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LAZIO-INTER…-1 GIORNO, DOMENICA 2 MAGGIO 2010: POCO DA VEDERE, MOLTO DA RICORDARE, TROPPO DA RIFLETTERE

File: [02maggio2010a.jpg] | Fri, 14 Feb 2020 14:08:38 GMT LazioWiki: progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio www.laziowiki.org

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ROMA – Siamo ormai entrati nel caldo maggior del 2010: da meno di 24 ore Francesca Schiavone ha vinto il suo primo “Roland Garros”, fra 20 giorni lo stadio “Santiago Bernabeu” di Madrid ospiterà la finale di Champions League, fra 1 mese e 3 giorni finisce la scuola e tutta l’Africa si sta mobilitando per il mondiale in Sudafrica che partirà proprio a giugno (primo torneo nella storia del “continente nero”), una delle canzoni maggiormente note è “Beautiful monster”, Vettel vincerà dopo pochi mesi il mondiale di Formula1 e Lorenzo si aggiudicherà quello di MotoGP (1° volta per tutti e 2).

Intanto la Serie A, in un momento di storia assai contraddittorio, si avvia alla sua volata finale con un interessantissimo 36° turno (dal 2004/05 si è tornati al formato con 38 giornate dopo quasi mezzo secolo): il posticipo domenicale delle 20,45, l’ultimo dell’anno, prevede Lazio-Inter con i nerazzurri in furiosa lotta con la Roma per il tricolore sapendo che i giallorossi sono già scesi in campo alle 18,00 del giorno precedente sul campo del Parma espugnandolo 1-2 con temporaneo sorpasso in vetta a +1 in attesa del risultato dei nerazzurri; la Lazio è quasi salva dalla retrocessione a seguito di una stagione trascorsa quasi completamente nei bassifondi grazie al pareggio maturato nel pomeriggio in Atalanta-Bologna 1-1 che ha fatto rimanere i bergamaschi a -5 dalla salvezza con appena 6 punti disponibili: ai laziali basta 1 punto in 2 settimane per essere salvi.

All'”Olimpico” sono 50.000 i presenti, fra cui appena 5000 meneghini, e da subito si respira un’atmosfera che fa capire molte cose: la Lazio ha in mano il destino dei suoi cugini ed evitando la sconfitta renderebbe la gli ultimi 2 atti del torneo più vivi che mai…e ripensando alla settimana antecedente lo scontro tante cose non tornano anche a distanza di tempo: arriveranno lettere minatorie al presidente laziale Lotito e messaggi decisamente minatori a vari tesserati della società con un intento chiaro <<SE NON PERDETE PASSATE GUAI>>, decisamente non una bella pagina per la tifoseria capitolina. Gli interisti, dal canto loro, si presentano a Roma sapendo che dovranno restare per 5 giorni: vengono dalla semifinale persa per 1-0 a Barcellona in Champions il mercoledì ma sono comunque passati al turno di chiusura in cui affronteranno il Bayern Monaco intanto che devono affrontare le aquile e 3 giorni dopo si troveranno davanti proprio la Roma in occasione della finale di Coppa Italia: decisamente un mese di primavera bollente non solo a livello climatico…

Lotito stesso e Moratti siedono in tribuna anche se non figurano altri esponenti del mondo politico o sportivo fra le autorità e l’arbitro Bergonzi cerca subito di avere un colloquio pre-gara con i capitani Baronio/Zanetti per chiarire subito quali saranno le sue maggiori attenzioni nei riguardi di un match, apparentemente, caldo come quello in questione intanto che i 2 allenatori Reja (subentrato a Ballardini in febbraio) con Mourinho sciolgono gli ultimi dubbi sulle formazioni da schierare: 5-3-2 prima e, numericamente, 6-3-1 per i “padroni di casa”

[Muslera;

Lichtsteiner-Dias-Biava-Radu-Kolarov;

Mauri-Baronio (cap.) (61° Hitzlsperger)-Brocchi (85° Scaloni);

Zarate-Floccari (68° Foggia)]

confrontabile con l’insolito 4-3-2-1 più che offensivo degli ospiti divenuto poi un 4-3-1-2 in corso d’opera e finito per trasformarsi in 5-4-1 a rombo fin troppo prudente visto l’evolversi degli eventi

[J.Cesar;

Maicon-Samuel-Lucio (75° Cordoba)-Chivu;

Motta-Cambiasso-Zanetti (cap.);

Stankovic-Sneijder (68° Milito);

Eto’o (73° Muntari)].

Fra i capitolini annoveriamo solo 3 fuoriclasse delle rispettive nazionali: Muslera che arriverà 4° con il suo Uruguay ai mondiali, Lichtsteiner che giocherà un buon torneo da capitano della Svizzera pur uscendo ai gironi nel gruppo del Cile e dei futuri vincitori spagnoli, Kolarov che andrà fuori anche lui nel primo turno in favore del duo Germania/Ghana (guidati magistralmente da Muntari fino ai quarti ma eliminati proprio dagli uruguagi ai rigori) come capitano della Serbia (per la prima volta partecipante da nazione autonoma dopo la separazione dal Montenegro) assieme al suo vice Stankovic; i biscioni, invece possono vantare quasi tutti futuri protagonisti ad eccezione di Motta (che non verrà calcolato per le convocazioni di Lippi) e Chivu (poiché la Romania mancherà la qualificazione): i brasiliani Cesar/Maicon/Lucio che verranno fatti fuori dall’Olanda di Sneijder finalista, gli argentini Samuel/Cambiasso/Zanetti/Milito, il condottiero del Camerun Eto’o.

