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LAZIO-JUVENTUS…-2 GIORNI, 17 FEBBRAIO 1974: PASSO AVANTI VERSO LO SCUDETTO

File: [17feb1974rovesciatachinaglia.jpg] | Sat, 10 Oct 2020 19:16:33 GMT LazioWiki: progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio www.laziowiki.org

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ROMA – Sta per avere luogo il Carnevale appena prima dell’ultima sosta per le nazionali in vista dei mondiali in Germania Ovest del 1974 quando l’Italia sta vivendo appieno il cosiddetto decennio degli “anni di piombo”: un periodo terribile, in cui organizzazioni occulte appartenenti all’estrema destra operano in contrasto con le “Brigate rosse” e in cui si affermano le grandi bande criminali di tutta la penisola come la banda della Magliana a Roma, della Comasina a Milano, la Mala del Brenta in Veneto o le grandi mafie del sud in riassestamento dopo guerre sanguinose fra clan…intanto gli Abba sono la band del periodo a livello planetario e l’avvocato Giorgio Ambrosoli si dà da fare nel processo contro Michele Sindona, iniziato dopo la messa a nudo degli affari sporchi di quest’ultimo nella “Banca Privata Italiana”.

E’ un’epoca veramente tetra soprattutto per il vecchio continente e il campionato di calcio del nostro paese, entrato nell’autarchia più totale dal 1966 fino al 1980, lo dimostra tutte le settimane attraverso un clima tanto gelido o cupo meteorologicamente quanto bollente a livello di tifo o di rivalità sportive: per la 18° giornata di Serie A (quando le squadre erano 16, le giornate 30, i punti per vittoria 2) i match che impongono la maggiore attenzione sono, senza dubbio, lo scontro per le coppe Napoli-Inter chiuso 2-1 e la sfida-scudetto dell'”Olimpico” Lazio-Juventus…i biancocelesti (che 24 mesi addietro erano in Serie B) sono smaniosi di prendersi la rivincita dal bollente finale della scorsa annata, quando la vittoria per 1-2 in rimonta dei bianconeri in casa della Roma in concomitanza con la sconfitta laziale a Napoli per 1-0 li aveva condannati addirittura a un 3° posto (il 2° fu del Milan) sapente di beffa da sommare con la batosta rimediata all’andata in rimonta per 3-1 a Torino…una pioggia fastidiosa ed un freddo pungente si abbattono sulla capitale facendo presupporre che i piemontesi siano maggiormente addentro a tali condizioni atmosferiche ma il campo li smentirà!

I presidenti Lenzini con Boniperti prendono posto in tribuna fra le autorità con molto anticipo desiderosi di godersi appieno anche lo spettacolo del pre-gara intanto che i 10.000 (almeno) juventini si fanno sentire da prima dell’ingresso in campo dei contendenti facendo fronte ai più di 66.000 ospiti; dal canto loro i tecnici Maestrelli e Vycpalek hanno molto da fare per preparare al meglio i rispettivi piani tattici…il primo si avvale del suo classico 4-4-2 molto pragmatico e del fatto che manca solo il duttile centrocampista Re Cecconi (insieme al terzino destro di riserva Facco), infortunato da 5 turni

[Pulici;

Petrelli (72° Polentes)-Oddi-Wilson (cap.)-Martini;

Inselvini-D’amico-Frustalupi-Nanni;

Garlaschelli-Chinaglia]

mentre l’allenatore juventino deve sopperire all’indisponibilità del funambolo Causio oltre al terzino mancino Longobucco (piccoli problemi fisici pure per loro) anche se deve avvalersi di un 4-4-2 sempre guardingo molto diverso: i difensori formalmente sono 6 (di cui 2 sulle ali di centrocampo) anche se lo spettacolo non viene meno

[Zoff;

Marchetti-Morini-Salvadore (cap.)-Spinosi;

Gentile-Furino (46° Viola)-Capello-Cuccureddu;

Altafini-Anastasi].

