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MILAN-ROMA..-1 GIORNO, SABATO 18 DICEMBRE 2010: ROMA IMPERIALE, MILAN SUPERFICIALE

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MILANO – Manca appena una settimana al Natale 2010, nei cinema già impazza “Natale in Sudafrica”, l’Italia si trova costretta a dover già pensare di dar vita al 2° governo tecnico della storia del nostro paese dopo quello presieduto da Ciampi nel 1993 (a dirigerlo ci sarà Mario Monti), “Self machine” è fra le canzoni maggiormente note, le scuole stanno per chiudere in occasione delle feste e si è arrivati all’ultima giornata di Serie A prima della sosta che porterà al nuovo anno.

Sono campionati in cui il nostro calcio sta arrivando ai minimi storici dopo l’inchiesta di “Calciopoli” che aveva portato ad un totale riassestamento degli equilibri nel sistema calcio a partire dalla primavera del 2006: il risultato fu un impoverimento quasi totale dal punto di vista tecnico, allontanamento di tantissimi fuoriclasse dal nostro sport più popolare, massacro mediatico in tutto il mondo per una disciplina che aveva perso quasi tutto il proprio valore in ogni aspetto. In occasione di questo turno troviamo varie partite di alta caratura: Milan-Roma avente i rossoneri in vetta a +6 (potenziale +3 in caso di sconfitta) sulla coppia Napoli/Lazio e i giallorossi che stanno risalendo la zona Europa dopo un avvio stentato oltre che inatteso, Fiorentina-Inter rinviata al 16/2/2011 con Sampdoria-Genoa (la prima per l’impegno dei nerazzurri in Coppa Intercontinentale dopo 45 anni e la stracittadina genovese causa maltempo) in cui solo i gigliati sono a centro-graduatoria mentre tutti gli altri sono a ridosso delle coppe.

L’anticipo del sabato sera alle 20,45 prevede una cornice di pubblico più che degna di un match come quello che andiamo a raccontare: 55.000 presenti fra cui 5000 romanisti oltre a Galliani (a fare le veci del temporaneamente dimissionario Berlusconi) con Rosella Sensi (presidentessa in forte ricerca di un compratore)…l’arbitro è uno che non fa avere una grande opinione di sé stesso già da tempo: parliamo del pugliese Damato, esperto ma con voci assai contraddittorie che si susseguono su di lui dall’annata trascorsa; gli allenatori corrispondono al neo arrivato in estate Allegri con il navigato Ranieri (che aveva sfiorato il “double” la stagione addietro in favore dell’Inter del “triplete”); sappiamo, inoltre, che le 2 formazioni dell’occasione sono state disposte dovendo fare fronte a svariati indisponibili: il leader difensivo Silva, il terzino destro titolare Zambrotta e il laterale basso Cassetti, l’esterno Perrotta, il finalizzatore Vucinic…alla fine si ripiega su un 4-3-1-2 (poi 4-2-1-3 nel concitato assedio conclusivo) di pura mobilità da parte dei padroni di casa

[Abbiati;

Abate-Nesta-Bonera-Antonini;

Ambrosini (cap.)-Pirlo (22° Seedorf)-Gattuso;

Boateng (86° Ronaldinho);

Robinho-Ibrahimovic]

contrapposto ad un altro 4-3-1-2 molto fisico (poi tramutato, in vero, in un 5-4-1 quasi basilare)

[Doni;

Burdisso-Mexes-Juan-Riise;

Brighi-De Rossi (cap.)-Simplicio;

Menez (81° Taddei);

Borriello (90° Okaka)-Adriano (88° Rosi)].

