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MILAN-JUVENTUS…-2 GIORNI, SABATO 22 MARZO 2003: E’ TUTTA ANCORA DA VIVERE

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MILANO – E’ appena iniziata la primavera del 2003 e sono trascorsi poco più di 20 giorni dal Carnevale (caduto nella data del 2/3/2003, assai insolito per il calendario), fra sole 24 ore si svolgerà il referendum per l’adesione all’UE e alla NATO in Slovenia (in cui i risultati parleranno di un 90% desideroso di entrare nell’Unione Europea e di un 66% a favore di far parte della NATO), fra meno di un mese Michael Jordan, il miglior giocatore di basket della storia per acclamazione popolare, giocherà la sua ultima gara in NBA (Washington Wizards-Philadelphia 76ers del 16/4/2003).

Intanto, se nel mondo tante novità ribaltano gli schemi e gli assetti prefissati come solo il decennio passato aveva saputo fare, in Italia abbiamo una situazione di continui movimenti ma che, al momento giusto, finiscono per far tornare tutto al proprio posto senza intaccare nulla in maniera definitiva: uno dei terreni in cui questa cosa accade maggiormente è il calcio…in particolare, sappiamo che la cosiddetta “festa dei milioni” che aveva tenuto il nostro movimento ai massimi livelli costringendolo anche a vivere ben oltre le proprie possibilità, sta tramontando e costringendo diversi club a fare i conti con bilanci in pessime condizioni, fallimenti, difficoltà ad iscriversi alle competizioni; sembrerebbe un quadro apocalittico con chiaro preludio al coinvolgimento totale di tutte le squadre iscritte in tale disastro, ma non è così: per la 26° giornata di Serie A, tutto sommato ancora uno dei migliori campionati del mondo come il fronte europeo ci dimostrerà, abbiamo tante sfide fra piccole o medie compagini che si cercano di accaparrare più punti possibili rispetto al centro o alla bassa classifica lasciando, come piatto forte, unicamente l’anticipo delle 20,30 del sabato sera Milan-Juventus…una sfida storica che, in quegli anni, aveva scritto la maggior parte delle pagine importanti del nostro sport più popolare avviando un duopolio iniziato dall’autunno 1991 ma spezzato solo dalla Lazio nel 1999/2000 e dalla Roma l’anno dopo 2000/01.

Sappiamo che i bianconeri di Lippi (tornato nell’estate del 2001 dopo il biennio di Ancelotti e succedendo la sua vecchia esperienza nel 1994-1999) comandano la vetta della graduatoria per 57-54 sull’Inter e 57-49 proprio sui rossoneri (al 3° posto) allenati dal medesimo Ancelotti (chiamato d’urgenza nell’inverno del 2001 col fine di succedere a Terim ma ancora incapace di eguagliare i suoi enormi successi di calciatore)…decisamente un incrocio che ci fa capire quanto la gara sia importante nonchè il fatto che coinvolge giocatori di altissimo livello anche se la statistica dà come proibitivi favoriti i torinesi, dato il fatto che per ritrovare una vittoria meneghina negli scontri diretti bisogna risalire al 24/3/2000, quando una doppietta di Shevchenko aveva stordito gli avversari e iniziato la crisi che li avrebbe portati a mollare sulla linea del traguardo in favore dei laziali.

Quella sera Milano appare deserta e l’unico luogo dove si sforano i 78000 presenti (8000 juventini circa, assiepati al 1° anello della “Curva Nord” con evidenti rischi per l’ordine pubblico) è lo stadio “Giuseppe Meazza”, in cui presenziano sia la triade Moggi-Bettega-Giraudo che il duo Berlusconi-Galliani…e ci sarà anche tempo per un velo di tristezza, visto che il 24/1/2003 se n’era andato l’avvocato Gianni Agnelli (azionista di maggioranza juventino, assieme al fratello Umberto) per un tumore alla prostata: all’epoca l’asse Milan-Juventus si era fatto promotore della “Confederazione del nord” in sede federale quando si doveva creare un partito unico per proporre una maggioranza al momento delle elezioni delle cariche politico-calcistiche (si troveranno, con l’Inter, a farsi la guerra con le romane e la Fiorentina per tanto, troppo tempo) e ogni confronto veniva visto come un’occasione di rinforzare l'”amicizia” fra le società, al contrario che fra le tifoserie, fin troppo rivali visto il fatto di essere i 2 club più nobili del nostro calcio già da molto prima.

