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MILAN-INTER…-3 GIORNI, 21 FEBBRAIO 2004: IL DIAVOLO RIMONTA NEL NOME DEL PIRATA

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MILANO – Siamo nel gelido febbraio del 2004 quando Al-Qaeda sta per tornare a sconvolgere il mondo con gli attentati alle stazioni di Londra e Madrid dell’estate seguente, al cinema le famiglie si accalcano per vedere “Alla ricerca di Nemo” mentre fra sole 24 ore si festeggia la domenica di Carnevale. La settimana che ci porta a sabato 21/2 è però una settimana estremamente dolorosa per tutti gli sportivi italiani: il 14/2 è stato ucciso (sulle prime si parlerà di un assurdo suicidio) Marco Pantani, il ciclista più amato dai tempi della coppia Coppi-Bartali e accanito tifoso milanista pur essendo cesenate.
Sarà un caso, ma il 21/2/2004 per la XXII° giornata di Serie A, si gioca Milan-Inter come match-clou ed anticipo delle 20,30: sono anni in cui la crisi economica ha appena iniziato a corrodere il nostro calcio e i nostri club…ma il derby di Milano racchiude sempre tante storie oltre ad includere moltissimi campioni; il profilo dei 2 club poi, è incredibile: i rossoneri comandano la classifica a +5 sulla Roma dopo un girone d’andata incerto oltre ad aver collezionato diversi trofei la stagione precedente a seguito d’anni deludenti mentre i nerazzurri sono in lotta per zona Champions con Juventus e Lazio oltre ad aver vinto solo una stracittadina negli ultimi 4 anni ma possono contare su un organico di altissimo livello.
I presidenti, entrambi presenti in tribuna d’onore, sono fra i più amati dalle 2 tifoserie: Berlusconi e Moratti, le panchine vedono 2 tecnici agli antipodi come l’eterno secondo (fino a 2 anni prima) Ancelotti opposto al più navigato (e già campione nazionale) Zaccheroni…in campo abbiamo 2 capitani storici a livello di Costacurta e Javier Zanetti, un arbitro esperto come Rossetti, tantissimi fuoriclasse stranieri (Dida, Cafu’, Kaladze, Seedorf, Rui Costa, Kaka’, Shevchenko da un lato e Cordoba, Helveg, Stankovic, Adriano da un altro) oltre ai nazionali che solo 4 mesi dopo andranno in Portogallo a giocare gli Europei (Nesta, Gattuso, Pirlo e Toldo, Cristiano Zanetti, Vieri).
Si capisce da subito che non è una gara normale: per i diavoli non ci sta solo un primato da difendere, ma anche la memoria di un tifoso da onorare mentre i biscioni vogliono evitare a tutti i costi l’ennesima batosta…quale cornice migliore del “Giuseppe Meazza” si poteva trovare, gremito da 80.000 spettatori in una fredda notte invernale con pochi scontri ma meravigliose coreografie, per esaltare guerrieri di alta caratura come quelli che scendono sul terreno di gioco? Decisamente nessuna.
I moduli sono subito chiari con il 4-3-2-1 opposto al 3-5-2 prudente con marcature duttili ma asfissianti soprattutto fra difensori e attaccanti: Adriano fa fatica con Nesta e Vieri si libera poche volte di Costacurta a fronte di Cordoba e Ada i che quasi annullano Sheva per tutta la prima frazione ma la zona in cui avvengono più scontri fisici è decisamente il centrocampo…spazio in cui Pirlo e Zanetti II° si incrociano spesso, Stankovic viene limitato da Gattuso ma neanche Seedorf e i 2 trequarti di casa riescono a sfondare per l’ottimo muro fatto da Farinos con Gonzalez tralasciando una fascia completamente fuori uso per l’ottimo lavoro di Cafu’ avverso a Zanetti I°.
Nel primo tempo si gioca poco ma le occasioni sono decisive: al 15° Stankovic trafigge, direttamente su calcio d’angolo con una parabola inesorabile, il Milan sbloccando la situazione; da allora si contano solo i cartellini gialli di Kaka’ (per protesta), Nesta e Gonzalez, Cordoba per comportamento non regolamente…sembra avvicinarsi l’intervallo senza ulteriori sussulti ma al 40°, su un altro corner, il regista nerazzurro Zanetti calcia al volo dai 16 metri impattando su Kaladze che spiazza il suo portiere e regala lo 0-2 agli ospiti.
Al rientro in campo Ancelotti (che secondo una leggenda, pare abbiamo rinvigorito i suoi chiedendogli di scalare quella montagna dalla ripidita’ di 2 reti in nome del grande “pirata”, suo corregionale emiliano) toglie uno spento Costa per Tomasson cambiando schema a favore del 4-3-1-2  capendo di dover dilatare la difesa nemica: sono passati appena 11 minuti quando, proprio il danese sfrutta una respinta corta di Toldo in area riaprendo i giochi di sinistro a porta vuota ed ecco l’episodio che decide tutto…solo 60″ dopo Kaka’ ruba palla nel cerchio di centrocampo e si invola verso la porta  scoccando un diagonale di destro che si spegne nell’angolino basso alla sinistra dell’estremo difensore regalando il pareggio; manca più di mezz’ora alla fine ma ormai è chiaro che è solo una questione di tempo: quando arriverà il 3-2 dei milanisti? I minuti passano inesorabilmente e Cafu’ con Stankovic vengono ammoniti per falli inutili…i 2 mister decidono di prendere in mano definitivamente la situazione dal 70°: i 2 freschi di cartellino lasciano il campo per Pancaro e Karagounis appena 5 giri d’orologio prima dell’ingresso di Laursen e Cruz per Nesta e Vieri; corre l’85° giro di lancetta quando Seedorf, dopo 2 tentativi da lontani usciti di poco, riceve palla sulla trequarti campo e si porta verso il centro scoccando un siluro dai 35 metri con il destro che spegne sotto l’incrocio alla sinistra di Toldo:3-2!
Gli ultimi istanti di gara vedono Recoba prendere il posto di Gonzalez oltre ad un affrettato ma inutile tentativo di pareggio degli ospiti…al fischio finale lo stadio è in festa: il Milan è temporaneamente a +8 in graduatoria e ha scalato la montagna come avrebbe fatto Pantani, piace a molti pensare che quella sera, a “pedalare” verso la vittoria della stracittadina meneghina, ci fosse anche lui mentre per l’Inter si registra l’ennesima notte da dimenticare.
A fine anno a Milanello si festeggerà il XVII° scudetto nell’ultimo campionato a 34 giornate con il record di +11 sulla Roma seconda a costo però di 2 beffe nelle competizioni a eliminazione diretta: semifinali di Coppa Italia contro la Lazio futura vincitrice e il disastro di La Coruna (vittoria per 4-1 a Milano e sconfitta per 0-4 in Spagna) nei quarti di Champions League; ad Appiano Gentile si raggiungerà la Champions grazie al IV° posto ma ciò non basterà a soddisfare l’ambiente viste le sconfitte nei quarti di Coppa nazionale con la Juventus finalista e il pessimo secondo girone di Champions League finito da terzi con Arsenal, Dinamo Kiev, Lokomotiv Mosca oltre all’uscita nei quarti di Coppa UEFA al cospetto del Marsiglia.
Il futuro rovescera’ le carte da ambo le parti,scopriremo assieme quando è come…

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