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JUVENTUS-TORINO…-1 GIORNO, SABATO 6 MAGGIO 2017: ALTRA BEFFA

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TORINO – Mentre si è entrati nell’ultimo mese di scuola e “Despacito” comincia ad essere una delle canzoni maggiormente sentite in vista dell’estate, la primavera del 2017 descrive un mondo fin troppo strano: l’Italia continua a subire la crisi economica ma, contrariamente a quanto si pensa, il resto d’Europa non può troppo sorridere; Trump è divenuto presidente degli U.S.A. dal 9/11/2016 ed è l’ultimo anno con la maturità formata da 3 scritti sommati al colloquio orale (dal 2018 si avranno meno compiti e un colloquio strutturati in maniera più casuale) e fra solo un mese prenderà il via l’ultima edizione della Confederations Cup (il torneo fra i campioni del mondo e le squadre vincitrici di ciascuna coppa continentale per nazioni ospitata dai prossimi padroni di casa del mondiale un anno prima della rassegna iridata), che avrà luogo in Russia.

Il pianeta è in continua evoluzione, al contrario del calcio italiano, da ormai ben 5 annate saldamente in mano alla Juventus ma con l’asse Roma-Napoli a cercare di dare fastidio nelle zone alte della classifica…proprio in occasione della 35° giornata di Serie A sono i torinesi e i romani a monopolizzare la scena nei 2 match di maggiore interesse divisi da 9 lunghezze (84-75): l’anticipo del sabato alle 20,45 Juventus-Torino, con i granata aventi 1,5 piedi fuori dalle coppe europee, e il posticipo domenicale delle 20,45 Milan-Roma (chiuso 1-4 per gli ospiti) che vede i rossoneri in lenta rincorsa per l’ultimo posto in Europa League assieme ai cugini (più che una gara ad arrivare, sembra un corsa a perdere per non avere un impegno supplementare l’anno dopo).

Sono trascorsi 2 anni da quando, il 26/4/2015, il Toro aveva rimontato 2-1 in casa spezzando una striscia di mancate vittorie nella stracittadina iniziata da un 1-2 del 9/4/1995 (dal 3-2 in data 25/1/1995 non si ottenevano successi fra le mura di casa)…in particolare, da quando il confronto è tornato in massima lega, dal 2012/13, sono state solo “lacrime e sangue” per i torinisti: l’ultimo pari (per 0-0) è datato 26/2/2008 proprio a domicilio della Juventus…da lì 11 batoste e 1 vittoria, se si esclude il triennio 2009-12, in cui la squadra del presidente Cairo retrocesse in B, a fronte di 6 gol segnati contro i 22 incassati. I bianconeri di guidati da Allegri, che in settimana hanno espugnato per 0-2 Montecarlo nell’andata della semifinale di Champions League con doppietta di Higuain, ripiegano su un massiccio turnover al fine di far riposare svariati titolari poichè mancano solo 3 punti da conquistare in 4 turni per la certezza del 6° tricolore consecutivo (sarebbe record) e perchè mercoledì prossimo sarà il Monaco a “visitare” Torino in occasione del ritorno europeo…succede così che, alla presenza di personaggi illustri come i presidenti Andrea Agnelli (in tribuna con tutta la dirigenza Nedved-Paratici-Elkann al completo), Cairo o grandi del passato al livello di Platini, Zaccarelli, la formazione capolista viene sistemata con il modulo più adatto a far convivere molte riserve: si rinuncia allo schieramento con 4 punte+Pjanic in favore del 4-3-3 (poi 4-2-3-1 ma ritornato al tridente offensivo nel finale)

[Neto;

Lichtsteiner-Benatia-Bonucci (cap.)-Asamoah;

Rincòn (69° Pjanic)-Khedira-Sturaro (56° Higuain);

Cuadrado-Dybala (80° A.Sandro)-Mandzukic]

mentre gli ospiti, con Mihajlovic in panca, devono rinunciare agli infortunati De Silvestri/Avelar/Martinez ma il loro 4-2-3-1 non ne risente (neanche quando si tramuterà in 4-4-1 a rombo o negli ultimi scampoli, al momento di divenire un 4-4-1 letteralmente in linea avendo solo Belotti a fare da riferimento offensivo)

[Hart;

Zappacosta-Rossettini-Moretti (cap.)-Molinaro;

Acquah-Baselli (75° Obi);

Falquè (83° Iturbe)-Ljajic-Boyè (63° Benassi);

Belotti].

