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MILAN-JUVENTUS…-1 GIORNO, SABATO 30 OTTOBRE 2010: SEGNALI FUORVIANTI

Foto Luca Lussoso - LaPresse 30 10 2010 Milano ( Italia ) Sport Calcio Milan vs Juventus Campionato italiano di calcio Serie A Tim 2010 2011 - Stadio Giuseppe Meazza di Milano Nella foto: Zlatan Ibrahimovic Photo Luca Lussoso - LaPresse 30 10 2010 Milan ( Italy ) Sport Soccer Milan vs Juventus Italian Football Championship League A Tim 2010 2011 - Giuseppe Meazza Stadium of Milan. In the pic: Zlatan Ibrahimovic

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MILANO – Siamo nel freddo weekend di “Halloween” del 2010 e mentre l’Italia si sta consegnando sempre di più alle economie straniere venendo travolta dalla crisi, la piattaforma “Sky” inizia a brevettare nuove forme di palinsesti e a scontrarsi con i mercati della “TV digitale” e il basket italiano è saldamente in mano alla Mens Sana Siena (anche più del dovuto), il ricambio generazionale dei nuovi nati dal 2000 in avanti si fa sempre più rapida e Shakira è fra le cantanti maggiormente in voga del momento.

La crisi italiana sta coinvolgendo anche quello che era uno dei migliori settori del nostro paese: lo sport, e neanche il calcio è riuscito a sfuggire da questo pericolo allargatosi a macchia d’olio nel giro di neanche 5 anni dallo scoppio dell’inchiesta di “Calciopoli” venuta fuori nel maggio 2006.

Per la 9° giornata di Serie A, però, riusciamo comunque a trovare il modo di respirare aria di grande calcio vedendo l’anticipo del sabato alle 20,45 Milan-Juventus…la sfida fra le 2 compagini maggiormente vincenti degli ultimi 20 anni assieme all’Inter nonché le più colpite proprio nel 2006: se il Milan è 2°, la Juventus è 5° ed entrambe sono partite, pur essendo 17-12 sul fronte dei punti, con l’idea di rivincere lo scudetto dopo il lustro di dominio nerazzurro; a Milano sono più di 76000 gli spettatori presenti (fra i quali almeno 5000 juventini, sistemati al 3° anello della “Curva Nord” e “ingabbiati” sotto un’enorme rete per evitare problemi) intanto che Galliani fa le veci del presidente rossonero poichè Berlusconi ha presentato le dimissioni e il giovane Andrea Agnelli è appena divenuto massima carica bianconera succedendo a Blanc e rinverdendo la tradizione della storica famiglia proveniente dalla FIAT al timone della Juve.

Questi sono anni molto complicati per le parti in causa: entrambe le direzioni tecniche, Allegri e Delneri, sono cominciate in estate con l’aspirazione di tornare ai vertici ma i problemi sono usciti fuori quasi subito…entrambe, pur provenendo da buoni risultati nel turno infrasettimanale precedente (pareggio della Juve a Bologna per 0-0 e Napoli espugnata 1-2 dai meneghini), devono fare a meno di svariati elementi di caratura non indifferente; i padroni di casa, per esempio, non possono schierare molti infortunati fra cui il loro leader difensivo Thiago Silva, i terzini Zambrotta/Oddo/Jankulovski, i mediani Ambrosini (divenuto capitano dopo l’addio di Paolo Maldini nel 2009)/Merkel (escluso per scelta tecnica), il fantasista Ronaldinho anche se, tutto sommato, il loro 4-3-1-2 non viene intaccato

[Abbiati;

Bonera (35° Abate)-Papastathopoulos-Nesta-Antonini;

Boateng (70° Seedorf)-Pirlo-Gattuso (cap.);

Robinho;

Pato (75° F.Inzaghi)-Ibrahimovic]

così come non viene mutato l’altro 4-3-1-2 (poi 3-4-3 in corso d’opera e 3-5-2 nel finale) privo del portiere titolare Buffon, i difensori Chiellini/Grosso/Grygera/Traoré, i centrocampisti Krasic/Marchisio/Salihamidzic e il bomber Iaquinta…decisamente un’emergenza da non sottovalutare

[Storari;

Motta-Legrottaglie-Bonucci-De Ceglie (41° Pepe);

Marchisio-Aquilani-F.Melo;

Del Piero (cap.) (86° Amauri);

Martinez (56° Sissoko)-Quagliarella].

Diversi i nazionali italiani attualmente nel giro azzurro a cavallo fra i mondiali fallimentari dell’estate trascorsa e gli europei del 2012: Pirlo/Gattuso/Abate con Bonucci/Marchisio/Quagliarella/Pepe al netto di Abbiati/Nesta/F.Inzaghi e Del Piero già ritiratisi visti i limiti d’età e un Aquilani che tornerà a Coverciano solo alla Confederations Cup 2013; sul piano degli stranieri troviamo 2 uomini importanti del Brasile che uscirà ai quarti dinanzi al Paraguay nella prossima Copa America al netto di un Felipe Melo che sarà escluso, ovvero Robinho-Pato, l’idolo ghanese Boateng, il leader greco Papastathopoulos e il capitano svedese Ibrahimovic.

