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LA SIDIGAS ASFALTA REGGIO EMILIA

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finita con Norcino, Severini e Parlato tutti assieme sul parquet. Addirittura troppo facile, insomma. Una partita ed una serata incredibili… tanto da usare il pallottoliere. La Scandone aggredisce la sfida e l’avversaria. Il suo approccio al match risulta subito devastante, feroce. ‘I lupi’ sentono l’odore del sangue ed esorcizzano ‘i diavoli rossi’ che – da yuppies presuntuosi – diventano agnellini impauriti. Una Waterloo, per l’arrogante e scorretta Grissin Bon: che rimane favorita ‘sì’ ma – ora – ha qualche tarlo nella testa. Ed ha perso molte delle sue certezze spocchiose. Una vittoria dedicata ad Acker, colpito da un grave lutto familiare. Al suo posto il kenyota Ongwae il quale – a sorpresa – entra bene nella semifinale. Un capolavoro quello di super Pino: che regala il quintetto a Veikalas e lo scaraventa nella serie. Il lituano si sblocca immediatamente e dà il là alla cavalcata verde. 45 – 26 a rimbalzo. 125 – 28 la valutazione. 23 assist e 6 uomini in doppia cifra (uno solo tra gli avversari). Numeri da stropicciarsi gli occhi, da far pensare a qualche errore. Triplicata al decimo (30 a 10), doppiata per tutta la gara (46 a 23 all’intervallo). La Reggiana – contestata dai 5 tifosi al seguito… – mette insieme una figuraccia e i suoi insopportabili italiani dimostrano di non saper perdere. ‘Gli aggiustamenti’ di coach Sacripanti mandano in tilt la pattuglia del collega Menetti. Gli arbitri fischiano tutto e – come auspicato – puniscono i falli ‘sporchi’ degli emiliani. Si gioca un basket ‘pulito’ – serio – e la Scandone va a nozze. La sua difesa asfissiante mette due mani al collo di Gentile e compagni. Area chiusa, marcature singole e rotazioni perfette. Spesso Aradori e soci non arrivano neppure al tiro e non si ritrovano neppure nello spogliatoio. Il loro terzo periodo – difatti – è un incubo. Green ridicolizza Della Valle, Nunnally ‘scherza’ Silins. Buva e Cervi sono dei giganti (75 – 37 alla mezz’ora). Nell’ultimo quarto, il vantaggio della Sidigas supera i 40 punti. ‘Sì’, avete capito bene… Il canestro sembra più largo di una vasca da bagno (10 su 19 e 53% da oltre l’arco). I bianchi – invece – non segnano neppure dalla lunetta. Avellino non infierisce, eppure finisce 97 a 54. Un’enormità. Attenzione – però – perché bisogna restare coi piedi ben saldati a terra. Reggio Emilia è una squadra fortissima. Ed è una belva ferita, umiliata. Zero a zero e palla a centro, dunque. Ma – per cullare sogni di gloria – bisogna necessariamente espugnare ‘un attimino’ il Palabigi, che sarà il solito catino infernale. Che sia la volta buona?!?

 

 

 

 

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