In realtà sulla partita ci sta poco da dire: l’Inter spinge creando tantissime occasioni da subito facendo affidamento su un centrocampo insuperabile dal punto di vista fisico oltre che molto folto a livello numerico e capace di imbrigliare tatticamente un avversario già demotivato di suo: gli ospiti fanno la fila per tirare in porta e solo un Muslera sontuoso riesce ad impedire la capitolazione dei suoi combattendo da leone più con una difesa decisamente in serata negativa che con un attacco imbattibile…l’atmosfera nell’impianto è surreale: ogni volta che i milanesi attaccano è una bolgia con entrambe le tifoserie a spingere verso il gol dello 0-1 e nello stesso tempo il silenzio di tomba prende il sopravvento ad ogni parata del portiere uruguayano o ad ogni azione personale di Zarate (l’unico a battersi veramente assieme a Muslera e Kolarov); al 1° tempo si esauriscono pure i provvedimenti disciplinari: Cambiasso rimedia l’ammonizione per un intervento non regolamentare al 38° precedendo proprio Zarate al 44°: corre il 45° scoccato con il recupero di appena 1 minuto quando le telecamere di sky inquadrano una scena alquanto sinistra in cui 2 giocatori della Lazio vengono ripresi mentre stanno prendendo le posizioni sull’ennesimo attacco nemico, ma stranamente non sono tesi e, quasi, sorridono…Sneijder riceve la sfera sulla trequarti e crossa in direzione di Samuel, staccatosi in fase offensiva, che anticipa il suo compagno Eto’o assieme a un incolpevole Kolarov realizzando di testa lo 0-1 mandando sul lato opposto: il pubblico esplode tutto di gioia e vengono pure alzati striscioni di dubbio gusto tipo “OH NOOO” pensando, da parte dei biancocelesti, di essere anche dei fini umoristi (tentativo andato decisamente a vuoto).

Appena parte la ripresa il copione appare, se possibile, maggiormente scontato rispetto a prima: la Lazio non offende mai, si difende in modo blando rischiando un’imbarcata che non arriva solo per un eccessivo spreco di opportunità da parte di Mourinho e dei suoi…le sostituzioni danno una parvenza di novità alle disposizioni in gioco ma nulla cambia se non il punteggio al 70°: corner di Maicon con Motta solo in piena area che incorna mettendo sotto la traversa per lo 0-2 davanti al giubilo di tutto lo stadio oltre ad una tangibile non curanza degli avversari, completamente impotenti sotto tutti i punti di vista fra cui quello emotivo.

Con la chiusura dell’incontro i verdetti arrivano chiari ed inappellabili: la Lazio ha mostrato il suo lato migliore per quanto riguarda gli effettivi che si sono giocati le proprie carte sul terreno di gioco ma l’ambiente ha sporcato la propria storia con una pagina che non ha fatto il bene non solo loro, ma di tutto il movimento calcistico nazionale falsando uno scontro che avrebbe potuto riservare molte emozioni con, magari, qualche sorpresa (la Supercoppa ad agosto passato era stata vinta dai romani per 2-1 a Pechino e l’andata si era chiusa con la misera vittoria dei milanesi per 1-0 fra 1000 difficoltà prima della sosta natalizia…chissà come sarebbe potuta finire se non fosse stata una recita mal riuscita ma un confronto giocato da tutte e 2 al massimo delle proprie possibilità) e riparte sapendo che fra Livorno (in trasferta)/Udinese (in casa) le serve 1 pareggio per essere matematicamente salva; l’Inter, dopo aver giocato una partita sontuosa, per quanto le concerneva, torna a +2 sulla Roma stando 76-74 con 2 turni relativamente semplici per ambo le parti…Inter-Chievo, Roma-Cagliari e Siena-Inter, Chievo-Roma e si prepara ad affrontare la prima delle 5 sfide che potrebbero farla entrare nella leggenda: la finale di coppa nazionale del mercoledì seguente in data 5/5/2010, il cerchio apertosi nel maledetto Lazio-Inter di 8 anni addietro sta per chiudersi?

Alla fine la Lazio si prenderà un immeritato 12° piazzamento (per quanto fatto vedere sul campo nell’arco di 9 mesi sarebbe dovuta stare più giù: la salvezza era stata raggiunta in modo dignitoso, ma altre piccole fecero sicuramente meglio), la Coppa Italia (a cui si partecipava da campioni in carica) vede la fine nei quarti in casa della Fiorentina, l’Europa League dura fino ai gironi ma un inglorioso cammino sancisce l’estromissione in favore del tris Villareal/Salisburgo/Levski Sofia…unica parziale consolazione sarà la Supercoppa Italia conquistata ad agosto sempre contro l’Inter, ma alla luce dei fatti non rispecchiante i valori espressi; l’Inter vivrà il suo anno più leggendario ottenendo il 5° scudetto consecutivo dopo un testa a testa mozzafiato chiuso 82-80 a discapito di una Roma che si vedrà strappare pure la coppa nazionale (3° in 6 anni tinta di nerazzurro), la supercoppa nazionale (anche in questo caso 3° in 6 stagioni), la 3° Champions League schiantando il Bayern Monaco (45 stagioni dopo i primi 2 trionfi), la 3° Coppa Intercontinentale (anche questa dopo 45 annate dalle precedenti)…unico piccolo neo sarà la batosta rimediata dall’Atletico Madrid in Supercoppa Europa.

Stavolta siamo giunti davvero al capolinea della storia di Lazio-Inter…che il gemellaggio e le emozioni la facciano da padrone pure stavolta sperando che vinca chi lo merita maggiormente: buona visione!!

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