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LAZIO-NAPOLI…-1 GIORNO, DOMENICA 18 GENNAIO 2015: CHIUSURA COME DA COPIONE

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ROMA – E’ il gelido inverno del 2015: al cinema esce “Scrivimi ancora”, da 24 ore è iniziata la Coppa d’Africa in Guinea Equatoriale (vinta dalla Costa d’Avorio ai rigori contro il Ghana domenica 8/2), le scuole sono ricominciate da appena 10 giorni e il maltempo affligge la nostra penisola toccando anche picchi di temperature sotto lo 0.

Per la 19° giornata, l’ultima d’andata, la domenica ha in serbo un match ricco di tecnica e con un passato piuttosto importante: è Lazio-Napoli, l’anticipo delle 12,30…successivo ai 2 anticipi del sabato Empoli-Inter 0-0 e Palermo-Roma 1-1; questa potrebbe sembrare la classica sfida fra team che danno spettacolo pur non raccogliendo molto, tanto più che siamo in un periodo faticoso pure senza l’Europa: il mercoledì precedente la Lazio ha espugnato la casa del Torino in coppa nazionale per Torino agli ottavi dopo aver pareggiato il derby in trasferta 2-2 da situazione di doppio vantaggio all’intervallo al netto di un Napoli che, fra 3 giorni, sarà carnefice dell’Udinese sempre in coppa ai rigori dopo un 2-2 entusiasmante, ma non vive un momento di forma smagliante in campionato, visto che la domenica trascorsa ha subito un 1-3 casalingo dalla Juventus infuocato dalle solite polemiche. La situazione è chiara: le 2 squadre sono 3° e 4° a -9 e -10 dalla Roma 2° (avente 3 lunghezze di distacco dalla Juve capolista) con la Lazio a precedere 31-30…per i 30000 accorsi all'”Olimpico” (era in corso la protesta delle tifoserie romane contro l’allestimento delle “barriere” al centro delle curve: un provvedimento della questura, nella persona del capo della polizia Gabrielli, combattuto dal primo momento al punto da far svuotare i settori in segno di ribellione…una battaglia semi-silenziosa nella voce ma assai rumorosa nello spirito che andrà avanti per 2 anni senza un attimo di pausa in cui si riuscirà a ottenere quanto sperato solo nella primavera 2016) lo spettacolo dovrebbe essere più che piacevole: è la 1° volta che il Napoli torna a giocare nella capitale a seguito dell’omicidio di Ciro Esposito prima della finale di Coppa Italia del 3/5/2014 e, anche se non succederà nulla in tal senso, le voci di un nuovo sodalizio fra la curva laziale e i 3000 napoletani accorsi resteranno solo delle idee senza riscontri pratici.

La sensazione è che questa possa essere una sfida che dirà fin troppo non tanto in ottica dei 90 minuti, quanto sull’avvio del girone di ritorno e sulla seconda parte d’annata: mentre Lotito e De Laurentiis prendono posto in tribuna, vediamo un Pioli (arrivato in estate a rimpiazzare il duo Petkovic-Reja) che deve fare a meno di circa 10 elementi…gli squalificati Marchetti/capitan Mauri/F.Anderson (tutti ammoniti nella stracittadina essendo diffidati) e gli infortunati Ciani/De Vrij/Braafheid/Gentiletti/Lulic, che denotano un’emergenza importante a livello difensivo, emergenza che si fa ancora più grossa se ci aggiungiamo gli altri 2 degenti del centrocampo Ederson/Gonzalez; potrebbe sembrare una situazione in cui è impossibile “cavare un ragno dal buco”, eppure il 4-3-3 (divenuto 4-2-4, modulo assai offensivo nel finale) che verrà messo in piedi sarà più che dignitoso, oltre che degno di una squadra che sta lottando in zona Champions (pur essendo un impianto tattico basato maggiormente sul fisico che sulla tecnica)

[Berisha;

Basta-Cana-Radu-Cavanda (83° Pereirinha);

Biglia-Ledesma (cap.) (46° Klose)-Parolo (82° Cataldi);

