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LA SIDIGAS SI PORTA SUL DUE A ZERO

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L’illusione di Pistoia dura solo qualche minuto e il suo 0 a 9 iniziale si rivela un boomerang. Avellino esce bene dal time out, dà un giro di vite in difesa e rivolta la partita come un calzino. In un amen. Il vernissage del Paladelmauro si apre con la premiazione di Alberani e Nunnally: rispettivamente e per distacco miglior dirigente e giocatore del campionato. E – non appena il suo mentore si risiede a bordo campo – la pantera di San José (‘32’ in punti e valutazione) mette in mostra un arsenale offensivo da Guerra del Golfo. E’ lui – insieme al dottor Leunen – a griffare l’aggancio ed il sorpasso (17 – 13 all’ottavo … 23 – 17 al decimo). Bene – in avvio – il redivivo Acker. La staffetta su Knowles paga subito dividendi. ‘I viaggianti’ trovano un paio di jolly di Blackshear e qualche giocata muscolare di Kirk (29 – 19 al 12esimo). Poca roba. Coach Sacripanti pesca a piene mani nella sua panchina e Buva – come di consueto – dà una dimensione interna ad un gruppo che ha raggiunto la piena maturità (38 a 23 al 16esimo). Il paisà Filloy sgancia un paio di siluri, ma ‘dinamite’ Ragland dà un’altra spallata al match. La sua scarica di adrenalina griffa il 47 a 33 dell’intervallo. Pubblico in visibilio e garadue ipotecata. Il mini break ospite di 0 a 5 alla ripresa delle ostilità fa solo il solletico. Nonostante le 23 palle perse (troppe!), i 28 assist (un’enormità!) certificano la qualità del sistema Sidigas (61 – 45 al 27esimo). Addirittura irreale il 50% da oltre l’arco. La manovra della Tesi Group – invece – si inceppa spesso. Il cuore e la grinta non mancano ma – alla mezz’ora – il tabellone recita 66 a 51. Nel quarto periodo – onestamente – lo spettacolo non è per palati fini, anche perché la sfida è già in ghiaccio da un bel po’. Green e compagni – difatti – si limitano a gestire il cronometro ed il ritmo. Il vantaggio resta rassicurante e – in linea di massima – oscilla sempre intorno alla doppia cifra (77 – 62 al 38esimo, 83 – 70 alla sirena). Il casertano Esposito – allora – la mette sulla bagarre, carica i suoi e scalda gli animi in vista di garatre che – probabilmente – sarà una battaglia: fisica e mentale. E’ l’unica arma – non proprio la più nobile – che rimane ai toscani per tenere in vita una serie (ad oggi) con un solo padrone.

 

 

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