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MILAN-ROMA…-3 GIORNI, 13 DICEMBRE 1987: UN ATTO SCONSIDERATO

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MILANO – Fra solo 12 giorni si festeggia il Natale 1987 e, mentre l’NBA vive una delle maggiori rivalità mai viste nella propria storia fra Los Angeles Lakers e Boston Celtics, da noi il basket è affare esclusivo dell’Olimpia Milano (sponsorizzata Tracer) e del “grande slam” ottenuto pochi mesi prima, iniziano ad entrare nelle nostre case i videogiochi e la nostra penisola si gode il benessere di un decennio dove tutto appare possibile.

Intanto, però, il calcio prosegue e per l’11° giornata di campionato (in seguito alla sosta delle nazionali per le qualificazioni agli europei) abbiamo ben 3 big-match: Napoli-Juventus, Fiorentina-Inter, Milan-Roma…i partenopei guidano la classifica a +3 sulla coppia Milan/Sampdoria mentre tutte le altre si stanno accalcando in zona coppe causa una graduatoria molto corta; in particolare è a Milano che troviamo la disputa, sulla carta, maggiormente interessante poichè il Milan è entrato da meno di 2 anni (marzo 1986) nel periodo di presidenza con Berlusconi a dirigere mentre Galliani è delegato a curare tutto quello che riguarda gli affari strettamente necessari intanto che Viola si reca allo stadio con la consapevolezza di dover tornare alla vittoria in casa dei diavoli dopo 2 stagioni…i presenti sono ben 70.000 e fra loro annoveriamo almeno 6000 romanisti assiepati al 2° anello (all’epoca l’ultimo, non essendo ancora stati effettuati i lavori per il mondiale del 1990) vicini ai padroni di casa con evidenti rischi da ambo le parti soprattutto pensando al vecchio gemellaggio finito male da poco o le ruggini create nella rivalità dal punto di vista politico (era in corso l’ascesa politica della “Lega Nord” presieduta da Umberto Bossi che si sarebbe affermata l’anno dopo); le direzioni tecniche sono, per la 1° volta dopo molto tempo simili e ricalcano entrambe la zona, veloce e spregiudicata da un lato mentre dall’altro si parla di un possesso palla lento e compassato: sulla panchina di casa siede Arrigo Sacchi, arrivato in estate dal Parma per professare un gioco rivoluzionario mai visto fino ad allora da noi al netto di un Nils Liedholm che torna a sedersi alla guida dei romanisti dopo 3 tornei dal suo addio…ma mentre il 1° può contare su tutti i suoi effettivi migliori, ad eccezione dell’infortunato Van Basten (costretto all’assenza da una caviglia in pessime condizioni dal suo tesseramento a luglio ma poi trascinatore della sua Olanda in giugno da capocannoniere europeo) come del difensore Costacurta, sfruttando un 4-4-2 di valenza 4-3-3 in fase di assalto grazie all’alzamento di Massaro sommato al decentramento di Gullit

[G.Galli;

Tassotti-F.Galli-F.Baresi (cap.)-Maldini;

Donadoni (65° Evani)-Colombo (75° Bortolazzi)-Ancelotti-Massaro;

Gullit-Virdis]

l’altro deve fare a meno dei suoi 2 stranieri (ultimo campionato prima dell’alzamento a 3 per i tesserati non italiani) Boniek (ormai fuori dal giro della nazionale polacca ed indisponibile per squalifica)/Voller (futuro protagonista e 2° classificato fra i cannonieri ai prossimi europei da giocare in casa fra 6 mesi ma infortunato gravemente al ginocchio dal suo arrivo in estate) oltre ai degenti Nela (alle prese con un grave problema al ginocchio)/Policano/Righetti per una difesa in quasi totale emergenza

[Tancredi (46° Peruzzi);

Tempestilli-Collovati-Signorini-Oddi;

Desideri-Manfredonia-Giannini-Gerolin-Conti (cap.) (77° Domini);

Agostini].

L’estate prossima saranno ben 4 gli azzurri selezionati a Milanello: capitan Baresi/Maldini/Ancelotti/Donadoni mentre da Trigoria partirà solo Giannini, al contrario del capitano Conti (l’Italia arriverà 4° dietro a Germania Ovest/URSS/Olanda)…Gullit è l’unico presente a poter dire che si rivelerà decisivo per portare i suoi “orange” a trionfare sul trono continentale.

Il clima è gelido e la partita rispecchia una contraddizione perpetua dal punto di vista della sportività in campo come della scorrettezza sugli spalti: quando D’Elia fischia l’inizio sono tanti i cori beceri e i contatti fra le tifoserie che si susseguono intanto che i milanesi piazzano l’assedio…Virdis si libera al limite dell’area ma Tancredi para facile, poi è il turno di Gullit, instancabile come suo solito, a centrare la traversa di testa da traversone da parte di Massaro intanto che la fascia debole viene individuata in quella a sinistra dei capitolini e Donadoni con Tassotti iniziano a lanciare palle alte a ripetizione anche se prima Maldini, poi di nuovo Gullit, mandano fuori bersaglio antecedendo il miracolo di Tancredi su legnata con il destro sferrata da Massaro dopo una sponda dello scatenato rifinitore olandese al limite dell’area piccola.

