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ROMA-INTER…-2 GIORNI, DOMENICA 5 MARZO 2006: UN TRISTE RISVEGLIO

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ROMA – Sono trascorse solo 2 settimane dalla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Torino (terminate domenica 26/2/2006), fra pochi giorni Berlusconi parlerà, per la prima volta, dinanzi al Congresso degli USA durante la sessione plenaria, la Germania sta ultimando i preparativi per i mondiali di calcio che inizieranno l’8/6/2006 con Germania-Costa Rica a Monaco di Baviera, fra soli 3 mesi i Miami Heat festeggeranno il loro primo trofeo NBA battendo per 4-2 nella serie finale i Dallas Mavericks guidati da Nowitzki poche ore dopo che la Benetton Treviso si aggiudichi il 5° scudetto della propria storia a discapito della Climamio Fortitudo Bologna per 3-1 nella data del 20/6.

Lo scorso mercoledì, il 1/3, la nazionale italiana aveva giocato a Firenze contro la Germania battendola per 4-1 e dando l’impressione di poter fare molto bene in estate nell’ultima sosta pre-mondiali…nessuno immagina ciò che accadrà a metà maggio! Ma ora è tempo di tornare in campo per la 28° giornata di Serie A e, il posticipo della domenica, in particolare, ci rende tutti ansiosi di vedere cosa sta per succedere, sapendo pure che la prossima settimana una delle parti in causa è attesa da un nuovo impegno europeo: Roma-Inter, una sfida che ha fatto la storia del calcio italiano dagli anni ’70 in poi e che vede i giallorossi mantenere l’imbattibilità casalinga discapito dei meneghini in campionato dall’aprile del 1999 (quando terminò 4-5) ma l’anno trascorso il risultato fu 3-3…ciò che è maggiormente importante, tuttavia, è che la Roma, attesa dalla trasferta di Middlesbrough per gli ottavi di Coppa UEFA, viene dalle 11 vittorie consecutive che l’hanno fatta entrare nella storia consentendogli di stabilire il nuovo record delle stesse nella cronologia del torneo a discapito di Bologna/Juventus/Milan. Tale primato è stato stabilito in occasione del derby in trasferta vinto 0-2 il 26/2 e, vincendo anche stavolta, si aprirebbero simpatici scenari in ottica Champions (i lupi sono 4° attualmente e con un solo punto sulla Fiorentina, 54-53), dato che il calendario prevede Ascoli/Messina nelle seguenti 2 settimane…gli ospiti, da parte loro, non perdono da 2 turni (1 pari e 1 trionfo) ma devono cercare di interrompere un digiuno di successi fuori casa che manca da Lecce-Inter 0-2 di fine gennaio con l’intento di ridurre la distanza dalla Juventus a quota 73 e del Milan a 63 avendo già vinto le loro partite (loro, invece, sono a 58).

I presenti per una cornice di pubblico degna di un Roma-Inter sono meno di quanti ce ne si aspettava, conoscendo il passato di questa sfida: quasi 57000 ma appena 1200 gli interisti e, mentre i presidenti Rosella Sensi, assieme al padre Franco, con Giacinto Facchetti e l’azionista di maggioranza Massimo Moratti, prendono posto in tribuna, ci sta tempo per il solito lancio di oggetti unito alle schermaglie fra le tifoserie rivali anche se la situazione non va oltre l’allarme, costringendo la polizia ad intervenire fra il settore degli ospiti e la Curva Nord romanista per evitare di far degenerare la questione.

Nel frattempo, i 2 tecnici hanno il loro bel da fare per sopperire ad una situazione tutt’altro che positiva: Spalletti (arrivato in estate per rimpiazzare Delneri), si trova a dover gestire l’assenza del suo regista titolare Aquilani (uscito per infortunio il weekend passato a 10 minuti dalla fine) oltre al fatto che Montella alzerà bandiera bianca nel riscaldamento a causa di dolori alla schiena (un solo gol per lui in campionato, proprio nel 2-3 dell’andata) e Nonda con il giovane Okaka sono già degenti per altri problemi pure se l’assenza maggiormente grave è quella di capitan Francesco Totti, rottosi tibia e perone dopo un’entrata killer di Vanigli a Roma-Empoli 1-0 del 19/2/2006 per la quale si troverà a stare fuori per almeno fino a maggio mettendo a serio rischio pure la partecipazione alla Coppa del mondo; nonostante questa totale emergenza davanti, però, il 4-2-3-1 (poi 4-5-1) inventato nei mesi invernali dall’allenatore non sarà minimamente scalfito pure se i meccanismi consolidati tramite i titolari risentiranno molto delle novità tipo Mancini unico centravanti variando verso il 4-4-2 esclusivamente negli ultimi scampoli

