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REGGIO EMILIA TORNA AVANTI NELLA SERIE

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Forse la Scandone aveva abituato troppo bene. Il che – probabilmente – aumenta la delusione per la ghiotta occasione gettata alle ortiche. Impossibile – difatti – espugnare il Palabigi con soli 2 elementi sopra le righe. Ieri hanno toppato in tanti: a cominciare dai senatori Green, Veikalas e Leunen che – onestamente – in questa ‘serie’ non sono mai entrati per davvero. Siamo con le spalle al muro – insomma – ma non è ancora finita. Bisogna vincere domani in casa e pescare ‘il jolly’ nella eventuale ed attesissima ‘bella’ di lunedì. Tutto può ancora succedere, dunque. Ovvio – però – che l’approccio e la cattiveria dovranno essere più o meno opposti a quelli di garacinque, quando la Sidigas è scesa in campo confusa ed impaurita. Eppure doveva essere la Grissin Bon – data per ‘morta’ – ad accusare la pressione. Palle perse banali, eccessivo utilizzo del tiro da tre. Si segna col contagocce (18 – 13 al decimo). Una delle novità – e delle chiavi del match! – è il gioco in post basso di Lavrinovic, che carica subito Buva di falli e lo manda in crisi. Nonostante un immediato parziale di 7 a 0 (25 – 17 al 12esimo), il secondo periodo è il migliore. La cicala Reggio Emilia spreca e la formichina Avellino ‘la pizzica’. Ragland e Nunnally (44 punti in combinata) fanno i fenomeni. Aggancio e sorpasso al 17esimo (30 – 31), anche se una schiacciata del ritrovato Golubòvic fissa il 39 – 38 dell’intervallo. Gli errori dalla lunetta penalizzano i verdi che – però – restano in scia (46 – 44 al 25esimo). Gli ospiti e gli arbitri – molto ‘polli’! – cascano nelle furbate e nelle provocazioni dei padroni di casa. Le scenette d’a actor studio’ di Kaukenas e compagni pagano dividendi (57 – 50 alla mezz’ora). Per certi versi – difatti – sembra la fotocopia delle prime due partite. E’ come se alla Scandone mancasse sempre un centesimo per fare un euro… Senza neppure meritarlo, il vantaggio dei rossi scollina anche oltre la doppia cifra (62 – 52 al 33esimo). Ma Ragland e Nunnally – ‘sì’, sempre loro – hanno un ultimo sussulto (68 – 65 al 37esimo). Gli altri – però – non ci sono proprio, con le gambe e nella testa. 82 – 72 alla sirena. Davvero un peccato! Match point Grissin Bon, allora… anche se la Sidigas – noi ci crediamo! – è più viva che mai.

 

 

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