Candreva-Djordjevic-B.Keità]

intanto, dall’altra parte, Benitez (al 2° anno sotto il Vesuvio) deve sopperire all’assenza dello squalificato Britos (beccatosi il giallo l’altro weekend) e rimpiazzare il portiere Rosati, i 2 terzini Zuniga/Ghoulam, gli attaccanti Insigne/Michu (frenato da problemi al ginocchio che lo terranno fuori fino a fine anno)…ripiega sul suo classico 4-2-3-1 (che diverrà 4-3-3 con variabile di 4-3-1-2 quando servirà di “puntellare” maggiormente la difesa…pur con tutti gli scetticismi del caso)

[Rafael;

Maggio (cap.)-Koulibaly-Albiol-Strinic;

Lopez-Gargano;

Callejon-De Guzmàn (83° Jorginho)-Mertens (62° Hamsik);

Higuain (86° Zapata)].

Parolo/Candreva e capitan Maggio (Cataldi era ancora troppo giovane, Jorginho non si era ancora troppo valorizzato e Ledesma non venne mai inserito realmente nel giro azzurro), appena 3 i nazionali italiani che avevano partecipato alla debacle brasiliana del 2014, in cui la nostra rappresentativa aveva fatto le valigie a fine girone (2° mondiale consecutivo) vincendo 1 gara su 3: i nostri carnefici saranno il Costarica e l’Uruguay, malgrado Gargano fosse stato lasciato a casa, mentre la Germania di Klose si aggiudicherà la coppa a discapito dell’Argentina del duo Biglia-Higuain, coloro che avevano eliminato il Belgio di Mertens ai quarti e la Spagna di Albiol (campione in carica) aveva chiuso il suo cammino, anch’essa, nei gironi, alle spalle della coppia Olanda/Cile. E’ incredibile quanti degli effettivi sul terreno di gioco fossero rimasti a casa malgrado le loro squadre fossero presenti: il brasiliano Rafael, il colombiano Zapata o l’inesperto portoghese Pereirinha, il croato Strinic, gli spagnoli Lopez/Callejon, l’olandese De Guzmàn o il belga Cavanda…tutti esclusi di livello, almeno, medio, al contrario degli albanesi Berisha/Cana, il rumeno Radu, i serbi Basta/Djordjevic, il duo senegalese Koulibaly-B.Keità, il condottiero slovacco Hamsik, i quali avevano visto la competizione da casa per la mancata qualificazione dei rispettivi paesi.

Quando Rizzoli (arbitro dell’ultima finale mondiale) comanda l’inizio delle operazioni, diviene subito chiaro che per la Lazio sarà una sfida spigolosa, non solo perchè le mancano alcuni dei suoi pezzi migliori mentre altri non sono al 100%, ma anche perchè il Napoli fa capire di voler riprednere la sua corsa e di voler spezzare l’imbattibilità di 6 giornate dei biancocelesti (3 vittorie sommate a 3 pari rimandano l’ultima battuta di arresto allo 0-3 in casa con la Juventus del 22/11/2014)…siamo appena al 16° quando, nell’immediato post-ammonizione di Ledesma per fallo ai danni di Gargano, nonchè sulla prima vera azione della contesa, Mertens lavora un bel pallone a centrocampo, serve Higuain in profondità, che dribbla Radu ed esplode un destro potentissimo spentosi sotto l’incrocio del primo palo (il sinistro) come sentenza dello 0-1 (l’assenza di De Vrij si nota anche troppo); il resto della frazione scorre fra l’uscita di Berisha “a valanga” su Mertens lanciato a rete, il destro fuori dai 20 metri di Biglia, la punizione di Ledesma, scaturita dal giallo di Lopez per irregolarità a discapito di Djordjevic appena successiva alla mezz’ora, su cui Parolo incorna colpendo la traversa poco prima che Basta riesca a buttare un altra bella palla, non sfruttata da Cavanda (che la mette, di fatto, in braccio a Rafael)…nella parte conclusiva vediamo anche il cartellino rimediato da Parolo assieme ad un blocco facile di Berisha su destro dal limite dell’area scoccato dall’esordiente Strinic, ma il tabellino resta invariato e il Napoli va al riposo in vantaggio.

