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JUVENTUS-TORINO…-1 GIORNO, MARTEDI’ 26 FEBBRAIO 2008: NIENTE DI NUOVO SUL FRONTE TORINESE

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TORINO – E’ il gelido inverno del 2008 ed è appena iniziato il festival di Sanremo (che sarà vinto, a pari merito, da Giò Di Tonno e Lola Ponce), nella finale-scudetto di basket del giugno seguente la Virtus Roma crollerà dinanzi alla Mens Sana Siena proprio durante lo svolgimento degli Europei in Austria e Svizzera (poi vinti dalla Spagna), Obama diventa presidente degli USA, i bambini si appassionano a giocare con il “Nintendo DS Light” uscito in commercio da poco.

Siamo negli anni della crisi economica italiana (appena esplosa nel 2007): una crisi che ha coinvolto pure il dorato mondo del calcio in seguito a tempi effimeri con il contributo decisivo di “Calciopoli” scoppiata 1,5 anni prima…per il 25° turno di Serie A troviamo un congruo numero di partite che tengono la critica incollata alla TV per l’ultima giornata infrasettimanale della stagione: ci sta il derby toscano Fiorentina-Livorno (chiuso 1-0) che vede i viola in lotta per la Champions mentre i granata vogliono salvarsi dalla retrocessione, lo scontro al vertice Inter-Roma (1-1 fra 1000 veleni) in cui i nerazzurri vantano ben 9 punti di vantaggio sui giallorossi, ma soprattutto annotiamo come anticipo al martedì una stracittadina di tutto rispetto oltre che avente una tradizione centenaria alle spalle tipo Juventus-Torino, tornata a giocarsi ai massimi livelli in casa degli zebrati dopo 5 stagioni (i granata erano retrocessi nel 2003 per poi tornare nel 2006, nel momento in cui i bianconeri erano stati condannati a scendere d’ufficio in cadetteria).

E’ un periodo di storia che nessuno in città vorrebbe ricordare: se da un lato i neopromossi (fa strano dirlo, ma è così) juventini si stanno giocando le prime piazze da 3° in classifica pur sapendo di essere molto inferiori a tanti altri concorrenti, abbiamo un collettivo torinista appena sufficiente che sta lottando furiosamente al fine di restare a galla per il 2° torneo consecutivo dopo troppi anni di sofferenza all’ombra dei cugini…la cornice è desolante malgrado 2 belle coreografie: 25.000 spettatori su 40.000 posti totali nell'”Olimpico” di Torino (teatro di ambo le parti da solo 1 annata) fra cui 12.000 ospiti, almeno; i presidenti Cobolli Gigli e Cairo sono seduti a poca distanza nel settore delle autorità mentre gli allenatori, Ranieri (giunto in estate a succedere l’icona Deschamps) con Novellino (arrivato dalla Sampdoria pure lui 7 mesi addietro), pensano subito ad incrociare il direttore di gara Rizzoli (futuro designatore assieme a Nicchi nel decennio successivo) per scambiarci 2 parole a proposito di ciò che sarà concesso o cosa no: va detto che in partite come questa, normalmente, gli arbitri tendono ad usare metri di valutazione che altre volte non adotterebbero mai. Quando le 2 squadre entrano sul terreno di gioco (in condizioni decisamente non adeguate) guidate da Del Piero&Comotto appare chiaro che le 2 scuole tattiche sono state adattate all’usato sicuro: 4-3-1-2 rimasto tale fino alla fine malgrado l’innesto di Nocerino per Palladino con avanzamento di Nedved dietro alle punte

[Buffon;

Molinaro-Legrottaglie-Zebina-Chiellini;

Camoranesi-Sissoko-Nedved;

Del Piero (cap.);

Palladino (63° Nocerino)-Iaquinta]

contro un lineare 4-4-2 a rombo che subirà variazioni negli uomini, così come nell’assetto trasformandosi in 5-4-1 con il solo Rosina a fare spola fra la zona nevralgica e Stellone

[Sereni;

Comotto (cap.)-Pisano-Natali (27° Dellafiore)-Di Loreto;

Barone;

Diana-Grella;

Zanetti (48° Rosina);

Recoba (81° Lanna)-Stellone].

La pochezza di quest’epoca nel calcio torinese viene espressa dall’esiguo numero di nazionali italiani e stranieri: Buffon/Chiellini/Camoranesi/Del Piero saranno tutti convocati da Donadoni (subentrato a Lippi dopo i vittoriosi mondiali 2006) in estate al contrario di Iaquinta o Barone…mentre gli unici campioni degni di nota arrivati da altre federazioni corrispondono al duo Nedved-Recoba pure se hanno già dato l’addio, rispettivamente, a Repubblica Ceca ed Uruguay.