Il mister della nazionale Valcareggi, dopo il vittorioso Europeo casalingo del 1968 e il 2° posto ai mondiali messicani del 1970 ma con la mancata qualifcazione all’europeo 1972, è presente a vedere tutti i suoi “osservati speciali” in vista dell’estate successiva: capitan Wilson/Chinaglia (ci sarebbe dovuto anche essere Re Cecconi) opposti a Zoff/Spinosi/Morini/Capello/Anastasi (senza scordare Causio).

Sapendo che fra 3 giorni tutte e 2 dovranno tornare in campo per il girone finale di Coppa Italia rispettivamente contro il Cesena e il Palermo, la sfida viene pianificata, inizialmente come una partita a scacchi in tipico stile italiano: marcature a uomo e fermezza dal punto di vista della copertura…Oddi si attacca a Anastasi così come fa Petrelli con Altafini mentre Capello viene preso in custodia Nanni in modo che tutti i principali fautori del gioco bianconero vengono bloccati al netto di un Morini che non molla mai Chinaglia dando vita ad uno scontro epico (seppur con qualche sbavatura decisiva), Marchetti segue dovunque Garlaschelli intanto che Furino non lascia mai solo D’Amico: sapendo che il pressing alto non è ancora dogma della nostra scuola tattica, viene chiaro pensare ad un confronto destinato allo 0-0 almeno in partenza, ma non sarà così…se la Juventus, avente 2 punti di ritardo dai capolisti (25-23 per la Lazio all’ingresso all’ingresso sul terreno di gioco), appare ingabbiata dalla rete nemica riuscendo a farsi viva solo con un destro di Anastasi in chiusura di tempo finito sull’esterno della rete, dall’altro abbiamo una corazzata capitolina che mette sotto i nemici da subito attraverso un 1-2 micidiale…al 5° Garlaschelli risolve una confusa mischia in area attraverso un preciso destro a sentenziare l’1-0 in seguito a un cross di Inselvini e a 3 rimpalli fortuiti sui difensori sabaudi (prima Spinosi, poi Morini e infine Salvadore); al quarto d’ora l’arbitro Panzino giudica regolare un probabile rigore di Morini su Chinaglia ma la sua decisione appare, in teoria, corretta (si tratta di un comune contatto fra spalle)…è proprio Chinaglia a scatenarsi guidando i suoi fino al 2-0 realizzato al 27° con punizione di destro da poco fuori area facendo seguito ad una triangolazione finita appena fuori bersaglio Petrelli-Nanni-Petrelli.

Al rientro dagli spogliatoi Vycpalek corre subito ai ripari levando un evanescente Furino per inserire un maggiormente mobile Viola in mediana al fine di garantire una manovra prevalentemente fluida a discapito della fisicità malgrado un terreno in condizioni non ottimali…ne viene fuori una ripresa in cui Gentile (poi ammonito per gioco falloso) si fa subito notare approfittando di un errore di Petrelli e inducendo Wilson a trattenerlo vistosamente fuori dalla riga di gesso bianco: inspiegabilmente il direttore di gara decreta il rigore dicendo che il fallo si è concretizzato in area fra le proteste laziali ed il montare della ruggine fra fazioni sugli spalti; a mettere tutti d’accordo, temporaneamente, ci pensa Cuccureddu (al 1° errore dagli 11 metri in stagione e iscritto subito dopo alla lista dei cattivi per aver usato un intervento troppo rude a danno di D’Amico imitando Gentile), che si fa parare la conclusione centrale da un attento Pulici con la gamba già distesa. Ormai sembra che la Lazio abbia 4 punti di vantaggio e che sia in totale controllo ma la Juve non si dà per vinta e ribatte alla parata di Zoff su destro dal fondo di Chinaglia guadagnando un ulteriore penalty al 55°, quando Anastasi mette un traversone verso Altafini ma questi si vede tirare il braccio da Petrelli (subito sanzionato tramite il giallo e poi rimpiazzato da Polentes) con Panzino che non ci pensa a indicare di nuovo il dischetto: un tifoso di casa tenta di invadere il campo e dalle tribune piove di tutto in un clima da guerriglia dove sono costrette a intervenire pure le forze dell’ordine per impedire all'”invasore” di raggiungere il suo scopo…Anastasi si isola da tutto realizzando il 2-1 con un bel piattone di destro aperto a pochi centimetri dalla mano di Pulici; tutto lascia presupporre una rimonta dei torinesi ma gli aquilotti non si fanno intimidire: Chinaglia, la loro guida morale, prima si vede salvare un bel sinistro rasoterra sulla linea da Salvadore con Zoff alla disperata, ma poi si prende un rigore per fallo evitabile di Morini e lo trasforma al centro della porta per il 3-1 quando i minuti sono 66 riuscendo a balzare in cima alla classifica cannonieri a quota 12.

