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MILAN-INTER 0-3: SENZA INCERTEZZE

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MILANO – Per la prima volta dal 31/1/2016 un derby di Milano finisce con uno scarto di 3 reti: all’epoca era sempre Milan-Inter ma a trionfare furono i rossoneri, mentre l’Inter non portava a casa una stracittadina con tale scarto o simili addirittura dallo 0-4 del 29/8/2009.

Poche volte si é potuta affermare una superiorità così evidente da parte di una compagine meneghina sull’altra: l’Inter, seppur priva dell’infortunato Sensi ma ricca di diffidati (Barella/Bastoni/Brozovic/Hakimi/Lukaku), ha approfittato della stanchezza del Milan, provato dal pareggio 2-2 di giovedì scorso a Belgrado in casa della Stella Rossa senza contare anche gli indisponibili Bennacer/Maldini/Mandzukic (tutti fermi per guai muscolari come Sensi)…in generale, però, si va sul sicuro dicendo che Conte ha annichilito Pioli sul piano tattico sfruttando ogni singolo punto debole dei rossoneri e colpendo in modo mortifero anche meno di quanto avrebbe potuto. Il risultato é stato frutto di un predominio netto degli “ospiti” e la 2° vittoria consecutiva (6 degli ultimi 9 contando pure la coppa nazionale) é la degna conseguenza di una superiorità totale: il 4-2-3-1 dei milanisti é apparso fin troppo lento

[Donnarumma;

Hernandez-Kjaer-Romagnoli (cap.)-Calabria;

Kessié-Tonali (67° Meité);

Saelemaekers (67° Leao)-Calhanoglu-Rebic;

Ibrahimovic (75° Castillejo)]

mentre il 3-5-1-1 (poi 5-4-1 a rombo) speculare dei nerazzurri si é rivelato rapido come poche altre volte

[Handanovic (cap.);

Skriniar-De Vrij-Bastoni;

Hakimi (83° Young)-Barella (86° Vidal)-Brozovic-Eriksen (78° Gagliardini)-Perisic (78° Darmian);

Martinez (79° Sanchez);

Lukaku].

Bastano 5 minuti per fare in modo che la situazione si metta in discesa: Brozovic gioca in verticale per Lukaku, che rientra sul sinistro dalla destra e crossa per Martinez consentendogli di fare 0-1 (1° rete per l’argentino nelle stracittadine) di testa dopo che già Perisic aveva incornato fuori; da allora assisteremo ad un primo tempo molto confusionario da parte degli uomini di Pioli, capaci di rendersi davvero pericolosi solo con un destro di Hernandez uscito di pochissimi centimetri ad Handanovic battuto in seguito ad un colpo di tacco mal riuscito di Ibrahimovic e prima di un altro destro bloccato dall’estremo difensore interista da parte dello svedese…dal canto loro, gli interisti hanno mostrato una maggiore organizzazione di gioco con manovre corali favorite dai continui inserimenti offensivi dei terzini (i quali hanno stravinto il confronto con i loro parigrado) anche se va detto che di parate davvero difficili Donnarumma ne ha fatta solo una, a danno di Perisic precedendo il sinistro alto a porta sguarnita di Martinez su respinta corta assieme all’incornata appena alta di Skriniar; il corredo della frazione lo daranno l’ammonizione di Kjaer al 12° per aver stroncato una ripartenza di Martinez ma decisivo in un paio di anticipi ad evitare la disfatta già per l’intervallo) e quella di Hakimi (diffidato, che salterà Inter-Genoa) a discapito di Hernandez al 22°.

Alla ripresa troviamo un Milan trasformato e che, fino allo 0-2 di Martinez in contropiede di piatto sinistro da azione orchestrata sull’asse Brozovic-Perisic giunto al 57° (doppietta per il marcatore), si é reso pericoloso chiudendo gli avversari nella propria area costringendo Handanovic a salvare 2 volte il risultato su 2 colpi di testa ravvicinati di Ibrahimovic prima del sinistro su Tonali…l’Inter, essendo squadra che sa soffrire, resiste con un ottimo Bastoni e prova a ripartire sfruttando un Brozovic grande spolvero ma incapace di superare Donnarumma intanto che Saelemaekers commette un brutto fallo sullo stesso Brozovic rimediando il cartellino al 55°. Quando si é ormai sullo 0-2 diventa chiaro che la gara ha preso una piega ben delineata e pure gli allenatori se ne rendono conto: Pioli non sa come regolarsi mentre Conte arretra Martinez lasciando Lukaku a fare reparto da solo…mai scelta si é rivelata più indovinata, visto che lo stesso Lukaku impegna Donnarumma su una bella conclusione e Ibrahimovic prova a tenere vivi i suoi sfidando ancora Handanovic ma il bomber belga é scatenato e al 66°, lanciato da Perisic, stoppa di destro nel cerchio di centrocampo piazzando uno scatto di 40 metri che brucia sia Kessié che Romagnoli per poi esplodere il sinistro sul primo palo che vuol dire 0-3 a fine gioco (5 timbri in 5 derby per lui…una media avvicinabile a mostri sacri come Milito, Ibrahimovic stesso o Ronaldo). Da adesso parte il lungo giro dei cambi: nessuno dei 2 cambia il modulo di base ma ci sono svariate modifiche nell’applicazione di ciascun reparto…anche Ibra viene tolto per far posto a Castillejo successivamente agli innesti di Meité e Leao per Tonali (annichilito nel confronto da Barella e Brozovic) e Saelemaekers, al confronto con le migliori occasioni, che saranno tutte di marca “bisciona” per mano del mancino appena alto di Eriksen e il destro al volo uscito di pochissimo dal piede di Barella; nel finale i diavoli si riversano in avanti per provare a dare un senso al tutto ma, in vero, non prendono mai lo specchio della porta costringendo Handanovic a distendersi solo su un bel sinistro di Rebic all’89° scoccato al netto di un’Inter che si trincera dietro ad un chiaro 5-4-1 a rombo in cui si opererà una rivoluzione totale del centrocampo (compresa la trequarti).

Al triplice fischio é grande festa nerazzurra: per il Milan sono 2 sconfitte in 7 giorni con 5 reti incassate e 0 realizzate senza contare il fatto che ora sono a -4 dai dirimpettai (53-49) potendo pure essere riavvicinati da inseguitrici affamate come Roma/Napoli/Atalanta/Juventus (apparse tutte in condizioni migliori dei lombardi sul piano fisico)…in questa stranissima annata le emozioni non finiscono mai e le sorprese sono state più di quelle che ci attendevamo: sediamoci e aspettiamo di vedere cosa potrà accadere!

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