Tanti i giocatori in odore di Italia malgrado il fallimento della nostra rappresentativa in Sudafrica nel giugno antecedente: Abate/Antonini/Pirlo/Gattuso e capitan De Rossi/Borriello (Abbiati/Nesta/Bonera sono tutti, ormai, fuori dal giro)…al contrario delle colonie straniere: i brasiliani (solo Robinho con Juan giocano ancora in verdeoro: Ronaldinho e Doni/Adriano hanno già dato il loro addio), l’argentino Burdisso, i francesi scartati (Mexes/Menez), il ghanese Boateng, lo svedese Ibrahimovic o il norvegese Riise.

Da subito si capiscono 2 cose: il Milan, forte anche della sua consolidata posizione di classifica, è molto spavaldo e consapevole della sua forza mentre la Roma si rende conto di essere una squadra che non può giocarsela a viso aperto ma solo esprimendo il miglior credo tattico del proprio tecnico: il controgioco…succede così che assistiamo ad un 1° tempo in cui il predominio di quasi tutte le zone ce lo hanno i milanesi mentre i romani ripartono cercando di far male nei pochi spazi lasciati liberi: Robinho manda appena fuori con un destro rasoterra a giro dopo aver evitato la scivolata di Mexes, Boateng batte al volo dai 20 metri ma Doni blocca a terra intanto che Pirlo si fa male chiedendo il cambio di Seedorf (altro uomo che impegnerà la retroguardia nemica costringendo l’estremo difensore a distendersi nuovamente) dopo 22 giri di lancetta (stesso istante in cui Brighi rimedia il giallo per un fallo piuttosto duro), Ibrahimovic sfrutta male l’errore di Mexes su un fuorigioco non riuscendo a superare il portiere in uscita con un pallonetto figlio di un eccellente passaggio da parte di Ambrosini poiché la sfera gli resta sotto lo scarpino succedendo l’unica uscita degli avversari con un destro altissimo di Menez alla mezz’ora; il ritmo è alto al contrario della paura e del clima (si sfiora il sotto 0) ma all’intervallo siamo ancora 0-0 malgrado tutto.

Quando la palla riparte a rotolare i romanisti, rimasti rintanati nella propria area pur senza mai rinunciare a contrattaccare, si rendono conto di poter osare maggiormente facendosi forti di un avversario che sta rifiatando dopo una prima parte di confronto molto dispendiosa: Menez tiene tutti sul chi vive con i suoi spunti personali e su uno di questi riesce a rientrare dalla sinistra verso il centro servendo Simplicio, il cui tiro viene rimpallato da Gattuso in favore di De Rossi, che anticipa il capitano dei meneghini Ambrosini riscodellando in area verso Borriello ma Nesta si immola respingendo il tentativo di conclusione per poi far ripartire l’azione dei suoi poco prima che un ispirato Seedorf possa mandare fuori di pochissimo un altro siluro partito dal suo destro da circa 30 metri di distanza; siamo ormai giunti al 70° circa quando, nell’ennesimo tentativo di avvolgere le maglie giallorosse, Brighi anticipa Ambrosini nel cerchio di centrocampo recuperando una palla fondamentale ad innescare un nuovo contropiede: il passaggio per l’eterno Menez arriva puntuale sulla destra con il “tuttocampista” che salta secco Antonini crossando dritto in mezzo una rasoiata che attraversa lo specchio della porta prima che Abate la possa rinviare addosso all’ex di serata Borriello…il rimpallo non lascia scampo alla retroguardia dei diavoli e i 5000 tifosi in trasferta possono gioire assieme al loro nuovo attaccante lo 0-1 (il napoletano Borriello era arrivato in agosto a sostituire Toni ed era stato accolto da un diffuso scetticismo causa la mancata convocazione ai mondiali oltre al suo passato altalenante pure in maglia milanista). Gli uomini di Allegri non hanno più nulla da difendere e caricano all’attacco a testa bassa spinti dal loro calorosissimo pubblico, che vuole evitare la 3° sconfitta stagionale nonché 2° in casa (dopo il 2-0 di Cesena e l’1-2 a domicilio della Juventus): è Ibrahimovic a suonare la carica con un pallonetto finito alto ed un mancato aggancio oltre ad altri disperati tentativi di sponde per tutti gli accorrenti possibili nelle varie mischie che si susseguono nell’ultima decade di gioco; nel finale (all’86°) l’anarchico Ronaldinho rimpiazza l’esausto Boateng andandosi a porre come attaccante sinistro intanto che Robinho si allarga a destra e Seedorf va a fare il raccordo ma neanche una rovesciata finita alta da parte del fresco trequartista carioca riesce a riequilibrare il risultato…nel mentre Ranieri sfrutta tutti i suoi cambi mettendo Rosi (punito con il giallo per il 1° fallo dall’ingresso in campo) a fare il 5° di difesa a destra (Burdisso stringe in mezzo assieme a Mexes, Juan per fare densità sulle torri avversarie), Taddei a rinforzare una fascia destra su cui l’asse Antonini-Ronaldinho poteva creare grossi problemi spostando Brighi a sinistra per spalleggiare l’impeccabile Riise (ammonito nel recupero); per far rifiatare le retrovie sarà buttato nella mischia anche Okaka al posto di Borriello ma gli ultimi scampoli di match vedono, come protagonisti, l’ammonizione di “Ibra” per proteste in seguito ad un fuorigioco segnalatogli (in realtà anche Gattuso reclamerà in modo poco educato, ma Damato soprassiederà, forse, pensando che mancasse poco e non era il caso di incattivire una gara così serena e tranquilla dal lato disciplinare) insieme a un De Rossi desideroso di tentare il “tiro della domenica” tramite una voleè di destro su colpo di testa di Bonera in seguito ad un fallo laterale battuto in area di rigore ancora da Riise anche se Abbiati fa buona guardia respingendo in corner.

