Carrera che lancia lungo verso lo stesso Ravanelli, sponda del centravanti per inserimento di Conte ma Cervone fa buona guardia sul destro al volo centrale del mediano dei torinesi; la Juventus aggredisce su ogni pallone ma la Roma non si fa intimorire e riparte puntualmente rendendosi pericolosa con il suo tandem sudamericano in fase offensiva intanto che fioccano le marcature e Giannini si vede sempre controllato da una delle 2 mezz’ali nemiche così come Sousa viene seguito da Piacentini appena si trova ad impostare..dopo 10 minuti vibranti il ritmo si abbassa vertiginosamente, la gara diviene tattica e gli attaccanti si trovano in grossa difficoltà in favore dei difensori dovendo ripiegare sullo spunto individuale piuttosto che sulla ripartenza manovrata o sulla giocata rapida causa una superficie indegna…nonostante tutto i romani si rendono maggiormente pericolosi prima con un tiro di Fonseca finito sull’esterno della rete dopo aver messo a sedere Ferrara e poi con una bellissima girata di Balbo uscita di un soffio al volo di destro appena dopo la mezz’ora da cross di Moriero. Sembra che lo 0-1 sia ormai cosa fatta ma al 32° avviene il brutto episodio che segna l’incontro: Ravanelli si porta appena fuori il pallone e mentre Aldair sta battendo il fallo laterale il segnalinee Manfredini (promosso l’anno dopo ad internazionale e che prenderà parte alla finale di “Euro 1996” fra Germania e Repubblica Ceca con vittoria in rimonta al golden gol per 2-1 da parte dei teutonici tramite doppietta di Bierhoff ricoprendo il ruolo di assistente del torinese Pierluigi Pairetto, futuro designatore arbitrale assieme a Paolo Bergamo durante l’epoca di “Calciopoli” e padre dell’attuale arbitro Luca Pairetto) gli passa dietro, lo spinge letteralmente sporcandogli l’azione in modo che il centravanti juventino possa stoppare di testa prima di battere Cervone in uscita con un pregevole pallonetto a giro di piatto sinistro dal vertice destro dell’area facendo 1-0…quelli che seguono sono 6 minuti pazzi in cui infuriano le proteste dei lupi e i bianconeri non sanno che dire, come il direttore di gara, per giustificare quanto avvenuto: Giannini, intanto che Cervone viene ammonito per proteste rischiando anche di essere cacciato, si sente rispondere dall’arbitro che l’assistente non gli ha comunicato al cuna irregolarità e dunque la marcatura va omologata; la squadra ospite non ci sta e chiude la frazione assediando la porta avversaria: prima Moriero si vede bloccare un insidioso destro di controbalzo dal limite dell’area da sponda di Piacentini su corner di Giannini e rimbalzato più volte sul terreno prima di finire in braccio a Peruzzi, poi è il turno ancora di Fonseca, pescato sull’esterno da Statuto e che avrebbe anche preso in controtempo l’estremo difensore riuscendo a pareggiare se Ferrara non si gettasse in scivolata salvando appena prima che la sfera entri ed anticipando di pochissimo Balbo che sta per battere dentro a porta sguarnita precedendo pure un contestato contatto fra lo stesso Peruzzi in uscita con Statuto sempre a poco dal duplice fischio in area bianconera.