Quando si parla di un confronto così sentito per tutti, viene d’obbligo pensare che ci sono 2 possibilità: 90 minuti di noia totale con studio continuo e paura di scoprirsi destinati a chiudersi con un nulla di fatto, oppure una partita piena di emozioni che può pure finire 0-0 ma tiene gli appassionati incollati a vedere cosa potrebbe accadere da un momento all’altro sotto tutti gli aspetti…nel nostro caso si parlerà del 2° scenario. Da subito si comprende che la Juve vuole fare la partita ma il Toro non si fa mettere paura e riparte dalla sua trequarti provando a sfondare soprattutto con capitan Comotto sul lato destro (proprio da lì arriveranno gli unici 2 pericoli: un cross basso bloccato a terra da Buffon e un colpo di testa finito fuori dello stesso terzino da assist di Diana); sarà una prima parte molto piatta, in cui i zebrati cercano di ingabbiare gli avversari ma non riescono mai ad affondare: il momento che maggiormente ci interessa riguarda l’infortunio, piuttosto serio, al naso di Natali, uscito sanguinante lasciando il posto a Dellafiore dopo uno scontro con il suo portiere Sereni nel tentativo di sventare una minaccia di Iaquinta, infortunio che antecede il miracolo dello stesso Sereni di nuovo sull’ispirato Iaquinta da punizione tagliata di Del Piero.

Con l’inizio del 2° tempo si capisce chi è veramente che ha obiettivi importanti e chi, invece, deve vestire l’armatura da battaglia giocando di sola umiltà: nonostante Rosina abbia preso il posto di Zanetti dando l’impressione di aver formato un nuovo tridente assieme ai suoi compagni, sono gli zebrati a chiudere i granata nella propria difesa…Iaquinta costringe di nuovo Sereni a salvare il risultato, Palladino si vede annullare un gol al volo su rimpallo da doppia respinta subita da punizione di Nedved causa un evidente fuorigioco di almeno 1 metro buono, Recoba costringe Buffon a sventare una minaccia importante da lontano prima che Rosina colpisca la traversa con una punizione e sembra che nulla sia più da dire per i suoi, Del Piero si vede negare un’altra gioia con l’ennesima prodezza dell’estremo difensore avversario intanto che Chiellini, ancora Palladino e Recoba, rimediano il giallo per gioco scorretto in un momento di massima tensione come il quarto d’ora della ripresa; gli ultimi cambi (Nocerino per Palladino da un lato con Lanna per Recoba dall’altro) fanno mettere la pietra definitiva sul pareggio sancendo la paura reciproca e il nervosismo dilagante fra gli effettivi…il medesimo Nocerino si troverà a prendere il cartellino come Dellafiore, Pisano negli ultimi 20 giri di lancetta ma la cosa che cattura maggiormente l’attenzione è che tutti i provvedimenti sono arrivati per cause di contrasti e non per ruggini relative ad eccessivo agonismo; ormai mancano solo i tempi di recupero con Iaquinta che ha sfiorato ancora la segnatura con una sforbiciata mancante la sfera (finita fuori da traversone tagliato del suo capitano) dopo un altro tentativo andato a vuoto con inzuccata di Camoranesi…al 90° scoccato Sissoko riesce a scambiare con Nedved sulla fascia sinistra incuneandosi in modo da essere abbattuto nello stesso istante in cui Pisano è rimasto a terra in seguito ad uno scontro con l’avversario ceco nel tentativo di accaparrarsi il pallone facendo succedere un parapiglia nel quale vengono coinvolti diversi giocatori e ne fa le spese proprio Nedved (reo di aver tirato i capelli e buttato a terra Comotto che protestava per il fischio in favore di Sissoko) ottenendo di farsi espellere.

Alla fine si prendono le parti positive di quanto visto sul terreno di gioco, escluso lo 0-0 conclusivo: gli allenatori e qualche giocatore sono soddisfatti delle reciproche fasi difensive così come del fatto di non aver perso la partita in un momento delicato come quello corrente…ma se abbiamo una Juve che guarda al futuro con fiducia pure con il pensiero di riprendere la Roma davanti a sé, dall’altra troviamo un Torino che non segna nelle sfide locali da Torino-Juventus 2-2 del febbraio 2002 e in trasferta dall’ottobre 2001 con un pirotecnico Juventus-Torino 3-3 da 3-0 che perdeva…(ultimi 2 scontri in cui non si è portata a casa la batosta) e non rimedia punti proprio da lì.

A fine stagione, complice anche l’assenza dalle coppe di tutti e 2, otterremo di vedere la Juve 3° dietro a Inter/Roma (ritorno nell’Europa dei grandi dopo 24 mesi di attesa…troppi, decisamente) ma senza mai entrare in conflitto per il tricolore al netto di un Toro salvo con 4 lunghezze di differenza sulla retrocessione e adagiatosi al 15° posto precedendo Reggina/Catania/Empoli/Parma/Livorno; in coppa nazionale arriverà per tutti la magra consolazione di aver patito una rimonta dalle finaliste: zebre estromesse nei quarti dall’Inter (2-2 a Milano e 2-3 a Torino), tori fatti fuori dopo aver accarezzato l’idea di sbattere fuori i romanisti (futuri vincitori) negli ottavi (vittoria per 3-1 in Piemonte seguita dalla sconfitta per 4-0 nella capitale).

Adesso parola al campo e che inizi lo spettacolo!

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