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ROMA-INTER…-1 GIORNO, SABATO 29 SETTEMBRE 2007: LA SITUAZIONE GIA’ SI DELINEA

29/09/07 ROMA - INTER NELLA FOTO L_ESULTANZA DI CRUZ DOPO IL GOL FOTO PIERANUNZI LUCIANO - 29/09/07 ROMA - INTER NELLA FOTO IL GOL DI IBRAHIMOVIC SU RIGORE FOTO PIERANUNZI LUCIANO - Fotografo: PIERANUNZI LUCIANO

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ROMA – Siamo nell’autunno 2007: i “Linkin Park” spopolano assieme a Rihanna e Katy Perry come cantanti più in voga del momento, la scuola è ricominciata da soli 15 giorni, tra appena 3 giorni prenderà il via il campionato italiano di basket e mancano pochi mesi a quando scoppierà la crisi mondiale del 2008 che metterà in ginocchio pure l’Italia.

Intanto, però, il nostro paese vuole godersi ancora la tranquillità e rituffarsi, a soli 3 giorni dalla 5° di campionato, nonché 1° turno infrasettimanale dell’annata, torna la Serie A: assieme al posticipo domenicale Torino-Juventus 0-1 (1° volta che si rigioca in massima lega la stracittadina torinese dal 2002/03 oltre che 1° volta con 4 scontri fra dirimpettai, Roma/Torino/Milano/Genova, dal 1994/95) con il derby toscano del sabato sera Livorno-Fiorentina 0-3, l’anticipo del sabato alle 18,00 Roma-Inter è la sfida di maggiore fascino, sapendo che già il 19/8/2007 le 2 squadre si erano affrontate per la 2° Supercoppa Italia consecutiva vedendo la Roma espugnare Milano 0-1 grazie al rigore realizzato da De Rossi al 78° sotto la curva degli ospiti…pure stavolta la situazione vede un equilibrio assoluto, dato che entrambe sono in testa alla classifica forti di 11 punti a testa in una graduatoria strettissima (7 team in 2 lunghezze: 11-9) e vogliono essere di nuovo protagoniste come l’anno passato; inoltre, provengono, rispettivamente, da 3 vittorie con 2 pareggi per parte a fronte di 11 reti segnate sommate alle 4 subite senza dimenticarsi di 13 reti realizzate oltre a 3 subite. E’ un weekend molto particolare: la settimana che sta arrivando vedrà la Roma fare visita al Manchester United (per la prima volta si rivedono gli inglesi in seguito al 7-1 del 10/4) di mercoledì intanto che l’Inter ospiterà il PSV martedì sera…entrambi nella 2° giornata dei gironi di Champions League: i padroni di casa, facendo affidamento sui 51000 spettatori, fra quali 2500 interisti, divisi dalla tifoseria di casa attraverso qualche robusto cordone delle forze dell’ordine insieme ad altri controlli fin troppo eccessivi anche a danno dei padroni di casa, sperano di battere i nerazzurri in casa in una gara di campionato per la prima volta dal 7/3/2004, quando si chiuse 4-1 malgrado 3 gol regolari annullati sullo 0-0 ai lupi.

I presidenti Rosella Sensi con Massimo Moratti, entrambi consiglieri federali, assistono curiosi ai preparativi mentre gli allenatori, ormai, sono gli stessi dell’ultimo triennio: Luciano Spalletti, il quale ripiega sul suo classico 4-2-3-1 (poi divenuto 4-4-1 visto l’evolversi degli eventi) pur facendo a meno della corsia di destra titolare Cassetti-Taddei e del regista di riserva Aquilani (tutti e 3 infortunati da parecchio)

[Doni;

Panucci (69° Cicinho)-Mexes-Juan-Tonetto;

De Rossi-Pizarro;

Giuly-Perrotta-Mancini (69° Vucinic);

Totti (cap.) (77° Esposito)]

e Roberto Mancini, che decide di utilizzare il fidato 4-3-2-1, poi 4-3-1-2, anche se i problemi non mancano…se, infatti, il 3° portiere Orlandoni è stato escluso avendo a disposizione sia Julio Cesar che Toldo, il quartetto Maicon/Burdisso/Materazzi/Chivu ha dovuto alzare bandiera bianca a livello fisico costringendo il tecnico a ripiegare su 2/5 delle riserve per quanto concerne il pacchetto arretrato oltre al fatto che serve rimpiazzare Vieira in mediana assieme all’altro rincalzo Jimenez (degenti anche loro)

[J.Cesar;

Zanetti (cap.)-Cordoba-Samuel-Maxwell;

Stankovic-Cambiasso-Dacourt (51° Crespo);

Figo (77° Pelé)-Cesar;

Ibrahimovic (51° Cruz)].