Pochissimi i candidati a vestire la maglia dell’Italia a breve: capitan Bonucci (sostituto di Buffon/Chiellini per l’occasione) e Zappacosta/Baselli/Benassi/Belotti…diversi gli effettivi importanti a livello europeo tipo il capitano svizzero Lichtsteiner, il tedesco Khedira, il croato Mandzukic, il bosniaco Pjanic avversi al portiere dell’Inghilterra Hart, lo spagnolo Falquè, il serbo Ljajic…molti i provenienti dal Sudamerica a livello dei brasiliani Neto/Sandro, il venezuelano Rincòn, il colombiano Cuadrado, gli argentini Dybala/Higuain o Boyè, il paraguayano Iturbe…infine, appena 3 gli africani: il marocchino Benatia assieme al nigeriano Obi, ai ghanesi Asamoah e Acquah.

Le disposizioni prevedono un registro di gara assolutamente scontato: la Juve fa gioco affidandosi molto ai frequenti arretramenti di Dybala (solo formalmente attaccante ma, in realtà, costruttore di gioco vero e proprio) ma il Toro non demorde e ha la prima occasione con un destro di Belotti finito largo dal limite dell’area intanto che Moretti viene ammonito per fallo proprio sul n.10 bianconero e poco dopo lo stadio trema, quando Benatia colpisce la traversa di testa su corner dello stesso Dybala ma Bonucci manda alta la respinta corta da meno di 2 metri…è l’inizio di una lunga sera di passione, durante la quale Hart è costretto ad intervenire almeno altre 2 volte (di cui una una importante su destro di Lichtsteiner, a precedere l’altra, bellissima oltre decisiva, sullo scatenato Dybala…liberatosi molto bene dentro l’area ma su cui l’estremo difensore britannico fa muro con il petto) al netto di un sinistro al volo alto di pochissimo da parte di Mandzukic in anticipo su Rossettini; gli ospiti cercano di resistere all’assalto provando a ripartire ma solo Belotti si renderà pericoloso mandando alto un cross dalla destra di Zappacosta…il finale di frazione vede prima Acquah e poi Molinaro essere aggiunti alla lista dei cattivi e poi un alzamento di baricentro sempre maggiore da parte dei padroni di casa pure se i granata, sostenuti solo da 3000 supporters in un catino infernale di 40000 posti totali (tutti occupati), non demordono dal dare battaglia: il capitano Moretti segue spesso Dybala intanto che Rossettini tenta di difendersi nei limiti del possibile da Mandzukic, spesso libero di accentrarsi dalla sinistra nei tanti istanti in cui il suo compagno di reparto argentino risucchia avversari verso la zona di centrocampo e Cuadrado ha meno spazio del previsto per merito di un Molinaro che spinge meno ma fa un lavoro difensivo perfetto tanto quanto il pacchetto arretrato degli zebrati, i quali annullano sia Ljajic (Sturaro o Rincòn fanno a turno per tenerlo d’occhio riuscendo a consentire a Khedira di districarsi nei raddoppi sugli esterni) che Belotti (su cui Benatia stravince il confronto aereo e Bonucci ne stronca tutte le possibili “serpentine” palla a terra obbligandolo a giocare di sponda al volo) riducendo di molto la possibilità di azione da parte della mediana Acquah-Baselli come anche delle 2 ali offensive.

