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Roma, patto Fonseca-giocatori per la Champions(news web ilMessaggero.it)

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ROMA – Il gruppo è unito e questa diventa la piattaforma su cui organizzare la ripartenza in campionato. La Roma, in questo 2020, si è fermata: 4 punti in 6 partite (4 ko, 1 vittoria e 1 pareggio), solo il Brescia con 2, la Spal e il Cagliari con 3 hanno fatto peggio. Quartultima posizione, dunque, e andamento da zona retrocessione. Non da zona Champions, dove l’Atalanta, pur senza viaggiare alla velocità delle big, ha raccolto il doppio: 8 punti per la rimonta e il sorpasso. Sabato Gasperini, già nettamente in vantaggio nella differenza reti (+18), aspetta Fonseca a Bergamo guardandolo dall’alto (+3).

PATTO INTERNO – «Siamo tutti sotto esame» la sintesi del discorso del ceo Fienga nel vertice di sabato a Trigoria con l’allenatore e i giocatori. Intervento scontato di chi rappresenta, nella stessa persona, la proprietà uscente e quella entrante. Toccherà, comunque, a Friedkin tirare le somme a fine stagione e il cambiamento riguarderà ogni componente, non solo quella tecnica. Più d’attualità il confronto tra Fonseca e i calciatori, senza la presenza di Petrachi, sgradito alla squadra dopo l’invasione di campo a Reggio Emilia. Il portoghese, avendo la certezza di essere seguito dal gruppo, si è messo in discussione e ha dato la disponibilità a modificare tatticamente la Roma. Le 8 partite del nuovo anno (comprese le 2 di Coppa Italia) hanno evidenziato la fragilità della difesa: 16 reti subite, media di 2 a partita. Va ritrovato l’equilibrio, attraverso la compattezza dei reparti. «Ma dipenderà da voi». Il tecnico, pur andando incontro alle esigenze dei singoli, li ha responsabilizzati. La protezione di Paulo c’è, ma va ripagata con l’applicazione, la concentrazione e il sacrificio.

CORREZIONE IN VISTA – Fonseca è pronto a ridisegnare la Roma, intervenendo sul sistema di gioco: senza rinnegare il suo 4-2-3-1, è possibile che proponga di nuovo il 4-1-4-1 che, con Cristante squalificato e Diawara ancora convalescente (presto nuovo consulto), prevede Mancini a centrocampo per schermare la linea difensiva. La soluzione è stata già scelta in pieno autunno e per 36 giorni (27 ottobre-1 dicembre). L’esperimento, provato inizialmente in Europa League contro il Borussia M’Gladbach (la notte dello sgarbo di Collum), ha funzionato: con Mancini play, 3 successi di fila in campionato con il Milan, l’Udinese e il Napoli, prima della caduta di Parma. A seguire, con il rientro di Diawara, altre 2 vittorie consecutive contro il Brescia e il Verona. In serie A, 15 punti su 18 a disposizione, con 14 gol fatti e 5 subiti. In Europa League, il pari e il ko contro i tedeschi con Mancini a centrocampo, e il successo di Istanbul contro il Basaksehir con Diawara in regia. L’assetto è camaleontico: se arretra Veretout, ecco il 4-2-3-1. Modifica che spesso si vede in corsa. Se avanza Mancini, dietro rientra Fazio accanto a Smalling. L’alternativa è Cetin, utilizzabile pure da terzino destro. Gli esterni bassi, anche per mettere corsa all’interno dello spartito che è meno sbilanciato, diventerebbero Peres e Spinazzola. Dietro a Dzeko, da centrocampo, salirebbero Pellegrini e Veretout. Sulle fasce la novità Perez e Perotti, in ballottaggio con Under e Kluivert, chiamati a riprendere quota.

SOLUZIONE DI SCORTA – Oltre al 4-1-4-1, è presente il sistema di gioco alternativo: il 3-4-2-1. Fonseca lo usò il 25 settembre, e nemmeno in partenza (dopo 10 minuti e per un’ora abbondante), proprio all’andata contro l’Atalanta all’Olimpico. Svolta a vuoto, però: 1° degli 8 ko stagionali e prima volta senza segnare. Fuori lo squalificato Mancini, nel trio difensivo spazio al debuttante Smalling, Fazio e Kolarov. Adesso, avendo anche Ibanez e ancora Jesus, potrebbe utilizzare Cetin o Mancini (centrale con Gasperini nella sua esperienza a Bergamo) con Fazio e Smalling. Peres e Spinazzola si troverebbero a loro agio sulle corsie. In mediana, al momento, Pellegrini e Veretout. Perez e Perotti trequartisti (o mezzepunte) dietro a Dzeko. Il 16 gennaio, ottavi di Coppa Italia contro il Parma, difesa a 3 dall’inizio: Mancini, Cristante e Smalling. Finora è stato l’unico match, su 8 del 2020, senza prendere gol. Coincidenza da non sottovalutare.

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