Donadoni, sostituto di Lippi dall’estate 2006, sceglierà solo 3 uomini per i prossimi europei in Austria e Svizzera: Panucci/De Rossi/Perrotta, senza dimenticare di aggiungere Aquilani con Materazzi (capitan Totti si era ritirato l’indomani della vittoria planetaria di 2 anni addietro)…sarà un torneo in cui solo Ibrahimovic, con la sua Svezia (eliminata al primo turno assieme alla Grecia nel girone della Russia e della Spagna che batterà pure noi nei quarti) si troverà a partecipare; tutti gli altri, infatti, come i francesi Mexes/Dacourt verranno lasciati a casa in alternativa a chi si sarà già ritirato tipo l’altro transalpino Giuly, il portoghese Figo e i non qualificati a livello del serbo Stankovic insieme al montenegrino Vucinic; sui piano dei giocatori provenienti da altri continenti, invece, abbiamo Doni, il portiere titolare del Brasile che il 15/7/2007 aveva vinto la sua 8° Copa America battendo l’Argentina di capitan Zanetti/Cambiasso/Crespo (Cruz era stato lasciato a casa malgrado un’ottima stagione) a Maracaibo sul risultato di 3-0 pur rinunciando a effettivi come Cicinho/Juan/Mancini o Julio Cesar/Maxwell…Cordoba era stato condottiero della Colombia al netto di un Pizarro che si era ritirato, nell’ottobre 2005, dalla rappresentativa cilena (uno come lui avrebbe fatto molto comodo, bisogna dirlo).

Quando Rizzoli fischia l’inizio delle ostilità si capisce che i padroni di casa vogliono farsi forti del fattore campo e spingono da subito costringendo Julio Cesar a parare prima su punizione di Totti e poi su respinta di Mancini quando non sono trascorsi neanche 120″…l’Inter si difende e cerca di ripartire con la sua unica punta Ibrahimovic, che impegna Doni di sinistro e poi finisce per terra venendo leggermente trattenuto in area da Mexes ma senza estremi da rigore prima che Cambiasso si faccia bloccare la conclusione dallo stesso Doni. Ormai siamo quasi alla mezz’ora: Mancini tira appena fuori di destro e su corner arrivato poco dopo, al 29°, capitan Totti batte troppo corto per l’ex Pizarro, il quale si fa anticipare da Maxwell e se lo fa scappare in contropiede concedendogli di lanciare Cesar solo davanti all’estremo difensore…piatto sinistro parato ma arriva Ibrahimovic di testa a porta vuota con Giuly che, essendo troppo basso e non arrivando di testa, si vede costretto a parare (letteralmente) di mano sancendo tiro dagli 11 metri con espulsione per lo 0-1 realizzato dal bomber svedese (7° timbro in campionato dopo le doppiette con Livorno/Sampdoria) malgrado il portiere romanista avesse quasi trovato il modo di bloccare; da adesso la Roma prova a giocare lo stesso allargando Perrotta a destra mentre Totti fa reparto da solo ma le occasioni languono e l’Inter non si fa intimorire pure se l’altro ex Samuel si prende il cartellino giallo proprio sul suono della sirena (45° scoccato).