Come vedremo dalle formazioni, entrambe risentono della settimana europea: il Milan, uscito sconfitto (dopo l’altra batosta per 3-1 incassata in casa del Real Madrid) dalla gara casalinga con il Borussia Dortmund per 0-1 all’ultimo turno del 2° girone ma già qualificato da 2 giornate ai quarti di Champions League in cui incontrerà l’Ajax (carnefice della Roma assieme al Valencia ed unico team non italiano ne spagnolo in grado di passare il turno), sa che dovrà fare a meno degli infortunati Kaladze e Helveg, dovendo affidare la fascia a Simic intanto che Tomasson è squalificato e l’attacco presenta gli uomini contati…nonostante ciò il tecnico di Reggiolo si dimostra capace di modellare la sua creatura in maniera eccellente pur usando lo stesso assetto delle ultime uscite, il 4-3-1-2 (poi 4-4-1-1 molto atipico quando entrerà Serginho)

[Dida;

Simic-Nesta-Maldini (cap.)-Costacurta (74° Laursen);

Seedorf-Pirlo-Gattuso;

R.Costa (70° Ambrosini);

Shevchenko (81° Serginho)-F.Inzaghi]

modulo piuttosto offensivo, da confrontare, invece, con un Lippi estremamente prudente e che, memore del faticoso 2-1 subito all’ultimo minuto in casa del Basilea ma che non ha comunque compromesso la qualificazione alla fase finale della Champions in cui i sabaudi sfideranno il Barcellona, si presenta con un 4-4-1-1 tramutato in 3-4-1-2 ma dedito più a difendere che a spingere per primi contando sul fatto che gli infortunati Zenoni/Conte/Di Vaio/Salas e lo squalificato Olivera rendono le scelte contate soprattutto da centrocampo in su obbligando a stare molto coperti

[Buffon;

Thuram-Ferrara-Montero (69° Pessotto)-Zambrotta (46° Del Piero);

Camoranesi-Tacchinardi (cap.)-Davids-Tudor;

Nedved;

Zalayeta (61° Trezeguet)].

Molti i nazionali italiani che a giugno erano stati convocati da Trapattoni per il mondiale in Corea del Sud e Giappone: Nesta/capitan Maldini/Gattuso/F.Inzaghi con Buffon/Zambrotta/Del Piero mentre Costacurta, assieme a Ferrara/Pessotto sono già fuori dalle scelte o altri, tipo Pirlo o Camoranesi, saranno selezionati nel prossimo futuro in vista degli europei 2004 intanto che Ambrosini dovrà aspettare almeno 4 anni per essere notato; sul versante degli stranieri, invece, troviamo alcuni che parteciperanno alla Confederations Cup che si terrà la prossima estate: il francese Thuram (al contrario dell’escluso Trezeguet) e il brasiliano Dida (Serginho sarà lasciato a casa)…mentre altri avranno ruoli più o meno importanti alla futura rassegna continentale sui livelli dei croati Simic/Tudor, del danese Laursen, gli olandesi Seedorf/Davids, il portoghese Rui Costa, il capitano ceco Nedved…il cerchio, infine, si chiude con il duo uruguayano Montero/Zalayeta e il condottiero ucraino Shevchenko.

Lo stadio “Giuseppe Meazza”, all’ingresso delle 2 squadre comandate dal signor Trefoloni, ribolle di passione intanto che Maldini festeggia le 501 presenze con la maglia per cui ha sempre tifato e da subito si evince che sarà una gara stupenda senza esclusione di colpi…al 4° Rui Costa, allargatosi sulla destra, riceve da Pirlo e serve in verticale Shevchenko, che se ne va via con l’intento di servire a porta vuota l’ex Inzaghi ma Buffon glielo impedisce respingendo il pallone che, a questo punto, carambola di nuovo sul sinistro dell’ucraino libero di infilare l’1-0 a porta quasi vuota; già la tensione era alta e, a questo punto, diventa altissima anche perché al 10° Pirlo, ammonito, commette fallo sulla sua trequarti a danno di Zambrotta portando alla punizione per gli avversari con Nedved che scarica di destro mettendo dentro l’1-1 aiutato da una leggerissima deviazione di Tacchinardi e un Dida non molto pronto. La sfida si fa sempre più sentita e sono i 2 tenori offensivi del Milan a tenere in maggiore apprensione la retroguardia sabauda: prima Shevchenko (che non andava a segno da inizio febbraio) viene atterrato in area da Ferrara e Montero, poi Inzaghi riesce a tirare ma Buffon è attento e, se da un lato è l’estremo difensore a fare buona guardia, dall’altro è l’imprecisione di Camoranesi a fare in modo che la sfera termini a lato; siamo al 25° quando Pirlo riesce di nuovo a illuminare la scena con un lancio perfetto verso Inzaghi, che senza pensarci arpiona la sfera di destro e si contorce in mezzo ai 2 centrali prima di infilare sotto le gambe di Buffon il tocco beffardo che significa 2-1 (1° rete da ex per lui)…da qui in avanti troviamo un Nedved fin troppo oggetto di falli che porterà alle ammonizioni di Simic e Camoranesi ma all’intervallo il tabellino è ancora lo stesso.