Al triplice fischio la mini-fuga degli uomini di Maestrelli è realtà: 27-23, il +4 è in cassaforte, i laziali hanno ribattuto i nemici torinesi in casa dopo il 12/4/1970 (anche lì 2-0: 2 marcature di scarto) anche se manca quasi tutto un girone (12/15 gare)…la Juve sa che non è ancora finita ma anche Vycpalek fa capire che ormai i suoi non sono più i soli artefici del proprio destino.

A fine anno la Lazio, battendo in casa il Foggia il 12/5/1974 per 1-0 con rigore di Chinaglia (1° capocannoniere laziale dal dopoguerra con 24 reti e a +1 sull’interista Boninsegna), conquista (con un turno di anticipo) il 1° scudetto della sua storia con 3 lunghezze di stacco sugli zebrati (43-41 al conto conclusivo) al prezzo di una Coppa Italia finita nel girone di semifinale assieme alla Juventus, al Cesena dietro al sorprendente finalista Palermo…crudele il destino internazionale: biancocelesti fuori nei sedicesimi di Coppa Uefa con l’Ipswich Town in seguito ad una gara di ritorno finita 4-2 (dopo la sconfitta per 4-0 in terra inglese) ma in cui le risse in campo e sugli spalti porteranno tanti effettivi alla squalifica con estromissione del club per 2 anni da tutte le competizioni continentali costando al team di Lenzini la possibilità di giocare la Coppa dei Campioni con lo scudetto sul petto quando questo torneo era riservato solo a chi trionfava in patria (ad oggi questo primato triste è rimasto nella tradizione del club di Formello e lo resterà in eterno viste le nuove formule dei titoli europei) mentre i bianconeri saranno cacciati dalla Coppa dei Campioni sempre nei sedicesimi per mano della Dinamo Dresda (sconfitta 2-0 in Germania Est e vittoria 3-2 in Italia con rimonta sfiorata essendosi trovati sul 2-0) senza scordare la successiva sconfitta 0-1 in Coppa Intercontinentale a Roma dinanzi all’Independente (altro rigore fallito da Cuccureddu nella medesima porta sotto la “Curva Nord” prima della parata di Pulici), sfida a cui parteciparono grazie alla rinuncia dell’Ajax, loro carnefice il 26/5/1973.

A chiudere un anno decisamente brutto per il calcio italiano ci penserà l’esclusione ai gironi della nazionale italiana in un gruppo con Polonia/Argentina/Haiti in una spedizione che vedrà vari clan di team diversi portare le rivalità del campionato in azzurro e Chinaglia litigare violentemente con Valcareggi in mondovisone portando alla mediazione di Maestrelli per ricucire minimamente uno strappo mai cicatrizzato realmente…

Fine del 1° viaggio nel passato di Lazio-Juventus…appuntamento al prossimo episodio!!

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