Alla ripresa gli ospiti cercano di amministrare approfittando della superiorità numerica, ma al 51° si trovano nei guai poiché Ibrahimovic subisce un pestone al piede sinistro da parte di Juan proprio nel momento in cui Dacourt (ennesimo uomo dal doppio passato della serata) sente tirare alla gamba destra: Mancini li leva entrambi e inserisce Cruz con Crespo passando un 4-3-1-2 che si orienta verso un 4-4-2 in fase di difesa grazie alla copertura di Figo con Cesar sulle corsie…neanche il tempo di operare il doppio cambio, però, che arriva la “doccia fredda” con l’1-1 al 53° tramite il destro incrociato di Perrotta (segnatura n.1 per lui) su azione insistita da Totti prima con Pizarro poi in area nemica (proprio il regista sudamericano toccherà via la palla a Maxwell in area servendo l’autore del pari); da questo momento si potrebbe pensare che i milanesi perdano la concentrazione per una sfida nella quale sembravano riuscire a tenere dura con poche difficoltà e che i capitolini possano aver compreso di poterla ribaltare, ma non è così: l’Inter si getta all’assalto colpendo prima un palo destro con Cruz e poi, al 57° riportandosi avanti con l’1-2 realizzato tramite un’azione corale sontuosa…Cesar, dalla sinistra, serve Cruz che passa al centro a Cambiasso, triangolazione tutta argentina Cambiasso-Crespo-Cambiasso e tiro di del mediano respinto corto da Doni verso Crespo, il quale arriva in “sforbiciata” a porta sguarnita per il nuovo vantaggio al 57° (“Valdanito” era già andato in rete dinanzi al Catania nel 2-0 di 13 giorni prima). Da adesso diventa un monologo meneghino: i romani sbandano paurosamente e Figo fa quello che vuole dalla parte di Tonetto…prima chiede rigore per un fallo di Mexes, poi rientra da destra servendo Cruz per un sinistro assai prendibile ma su cui Doni lascia più di qualche dubbio vedendosi bruciare sul suo palo per l’1-3 al 60° chiudendo, di fatto, i conti malgrado i lupi non si diano per vinti e provino a riportarsi avanti con un colpo di testa finito appena a lato dell’ex Panucci; è il 67° il minuto in cui arriva l’1-4: Figo vince un altro duello, stavolta sulla sinistra a discapito di Panucci, per poi mettere in mezzo verso Cordoba, arrivato a segnare di testa dall’altro lato senza che nessuno lo controllasse (sarà il primo di 3 gol per lui quest’anno)…da qui in avanti diventa chiaro che la disputa non ha più nulla da dire se non che Pizarro finirà fra gli ammoniti al 69° e che le sostituzioni decise serviranno solo a preservare gli uomini migliori in vista dell’Europa: Vucinic rimpiazza Mancini mentre Cicinho va al posto di Panucci prima che Pelé rilevi lo stremato Figo e che Totti faccia spazio a Esposito.

Quando la sfida si conclude, intanto che Perrotta si stava facendo medicare per un problema al muscolo della gamba sinistra, si ha tempo per un’ultima scintilla: Cesar, ex laziale e giocatore mai troppo simpatico, innesca la miccia che fa scoppiare un violento litigio fra le parti coinvolgendo pure le panchine, fra cui si segnala uno Spalletti inviperito con Mancini e Rizzoli, ma ormai il verdetto è chiaro…l’Inter, balzata in testa da sola a 14 punti, è ancora la squadra da battere e per il 2° anno consecutivo esce vincitrice dalla casa dei peggiori rivali (l’imbattibilità si allunga a 4 annate, se si parla solo di Serie A) intanto che la Roma, che a fine turno sarà 4° dietro a Inter/Juventus/Fiorentina, si lecca le ferite ma non ha neanche il tempo per stare troppo a riflettere perchè la stagione è lunga e bisogna dare battaglia su tutti i fronti perché 3 reti di differenza non rendono giustizia ai valori in campo.

A fine stagione l’Inter alzerà il suo 16° scudetto (3° consecutivo nonché 2° sul campo) davanti alla stessa Roma per 85-82 fra mille polemiche a livello arbitrale soprattutto nel periodo fra la fine del girone d’andata e l’inizio di quello di ritorno vanificando una rimonta giallorossa di 11 punti (un tricolore che molti romani, come chi scrive, sentono proprio e lo rivendicano anche 13 anni dopo) ma festeggiando al meglio il suo Centenario 1908-2008 (eguaglierà la Juventus del 1997/98, il Milan del 1998/99, la lazio del 1999/2000)…i romani schiumeranno di rabbia ma si rifaranno vincendo la loro 9° Coppa Italia (2° consecutiva) per 2-1 a discapito dei nerazzurri esattamente la settimana seguente…la Supercoppa Italia, infine, andata in scena il 24/8/2008 (7 giorni dopo la morte del presidente Franco Sensi), vedrà il 2-2 dei regolamentari tradursi in 6-5 dopo i rigori sancendo la 3° affermazione in 4 anni degli interisti…sul fronte internazionale vedremo una Roma buttata fuori ai quarti di finale di Champions League dai futuri campioni del Manchester United (doppia sconfitta: 0-2 a Roma e 1-0 a Manchester malgrado De Rossi avesse avuto la palla per riaprire i giochi sbagliando un rigore sullo 0-0) a confronto di un’Inter che aveva già mollato la rassegna agli ottavi venendo rovesciata 2 volte dal Liverpool semifinalista (2-0 in Inghilterra seguito dallo 0-1 di Milano) portando all’anticipazione del divorzio fra Moratti e Mancini di pochi mesi dopo.

La storia di Roma-Inter ha ancora molto da raccontarci…apriamola prossima pagina e leggiamo cosa ci svela!!!!

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