Alla ripresa Lippi cambia le carte in tavola e butta dentro Del Piero per Zambrotta spostando Tudor al centro della difesa con Montero a sinistra volendo, chiaramente, dare maggiore fantasia all’attacco, un attacco che si rende subito pericoloso quando Dida salva con la mano di richiamo un gran sinistro di Zalayeta dal limite dell’area…è un 2° tempo in cui succede molto e mentre il Milan si copre maggiormente tentando, ovviamente, di ripartire in contropiede basandosi soprattutto sui calci piazzati (bella la punizione di Pirlo che costringe Buffon al corner) al netto di una Juventus che combatte su ogni palla cercando di assediare la retroguardia avversaria anche con l’innesto di Trezeguet per Zalayeta; Davids manda alto e la giostra delle sostituzioni prende a pieno ritmo quando Pessotto sostituisce Montero facendo passare i suoi, definitivamente, al 3-4-1-2 volendo provare l’assalto conclusivo, un assalto che porta solo Nedved a vedersi respingere un ottimo colpo di testa sulla traversa dal limite dell’area scaturito da una punizione di Camoranesi dalla destra…nel finale ci sta tempo per l’entrata di Ambrosini (beccatosi il giallo subito per fermare Del Piero) per Rui Costa, di Laursen per Costacurta, di Serginho per Shevchenko (salutato da una “standing ovation”), tutti cambi dediti a provare a rinforzare il centrocampo in modo da soffrire di meno tramite un 4-4-1-1 in cui Seedorf è alzato alle spalle di Inzaghi.

Al triplice fischio Ancelotti ottiene la sua prima vittoria contro la piazza che lo aveva cacciato nella primavera del 2001 e Inzaghi fa lo stesso intanto che Lippi, reduce da 10 vittorie nelle ultime 11 sfide (se si esclude l’1-1 di Bergamo) si preoccupa solo di fare “mea culpa” non avendo messo in campo l’assetto migliore per paura che più di qualcuno non fosse al massimo della condizione tipo la coppia offensiva dei secondi 45 minuti e per una sconfitta che mancava dal 15/12/2002, quando si era perso 1-2 in ribaltone al “Delle Alpi” con la Lazio…adesso l’Inter ha l’occasione di agganciare la vetta (fallirà ottenendo una batosta di 2-1 a Udine) pur avendo perso lo scontro diretto intanto che il Milan si è portato a -5 tornando alla vittoria in Serie A a seguito di 3 pari consecutivi (l’ultima volta in cui sono arrivati i 3 punti era stato in casa del Torino con la sentenza del giudice sportivo causa i tanti incidenti causati dalla tifoseria granata).

Di sicuro, sapendo che mancano 8 giornate e le distanze sono queste…è tutta ancora da giocare pure se sono i bianconeri a comandare la volata!

A fine maggio vedremo un quadro assolutamente roseo per entrambe: la Juventus, in seguito alla sua 3° Supercoppa Italia ottenuta ad agosto per 2-1 dinanzi al Parma, alzerà il 27° tricolore, dedicato all’avvocato, con 2 turni d’anticipo superando Inter e Milan (69-61-58) dopo che i rossoneri erano stati campioni d’inverno ma la gioia verrà rinnovata solo ad agosto 2003, quando l’altra Supercoppa nazionale (la 4°) verrà alzata discapito del medesimo Milan, sul risultato di 4-2 ai rigori in seguito all’1-1 dei supplementari, uscito da una stagione fantastica pronto ad ergersi a carnefice dei bianconeri…i meneghini, invece, vivranno una delle loro migliori annate di sempre ottenendo il suddetto 3° posto e l’argento in Supercoppa nazionale come in Coppa Intercontinentale, dove sarà il Boca Juniors a superarli dagli 11 metri per 3-1 avendo chiuso la sfida sul campo 1-1, ma si consoleranno ampiamente vincendo la loro 6° Champions League a Manchester proprio contro la Juventus nell’unica finale tutta italiana nella storia del torneo facendo 3-2 dal dischetto poiché i 120 minuti erano stati conclusi sullo 0-0 assieme alla 5° Coppa Italia (unica della gestione Berlusconi) ottenuta in un doppio confronto con la Roma fin troppo ingiusto nel risultato (1-4 assai bugiardo nella capitale e rimonta per 2-2 fra le “mura amiche” di Milano in una sfida avvelenata dalle polemiche) potendosi vantare anche di aver fatto fuori in semifinale il Perugia che aveva estromesso i bianconeri nei quarti (ribaltone 1-2 a Torino e 2-0 in Umbria) aggiudicandosi, infine, la 4° Supercoppa Europa a danno del Porto per 1-0.

Non finisce qui la storia di Milan-Juventus…siamo solo all’inizio!!!

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