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MILAN-ROMA…-2 GIORNI, DOMENICA 21 APRILE 2002: EMOZIONI ALLA RADIO E IN CAMPO

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MILANO – Siamo nella primavera del 2002: fra sole 5 settimane prenderà il via il 1° mondiale del nuovo millennio in Corea del Sud e Giappone, il ministro delle comunicazioni Gasparri ha appena fatto approvare un disegno di legge che porterà alla nascita di “Sky Italia” l’anno successivo (unica pay-tv nata dal sodalizio Stream/Tele+), fra 4 giorni si festeggia la liberazione del paese dopo la guerra, Treviso vincerà, a giugno, il suo 3° scudetto di basket, e l’Italia, inconsapevolmente, si sta proiettando verso tempi parecchio difficili a livello economico.

Questi sono, però, anche gli anni dell’ultima “Golden Age” del calcio italiano e per la 32° giornata di Serie A abbiamo tantissimi scontri che portano ad un’infinita ragnatela d’incastri fra scudetto, Europa, salvezza…stiamo parlando, ad esempio, di Chievo-Inter, Milan-Roma, Piacenza-Juventus, Lazio-Verona, Perugia-Bologna: i clivensi (neo-promossi) si stanno giocando tutto con laziali, milanisti, bolognesi per quanto concerne la zona coppe mentre i nerazzurri precedono i giallorossi di 2 lunghezze in vetta così come i bianconeri a -3 (<<INTER 66…ROMA 64…JUVENTUS 63>>) a fronte di scaligeri, piacentini che stanno riversando tutte le loro energie per non scendere di categoria così da far compagnia a Venezia/Lecce/Fiorentina.

Indubbiamente stiamo parlando di una delle annate più appassionanti di sempre ed ora, è venuto il momento di concentrarsi soprattutto sulla sanguinosa guerra per il 1° posto: l’Inter non deve sbagliare se vuole continuare a tirare la volata mentre Roma e Juve sono attese da un pomeriggio di fuoco avendo già perso svariate occasioni di raggiungere i meneghini…sarà una domenica al cardiopalma, da vivere di tutto un fiato con gli occhi al campo ma con le orecchie alla radio in attesa di notizie dagli altri campi sapendo che si gioca da tutte le parti in contemporanea.

Allo stadio “Giuseppe Meazza” si registrano più 73.000 spettatori, fra cui almeno 10.000 romanisti in trasferta assiepati al 1° anello della “Curva Nord” e bersagliati per tutto il match di insulti e lancio di oggetti dal pubblico di casa che faranno temere il peggio ma senza dover far ricorrere all’intervento supplementare delle forze dell’ordine (solito corredo aberrante del tifo di quel periodo); nelle tribune troviamo sia i presidenti Berlusconi e Sensi (con annessi entourage di dirigenti) sia il futuro capo della Lega Galliani (vice del “Cavaliere” e in forte conflitto d’interessi): sono periodi molto duri per i rapporti fra le società poichè Franco Sensi ha appena deciso di candidarsi a presidente federale fidandosi delle medio-piccole sfidando l’uomo della confederazione Juve/Milan/Inter Tanzi alle elezioni estive che terranno incartato il movimento fino a luglio inoltrato ripercuotendosi pure sul nostro peso politico al mondiale imminente…dal canto loro, i tecnici Ancelotti (ex di giornata nonchè subentrato a Terim nel girone passato) e Capello (anche egli ex così come il suo portiere Antonioli e lo stopper Panucci) devono fare grossa attenzione nel cercare di carpire le mosse avversarie riuscendo a confezionare 2 ottimi assetti, prudenti ma comunque speculari e pericolosi: 4-3-1-2 per i padroni di casa rimasto tale fino alla chiusura

[Abbiati;

R. Junior (70° Sarr)-Laursen-Chamot-Kaladze;

Serginho-Ambrosini (cap.)-Gattuso (88° Brocchi);

Pirlo;

Inzaghi-Shevchenko (78° Kutuzov)]

e 3-4-1-2 di puro controgioco ormai ben rodato dei campioni in carica da un biennio tramutato in un maggiormente folto 3-4-2-1 nel finale (a posteriori in modo troppo rinunciatario)

[Antonioli;

Panucci-Samuel-Zago (28° Aldair);

Cafù-Tommasi-Emerson-Candela;

Totti (cap.) (71° Cassano);

Delvecchio (82° Fuser)-Montella].

