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MILAN-ROMA…-1 GIORNO, 2 MAGGIO 2004: VELENI E SCUDETTO

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MILAN – E’ la primavera del 2004 e le prime comunioni si susseguono in tutta Italia, i matrimoni sono tanti e l’Europa festeggia il nuovo ingresso nell’UE di ben 12 nuovi paesi da sole 24 ore (Cipro/Estonia/Lettonia/Lituania/Malta/Polonia/Repubblica Ceca/Slovacchia/Slovenia/Ungheria), fra solo 1 mese la Mens Sana Siena, sponsorizzata dalla Banca “Montepaschi di Siena” festeggerà il suo 1° scudetto di basket preparandosi ad affrontare Treviso in Supercoppa a ridosso di settembre, mancano 5 settimane al calcio d’inizio degli europei in Portogallo (vinti dalla matricola Grecia) intanto che ad agosto le olimpiadi “torneranno a casa” venendo ospitate da Atene.

Sono gli ultimi anni del benessere italiano prima dello scoppio della grande crisi economica ma il nostro calcio ha già cominciato a scontare le conseguenza di un ventennio in cui si è vissuto ben al di sopra delle proprie possibilità portando ad una regressione grossa del campionato soprattutto per quanto concerne i nomi o le franchigie partecipanti: per la 32° giornata del campionato di Serie A, intanto che gli scontri salvezza con gli spareggi per le coppe si susseguono a ritmo frenetico, i riflettori principali sono tutti puntati su “San Siro” in occasione dello scontro scudetto Milan-Roma…i rossoneri comandano la classifica a +6 per 76-70, forti di aver già portato via i 3 punti dopo l’1-2 nel giorno della befana in trasferta, e hanno 2 risultati su 3 per festeggiare il loro 17° tricolore già nel pomeriggio mentre ai giallorossi rimane da difendere il 2° posto dall’assalto della Juventus (a -7) impegnata a casa del Perugia a rischio spareggio per la retrocessione tentando di ottenere un’insperata vittoria per provare a ravvivare la rincorsa negli ultimi 180 minuti…lo stadio è pieno all’inverosimile con più di 80000 presenti fra cui 10000 romanisti dislocati al 1° anello della “Curva Nord” intanto che la tifoseria di casa si esibisce in una bellissima coreografia esibendo la scritta “MILAN L’E’ UN GRAND MILAN” ripresa in mondovisione proprio mentre Berlusconi con Galliani prendono posto in tribuna poco lontano da Franco Sensi: va detto che all’epoca non correva buon sangue non solo a livello di tifosi o di città rivali sull’asse Milano-Roma, ma pure e soprattutto per la rivalità che intercorreva fra lo schieramento del nord presieduto da Moggi-Galliani contro il centrosud capeggiato da Sensi stesso in sede federale.

Va detto che in campo ci stava il meglio possibile del nostro campionato: da una parte Ancelotti (salito alla ribalta come star della Roma di Liedholmn 2 decadi addietro prima di trasferirsi alla corte di Berlusconi come giocatore per poi tornare come tecnico nel 2002) con il suo 4-4-2 a rombo (poi 4-3-2-1 e 5-4-1 nel recupero) in cui si segnalano solo le assenze degli infortunati Pancaro/Simic/Inzaghi (operato reiteratamente) mentre Redondo è stato mandato via a gennaio e Borriello è fuori per scelta tecnica

[Dida;

Cafù-Nesta-Maldini (cap.)-Costacurta;

Pirlo;

Seedorf (91° Kaladze)-Gattuso;

Kakà (87° Rui Costa);

Shevchenko-Tomasson (80° Ambrosini)]

mentre l’ex maestro del tecnico romagnolo, Capello (bandiera sia da giocatore negli anni ’70, che da mister dei diavoli negli anni ’90 nonchè guida romanista dal 1999 dopo esserne stato pure grande geometra a fine anni ’60), interpreta lo stesso modulo in maniera opposta riuscendo a schierare i suoi 4-4-2 in linea (mutando verso un lampante 3-5-1-1 nella ripresa) pur facendo a meno di pezzi pregiati tipo Chivu (fattosi male in nazionale rumena) Dellas/Carew (fuori per scelta tecnica) o Montella (operato di nuovo al ginocchio in una stagione di calvario)

[Pelizzoli;

Panucci-Samuel-Zebina-Candela (46° D’Agostino);

Mancini-Dacourt-Emerson-Lima (79° De Rossi);

Totti (cap.)-Cassano (73° Delvecchio)].

