Timeout Channel

Il Portale dello Sport

MILAN-PARMA…-2 GIORNI, DOMENICA 21 MARZO 1993: GAME OVER BY COLUMBIA

Condividi l'articolo

MILANO – Siamo in uno dei momenti più strani della storia d’Italia: da 13 mesi è scoppiato il terremoto politico di “Tangentopoli” che ha portato alla fine della “Prima Repubblica” rivoluzionando il nostro paese (apparentemente): Oscar Luigi Scalfaro presiede il “1° governo tecnico” di sempre e da appena 16 giorni è stato discusso il “Decreto Conso”, ritenuto incostituzionale e non approvato dal governo (depenalizzava il finanziamento illegale ai partiti finiti sotto la lente d’ingradimento di “Mani Pulite” negando agli inquisiti la custodia cautelare se non in caso di reati particolarmente gravi come l’affiliazione acclarata alla criminalità organizzata), Predrag Danilovic sta, intanto, guidando la Virtus Bologna al suo 1° scudetto su 3 consecutivi e 4 totali conquistati nel decennio (sotto la presidenza di Alfredo Cazzola, il più vincente nella storia delle “Vu nere” nonchè colui che porterà, per la 1° volta, l’Eurolega in città), la mafia si prepara a sferrare una serie di attentati crudeli contro lo stato (le bombe del 1992-93) approfittando di connivenze politiche riconosciute solo molti anni dopo e Silvio Berlusconi organizza la sua ascesa con il partito di “Forza Italia” (che vincerà le elezioni del 1994 creando una coalizione basata su 2 alleanze separate: al nord con la “Lega Nord” di Umberto Bossi e al sud con “Alleanza Nazionale” guidata da Gianfranco Fini…di gran lunga il governo maggiormente vicino alla destra che si fosse visto dal dopoguerra).

Siamo in una decade assai brutta per l’Italia…un tempo in cui solo lo sport riesce a far distrarre la gente dai problemi veri: le nostre squadre comandano anche nelle coppe e si apprestano a vivere una primavera bollente (stagione entrata in vigore da appena 24 ore).

Per la 24° giornata (a soli 3 giorni dalla goleada Italia-Malta 6-1, giocata a Palermo in occasione delle qualificazioni ai mondiali statunitensi del 1994), decisamente una domenica spartiacque, abbiamo ben 3 match degni di nota: lo “spareggio di centro classifica” Roma-Napoli, il duello europeo Juventus-Inter (i nerazzurri vantano 11 lunghezze di ritardo dalla vetta, occupata dai dirimpettai, al netto di un team bianconero che vuole proseguire il cammino verso le coppe), Sampdoria-Fiorentina (scontro comprendente la compagine genovese in corsa per le zone UEFA intanto che i toscani vogliono salvarsi) ma soprattutto Milan-Parma…i milanisti vengono da 58 partite consecutive senza sconfitte (striscia iniziata proprio il 26/5/1991 con i ducali: l’ultima batosta risale a Bari-Milan 2-1 di 7 giorni addietro) e il mercoledì passato hanno sconfitto 1-0 il Porto nella 4° tornata del girone di semifinale della Coppa dei Campioni in modo da totalizzare 8 su 8 (4 vittorie su 4) portandosi, così, ad un solo punto dalla matematica qualificazione alla finale che si terrà il prossimo 26/5/1993 a Monaco di Baviera; i parmensi, da parte loro, vengono dal ritorno dei quarti di finale di Coppa delle Coppe, in cui hanno sconfitto 2-0 lo Sparta Praga (era finita 0-0 in Repubblica Ceca) e si apprestano a continuare la scalata verso “Wembley” dove verrà ospitato l’ultimo atto il 12/5/1993.

Mentre in tribuna, fra i 75000 presenti (di cui solo 2000 parmensi, ma assai rumorosi e per nulla intimoriti dalla marea meneghina), siedono Berlusconi (indiscusso protagonista della scena sotto tutti gli aspetti in quel momento) con Pedraneschi e Tanzi (rispettivamente presidente e azionista di maggioranza degli emiliani), i tecnici, Capello con Scala, hanno un gran da fare per riuscire a selezionare 2 assetti soddisfacenti fra turnover e indisponibilità…il primo deve fare a meno degli squalificati Boban/Lentini, degli infortunati Antonioli/F.Galli/Albertini/Donadoni/Rijkaard/Gullit/Van Basten/Simone (il “cigno di Utrecht”, in particolare, ha iniziato una degenza che si protrarrà fino al suo ritiro nel 1995: 2 anni di inabilità e lontananza dai terreni di gioco) ma può comunque mettere in campo un un 4-4-2 a rombo ottimo (diventato poi 4-2-4 visto l’evolversi della questione) malgrado la grossa emergenza da centrocampo in su (mancano tutti i titolari di ambo i reparti tranne Massaro, ma a leggere la formazione non si direbbe che la situazione sia così tragica)

