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L’INFERNO E’ SEMPRE PIU’ VICINO

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Virtus Roma – OriOra Pistoia 80-81 (21-21; 48-36; 62-61)

Virtus Roma: Cusenza ne, Alibegovic 2, Rullo 3, Dyson 3, Baldasso 5, White, Pini 14, Farley ne, Spinosa ne, Jefferson 15, Buford 25, Kyzlink 13. All. Bucchi.

OriOra Pistoia: Della Rosa, Mati ne, Petteway 20, D’Ercole 3, Quarisa, Brandt 12, Salumu 14, Dowdell 7, Johnson 20, Wheatle 5. All. Carrea.

Ormai ci sta poco da dire: la Virtus Roma è sempre più pericolante e vede avvicinarsi in modo nitidissimo il fantasma della retrocessione dopo una sconfitta thriller contro Pistoia in casa che, sicuramente, sarà una bastonata terribile da gestire soprattutto a livello psicologico: Pistoia si presenta al palazzetto dell’Eur annoverando ben 2 ex fra le proprie fila (l’infortunato Landi, il veterano D’Ercole) al netto di Rullo pronto a sfidarsi con il suo passato.

Il quintetto base è quello abitudinario: Alibegovic-Dyson-Jefferson-Buford-Kyzlink e i risultati sembrano arrivare subito non solo per orgoglio degli effettivi ma pure per una disposizione tattica che non lascia nulla al caso per ciò che concerne, per esempio, il confronto Jefferson-Petteway…dopo i tributi per Koby Briant (minuto di silenzio ed interruzioni ai minuti 8, 24 in onore delle maglie indossate in carriera dallo statunitense) la gara evidenzia da subito una buona Virtus pure se gli ospiti non mollano nulla chiudendo il 1° periodo sul 21-21; al ritorno sul parquet il primo strappo lo danno anmcora i capitolini con uno straordinario parziale di 12-2 propiziato soprattutto dai 15 punti di un Buford ancora in grande giornata ma mai esaltato abbastanza da tutto l’ambiente specie nel tiro da 3 per un 1° tempo terminato sul 48-36 (punteggio di 27-15 nel quarto…un’ipotetica ipoteca, almeno così appare).

Dopo l’intervallo il tandem Petteway-Brandt restituisce il parziale di 0-10 portando ad un primo equilibrio sul 55-54 segnato sul tabellino con 4 rintocchi ancora da giocare in una frazione alla cui conclusione il tabellino dice 62-61…i 10 giri di lancetta finali vedono continui ribaltamenti di punteggio ed alcune decisioni piuttosto discutibili da parte della schiera arbitrale con conseguenti polemiche per ambo le parti fino ad arrivare al terrificante ultimo minuto sul 77-74: Petteway-Salumu sembrano dare il definitivo 77-79 anche se Buford segna da 3 di nuovo dando l’80-79 a 30″ dal triplice fischio eppure Johnson ottiene una palla vagante a 2 secondi utili realizzando l’80-81 che sentenzia ufficialmente il verdetto con una probabile infrazione di passi così da far infuriare il pubblico di casa.

7 sconfitte consecutive proiettano ormai i ragazzi di Bucchi in una situazione difficile da gestire sapendo che hanno sotto solo Pistoia (a -2 essendo 14-12), Trieste a 10, Pesaro a 2 senza dimenticare i prossimi 3 impegni proibitivi almeno sulla carta: Fortitudo Bologna, Milano, Sassari. Qui non si tratta più di pensare a tattica o tecnica: bisogna solo raccogliere le forze rimanenti a livello mentale e sperare in una salvezza ancora possibile malgrado una miriade di incertezze unite ad un cammino pieno di insidie.

La Virtus Roma tornerà in campo sabato 8 febbraio alle ore 20:30 nella trasferta al PalaDozza ospite della Fortitudo Bologna.

Le parole di coach Piero Bucchi al termine della gara: «È mancata la forza di dare la spallata decisiva quando eravamo avanti; ci siamo così ritrovati a giocare una gara punto a punto nel finale con la tensione aumentata: in questo tipo di finale poi pesano molto gli episodi, ad esempio vorrei vedere se c’era il fallo di Jefferson sul tiro da tre punti di Petteway; o il loro ultimo canestro arrivato da una palla vagante dopo che eravamo riusciti a toccarla diverse volte. Dovevamo riuscire molto semplicemente a dare la spallata prima e chiudere la partita senza ridurci a un finale punto a punto».

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