Al rientro tutti si aspettano una Lazio rediviva e un Napoli guardingo ma pronto a colpire ad ogni occasione possibile: le previsioni vengono confermate anche se, in vero, Berisha farà solo una parata semplice a terra su Basta mentre Candreva, di 3 occasioni, non ne metterà neanche una nello specchio della porta…a testimonianza di un team biancoceleste che vuole fare e ha molte idee (specie dopo l’innesto di Klose alla ripresa delle ostilità) ma non dispone degli uomini necessari per riuscire a mettere in reale difficoltà gli avversari intanto che Mertens, appena prima di essere rilevato da Hamsik (entrato al 61°), come rinforzo per un centrocampo in affanno, si iscrive al registro dei cattivi subito dietro al compagno Gargano e a Keità. Il giro delle sostituzioni, tutte e 4 negli ultimi 10 minuti, fa da corollario a diversi contropiedi sprecati dagli azzurri: Higuain si vede murare da Berisha il destro a giro e quando non inquadra lo specchio manda fuori, Callejon è impreciso sia in “sforbiciata” che di petto al volo (mirabile il salvataggio di Radu sulla linea), Hamsik sbaglia 2 volte l’ultimo passaggio pur andando a formare un’ottima diga di copertura davanti alla retroguardia (Lopez-Hamsik-Gargano)…l’entrata di Pereirinha/Cataldi e di Jorginho/Zapata (rispettivamente, i primi a tentare l’assalto finale e i secondi a cercare di dare freschezza in ripartenza) conferma un copione scontato: è più maturo e riesce a gestire meglio le situazioni difficili, ma la Lazio ha dimostrato di non dover temere nessuno (esclusa la juventus).

Al triplice fischio, proprio quando gli ospiti si erano risistemati con un 4-3-1-2 molto atipico: Jorginho-Lopez-Gargano con Hamsik dietro alla coppia Callejon-Zapata, diventa realtà il tanto sospirato sorpasso…i napoletani, raggiunti dalla Samp nel pomeriggio, precedono i laziali 33-31 riuscendo, così, a rilanciarsi per ogni loro obiettivo; viceversa, i capitolini falliscono una prova troppo difficile per loro ma, pur rispettando il pronostico che li vedeva perdenti, si tengono in scia per un girone di ritorno tutto da vivere…

A fine maggio i verdetti saranno molto chiari e i destini delle 2 compagini si saranno incrociati in maniera decisiva: il Napoli, in seguito alla sconfitta all’ultima giornata (un vero film thriller: dallo 0-2 dei laziali al 2-2 in 10 minuti, nel corso della ripresa, rigore del sorpasso fallito da Higuain all’85° e altre 2 reti degli ospiti nel recupero) per 2-4 proprio con la Lazio (che tornò, così, a espugnare Fuorigrotta, in gare di campionato, per la prima volta dall’8/3/2009) in una sfida in cui gli serviva solo il pari per superare i capitolini, si ritrovò da 4° a 5° dietro a Juventus/Roma/Lazio/Fiorentina (la beffa sarà doppia e coinvolgerà pure lo scavalco da parte dei toscani) vedendosi dare ben 6 lunghezze di distacco dagli uomini di Pioli (69-63)…in Coppa Italia la Lazio, dopo aver fatto fuori i partenopei in semifinale (1-1 a Roma con pari di Gabbiadini, 0-1 nell’ultimo quarto d’ora firmato da Lulic in Campania) soccomberà in finale al cospetto della Juventus vedendosi rimontare 2-1 ai supplementari in una gara fin troppo equilibrata…se il destino sarà crudele con il Napoli anche in Europa, vedendo gli azzurri subire prima un brutto ribaltone dall’Athletic Bilbao ai preliminari di Champions League in agosto (1-1 a Napoli e 3-1 nei Paesi Baschi, di cui il 2° da situazione di vantaggio) e poi una beffa atroce in semifinale di Coppa Uefa dinanzi ai finalisti perdenti del Dnipro (1-1 con rimonta in casa e batosta 1-0 in Ucraina), dall’altro lato la sorte ricompenserà i napoletani consentendogli il 22/12/2014, di portare a casa la loro 2° Supercoppa Italia (la 1° del nuovo millennio) pur sapendo che l’epoca di Benitez si sta chiudendo e sta per aprirsi quella di Sarri.

Ritorno al passato concluso…che inizi lo spettacolo!!!!!

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