[S.Rossi;

Tassotti (73° Serena)-Costacurta-Baresi (cap.)-Maldini;

De Napoli;

Eranio (67° Gambaro)-Evani;

Savicevic;

Massaro-Papin]

mentre il secondo, anche lui costretto a dosare un organico provato dalla settimana pesante, si affida ad un 4-5-1 altamente elastico (poi, in vero, 5-4-1 con il solo Asprilla a tenere la palla alta) in cui vanno registrate le defezioni di Taffarel/Benarrivo/Brolin/Ferrante (tutti menomati a livello fisico, più che stanchi dal turno internazionale)

[Ballotta;

Pin (74° Matrecano)-Apolloni-Minotti (cap.)-Di Chiara;

Melli-Grun-Zoratto-Cuoghi-Asprilla;

Osio (89° Pulga)].

Questi sono, si può dire già un anno prima, i 2 blocchi portanti su cui poggerà la nazionale italiana ai prossimi mondiali: Tassotti/Costacurta/capitan Baresi/Maldini/Evani/Massaro (senza scordare pure Albertini/Donadoni, al contrario di un De Napoli/Serena scartai da Sacchi un anno prima e mai più riconsiderati o di Eranio tenuto in evidenza solo durante le qualificazioni in contrasto con Gambaro) assieme a Apolloni/capitan Minotti (andrebbe incluso pure l’indisponibile Benarrivo mentre tutti gli altri italiani saranno lasciati a casa)…fra i nomi illustri di altri paesi che si faranno vivi alla prossima rassegna globale vediamo solo Rijkaard (i suoi 2 compagni non verranno neppure chiamati) al netto di un Savicevic e un Boban che si vedranno squalificati con le rispettive rappresentative (Jugoslavia e Croazia) causa la guerra in corso nei Balcani; se facciamo, invece, un discorso di stelle gialloblù, troviamo, a parte Brolin (il regista indisponibile della Svezia, poi arrivata 3°), il mediano belga Grun, il portiere del Brasile Taffarel (futuro campione) e il folletto colombiano Asprilla (protagonista a breve, nel luglio 1993, del bronzo conquistato in Copa America assieme ai suoi “Cafeteros”).

Dal momento che Cesari fischia l’inizio, vediamo un Milan che cerca di cingere d’assedio l’area nemica sfruttando le serpentine di Savicevic, controllato molto bene da Zoratto o dal terzino di riferimento a seconda di dove si trova a svariare, o con il duro lavoro fatto da Papin, seguito a vista da un Apolloni che verrà ammonito dopo pochi minuti assieme a Grun (troppo desideroso di mirare alle caviglie di De Napoli); i rossoneri cercano di fare gioco ma si limitano a minacciare colpi senza riuscire mai ad affondare realmente la lama nel burro, complice un Parma che non perde mai le distanze riuscendo a sfruttare Osio più lontano dalla porta che vicino alla retroguardia avversaria e senza contare le innumerevoli sgroppate di Asprilla sulla sinistra che, approfittando di un Tassotti ancora dimesso dal recente infortunio da cui si è appena ripreso, non ha la stessa vigoria dei tempi migliori…interessante il fatto che Capello e i suoi non possano dormire neanche sonni tranquilli sapendo che l’Inter sta vincendo 0-2 a Torino con un 1-2 inferto fra 16°-20° con il tandem Sosa-Shalimov riuscendo, così, a “ridurre” a 9 punti la strada dalla cima della classifica.