Tanti i nomi da sottolineare in vista del torneo estivo: gli italiani, scelti da Trapattoni, Abbiati/Gattuso/Inzaghi con Panucci/Tommasi/Totti stesso/Delvecchio/Montella (Antonioli, purtroppo, sarà tagliato fuori poichè si rivelerà 4° nelle gerarchie così come Ambrosini/Pirlo), i brasiliani futuri campioni del mondo Junior e Cafù (Scolari scarterà, invece, Serginho assieme a Zago/Emerson con grande sorpresa degli addetti ai lavori), la piccola colonia argentina formata da Chamot e Samuel senza scordare il francese Candela (campione in carica) o i grandi rimasti a casa a livello del capitano ucraino Shevchenko.

Appena dopo che il direttore di gara Paparesta (della sezione di Bari e fra i migliori in circolazione) ha fatto scambiare i gagliardetti ai capitani Ambrosini (in virtù dell’infortunio di Maldini, costretto ai box dal 30/3) e Totti (rientrato dopo Inter-Roma 3-1 di un mese addietro), spiegandogli l’atteggiamento da tenere, diventa subito chiaro che tutti gli 11 effettivi hanno lasciato nelle spogliatoio la paura e vogliono scontrarsi senza timori reverenziali: il Milan tiene maggiormente il pallone e il suo tandem offensivo fa subito capire di voler comandare in area nemica pure se le marcature si sprecano e Antonioli viene chiamato in causa poche volte per stoppare solo conclusioni facili da parte 2 tiri di “Sheva” prima che di “Superpippo” intanto che il tridente romano gioca molto vicino al fine di favorire delle rapide verticalizzazioni sull’asse Emerson-Totti per far sì che il tutto si chiudesse con un inserimento nello spazio da parte dei 2 finalizzatori…intenzione maturata solo parzialmente causa 2 linee casalinghe folte e coperte con un’eccessiva fretta da parte di Montella nel tirare o di Delvecchio nello sgusciare via dalle grinfie di Laursen; siamo ormai in chiusura di tempo quando, nonostante le assenze di Maldini/Costacurta/Coco/Helveg/Albertini (quasi tutta la difesa titolare sommata al perno della mediana) da un lato con quella di Batistuta e l’innesto di Aldair per Zago dall’altro, infortunatosi durante un contrasto a discapito di Gattuso dopo mezz’ora, arriva la notizia dell’1-0 di Marazzina a Verona: in quel momento la Roma è a -1 dalla cima e la Juve vede il suo distacco ridotto a -2 <<INTER 65…ROMA 64…JUVENTUS 63>>…un loro vantaggio potrebbe mescolare ancora le carte ma nel recupero arriva subito l’1-1 di Dalmat che riporta tutti sul pari lasciando la situazione invariata al duplice fischio.