Al fischio d’inizio ripresa da parte dell’arbitro Valeri vediamo subito una serie di episodi destinati a far mutare radicalmente la situazione: è il 52° quando Asamoah si butta in scivolata per stoppare un sinistro al volo di Baselli al limite dell’area…il direttore di gara ammonisce il terzino juventino e Ljajic trasforma in 0-1 la punizione con un destro chirurgico spentosi sotto l’incrocio dei pali alla destra dell’impietrito Neto (9° centro per lo slavo in campionato); gli avversari non ci stanno e reagiscono in modo rabbioso: Dybala prende il giallo per proteste, Mandzukic spedisce fuori un destro incrociato ma strozzato troppo e Allegri, ben cosciente che bisogna cominciare a giocare meno con il fraseggio in favore di una maggiore profondità, butta nella mischia Higuain per Sturaro tornando al 4-2-3-1 (Rincòn dovrà seguire Ljajic ma facendo meno fatica)…è il 57° il minuto in cui Valeri commette il suo errore più grosso: Mandzukic riparte in contropiede dalla sua metà campo e Acquah interviene in scivolata prendendo solo la palla, seppur in modo rude… il fischietto romano non sente ragioni, dà il 2° giallo al ghanese e lascia il Torino in 10 scatenando la furia di Mihajlovic (espulso anche lui per frasi ingiuriose oltre che per aver protestato a muso duro con il 4° uomo prima di entrare direttamente sul terreno di gioco pretendendo il confronto con l’arbitro). Da questo momento vediamo una formazione bianconera che assedia l’area avversaria iniziando a sfruttare tutti i suoi saltatori migliori intanto che gli ospiti si cautelano passando al 4-4-1 a rombo tramite l’ingresso di Benassi per Boyè (Baselli davanti alla difesa, Falquè a destra, Benassi a sinistra, Ljajic sulla trequarti)…quella che segue è una mezz’ora al cardiopalma, con una Juve che le prova tutte per cercare di pareggiare al netto di un Toro che avrà solo un’occasione, ma Neto si farà trovare pronto parando bene su Baselli; gli uomini di Allegri le provano tutte: Rincòn manda fuori di testa un bello spiovente orchestrato da Lichtsteiner, Khedira spedisce altissimo da meno di 8 metri un bel palleggio di controbalzo da parte di Dybala in seguito ad una mischia confusa e poco dopo gli allenatori fanno un’altra mossa a testa per cambiare le carte in tavola…Pjanic sostituisce Rincòn andando a fare il regista, Obi rimpiazza Benassi ma lo 0-1 resiste malgrado un liscio di Higuain in spaccata da sponda di Mandzukic e un allungo di Bonucci su traversone basso da parte di Cuadrado (presosi il giallo nell’ultimo quarto di gara). Ormai mancano solo 10 giri d’orologio: gli juventini vanno acanti più per inerzia che per reale energia (chiaramente disorientati da una sfida che si aspettavano molto semplice e già provati da un calendario fin troppo fitto) affidandosi a Alex Sandro, entrato per Dybala a rimodellare l’assetto in favore di un 4-2-4 inedito in cui il laterale brasiliano va a fare l’ala destra (Cuadrado si sposta sulla corsia mancina mentre il tandem Mandzukic-Higuain fa la guerra centralmente) e i torinisti sono stremati da una ripresa che li sta prostrando sotto tutti i punti di vista: Falquè esce per far posto a Iturbe ma ormai l’attacco granata è nullo e si spera solo di arrivare al triplice fischio nel minor tempo possibile…E’ giunto il 92° su 4 minuti di recupero quando Khedira vince l’ennesimo contrasto con Benassi riuscendo a servire Pjanic, il quale verticalizza su Higuain: il “pipita” stoppa e tira di destro al limite dell’area in una frazione di secondo riuscendo a bucare Hart per l’1-1 definitivo (24° segnatura in Serie A, 32° in stagione e 3° in 2 stracittadine giocate in seguito alla doppietta dell’1-3 maturato all’andata) nonostante l’estremo difensore fosse arrivato a toccare pure all’angolino destro basso.

