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LA SIDIGAS ACCORCIA LE DISTANZE

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I lupi’ irrompono nella serie e lo fanno dalla porta principale: sbranando la preda con rabbia e sagacia, in un Paladelmauro traboccante di colori e passione. Avellino batte anzi, schianta Reggio Emilia. Tutta assieme! Eppure la partenza è difficile. Lavrinòvic predica basket. Molti gli errori (7 pari in avvio). L’atmosfera è elettrizzante e la Grissin Bon ha il passepartout per minare ogni certezza Sidigas (13 – 14 al quinto). La Scandone arranca, ma resta in linea di galleggiamento con la grinta ed il talento. ‘Una scarica’ di Della Valle griffa il 19 a 22 del decimo. Il secondo periodo comincia male. Fatta eccezione per un monumentale Buva (21 punti), la panchina di casa produce poco o nulla. Quella ospite – invece – propizia il 23 a 29 del 13esimo. ‘I verdi’ – però – escono bene dal time out e sfruttano al meglio il gioco ‘maschio’ di De Nicolao e compagni (ancora parità al 16esimo). Il sorpasso arriva subito (32 – 31) ed è quello definitivo, nonostante la sfida resti equilibrata ancora un po’. Leunen fa il vuoto sotto le plance (38 – 27 a rimbalzo). Cervi è un gigante e sigla il 41 – 37 dell’intervallo. Ma quando – finalmente – Avellino supera ‘la prima linea’, Reggio Emilia va in corto circuito. ‘Dinamite’ Ragland è incontenibile (27 assist di squadra). ‘La pantera’ Nunnally – come d’incanto – si sblocca (54 – 47 al 25esimo). Gli arbitri iniziano – finalmente! – a fischiare. La Sigigas va ripetutamente in lunetta (27 – 12 ai liberi) e – privata del suo gioco ‘sporco’, senza mettere le mani addosso – la Grissin Bon va in tilt (66 – 52 alla mezz’ora). Il boato dei 5.023 cuori ‘verdi’ si confonde coi fuochi d’artificio della processione di Santa Rita che – forse – benedice la Scandone e i suoi tifosi. Non vogliamo essere blasfemi… ma i botti – quelli veri – esplodono nel bunker di contrada Zoccolari (76 – 60 e più 16 al 34esimo). Una liberazione. Gli italiani di Menetti hanno appartenenza ed orgoglio, ma la multinazionale di Sacripanti tira fuori ‘gli attributi’ e scaccia via gli spettri (89 – 75 alla sirena). Adrenalina a mille e partita epica. La Scandone – però – è ancora sotto e domani non può sbagliare. Abbiamo visto gente piangere, anche se il bello – speriamo – deve ancora venire. Ora ‘i diavoli rossi’ non fanno più paura!

 

 

 

 

 

 

 

 

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