Quando la sfera riparte a rotolare Candela, diffidato, commette un grave errore data la sua esperienza e si fa ammonire per aver placcato Gattuso in una situazione di campo inutile: salterà la sfida casalinga proprio dinanzi al Chievo precedendo il giallo rifilato a Emerson per un’altra entrata superflua a danno di Ambrosini intanto che la Roma prende sempre maggiore fiducia, oltre che campo, e costringe i rossoneri a rintanarsi nel possesso di palla permettendogli di impegnare Antonioli solo 2 volte e con 2 uscite basse al netto di un redivivo reparto offensivo dei capitolini…Totti si avvicina alla zona nevralgica, Delvecchio si allarga sulla destra come aveva già fatto in passato e Montella gioca con il terreno sgombro attorno a lui: ne viene fuori un Abbiati in ottima giornata che nega la gioia a tutti e 3 venendo salvato dalla sorte quando lui non può nulla; nel frattempo le notizie si susseguono da tutti i campi e al 60° arriva pure la mazzata dell’1-2 interista firmato da Ronaldo: la classifica provvisoria recita <<INTER 68…ROMA 64…JUVENTUS 63>> sentenziando che, essendo lo scontro diretto finito in parità (0-0 e 2-2), gli juventini hanno una possibilità ridottissima di potersi giocare il tricolore fino alla fine e rischiano, addirittura, di restare fuori dai giochi già la domenica dopo in caso di percorso netto da parte di tutto il trio…il tempo scorre e gli allenatori cercano di smuovere le acque con le armi che hanno a disposizione: Ancelotti non cambia schema ma cerca di inserire forze fresche come Kutuzov o Brocchi nel finale vedendo che Capello, forse capendo la stanchezza dei suoi, rinuncia alle 3 punte buttando nella mischia 2 trequartisti come Fuser/Cassano così da rinforzare un cerchio di centrocampo trafficato come poche altre volte si è visto. Ormai siamo al 90° scoccato in quasi tutti gli stadi e sembra che il campionato si stia ormai dirigendo sempre più verso la Milano dei biscioni, ma proprio nei titoli di coda succede l’imponderabile: è l’88° quando le radioline annunciano il vantaggio di Nedved a Piacenza in contemporanea con il pareggio di Corradi in mischia al “Bentegodi” quando scocca il recupero…in neanche 1′ la situazione si è totalmente ribaltata e i piemontesi si sono ritrovati a ottenere 2 punti in più mentre i lombardi ne perdono 2 portando d’un colpo il distacco da +5 a +1 con 180 minuti ancora davanti nel momento stesso che la Roma si macera per non aver sbloccato la sua pratica (allungando la striscia senza vittorie in casa dei milanisti sul campo a 16 annate: l’ultimo trionfo era corrisposto ad uno 0-2 a tavolino nel dicembre 1987, 2 anni dopo lo 0-1 della primavera 1986) dallo 0-0 e i milanisti non sanno se essere contenti a dispetto dei cugini o dispiacersi della vittoria zebrata: al triplice fischio si legge <<INTER 66…JUVENTUS 65…ROMA 64>> mentre i diavoli devono fare i conti con la sconfitta del Bologna, la vittoria della Lazio, il pareggio del Chievo…tutto è ancora possibile anche per la Coppa Uefa.

14 giorni dopo si tireranno le somme: la Roma, dopo aver ottenuto la sua 1° Supercoppa Italia ad agosto battendo la Fiorentina, rimpiangerà lo scudetto buttato a +1 sull’Inter ma a -1 dalla Juve vincitrice nella giornata thriller del 5/5/2002 (sarebbe stato il 2° consecutivo con una squadra, forse migliore di 12 mesi prima) mentre il Milan otterrà un ottimo 4° posto tornando in Champions League dopo un anno di astinenza, un piazzamento che gli frutterà molto a maggio 2003 pur partendo dai preliminari…in coppa nazionale troviamo una Roma battuta dal piccolo Brescia nei quarti di finale senza aver segnato neanche una marcatura ed un Milan fatto fuori in semifinale dai finalisti della Juve dopo 2 gare al cardiopalma e decise solo da episodi…per quanto riguarda il fronte internazionale, gli uomini di Capello si bruceranno letteralmente la qualificazione da soli nella 2° fase a gironi di Champions perdendo a Liverpool (carnefice dei lupacchiotti per la 2° volta in 2 stagioni) quando gli sarebbe bastato il 5° pari su 6 gare (unica vittoria in casa dinanzi al Barcellona) e i milanesi sfioreranno la rimonta in semifinale di Coppa Uefa contro i finalisti del Borussia Dortmund: un vero anno di beffe per ambo le parti…ma per Milan e Roma stanno arrivando tempi più felici.

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