Il segnale di chiusura viene accolto in maniera contraddittoria: per il 3° anno consecutivo la Juve riesce a portar via più punti di quanti meritasse dal derby casalingo in “zona Cesarini”…il 30/11/2014, in quella medesima porta, era stato Pirlo a realizzare il 2-1 al 93° sotto la pioggia, il 31/10/2015 ci aveva pensato Cuadrado, dall’altro lato, a sentenziare ancora il 2-1 al 93° scoccato) e per la 4° occasione sulle ultime 7 realizza negli ultimi scampoli qualche marcatura (l’1-3 dell’11/12/2016 aveva visto il sorpasso per 1-2 di Higuain, da situazione di 1-0 per i cugini, all’82°, per poi chiudere il discorso al 92° grazie a Pjanic: i 2 giustizieri anche di questa serata) ma il bottino in Serie A ci parla di 2 punti su 6 ottenuti nelle ultime 2 settimane causa il 2-2 a Bergamo (agguantato dai nerazzurri con Freuler all’88°) e questo 1-1, a cui farà seguito la sconfitta per 3-1 (altra rimonta) in casa della Roma nello “scontro diretto” fra 7 giorni: al 6/5 mancano 3 lunghezze per la certezza del tricolore, ma mai dire mai pure se si ha un gestore come Allegri a dirigere…; i torinisti, da parte loro, si godono il 1° punto a discapito dei bianconeri spezzando una striscia di 4 batoste nel confronto e costringono i dirimpettai a interrompere la coda di vittorie casalinghe fra le mura amiche a 32 incontri tra tutte le competizioni…decisamente un team tosto e rognoso, degnamente allestito da un ottimo professionista come Mihajlovic (che rischia una squalifica piuttosto lunga e non ci sarebbe da sorprendersi se le sue presenze in panchina, per quest’anno, fossero finite qua), capace di rimanere in serie positiva da 6 turni (4 pareggi e 2 vittorie, tutte e 2 lontano dall'”Olimpico”).

A fine stagione la Juventus festeggerà il suo 3° “double” consecutivo portando a casa il 33° scudetto (6° consecutivo, a superamento del record di 5 affermazioni di fila stabilito dagli stessi piemontesi nel 1931-35, dal “Grande Torino” del 1943-49, dall’Inter del 2006-10) a +4 sulla Roma (91-87) assieme alla 12° Coppa Italia, a spese della Lazio ma non tutto andrà come previsto, avendo perso la Supercoppa Italia giocata 23/12/2016 (1° edizione in inverno) a Doha con il Milan ai rigori (per 3-4 dopo aver chiuso i regolamentari sull’1-1 da situazione di vantaggio), cederanno il passo anche al Real Madrid in finale di Champions League per 1-4 (7° volta che si molla all’ultimo atto nonchè 2° delusione in 3 tornei dopo l’1-3 incassato nel 2015 dal Barcellona), chiuderanno l’annata con il 2-3 all’ultimo istante nella supercoppa di lega ad agosto seguente a Roma in favore della Lazio permettendo ai biancocelesti di prendersi una parziale rivincita…l’ennesima stagione in cui, alla fine, saranno più i rimpianti che le soddisfazioni per il mancato “tris” ma con la consapevolezza che il ciclo non è concluso; il Torino si piazzerà 9° alle spalle di Juventus/Roma/Napoli/Atalanta/Lazio/Milan/Inter/Fiorentina venendo estromesso dalla “zona Europa” senza dimenticare il fatto che pure la coppa nazionale finirà male, data l’eliminazione agli ottavi per 2-1 in casa del Milan (poi estromesso ai quarti, in Piemonte, proprio dai futuri vincitori con il medesimo punteggio) facendo presupporre che la strada per tornare a fare grande una società nobile come quella granata sia ancora lunga malgrado una dirigenza assai esperta e delle grosse risorse economiche.

Il velocissimo viaggio nel passato del “derby della Mole” finisce qua…si dia il via allo spettacolo!!!!!

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