Nell’intervallo la tensione sale e il vero protagonista della domenica si prende la scena (intanto che a Firenze matura l’1-1 e il Napoli è in vantaggio 1-0 dalla mezz’ora): si è appena rientrati in campo per l’inizio della ripresa quando Tancredi, nel prendere posto davanti alla porta sotto la curva del Milan, si vede sparare addosso 2 razzi che gli esplodono vicinissimi lasciandolo esanime al suolo in arresto cardiaco oltre che con evidenti contusioni…viene sostituito d’urgenza dall’esordiente Peruzzi ad appena 17 anni ma ormai l’atmosfera si è avvelenata sia sulle tribune che nel terreno di gioco malgrado i giocatori facciano di tutto per restare sereni; le ammonizioni sono solo 3: Baresi e Tempestilli/Conti ma tutte per solo gioco fisico. A comandare il gioco sono sempre i meneghini, prima con Massaro (sempre attivo e pronto a svariare sul fronte offensivo) e poi con Donadoni, ma Peruzzi è vispo al punto da non farsi mai prendere di infilata…dopo la girandola dei cambi, che mutano tutto perchè nulla cambi (Evani con Bortolazzi da una parte con Domini dall’altra) ad eccezione di singoli movimenti tipo il nuovo tridente rossonero (Massaro a sinistra con Gullit a destra e Virdis ariete di sfondamento) o le marcature (Tempestilli-Massaro, Collovati-Virdis, Oddi-Gullit, Manfredonia-Ancelotti, Gerolin-Bortolazzi, Domini-Evani); siamo ormai giunti all’83° quando arriva l’episodio, presumibilmente decisivo: da cross di Bortolazzi, Manfredonia trattiene Gullit consentendo a al portiere di battere fuori la sfera di pugno ma il direttore di gara, secondo i giallorossi inspiegabilmente, indica il dischetto consentendo a Virdis di portare i suoi sull’1-0 spiazzando l’estremo difensore intanto che il Napoli vince 2-1 e l’Inter ha rimontato con il medesimo tabellino…nel finale la situazione non cambia ma la coda di veleni si trascina fino a fuori dall’impianto fra le parole di sdegno dei presidenti, del pubblico milanese più civile e della stampa poichè per la 3° volta in 3 mesi di campionato (dopo Pisa-Napoli data 0-2 a tavolino agli azzurri il 27/9/1987 per una moneta tirata in testa a Renica e dopo Juventus-Cesena vinta dai romagnoli il 22/11/1987 per un altro episodio spiacevole da parte dei supporters torinesi) il risultato sta per essere riscritto dal giudice sportivo: pochi giorni dopo, al netto di una Roma inoperosa sul campo, la sentenza dirà vittoria per i romani e il responsabile dello sparo scellerato verrà identificato anche grazie all’insolita collaborazione degli ultras lombardi…si tratta di un operaio di 23 anni proveniente da Vigevano che si professa tifoso ed ha agito con una pistola lanciarazzi…ennesimo capitolo di una follia legalizzata che, 32 anni dopo, non è ancora stata estirpata (possiamo dirlo tranquillamente) dallo sport maggiormente popolare della nostra penisola.

A fine anno vedremo il Milan vincere il suo 11° tricolore (1° titolo di Berlusconi) a +3 sul Napoli (45-42) in seguito ad una rimonta perentoria per spezzare un’attesa durata 9 annate e a condirlo con la 1° vittoria nella 1° edizione della Supercoppa Italia a spese della Sampdoria mentre in Coppa Italia sarà l’Ascoli ad estromettere i diavoli negli in seguito ad una tentata rimonta conclusasi in una maratona ai rigori (doppio 0-1 e 4-2 dal dischetto per merito degli errori di Virdis/Donadoni) che riservò svariate emozioni, così come le riservò l’uscita ai sedicesimi di Coppa Uefa dinanzi all’Espanyol sul neutro di Lecce (il terreno di Milano era squalificato causa gli incidenti avvenuti in Milan-Warengem dell’11/12/1985) per la sconfitta 0-2 (unico momento in cui la panchina di Sacchi vacillò…); la Roma si piazzerà 3° dietro a Milan/Napoli riuscendo ad essere stata l’unica vincere a domicilio su ambo i campi (non espugnava la roccaforte milanista dallo 0-1 del 23/3/1986 firmato Pruzzo…in casa raccoglierà, invece, solo 1 punto su 4) rientrando in Coppa Uefa dopo 24 mesi ma da allora non vincerà mai più in casa del Milan in gare ufficiali fino all’1-2 dell’11/11/2006 con doppietta di Totti…in coppa nazionale sarà l’Empoli (da appena 1 anno in massima lega) a farli fuori sempre negli ottavi di gennaio (2-1 in Toscana e 0-0 a Roma).

Termina qui il 1° itinerario nel trascorso di Milan-Roma…spazio al prossimo review!!

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