[Doni;

Panucci (cap.)-Mexes-Chivu-Cufrè;

De Rossi-Dacourt;

Taddei (90°+2 Alvarez)-Perrotta (90°+2 Tommasi)-Rosi (74° Kharja);

Mancini]

invece, il 4-4-1-1 di Roberto Mancini (ormai allenatore interista dal 2004), diventato 4-3-2-1 dalla mezz’ora del primo tempo in poi per l’innesto di Figo seppur privo del 3° portiere Orlandoni (scelta tecnica poiché i primi 2, Julio Cesar con Toldo, sono entrambi pronti), dello stopper Samuel e del terzino Favalli (rispettivamente squalificato e infortunato), del regista Veron, dei centrocampisti Solari/Zé Maria (tutti degenti), del centravanti Adriano (fermato da altri guai muscolari), può fare affidamento su uomini di sicuro valore

[Toldo;

Zanetti (cap.)-Cordoba-Materazzi-Wome;

Stankovic-Cambiasso-Pizarro (75° Cesar)-K.Gonzalez (34° Figo);

Recoba;

Cruz (64° Martins)].

Ben 3 i nazionali italiani, oltre all’infortunato Totti, che Lippi convocherà a maggio facendoli diventare campioni del mondo per la 4° volta, ovvero De Rossi/Perrotta e Materazzi al netto di un Panucci che verrà lasciato a casa fra diverse perplessità come Aquilani o Toldo…discorso diverso per gli stranieri: Cufré farà gruppo assieme a Cambiasso/Cruz e alla riserva Burdisso nella stessa Argentina che lascerà a casa il capitano Zanetti/Kily Gonzalez, Julio Cesar verrà portato, al contrario di Doni/Mancini o Cesar, come riserva del Brasile campione in carica, Stankovic sarà capitano della Serbia e Montenegro, Figo guiderà il Portogallo che si piazzerà 4° alle spalle di Germania/Francia/Italia…tutti gli altri, invece, come i francesi Mexes/Dacourt che verranno esclusi dalla Francia, oppure il rumeno Chivu, il marocchino Kharja, l’honduregno Alvarez, il colombiano Cordoba, il camerunense Wome, il cileno Pizarro, l’uruguayano Recoba, il nigeriano Martins seguiranno la competizione da casa non essendosi qualificati.

Lo spettacolo offerto dal pubblico di casa all’ingresso dei 22 piace molto agli addetti ai lavori e mette subito in mostra una sfida che produce spettacolo dal momento in cui Recoba (già 6 reti contro i romanisti), si libera di Rosi dalla sinistra per poi scagliare di sinistro costringendo Doni a respingere da terra e poco dopo é Julio Cesar a salvare su tocco di punta di Mancini da punizione di Taddei battuta sempre dalla fascia mancina; siamo già al 9° quando Cufré lancia di sinistro in direzione di Perrotta consentendogli di stoppare di petto per poi proseguire verso Mancini, il quale salta secco Materazzi sgusciando via e mette in mezzo per Taddei eludendo l’intervento del portiere…1-0 e Roma che, per il momento, arriva a quota 12 vittorie consecutive tramite il piatto destro dell’ala italo-brasiliano a porta quasi sguarnita: 5° gol per lui in stagione e 2° consecutivo (da qui alla fine ne totalizzerà altri 3 sui 9 totali) ma da adesso vedremo una compagine giallorossa che si chiude a riccio provando a ripartire in maniera assai rara e senza mai impegnare Toldo fino all’intervallo, al contrario di un’Inter che, in seguito alle proteste per un presunto rigore di Chivu su Cordoba in occasione di una punizione battuta da Recoba, si ritrova a dover mettere dentro Figo per Gonzalez alla mezz’ora portando ad un chiaro 4-3-2-1 in cui il portoghese con Recoba sono i rifinitori e Cruz “l’ariete di sfondamento”. Ne viene fuori un frangente in cui ancora Figo manda sull’esterno della rete un suo bel cross, capitan Zanetti e Materazzi si fanno ammonire per 2 falli duri aprendo una lista che sarà allungata da Taddei ma le occasioni, al contrario dell’attenzione e della tattica, si vedono pochissimo: al 45° scoccato Cambiasso si vede respingere in corner una bella girata al volo di sinistro prima che, nel recupero, Chivu salvi su un beffardo tocco di Stankovic, sbucato a sinistra per intervenire su un traversone di Recoba dalla destra.