Alla ripresa il copione è scontato: la Roma spinge con Moriero che manda alto di testa un bel cross di Carboni dal fondo e al 56° Fonseca viene tirato giù di forza in area da Ferrara nel tentativo di contrastarlo per impedirgli di controllare una rimessa laterale ancora di Moriero appena prima che Cervone faccia una bellissima uscita fuori dalla sua zona di competenza su Del Piero impedendogli di battere a rete il raddoppio; a questo punto inizia la partita a scacchi fra i mister: quando manca mezz’ora alla fine Mazzone butta dentro Cappioli per Statuto cercando di far crescere la manovra dei suoi ma i 2 attaccanti, paradossalmente, lavorano meglio in rifinitura piuttosto che in realizzazione…la situazione, però, è bollente e una nuova miccia sta per scoppiare: siamo al 70° quando Torricelli, nell’ennesimo contropiede tentato per chiudere i giochi, cerca l’1-2 con Del Piero ritrovandosi a tu per tu con Cervone ma entra con il piede a martello sfregiando il braccio del portiere in una dinamica molto simile a quella in cui, 7 giorni prima, lo stesso terzino aveva lesionato i legamenti del ginocchio destro a Bucci del Parma nello scontro di vertice in casa emiliana…Stafoggia non ravvisa neanche l’irregolarità salvo poi fermare il gioco nel momento in cui fra i 2 contendenti volano spinte con insulti che coinvolgono anche gli altri presenti e procede all’espulsione di tutti e 2 suscitando l’ilarità dello stesso Cervone, che uscendo si lascia andare anche ad un commento abbastanza caldo nei confronti dei collaboratori <<LUI MI HA PROVATO A ROMPERE UN BRACCIO COME AVEVA FATTO CON LA GAMBA DI BUCCI LA SETTIMANA SCORSA E VENIAMO ENTRAMBI ESPULSI…>>; a questo punto Lippi con Mazzone sono costretti a cambiare ulteriormente: Lorieri, esordiente in maglia giallorossa nonchè ex torinista, rileva Annoni andando in porta e risistemando i suoi con un 3-4-2 in cui Carboni si abbassa a fare il terzo difensore e Piacentini si allarga a sinistra mentre Jarni prende il posto di Tacchinardi ricomponendo, da esterno basso mancino, un 4-3-2 in cui Del Piero si abbassa a centrocampista per garantire contenimento prima che Di Livio rimpiazzi lo stesso giovane attaccante nell’ultimo quarto di match. Non trascorrono 10 rintocchi che Balbo manda fuori un altra sponda al limite dell’area di Fonseca precedendo di 60″ l’azione che archivia la pratica: sull’ennesimo assalto romanista, Ferrara spazza alla ceca pescando Vialli: il centravanti bianconero, dopo una gran gara di sostanza, si strattona con Petruzzi fuori dalla riga bianca ma il contatto si concretizza all’interno del territorio di “penalty” portando il direttore di gara a fischiare rigore con espulsione senza incertezza…peccato che, in un primo momento, il cartellino rosso venga sventolato in faccia a Carboni che non c’entra nulla: lo sbaglio viene corretto (almeno uno…) e anche Petruzzi (come 2 mesi addietro) uscirà fra 1000 difficoltà ammettendo che l’espulsione ci stava sicuramente ma non si trattava mai di tiro dagli 11 metri, bensì di punizione dal limite; dal dischetto Ravanelli sigla il 2-0 all’81° pur non aprendo troppo il piatto sinistro rischiando di vedersi bloccare il tiro da Lorieri (che dirà nel post-partita di non essere neanche riuscito ad emozionarsi per la concitazione del momento) e all’84° Vialli, in più che sospetta posizione di fuorigioco ma con Carboni a tenere vivo il dubbio della regolarità, fa 3-0 convergendo dalla sinistra con un rasoterra di destro interno sull’altro palo. Negli scampoli conclusivi Benedetti entra per Piacentini ridando una parvenza di copertura arretrata agli uomini di Mazzone ma ormai si rischia l’imbarcata e il fischio finale arriva come una liberazione per tutti.

Nel post-gara Mazzone preferisce parlare solo <<…PARLARE DELLA PARTITA VERA, DELLA 1° MEZZ’ORA…>> e che era meglio non compromettersi dicendo altro ma sottolineando che il campo era orribile, non si può giocare su terreni simili per non mettere a rischio la salute degli atleti pur essendo molto critico con i suoi ragazzi e rimproverandogli di essersi fatti prendere troppo dal nervosismo lasciandosi travolgere dagli eventi senza avere stile nel perdere mentre Lippi, giustamente, si rifugia in una piccola bugia per non gettare altra benzina sul fuoco affermando che <<GLI EPISODI FANNO DISCUTERE, COME QUELLO DEL GOL DI RAVANELLI, CHE IO NON HO NEANCHE VISTO PERCHE’ ERO COPERTO DALLA PANCHINA DELLA ROMA>> pur non avendo nessuno che gli ostacolasse la visuale…

Mentre i dirigenti juventini scelgono il silenzio con Ravanelli che parla solo di squadra umile oltre che operaia ma con fin troppa fame di vittorie, Sensi è furente e da quel giorno inizia ufficialmente la sua battaglia contro gli enti federali sotto tutti i punti di vista: diritti televisivi, doping, designazioni arbitrali, fatti oscuri che porteranno il presidente ad ammalarsi gravemente per morire nel 2008 e i suoi nemici della “triade” a finire nell’occhio del ciclone della giustizia sportiva 11 anni dopo nell’ambito dell’inchiesta “Calciopoli” dopo un altro processo riguardante l’alterazione medica delle prestazioni sportive…

A fine anno la Juventus tornerà a sorridere dopo un decennio di grosse difficoltà inaugurando una nuova epoca di trionfi: rivincerà lo scudetto, il 23° (9 anni dopo l’ultimo), a +10 sulla coppia Parma/Lazio nel 1° torneo con 3 punti per vittoria, festeggerà la 9° Coppa Italia (in seguito a 5 stagioni di attesa) a discapito dei parmensi seguita dalla 1° Supercoppa Italia ancora a svantaggio dei gialloblù, i quali si rifaranno strappando la 1° Coppa Uefa della propria storia proprio ai ragazzi di Lippi (sarebbe potuta essere la 4° affermazione nel torneo in 19 annate e la 3° nelle ultime 6 per i sabaudi)…un duello su 4 fronti che metterà in mostra le nuove regine del calcio italiano di quell’epoca, le potenze più accreditate ad avversare l’egemonia milanista o delle varie realtà emergenti come Sampdoria o Lazio; la Roma, da par suo, otterrà un buon 5° posto dietro a Juventus/Parma/Lazio/Milan riuscendo a tornare in Europa dopo 3 anni a bocca asciutta ma il bilancio si rivelerà insoddisfacente soprattutto guardando il cammino di coppa nazionale chiuso nei quarti proprio contro i futuri vincitori zebrati in maniera rocambolesca (sconfitta per 3-0 a Torino e vittoria per 3-1 a Roma).

1° tappa nel passato di Juventus-Roma completata…appuntamento al prossimo viaggio!

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