Ben 6 nazionali italiani prenderanno parte agli europei con Trapattoni in panchina: Nesta/Pirlo/Gattuso insieme a capitan Totti/Panucci/Cassano (capitan Maldini/Costacurta e Delvecchio si sono già ritirati) e senza contare che Pelizzoli verrà selezionato da Gentile per le olimpiadi con D’Agostino/de Rossi già noti in Under-21, ma andremo fuori ai gironi causa il “biscotto” per 2-2 nel match fra la Svezia e la Danimarca di Tomasson, estromessa poi ai quarti dalla Repubblica Ceca che aveva già messo dietro di sè Seedorf con l’Olanda battuta in semifinale dal Portogallo di Rui Costa al netto di Shevchenko/Kaladze che non si qualificheranno con Ucraina/Georgia dovendo vedere lo spettacolo da casa nello stesso modo di Candela/Zebina, scartati dalla Francia al contrario di Dacourt, come anche i brasiliani Dida/Cafù/Kakà contrapposti a Emerson/Lima, tutti lasciati a casa da Parreira in occasione della Copa America in Perù a luglio in cui entreranno solo Mancini con la casacca verdeoro intanto che pure Samuel sarà “scaricato” dalla “sua” Argentina…tanti campioni per una delle sfide più belle di sempre fino ad allora malgrado un tempo capriccioso ed altalenante unito ad una tensione che si affetta con il coltello già dalla mattina.

Al calcio d’inizio del bergamasco Messina si vede una Roma molto stretta e compatta intanto che il Milan fa girare la palla tramite Costacurta, il quale dà il via all’azione già decisiva dopo 2 giri di lancetta: il terzino sinistro serve l’ex Cafù, che sale a destra scaricando su Kakà e, a quel punto, il trequartista salta secco Dacourt crossando di destro al limite dell’area su Shevchenko (a quota 22 già in testa ai cannonieri con Totti a tallonarlo dopo 20 segnature), che incorna di fronte piena completamente solo indirizzando alla destra di Pelizzoli l’1-0 che fa esplodere tutta la Milano rossonera proiettando i suoi a +9 ma, soprattutto, costringendo la Roma già a dover fare 2 reti per riaprire i giochi…per tutta la 1° frazione gli uomini di Capello, a cui serviva maggiore lucidità per provare a conseguire il loro scopo, si troveranno ad avere la coppia di centrali Samuel-Zebina ammonita poichè il tandem Shevchenko-Tomasson li porta sempre fuori dalle rispettive zone costringendoli al fallo sistematico venendo poi seguiti da Lima mentre l’unico cattivo dei padroni di casa risulta Kakà; la Roma si fa vedere avanti solo con un tiraccio di Candela stoppato da Costacurta verso Dida dopo la mezz’ora e inseguito ad un continuo tiro a segno dei meneghini: prima Cafù manda sull’esterno della rete, poi Seedorf spedisce al volo fuori, Shevchenko fa tutto bene tranne la conclusione strozzata verso l’esterno del palo, Gattuso prima con Pirlo poi spediscono altissimo il loro tentativo ma la sensazione è che i capitolini ci stiano più con le gambe che con la testa mentre i lombardi si limitano a far correre il possesso palla per poi infilarsi come una lama fra le labili linee nemiche intanto che Messina comanda la chiusura del 1° periodo.