E’ evidente che i padroni di casa, spinti dal pubblico, partono subito al massimo e Ibrahimovic lo conferma colpendo l’incrocio dei pali sinistro a giro al 6° mentre Pato si danna tutta la frazione a sfidare De Ceglie nell’1vs1 portando spesso i suoi a sfondare da quella parte con l’intento di dare il maggior numero di palloni possibili allo svedese, il quale o centrerà Storari di testa, o verrà anticipato in extremis da Bonucci salvo spedire fuori quando almeno la parte di mettere a terra la sfera gli sarà riuscita…dalla propria parte, la Juventus si difende e riparte con Del Piero ma Abbiati è attento tranne quando al 24° De Ceglie riesce ad andarsene sulla sinistra e crossare verso Quagliarella, il quale impatta di testa lo 0-1 insaccando tramite uno spiovente imparabile sotto la convergenza destra dei montanti. Da qui vediamo solo ammoniti per gioco scorretto: Melo al 36° con Boateng al 39° oltre a Pirlo al 45° scoccato, e sostituzioni per infortunio muscolare, ovvero Abate per Bonera al 35° e Pepe per De Ceglie al 41° con conseguente cambio di assetto in favore dei un vero 3-4-3 nel quale Pepe si schiera largo a sinistra.

Quando si rientra dagli spogliatoi i rossoneri continuano a spingere sull’acceleratore volendo tentare di raggiungere il pari quanto prima ma Ibrahimovic è, stranamente, impreciso e Robinho non riesce a trovare la porta neanche quando ce lo mettono davanti…l’entrata di Sissoko al 56° per l’evanescente Martinez, intanto, appare come un ennesimo tentativo, da parte di Delneri, di mantenere il vantaggio proprio in coincidenza con l’ammonizione di Pepe ma, contro ogni aspettativa, proprio dai piedi del maliano arriva l’azione che porta allo 0-2 quando scocca il 65°: Pepe, dalla sinistra, cambia gioco proprio verso di lui, il quale supera Antonini ma svirgola in maniera tanto clamorosa quanto goffa la sfera in piena area riuscendo, nonostante tutto, a tenerla e a fare sponda verso Del Piero, che senza pensarci impatta di collo destro pieno infilando a fil di palo con Abbiati immobile…8° gol della bandiera juventina contro i lombardi e raggiunto Boniperti nella classifica “all-time” dei cannonieri sabaudi. A questo punto i padroni di casa non hanno più nulla da difendere e caricano a testa bassa inserendo Seedorf per Boateng e Inzaghi per per Pato tentando di fare il “forcing” conclusivo; in realtà la Juventus fa muro con fatica ma Storari viene chiamato in causa poche volte: quando deve deviare in corner su destro di Robinho “smorzato” da Bonucci, quando si vede salvare da Melo su destro di Ibrahimovic, quando Robinho manda fuori su cross basso di Abate…sembra ormai finita ma Antonini non è d’accordo e all’82° riesce a scappare sulla sinistra per poi mettere in mezzo verso Ibrahimovic, il quale impatta di fronte piena spiazzando Storari, così da realizzare l’1-2 dal dischetto del rigore (1° timbro dello svedese contro una sua ex squadra italiano: militò alla Juve nel periodo 2004-06…statistica piuttosto insolita, sapendo la facilita che ha sempre avuto il gigante nordico ad andare in gol oltre alla quantità di sfide andate in scena fra lui e altre compagini importanti sui livelli di Juventus o Inter non solo in Italia ma anche fuori). L’apparenza inganna e negli scampoli conclusivi sembra che il fortino ospite sia sempre sul punto di crollare malgrado Amauri rimpiazzi l’esausto Del Piero andandosi a porre come difensore aggiunto con il preciso obiettivo di spazzare l’area il più rapidamente possibile…il 3-5-2 sistemato dall’allenatore in trasferta appare solo teorico, visto che i suoi difendono in 10 sotto la linea del pallone mostrando una cattiveria e una voglia che non si vedevano da un biennio.

Quando Rocchi fischia 3 volte gli juventini si godono un risultato che li porta a -2 dai milanesi (17-15) facendoli accedere alla zona Champions e danno l’illusione, vincendo la prima trasferta in seguito a 2 pari a reti inviolate (di cui uno a Milano con l’Inter), di poter veramente puntare alle zone alte molto tempo dopo (non espugnavano la tana milanista dallo 0-1 firmato da Trezeguet su assist in rovesciata di Del Piero andata in scena l’8/5/2005) in attesa di affrontare il Salisburgo in Europa League intanto che i milanisti si leccano le ferite per una sconfitta interna di campionato, a ridosso con la sfida casalinga dinanzi al Real Madrid, che non arrivava al 13/12/2009, quando era stato il Palermo ad espugnare la Lombardia sul risultato di 0-2: che sia ancora troppo presto per parlare di scudetto, dato che il duo Lazio-Inter (22-18) dà la sensazione di stare meglio?

A fine stagione, invece, la gioia sarà solo per i milanesi: Allegri condurrà i diavoli al loro 18° scudetto (l’ultimo ad oggi, non vinto dagli juventini) eguagliando i cugini a spese proprio di essi stessi e del Napoli (82-76-70), che gli consentirà poi di battere gli interisti ad agosto per 2-1 in rimonta durante la loro 6° Supercoppa Italia mentre la Coppa Italia li vedrà sconfitti in semifinale dinanzi ai finalisti del Palermo (pari 2-2 a Milano e batosta 2-1 in Sicilia) intanto che l’avventura in Champions si era già conclusa negli ottavi per mano del Tottenham (0-1 in Italia e 0-0 in Inghilterra); la Juventus, invece, si piazzerà 7° senza neanche qualificarsi in Europa League, torneo da cui era uscita nei gironi dietro a Manchester City/Lech Poznan causa i 6 pareggi su 6 rimediati e la coppa nazionale era durata fino ai quarti, quando la Roma aveva ottenuto un’ottimo 0-2 a Torino che aveva segnato indelebilmente la fine dell’epoca di Delneri in favore dell’arrivo di Conte, ma questa è un’altra storia…

Milan-Juventus è una sfida che ha fatto la storia del calcio italiano…che la sera dell’Epifania ce lo possa confermare, l’augurio è solo questo.

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