Alla ripresa delle ostilità si nota subito che l’Inter sta meglio e che la Roma è logora dal filotto di vittorie da cui è reduce: prima lo scatenato Recoba e poi Stankovic mandano alto precedendo l’azione in cui Doni salva 2 volte in mischia da corner prima che De Rossi allontani sulla linea a beneficio dell’ex Wome, il quale non ci pensa e spedisce alle stelle dal limite dell’area…i padroni di casa stanno corti e faticano ma hanno 2 buone occasioni con Mancini, che non riesce a centrare lo specchio di destro in controbalzo, prima che con Panucci, altro ex che tira alto incornando di testa da punizione di Taddei; entra Martins per Cruz e Cesar rimpiazza il regista Pizarro allo scopo di aumentare ancora di più la spinta intanto che la gara vive il suo unico momento di nervosismo quando Dacourt, presosi il giallo, falcia Cambiasso nel cerchio di centrocampo ispirando il litigio fra Recoba e Panucci. Ormai siamo nell’ultimo quarto di gara e, intanto che Kharja ha preso il posto ha preso il ruolo di Rosi pur garantendo maggiore equilibrio in favore di un più lineare 4-5-1 avente Taddei con Perrotta sugli esterni, gli ospiti provano a fare il “forcing” conclusivo avendo scampato il pericolo del rigore di Materazzi a danno di Mancini solo per un colpo di fortuna (lo stopper prenderà la palla appena un secondo prima…) e riescono a pareggiare 1-1 proprio al 90° preciso, quando Figo scambia corto con Stankovic da angolo battuto sotto la “Tribuna Tevere” crossando per il medesimo Materazzi, sostituto di Samuel al suo 2° timbro (non andava in rete dal 5-0 casalingo con il Livorno dell’andata ma questo sarà pure l’ultimo che farà, almeno fino a Italia-Repubblica Ceca del 22/6/2006…), a precedere le entrate di Tommasi con Alvarez nel recupero per gli stremati Perrotta/Taddei…chissà come sarebbe andata se questa doppia sostituzione fosse stata fatta prima?

Alla fine, dopo che Pieri ha chiuso i giochi, ci sta spazio per l’applauso oceanico del popolo romano, per i saluti che comprendono pure Totti, presente a bordocampo, e per il dispiacere dei capitolini, che si rendono conto di aver sprecato una grossa occasione svegliandosi, forse, troppo presto da un sogno rivelatosi meraviglioso mentre i nerazzurri sentono un gusto agrodolce nel loro pari, avendo capito che con un pizzico di fortuna in più avrebbero anche potuto ribaltare la situazione.

In piena estate (il 26/7/2006 per l’esattezza), dopo la sentenza del giudice sportivo, l’Inter otterrà il suo 13° scudetto, 17 anni dopo l’ultimo, ottenuto nella annata segnata dai record 1988/89, pur essendo giunta 3° sul campo e la Roma, arrivata 5°, scalerà fino al 2° piazzamento per effetto della stessa inchiesta “Calciopoli”…di contorno vedremo Inter-Roma anche come finale di Coppa Italia (5° affermazione e 2° consecutiva nel torneo, sempre a danno dei giallorossi), momento in cui ritornerà Totti contro ogni pronostico a 3 soli mesi da febbraio e smentendo i tempi previsti di circa 4-5 mesi (1-1 a Roma e 3-1 per i milanesi in Lombardia)…la Supercoppa Italia (la 3° che giungerà ad Appiano Gentile nonché, anche questa, 2° consecutiva) andata in scena ad 24/8/2006 terminerà, ancora fra queste contendenti, con un avvincentissimo 4-3 ai supplementari dopo che la Roma era passata in vantaggio 0-3 alla mezz’ora del primo tempo e all’intervallo si starà ancora 1-3 dopo che anche ad agosto 2005 l’Inter aveva portato a casa la coppa a discapito della Juventus, giocando a Torino, tramite lo 0-1 difeso con i denti…sul versante europeo, infine, vedremo un destino comune ma fin troppo crudele: la Roma vincerà 2-1 con il Middlesbrough finalista ma non riuscirà a ribaltare la sconfitta 1-0 maturata in Inghilterra nonostante le carte per passare gli ottavi di Coppa UEFA ci fossero tutte e l’Inter si vedrà cacciare dalla Champions League dal Villareal semifinalista nei quarti (trionfo 2-1 a Milano e batosta1-0 in Spagna).

La storia di Roma-Inter non finisce qui…ci sta ancora fin troppo da raccontare!!!

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