Alla ripresa (con tutte le sfide in contemporanea al fine di evitare combinazioni strane…) Capello passa al 3-5-1-1 inserendo D’Agostino per Candela in modo che Emerson sia più libero di svariare potendo fare affidamento su 2 faticatori intanto che Zebina si allarga per provare a dare manforte sul lato sinistro proprio al momento della notizia del vantaggio del Perugia sulla Juventus grazie all’ex Ravanelli: ne viene fuori un inizio di ripresa che si avvelena pesantemente al 50°, quando Totti batte una punizione a giro di destro dal limite dell’area e Shevchenko la devia chiaramente con il gomito alto in corner stando totalmente girato nella barriera esattamente come aveva fatto 2 settimane prima a Siena in occasione della vittoria per 1-2 dei suoi con Collina a decretare il rigore…Messina, inspiegabilmente, non accorda il tiro dal dischetto e dalla curva della Roma parte un petardo che esplode a 4-5 metri da Gattuso, che si butta come se lo avessero colpito alla testa intanto che gli stessi tifosi milanisti iniziano a caricare i romani dalla tribuna adiacente…la tensione è altissima e anche Messina viene bersagliato dal lancio di bottigliette costringendo i delegati a bordocampo a chiedere a Totti con Capello di invitare tutti alla calma malgrado lo stesso Gattuso si rialzi quasi subito additando i suoi “aggressori” come matti e malati nel frangente che sta uscendo dal campo sulle sue gambe (è bene sottolinearlo che, se uno sta male davvero in queste situazioni, come dirà Capello stesso dopo la gara, va portato via in ambulanza o in barella…); una parziale riapparizione della calma, sportiva e basta, si ha nei minuti seguenti, quando Totti riceve la deviazione di Nesta in barriera su punizione a 2 in area succedendo ad un brutto tiro finito altissimo di Lima dai 20 metri…il resto della frazione vede i capitolini tirare fuori le poche forze mentali rimaste attraverso azioni confuse chiuse con soli tiri fuori bersaglio tipo la torsione di Cassano spedita alta o il contropiede stoppato a Emerson da parte di Nesta facendo da contraltare ad una punizione di Pirlo su cui Panucci (altro ex di turno) anticipa per un soffio Tomasson prima che Shevchenko mandi fuori un altro destro incrociato strozzato troppo in contropiede, che Pelizzoli respinga un bel destro a giro a dello stesso Tomasson e che Nesta si veda respingere un ottimo tocco al volo ancora da Pelizzoli su corner di Seedorf…occasioni alternate solo con un sinistraccio di Mancini finito fuori su respinta corta di Costacurta da punizione di D’Agostino alla mezz’ora mentre Seedorf riesce a rubare diversi palloni ma a concludere ogni volta peggio; ormai manca poco e Capello butta nella mischia Delvecchio togliendo Cassano potendo contare su un arretramento di Totti sommato all’innesto di De Rossi a fare, atipicamente, l’ala destra dopo l’inversione con Mancini (messo a sinistra per approfittare di eventuali cali da parte di Cafù)…Ancelotti non sta a guardare e rinforza il centrocampo togliendo Tomasson per Ambrosini in maniera da far affiancare Kakà (sostituito con Rui Costa verso la fine) da Seedorf dietro al solo Shevchenko con lo schema ad “albero di Natale” che tanta fortuna aveva dato un anno addietro. Ormai siamo al 90° scoccato ma l’atmosfera è inasprita al massimo ed un altro oggetto colpisce alla testa Dida mentre continua il lancio di oggetti dalla curva romanista (petardi, bottiglie, accendini, “caffè borghetti”…) facendo sbottare pure i commentatori di Sky Caressa-Bergomi al grido di <<CACCIATELI VIA…NON SI PUO’ CONTINUARE A ROVINARE LO SPORT COSI’!>>…un grido rimasto inascoltato pure dopo il tentato ferimento dello stesso Messina sul suono della sirena ma che scaturirà nell'”evacuazione” forzata da parte dei tifosi ospiti tramite la polizia…Ancelotti fa il suo inserendo Kaladze in modo da sistemare un 5-4-1 a rombo con cui far partecipare tutti alla “festa” del tricolore ormai imminente: la punizione di Totti bloccata dal medesimo Dida (anche lui capace di recuperare in modo “prodigioso ” a dir poco…), toccato involontariamente da Samuel sulla respinta, all’inizio dei 7 minuti di recupero certifica che il vantaggio non sarà neanche di +7 ma definitivamente di +9.

Al triplice fischio, sotto un diluvio appena iniziato e che ricorda ad Ancelotti il triste nubifragio del 14/5/2000, quando perse lo scudetto in favore della Lazio con la sua Juventus in casa del Perugia, diventa ufficiale che il Milan (che da 3 stagioni non prende gol in campionato in casa dalla Roma senza contare che non perde punti contro i giallorossi dallo 0-0 della primavera 2002) è campione d’Italia per la 17° volta (5 anni dopo l’ultima affermazione) anche se 14 giorni dopo il vantaggio crescerà a +11 forti dell’82-71 maturato nell’ultima annata con 34 sfide (da settembre si giocherà a 38 match) consolandosi della Supercoppa Italia persa ad agosto negli USA ai rigori contro la Juventus così come della batosta, ancora dagli 11 metri, rimediata in Coppa Intercontinentale a dicembre dinanzi al Velez Sarsfield ma aggiungendo il titolo alla 4° Supercoppa Europa (vinta sempre in estate a discapito del Porto) godendosi, infine, il 2° titolo di miglior cannoniere da parte di Shevchenko (1999/2000 e 2003/04 sempre con 24 marcature) mentre la Roma, piazzatasi 2° a +2 sulla Juventus si interroga su una fine di ciclo con Capello (il quale scapperà, letteralmente, di notte a luglio appena prima del ritiro per accasarsi alla medesima Juve seguito da Zebina/Emerson e lasciando tutti con il sospetto che il crollo nel girone di ritorno non sia stato casuale…) a dir poco ingloriosa sapendo pure che a gennaio i rossoneri avevano già sconfitto all’andata gli avversari oltre a infliggergli una doppia batosta ai quarti di Coppa Italia (1-2 e 0-1 in campionato con doppio 1-2 in coppa…4 sconfitte su 4 per una superiorità meneghina quasi indiscutibile) prima di essere estromessi dai futuri vincitori della Lazio in semifinale…sul fronte europeo le cose non andranno meglio grazie a 2 matricole spagnole: il Milan vivrà il disastro di La Coruna (4-1 a favore a Milano e 0-4 in Spagna contro una squadra su cui si nutrono forti dubbi “chimici” ancora oggi…) nei quarti di Champions mentre la Roma sfiorerà l’ennesima impresa mancata della sua storia dinanzi al Villareal nei quarti di Coppa Uefa (sconfitta 2-0 fuori casa e vittoria 2-1 a Roma con crollo nel finale…).

Fine del viaggio nel passato di Milan-Roma…che succederà nel prossimo “monday-night”? Aspettiamo e vediamo!

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