Al triplice fischio la Roma si gode la 2° gioia consecutiva (dopo l’altro 1-0 maturato con il Bari a Roma 6 giorni addietro) e torna a sconfiggere i rossoneri in casa loro dopo 2 anni (non accadeva da Milan-Roma del 24/5/2009, giorno del ritiro casalingo di Maldini terminato 2-3) mentre il percorso di crescita dei milanesi (pretendenti al tricolore come mai negli anni passati) fa capire a tutto l’ambiente che il gioco ci sta e la testa pure ma qualche scivolone è fisiologico, come dirà anche il mister nel dopo-gara parlando di eccessiva sicurezza o di troppa superficialità…

A primavera il Milan ritorna campione nazionale dopo 7 tornei (1° trionfo post “Calciopoli” e 18° totale oltre che, ad ora, ultimo scudetto vinto da una squadra che non fosse la Juventus) senza scordare la riconquista (sempre dopo il 2004) della 6° Supercoppa di lega (su 7) a spese dei dirimpettai interisti mentre la Roma arriverà, deludendo, 6° facendosi precedere da Milan/Inter/Napoli/Udinese/Lazio…comune il destino nelle eliminazioni dirette: semifinali di Coppa Italia thriller con gol fuori casa decisivi sia in Palermo-Milan (2-2 a Milano, 1-2 a Palermo per i siciliani) che in Inter-Roma (0-1 a Roma, 1-1 in Lombardia e saranno proprio i nerazzurri ad alzare il trofeo nella capitale) ed ottavi di Champions League da dimenticare sia per i diavoli, estromessi da uno dei migliori Tottenham dell’epoca recente (Modric/Lennon/Bale/Crouch fra i più noti con Redknapp in panca), che per i lupacchiotti, fatti fuori da uno Shakhtar Donetsk ricchissimo di talento (Srna/Luiz Adriano/Douglas Costa/Mkhitaryan per fare alcuni esempi degli uomini a disposizione di Lucescu).

Fine di un altro viaggio nella storia…appuntamento ad un altro capitolo della mitologica rivalità fra Milan e Roma: che inizi lo spettacolo!!!!!!

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