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NBA finals Raptors-Warriors, stanotte gara-5 (rs web Gazzetta.it)

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Inizia alle 3 italiane quello che potrebbe essere l’ultimo atto delle Finals. Toronto è avanti 3-1, ma Golden State ritrova Durant

MILANO – Toronto che festeggia come mai nella sua storia. Golden State che riapre una serie che sembra indirizzata verso il Canada. Sono i due scenari possibili del quinto atto delle Finals: si riparte stanotte alle 3 italiane alla Scotiabank Arena, coi Raptors avanti 3-1 e ad una vittoria dal titolo. Ecco tutto quello che c’è da sapere su gara-5 (l’ultima?) delle Finals.

DURANT GIOCA? – KD, fermo dall’8 maggio, è ufficialmente 50-50. Significa che salvo ricadute sarà in campo. Ieri ha lavorato per almeno un’ora sul parquet della Scotiabank Arena, da cui è uscito con una borsa di ghiaccio attaccata al polpaccio destro infortunato ma senza zoppicare. Non sarà comunque al 100%, nemmeno vicino a quel fenomeno che prima di farsi male viaggiava a 34.2 punti di media. Ma i Warriors hanno bisogno di lui: “Riuscirà a dare il suo contributo, non importa in che condizioni è” ha detto Steph Curry.

COSA GUARDARE – Il ritorno di Durant è il più grosso punto di domanda della partita. Non sarà al 100%, ma per i Raptors a livello difensivo rappresenta comunque un problema, un uomo in più di cui preoccuparsi. “E’ un mvp, ha un talento enorme – ha detto Kyle Lowry -, ma dobbiamo preoccuparci solo di noi stessi, come abbiamo fatto per tutti i playoff”. Toronto ha un match point di portata storica: Kawhi può coronare delle Finals da probabile mvp con una partita dominante come in gara-4, ma come nelle altre partite avrà bisogno di aiuto dai compagni, mai mancato in questa serie. La spinta del pubblico potrebbe essere determinante. Golden State nelle due gare a Oakland è stata troppo brutta per essere vera. La rimonta passa dalla difesa, ma ad eccezione di Draymond Green tutti i pezzi migliori sono alle prese con problemi fisici.

LA STORIA – Toronto può conquistare il suo primo storico titolo. E’ entrata in Nba nel 1995, non era mai arrivata così avanti. Nick Nurse diventerebbe il nono coach a vincere al primo anno in panchina: l’ultimo a riuscirci era stato Ty Lue nel 2016, prima di lui Steve Kerr nel 2015. Poi bisogna andare indietro fino a Pat Riley, campione coi Lakers nel 1982. Sergio Scariolo sarebbe il primo coach italiano a vincere il titolo Nba, il secondo dopo Marco Belinelli (Spurs 2014). I Raptors permetterebbero a Toronto di conquistare tutti i titoli di un campionato in comune con gli Usa: i Blue Jays di baseball hanno vinto le World Series nel 1992 e 1993, i Maple Leafs di hockey hanno 6 Stanley Cup in bacheca, I Toronto FC quello di calcio. Golden State cerca una rimonta storica, quella da 3-1 nelle Finals. In 34 tentativi precedenti è riuscita solo una volta, ai Cavs versione 2016, quelli che ribaltarono proprio i Warriors (battuti addirittura in gara-7 alla Oracle) per prendersi il primo titolo della loro storia. Golden State nell’era Kerr è già riuscita a recuperare da 3-1: finali di conference 2016, Oklahoma City rimontata con tre vittorie di fila.

MVP – Se i Raptors chiudessero il discorso, Kawhi Leonard verrebbe incoronato mvp delle Finals. Il migliore della serie viene scelto da una giuria di 11 giornalisti. Per il 27enne non sarebbe la prima volta: fu incoronato mvp nel 2014, quando trascinò gli Spurs al 4-1 su Miami. Sta viaggiando a 30.8 punti e 10.3 rimbalzi in quattro partite, è il punto di riferimento dei Raptors sia per il suo talento in campo che per la sua calma in spogliatoio. Non ci sono altri candidati.

COSA SUCCEDE DOPO – Se Toronto vince, la stagione 2018-19 va ufficialmente in archivio. E l’intero Canada è pronta a festeggiare i suoi Raptors, diventati da tempo la squadra di tutta la nazione, non solo della città affacciata sul lago Ontario. Se vince Golden State le Finals tornano in California: gara-6 è alle 3 della notte italiana tra giovedì e venerdì.

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