LAZIO-JUVENTUS…-1 GIORNO, 28 NOVEMBRE 1999: POCO SUCCEDE, NULLA ACCADE

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ROMA – Quando arriva la fine di novembre del 1999 è appena nato il “Movimento No-Global” in opposizione al G8, Ricky Martin ha cantato da poco “Livin la vida loca”, l’Italia ha vinto il suo II° europeo di basket l’estate precedente e il mondo si appresta a chiudere un’epoca: fra 2 soli mesi si entra nel 2000.
Intanto però la Serie A procede e per l’XI° giornata si registra lo scontro diretto fra le 2 più forti delle “7 sorelle”: Lazio-Juventus…sono gli anni in cui il campionato italiano è il più ricco, difficile, bello del pianeta e per ogni trofeo nazionale o europeo ci sono almeno 6 pretendenti di casa nostra.
Stream Tv si collega in diretta dall’Olimpico circa 1 ora prima del calcio d’inizio ed il colpo d’occhio sugli spalti toglie il fiato: 70.000 spettatori con una nutritissima pattuglia di juventini.
Cragnotti è seduto poco lontano dalla “triade” Moggi-Giraudo-Bettega mentre sulle panchine siedono Eriksson e Ancelotti (tecnico odiato sia dagli avversari per il suo passato romanista, sia dai propri tifosi per il suo passato milanista oltre che giallorosso)…in campo poi è una vera sfilata di stelle: il 4-4-2 biancoceleste annovera top-players a livello di Mihajlovic, Conceicao, Stankovic, Almeyda, Veron, Salas e nel 3-4-1-2 bianconero evidenziamo Montero, Davids, Zidane (tutti titolari dei loro paesi e prossimi protagonisti nei successivi tornei) mentre i futuri nazionali in estate agli europei saranno Ferrara, Iuliano, Conte, Pessotto, Zambrotta, Inzaghi I° con Nesta e Del Piero capitani agli ordini di Braschi.
Spesso i fatti non rispettano le parole, infatti questa contesa inizia 10 minuti dopo a causa di un problema alla maglia di Pancaro oltre al fatto che prevale quasi solo il tatticismo apparte sporadiche occasioni e tutte nella prima frazione: Mancini, Salas impegnano Rampulla e Zambrotta tiene Marchegiani sul chi vive in attesa del duplice fischio.
Al ritorno in campo il confronto si incattivisce facendo finire Pancaro, Favalli, Montero, Ferrara fra gli ammoniti permettendo inoltre registrare delle marcature con netto predominio dei difensori sugli attaccanti: il duello fra capitani lo vince Nesta, Mihajlovic annulla “Pippo-gol” mentre “Mancio” e “Matador” non riescono mai a liberarsi di Iuliano e, ancora, Ferrara; l’allenatore svedese cerca anche di mischiare le carte inserendo Sensini, Boksic per Almeyda, Mancini ma il ritmo rimane blando e il centrocampo si rivela la zona maggiormente trafficata essendo il terreno con più contendenti: 4vs5…solo gli utimi minuti riservano un sussulto, e non è tecnico o tattico: Inzaghi II° entra per Salas ma la sua performance dura 5 minuti, causa espulsione per proteste all’87°.
A fine gara nessuno è contento e il pari non serve a nessuno: i 2 punti persi costano ad entrambe l’aggancio in classifica da parte della Roma che aveva vinto nel pomeriggio…dopo 11 fatiche il trio di testa Juventus-Lazio-Roma comanda la classifica a quota 22 punti con le milanesi e il Parma subito dietro, sembra un torneo meraviglioso ma si rivelerà una lotta esclusivamente a 2 proprio fra aquile e zebre che si risolverà solo al fotofinish con una marea di controsorpassi e la rimonta romana da 9 punti di differenza.
Il 14 Maggio 2000 sarà il giorno segnato dalle stelle: la Lazio vincerà il suo II° scudetto proprio davanti alla Juventus, la Coppa Italia sarà ancora un trionfo per i capitolini (dopo aver eliminato anche i torinesi nei quarti in rimonta) ma la l’Europa riserverà a entrambi pesanti delusioni: il Valencia estromettera’ i romani nei quarti al loro esordio nella Champions e i sabaudi dovranno arrendersi al Celta Vigo negli ottavi di Coppa UEFA pur avendo conquistato l’Intertoto in estate.
Lazio-Juventus significa, storicamente, brividi…auguriamoci che la prossima volta non sia diversa.

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