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LAZIO-INTER 2-1: L’AQUILA SALE

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ROMA – Il campionato sta iniziando a far capire in maniera sempre più chiara e netta su quale falsariga si svolgeranno gli ultimi 3 mesi: la Lazio, nel posticipo domenicale, ha avuto la meglio sull’Inter (non accadeva da 4 anni, dal 1/5/2016) per 2-1 riuscendo a rimischiare nuovamente le carte nei giochi per il titolo: attualmente la classifica ci parla chiaro <<JUVENTUS 57-LAZIO 56-INTER 54>>…il segnale è evidente: la lotta scudetto è più viva che mai e l'”Olimpico”, con i suoi 60.000 presenti (esclusi i, circa, 6000 interisti), a fine confronto ha celebrato i suoi beniamini dopo l’ennesima rimonta di quest’annata da partedei biancocelesti.

Inzaghi e Conte si trovano da subito a speculare sui loro assetti usuali pur dovendo far fronte alle relative indisponibilità presentatesi sia ad uno che all’altro: Gagliardini/Sensi/Esposito, tutti infortunati al pari di Lulic…

I padroni di casa ripiegano su un 3-5-2 molto classico e consolidato (poi 3-5-1-1 con l’innesto di Correa a fare da raccordo fra le linee)

[Strakosha;

Felipe-Acerbi-Radu;

Jony (63° Lazzari)-MilinkovicSavic-Leiva (80° Cataldi)-Alberto-Marusic;

Caicedo (63° Correa)-Immobile (cap.)]

mentre gli ospiti sfruttano il solito 3-5-1-1 (tramutatosi in 4-2-1-3 durante il concitatissimo finale)

[Padelli;

Godin (86° Sanchez)-De Vrij-Skriniar;

Candreva (76° Moses)-Vecino-Brozovic (cap.) (77° Eriksen)-Barella-Young;

Martinez-Lukaku].

Da subito si capisce che la sfida si deciderà nella zona nevralgica del campo, essendo in gioco 2 schieramenti a specchio: 5vs5 con marcature capillari e continui contrasti che rendono il gioco intenso ma non violento intanto che attacchi e difese si accontentano delle briciole provando a farla da padrone con giocate individuali risultate, però, quasi tutte sterili…a parte la traversa colpita da MilinkovicSavic all’8°, il 1° tempo ci racconta di un episodio ben preciso: corre il 18° e, da corner biancoceleste si sviluppa una mischia al limite dell’area interista su cui lo stesso Milinkovic salta assieme a Barella ricadendo sullo stesso centrocampista nerazzurro pestandogli, involontariamente o meno, la caviglia destra mentre sta a terra ma, giustamente, l’arbitro Rocchi fa proseguire permettendo all’Inter di innescare un veloce contropiede concluso dall’unico intervento decisivo di Strakosha in questa frazione a danno di Lukaku…inspiegabilmente, a fine giocata, il direttore di gara fa soccorre il claudicante Barella ma non sanziona nessuno e non viene neanche richiamato dal VAR sull’operato di chi aveva infortunato il giovane mediano; da qui vediamo solo 2 team che si rispettano, pure troppo forse, provando a studiare manovre di possesso palla esasperato sommate a sporadiche conclusioni fuori bersaglio finchè non arriva il fatidico 44° giro di lancetta: su un’ulteriore ripartenza dei meneghini la palla arriva ad un vispo Candreva che tira vedendosi respingere la sfera da Strakosha in favore dell’accorrente Young (colui che, 40 metri addietro, aveva innescato tutto)…il terzino inglese non ci pensa su ed esplode un destro bellissimo in controbalzo infilatosi sotto la traversa a sancire lo 0-1 (1° firma nel nostro paese) grazie a cui i biscioni raggiungono sul momento la Juve in vetta alla graduatoria lasciando i laziali a -4.

Quando parte la ripresa si capisce che, stranamente, gli uomini di Conte sono rientrati meno motivati del solito proprio mentre gli avversari stanno cercando di produrre il massimo sforzo, sforzo che viene premiato già al 48°: su cross di Marusic, Skriniar anticipa beffardamente Padelli scavalcandolo in favore di Milinkovic ma, il serbo viene anticipato a porta vuota da Godin causando un rimpallo a seguito del quale Immobile cade a terra, presumibilmente, per un contatto con De Vrij (ex di serata), procurando pure il giallo per il difensore (i laziali chiedevano il rosso ma pure il giallo sembrerà eccessivo alla fine dei conti)…dal dischetto Immobile realizza il 26 timbro in Serie A grazie al 10° rigore trasformato su 11 calciati (in totale i penalty biancocelesti sono stati 14, fra cui gli errori di Correa a Bologna, Caicedo a Firenze, lo stesso Immobile contro la Juventus in casa) riportando lo scontro in parità per 1-1 pure se, al momento, gli unici beneficiari sarebbero i bianconeri poiché il pareggio li lancerebbe a +2 sui milanesi oltre che a +3 sui capitolini; quelli che seguono sono minuti di difficoltà a livelli altissimi per i nerazzurri: esclusi i gialli ottenuti da Leiva, Felipe (diffidato e che salterà Genoa-Lazio) e una punizione di Lukaku andata fuori bersaglio così come un colpo di testa male indirizzato da Vecino, le aquile chiudono i nemici in area riassestandosi con un doppio cambio senza, apparentemente, riuscire a piazzare il sorpasso…i fatti, però, li smentiscono al 69°: da calcio d’angolo Marusic sbuca sul 2° palo calciando al volo vedendosi murare il destro al volo da un Brozovic fin troppo pronto sulla riga di porta ma la sfera vagante termina sui piedi di Milinkovic (ancora lui in un momento decisivo) che stoppa e sposta in 2 secondi con la suola piazzando un sinistro a giro rasoterra senza scampo per un colpevole Padelli: 2-1 di un giocatore che avrebbe dovuto essere stato sanzionato molto prima e Lazio 2° a -1 dalla vetta. L’Inter non ha più nulla da difendere e carica a testa bassa cercando disperatamente il 2-2 che arriva, ma in fuorigioco, causa un Martinez molto poco sveglio oltre che annullato assieme a Lukaku da una difesa cattiva ma efficacissima…negli ultimi rintocchi troviamo una formazione lombarda tutta protesa all’offensiva intanto che fioccano le ammonizioni per Godin e Lazzari sommate alle varie sostituzioni sfruttate per dare una scossa da ambo le parti e ben poco produttive: non ci saranno altri tiri veri ad esclusione di un miracolo da parte di Padelli a danno dell’eterno Immobile con 3-1 evitato in extremis.

Al triplice fischio si scatena la festa laziale intanto che i nordici hanno molto su cui riflettere: una formazione decisamente sbagliata vista l’assenza di Eriksen e la troppa muscolosità a discapito di qualcuno che sapesse dare un tocco magico al gioco, assenza mentale degli uomini maggiormente importanti nel momento fondamentale, un atteggiamento decisamente insufficiente psicologicamente parlando…

Lo abbiamo detto all’inizio e lo ribadiamo: la lotta al tricolore è più viva che mai…chi la spunterà?

Appuntamento alle domeniche future!

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