Nel momento che la sfera riprende a rotolare si inizia a vedere un Parma chirurgico in ogni ripartenza spinto da uno Scala che ha fiutato la grande opportunità di entrare nella storia assieme ai suoi: Osio fa reparto da solo giocando di sponda su chiunque si avvicini a rimorchio, Asprilla corre per 3 e Melli svaria da tutte le parti non concedendo punti di riferimento intanto che Apolloni viene graziato più volte, fra cui annotiamo un intervento da rigore a danno di Papin; è il 58° quando Melli induce Costacurta al fallo al limite dell’area: Asprilla, contrariamente al volere del suo tecnico, si ripresenta sul punto di battuta dopo aver fallito poco prima ed esplode un destro a giro che si spegne sotto l’incrocio destro lasciando di stucco tutto lo stadio a cominciare da “Seba” Rossi: 0-1 nello stesso istante in cui pure la Roma si è portata in vantaggio grazie a Haessler a discapito del Napoli (che pareggerà al 72° con Fonseca dal dischetto chiudendola sull’1-1). Da qui l’assalto rossonero si fa sempre più veemente, ma in vero produce solo un paio di parate facili da parte di Ballotta (entrambe su Papin in mischia), a dimostrazione che neanche l’inserimento del centravanti Serena o del terzino Gambaro con passaggio al modulo con 4 punte (Massaro a destra, Savicevic a sinistra, tandem Serena-Papin in mezzo) non ha sortito gli effetti sperati: ogni volta che gli emiliani ripartono, spronati fin dall’intervallo dal loro allenatore (che li aveva resi ancor più consapevoli della propria forza appunto nel “break” fra le 2 frazioni), si ha la sensazione che sia più vicino lo 0-2 (come con il liscio di Melli a 3 metri dalla riga bianca su cross basso di Grun) che l’1-1; l’ammonizione di Matrecano, entrato nell’ultimo quarto d’ora a precedere Pulga e il riassestamento dei suoi verso un 5-4-1 vero (in cui l’unico riferimento è Asprilla davanti), fa da preludio allo 0-1 conclusivo, salutato da un oceanico applauso di tutti i presenti: la striscia di 58 sfide consecutive in campionato senza perdere si interrompe grazie all’ala colombiana, ad un team di tutto rispetto e per la 1° volta il Parma espugna la casa del Milan in Serie A avendo avuto solo 2 partecipazioni in cui ha rimediato la miseria di 1/4 punti non avendo mai realizzato una segnatura…0-0 nel 1990/91 e 2-0 nel 1991/92 (in coppa nazionale, invece, lo aveva già fatto nel 1986/87, sia ai gironi che nell’andata degli ottavi, ma sempre per 0-1 con timbri di Fontolan prima e Bortolazzi poi).

A fine anno il Milan otterrà il suo 13° scudetto (2° consecutivo: non succedeva dalla Juve del biennio 1980-82) a +4 sull’Inter (50-46) ma pagherà carissimo lo scotto di un torneo fatto di grossi primati (14 vittorie con 3 pareggi nel girone di andata che frutteranno 31/34 punti) succeduti da una totale fatica nel finale (4 vittorie, 11 pari, 2 batoste: il margine si ridurrà da +11 a +4 in pochissime settimane portando con sè il nitido spettro della rimonta da parte dei nerazzurri, stroncati solo dal doppio pari nei derby): mollerà la Coppa Italia in semifinale dinanzi ai finalisti della Roma (sconfitta per 2-0 nella capitale, vittoria per 1-0 a Milano in una sfida eroica ma insoddisfacente: un gol nato da calcio d’angolo dubbio, un rigore inesistente sbagliato al 90°, un’espulsione esagerata per il romanista Garzya al 75°, una direzione di gara a senso unico non serviranno), perderà la finale di Coppa dei Campioni davanti al Marsiglia dopo aver vinto 10/10 sfide al netto di 23 reti segnate con 1 sola incassata…lo 0-1 di Monaco di Baviera timbrato da Boli scatenerà polemiche a non finire (anni dopo l’arbitro svizzero Rothlisberger confesserà di aver ricevuto denaro dal presidente francese Tapie al fine di truccare l’incontro come in occasione del corner della rete decisiva rivelatosi inesistente, e diversi giocatori marsigliesi affermeranno di aver assunto sostanze dopanti) concedendo ai rossoneri, già vincitori della 2° loro Supercoppa Italia ad agosto 1992 per 2-1 sempre a discapito del Parma, seguita poi dalla 3° affermazione nel agosto 1993 per 1-0 a discapito del Torino oltre che dalla batosta 2-3 in Coppa Intercontinentale con il San Paolo (a cui i milanesi avranno accesso per l’illecito dei transalpini, pur non ricevendo la Champions d’ufficio); il Parma si piazzerà 3° dietro alle milanesi con 9 lunghezze di ritardo riuscendo ad affermarsi (unica volta) in Coppa delle Coppe 3-1 a danno dell’Anversa (1° finale internazionale della storia, ma non sarà l’ultima…, per il club che sono 3 annate prima non aveva mai visto la Serie A) e in Supercoppa Europa proprio contro il Milan a inizio 1994 (sconfitta 0-1 a Parma con rimonta 0-2 nei supplementari in Lombardia alla 2°, ed ultima, edizione tutta italiana del trofeo dopo Milan-Sampdoria del 1990) ricucendo la ferita della sconfitta in supercoppa di lega (sempre dinanzi ai diavoli) insieme alla delusione nei quarti di coppa nazionale con la Juventus (2-1 per i torinesi in terra sabauda, 1-1 al ritorno dopo averli travolti l’anno addietro all’atto conclusivo) essendo detentori del trofeo.

1° tappa del tour di Milan-Parma completata ma si riparte subito!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *