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ROMA-FIORENTINA…-1 GIORNO, DOMENICA 27 NOVEMBRE 2005: GLI OPPOSTI SI ATTRAGGONO MA NON VANNO D’ACCORDO

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ROMA – L’inverno del 2005 si fa sempre più gelido mentre prosegue la caccia al dittatore Saddam Hussein da parte degli statunitensi, le scuole sono entrate nel periodo dell’anno in cui si assegnano tradizionalmente maggiori compiti e si svolgono più interrogazioni, Alexia è una delle pop star italiane maggiormente note e la Germania si prepara a ospitare i mondiali di calcio del 2006, lo scudetto di basket è cucito per la 2° volta (ad oggi l’ultima) sulle maglie della Fortitudo Bologna (sponsorizzata dalla Climamio) e il calcio italiano sta per piombare nel suo momento più nero di sempre pure se non lo sa ancora nessuno…

Per la 13° giornata di Serie A abbiamo un posticipo alle 20,30 della domenica fra i maggiormente appetitosi che si potessero scegliere: Roma-Fiorentina, in una data storica poichè è il 27/11/2005 ed è trascorso da sole 24 ore il 5° anniversario di Roma-Fiorentina 1-0 andata in scena il 26/11/2000 nell’anno del 3° scudetto giallorosso…decisamente una giornata da ricordare e celebrare a dovere; all'”Olimpico”, dove ancora non sono stati riverniciati gli spalti e dove ancora mancano gli schienali sui seggiolini, accorrono in più di 40.000 fra cui 5000 fiorentini che insceneranno una guerriglia a suon di lanci di fumogeni, petardi con la curva adiacente per tutti i 90 minuti ma la situazione non va oltre l’allarme.

Sono tempi duri per ambo le parti: la Roma, ora, è presieduta da Rosella Sensi (2° presidente donna del massimo campionato 14 anni dopo Flora Viola), che deve ripianare un pesante dissesto finanziario che rischia di avere conseguenze gravissime, mentre suo padre Franco segue sempre la squadra ma è uscito dalla vita politica della società mentre Andrea Della Valle è il socio di maggioranza della Fiorentina assieme a suo fratello Diego ma vengono da un anno difficile poichè hanno perso brutalmente le elezioni federali vedendo sconfitto il loro candidato Giancarlo Abete in favore di franco Carraro (sponsorizzato dalla confederazione nordica presieduta dal duo Moggi-Galliani)…

Se a livello presidenziale le cose non sono buone, i problemi arrivano pure per gli allenatori: Spalletti (arrivato in estate), deve fronteggiare una grossa emergenza a causa degli infortuni di Chivu, di Mancini (fuori da inizio mese), Aquilani e la squalifica di Perrotta che lo costringerà a ridisegnare il centrocampo senza dimenticare che Cassano è ai ferri corti con tutti pur dovendo essere schierato per forza…a tutto ciò va aggiunto che giovedì si è giocata pure la Coppa Uefa in cui i lupacchiotti hanno maturato un pareggio dispendioso e insoddisfacente fra le mura amiche con lo Strasburgo, a degno coronamento di un periodo con scarsi risultati fra cui l’1-4 sempre casalingo di una settimana prima con la Juventus capolista; come dice il detto “se Atene piange, Sparta non ride” e Prandelli, tecnico con una storia recente molto particolare (l’anno addietro si era seduto sulla panchina romanista al posto di Capello ma diede le sue dimissioni dopo pochissimi giorni dicendo che la moglie, malata, stava peggiorando rapidamente e doveva starle vicino: la povera consorte se ne andrà 2 anni dopo esatti e ancora oggi aleggiano pesanti leggende su cosa realmente lo spinse ad andarsene dalla capitale anche se la tesi più accreditata è che, oltre alla suddetta malattia, ci siano stati terribili dissapori con dei senatori dello spogliatoio), può contare su tutti i suoi centrocampisti ma deve fare a meno del terzino Maggio e del centravanti Vryzas dovendo ripiegare su un modulo che lo spingerà a lasciare l’iniziativa agli avversari.

Succede così che si notano da subito un 4-4-2 atipico e divenuto 4-4-1 nella ripresa, in cui Tommasi agisce insolitamente da ala mancina ma con la libertà di stringere in mezzo rendendo maggiormente muscolare la mediana, guidato da capitan Totti

[Doni;

Panucci-Mexes-Kuffour-Cufrè;

Taddei-De Rossi-Dacourt (59° Aquilani)-Tommasi;

Totti (cap.) (90° Montella)-Cassano (71° Bovo)]

da confrontare con un 4-3-2-1 ordinato ma poi trasformato in 4-3-1-2 sfruttando anche la superiorità numerica comandato magistralmente dal capitano Jorgensen

[Frey;

Di Loreto-Dainelli (41° Gamberini)-Ujfalusi-Pasqual;

Brocchi (74° Pazienza)-Donadel-Jorgensen (cap.);

Fiore-Montolivo (56° Pazzini);

Toni].

Fra gli effettivi di spicco troviamo Totti/De Rossi e Toni che vinceranno la Coppa del mondo a luglio seguente assieme all’indisponibile Perrotta eliminando pure il ghanese Kuffour, il ceco Ujfalusi nella fase a gironi…tanti i presenti che non parteciperanno come il brasiliano Doni, l’argentino Cufrè o i francesi Mexes/Dacourt con Frey a confronto dello stesso danese Jorgensen (neanche qualificato).

Si capisce da subito che la paura è stata lasciata nello spogliatoio e che il pareggio non serve a nessuno: siamo al 2° minuto quando Panucci batte un fallo laterale su De Rossi dal lato della “Tribuna Tevere”, che fa sponda verso Totti per permettergli di servire Taddei in profondità…cross basso dalla destra e anticipo secco ancora di destro da parte di Tommasi su Ujfalusi per l’1-0 che scalda l’ambiente; la prima fase della frazione vede i lupacchiotti in totale controllo soprattutto con un Totti e un Taddei in serata di grazia…peccato solo che il sinistro dai 15 metri del “pupone” venga respinto da Frey in posizione troppo defilata perchè il centrocampista laterale possa battere a rete invece che fuori poco prima che lo stesso portiere viola compia un altro miracolo su un colpo di testa a colpo sicuro di Taddei da punizione di Cassano. Pare solo questione di tempo che arrivi il 2-0 dei padroni di casa ma gli ospiti sono tosti e si riorganizzano cercando di contrattaccare quanto meglio possibile facendo affidamento su un buon fraseggio concluso dalle sponde del “gigante” Toni, molto vivo sia sulle conclusioni, fuori di poco o respinte dall’estremo difensore, sia sugli assist per l’ex laziale Fiore, che si vede murare sulla traversa il sinistro da Kuffour facendo pensare anche a una grossa dose di buona sorte degli avversari quando ormai il pareggio pareva cosa fatta…da qui vediamo un confronto che si incattivisce facendo finire Dacourt sul taccuino degli indisciplinati antecedendo l’ingresso di Gamberini per l’infortunato Dainelli a 3 rintocchi dall’intervallo.

Quando la sfera ricomincia a rotolare si capisce che i gigliati si sono scrollati di dosso ogni remora e provano a piazzare l’assedio prima con un tiro di Montolivo finito fuori di poco ma su cui Doni era arrivato, poi con l’innesto del 2° centravanti Pazzini prima che Aquilani rilevi Dacourt salvandolo dal 2° giallo ed è qui che cambia la storia del match: al 67° Fiore Jorgensen lancia lungo verso lo stesso Pazzini e il centravanti stoppa bene di petto a seguire in area perdendo l’equilibrio per un accidentale auto-sgambetto…Ayroldi, impeccabile fin lì, prende un grosso abbaio e decreta non solo il rigore, ma anche l’espulsione dell’incolpevole Mexes per ostacolo da ultimo uomo con conseguente ammonizione di De Rossi, Cufrè (inorriditi da un simile errore) per proteste: dal dischetto Toni spiazza Doni aprendo il piattone destro sul centro-destra con Spalletti che corre ai ripari ricompattando la retroguardia innestando Bovo al posto di un’inesistente Cassano (vistosi solo per un tiraccio a giro di destro lento e debole su cui Frey nemmeno si affatica per intervenire) lasciando Totti a fare reparto da solo malgrado una forma non invidiabile intanto che Gamberini si aggiunge agli ammoniti per un intervento irregolare ai danni di Tommasi. Da qui abbiamo una serie di cambiamenti di fronte che vedono una parità quasi totale dal punto di vista della pericolosità oltre che delle occasioni ma nemmeno l’inserimento di Pazienza per Brocchi a dare maggiore freschezza in zona nevralgica o il rimpiazzo di Totti con Montella nel recupero riescono a far rimutare il tabellino.

A fine partita i capitolini hanno parecchio da ridire intanto che la loro classifica latita: sono in zona centrale e l’ambiente è molto risentito per quella che appare come la 5° annata di sole delusioni mentre i toscani consolidano il loro 3° posto sperando di tornare in Europa dopo 5 annate e in Champions dopo altrettanto tempo a soli 3 anni dal fallimento che rischiò di farli finire nell’oblio.

A primavera succederanno molte cose: la Roma, pur stabilendo il record di 11 vittorie consecutive in campionato (poi battuto dall’Inter l’anno seguente con 17 successi), arriverà solo 5° dietro Juventus/Milan/Inter/Fiorentina a -5 da quest’ultima al netto di un team viola che gioirà al ritorno nell’Europa dei grandi passando per i preliminari soprattutto grazie al capocannoniere Toni, autore di 31 segnature fra cui solo 2 rigori, record che sarà strabattuto solo dai 36 gol di Higuain nel 2016…ma sarà solo un’illusione che lo scandalo di “Calciopoli” cancellerà facendo arrivare la Roma 2° dietro all’Inter e la Fiorentina 9° privandola anche della Coppa Uefa…in coppa nazionale i romani soccomberanno ancora davanti agli interisti in finale prima di lasciargli pure la Supercoppa in agosto mentre i fiorentini usciranno negli ottavi dinanzi alla Juventus…il cammino internazionale dei lupi, infine, si chiuderà ancora negli ottavi di Coppa Uefa al cospetto dei finalisti inglesi del Middlesbrough a causa del gol in trasferta (sconfitta per 1-0 e vittoria per 2-1) ma soprattutto per una lunga sequenza di errori nel match di ritorno nella capitale (sarà la 1° di 4 eliminazioni consecutive in campo continentale contro club della “perfida terra d’Albione”).

Fine del viaggio nel passato di Roma-Fiorentina…rullo di tamburi, squilli di trombe e che inizi lo spettacolo!!!!!

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