Timeout Channel

Il Portale dello Sport

ROMA-SAMPDORIA…-1 GIORNO, DOMENICA 25 APRILE 2010: SE CHI COMANDA DECIDE, NON TI PUOI OPPORRE

Condividi l'articolo

ROMA – Mancano solo 6 giorni alla festa dei lavoratori del 2010 e da 3 settimane è trascorsa la Pasqua, fra le canzoni più sentite ci sta “Beautiful Monster”, la calda primavera irradia le giornate di un’Italia sempre più in balia della crisi, il Sudafrica ultima i preparativi per i mondiali che partiranno l’11/6 per terminare l’11/7 (i primi della storia a giocarsi nel “Continente nero”) e il calcio italiano sta cominciando a mostrare i primi segnali di una crisi fin troppo grande che sta emergendo lentamente negli anni post-Calciopoli (scandalo venuto alla luce nel 2006 ma ancora fin troppo radicato nel sistema calcistico del nostro paese).

Proprio in linea con questo andazzo, fin troppo negativo, il campionato di Serie A, con ascolti e interesse ai minimi storici, si avvia alle sue ultime giornate con sfide di tutto rispetto: fra le dispute più interessanti della domenica alle 15,00 troviamo Napoli-Cagliari 0-0 con l’anticipo del sabato sera Palermo-Milan 3-1, in cui i campani si stanno giocando l’accesso all’Europa League con la Juventus e i siciliani vantano solo 2 lunghezze di ritardo dalla Sampdoria per la zona Champions e rossoneri che vogliono consolidare il prima possibile il loro 3° posto al fine di ritrovarsi invischiati proprio nella rincorsa ai preliminari…ma la partita che fa da vero “piatto forte” del 35° turno è sicuramente il posticipo domenica Roma-Sampdoria, avente i giallorossi che devono cercare di piazzare il 2° contro-sorpasso a danno dell’Inter (vittoriosa nell’anticipo delle 18,00 al sabato pomeriggio per 3-1 in rimonta a danno dell’Atalanta già avente un piede e mezzo in Serie B: il martedì seguente sono attesi dal ritorno delle semifinali di Champions League a Barcellona) per ritrovarsi, a +1, in testa alla graduatoria (74-73) in vista di un calendario maggiormente proibitivo di quello dei nerazzurri (per i romanisti si prospettano le trasferte a Parma e a Chievo inframezzate dalla sfida con il Cagliari intanto che i meneghini dovranno fare visita alla Lazio e al Siena con in mezzo il Chievo a Milano) e i blucerchiati che devono difendere il loro 4° posto con le unghie dato il ritorno del Palermo (nei prossimi 3 weekend ci saranno da ospitare il Livorno e da giocare i 2 scontri diretti a Palermo prima che con il Napoli al netto di un team rosanero che dovrà espugnare Siena per poi giocarsi tutto nello scontro diretto casalingo e nella trasferta nella tana dell’Atalanta…tutto è ancora da decidere).

La Roma viene da 24 risultati utili consecutivi in campionato ma ha perso 1-0, al mercoledì, a Udine il ritorno della semifinale di Coppa Italia pur riuscendo a qualificarsi lo stesso tramite il 2-0 maturato a febbraio nella capitale e viene dal ribaltone 1-2 nell’epico derby di 7 giorni addietro…i genovesi hanno ottenuto 3 vittorie precedute da un pari fondamentali, che li stanno spingendo verso un finale tutto in discesa dal punto di vista psicologico specie per ciò che riguarda la capacità di saper cambiare le situazioni in corsa; la cornice è da brividi: 60000 spettatori fra cui 2 curve piene ed appena 400 tifosi blucerchiati isolati nel loro settore (la parte alta dei “Distinti Nord”, fra la “Tribuna Montemario” e la “Curva Nord”) al fine di evitare problemi durante quella che tutto il popolo capitolino vede come il preludio ad una notte magica…i presidenti Rosella Sensi e Riccardo Garrone arrivano al loro posto salutandosi in maniera molto cordiale e mostrando che fra i 2 team non ci sta una rivalità che evade dal terreno di gioco (specialmente pensando ai titanici scontri degli anni ’80 o inizio anni ’90) ma sono entrambi consapevoli che sarà una notte fin troppo intensa.

Le motivazioni delle parti in causa sono altissime ma non vanno sottovalutate le assenze: Claudio Ranieri (arrivato il 31/8/2009 a sostituire Spalletti causa 2 sconfitte su 2 nei primi turni dell’annata ma risultato fin troppo bravo a rimettere in piedi una situazione fin troppo disastrata) deve rinunciare a 2 validi comprimari come il portiere Doni e il terzino Motta oltre allo stopper Andreolli con il mediano Faty (tutti infortunati), senza scordare il giovane gregario offensivo Cerci (escluso per scelta tecnica, data la disponibilità di tutto il reparto d’attacco)…ma il suo 4-3-2-1, con variabile di 4-5-1 in fase di non possesso e che diverrà un 4-2-3-1 prima che un 3-4-2-1 estremamente offensivo nel finale, risentirà pochissimo di queste defezioni

[J.Sergio;

Cassetti (74° Taddei)-Burdisso-Juan-Riise;

De Rossi-Pizarro-Perrotta (67° Toni);

Menez-Vucinic;

Totti (cap.)]

dall’altro lato abbiamo Luigi Delneri, anche lui scelto in estate per subentrare a Mazzarri, nonché integralista di un 4-4-2 molto lineare e versatile a divenire un 4-4-1-1 nonostante manchino uomini importanti come il portiere Castellazzi, i difensori Accardi/Stankevicius, il centrocampista Franceschini e la punta Pozzi (tutti limitati da guai fisici di entità da non sottovalutare), che potrebbero far pesare le proprie assenze in un “rush” conclusivo così concitato

[Storari;

Zauri-Lucchini-Gastaldello-Ziegler;

Guberti (46° Mannini)-Palombo (cap.)-Poli (46° Tissone)-Semioli;

Cassano (81° Testardi)-Pazzini].

Ai mondiali sudafricani, il tecnico Lippi selezionerà solo 3 uomini: De Rossi e capitan Palombo con Pazzini ma lascerà a casa gente che fece una stagione incredibile tipo Cassetti/Perrotta/Toni o lo stesso capitan Totti (malgrado i suoi guai fisici sarebbe stato disposto a ritornare a riflettere sul suo ritiro dagli azzurri voluto 4 anni addietro) assieme ad effettivi di assoluto rango come Guberti/Mannini/Semioli/Cassano…anche perchè la spedizione finirà in un “bagno di sangue”, con i nostri ultimi in un girone con Paraguay/Slovacchia/Nuova Zelanda al netto di 2 soli punti (2 pareggi e 1 sconfitta, 4 gol fatti e 5 subiti anche se ci sarà molto da dire dal punto di vista arbitrale…) e senza speranze di poter vedere qualcosa di diversa da un “dramma nazionale” (non uscivamo al 1° turno dal mondiale del 1974, solo nel 1986 e nel 2002 eravamo stati fatti fuori prima dei quarti dal 1978 in poi mentre non venivamo estromessi sul campo, nei 90 minuti regolamentari, proprio dal 1986)…forse valeva la pena convocare altri, ma parlando dopo si ottiene molto poco; per quanto concerne gli stranieri che parteciperanno alla rassegna, abbiamo Juan, il leader difensivo brasiliano che uscirà nei quarti per 2-1 in rimonta dinanzi ai finalisti olandesi intanto che Burdisso veniva estromesso, con la sua Argentina (da cui sarà escluso Tissone) nel medesimo turno dalla Germania (arrivata ad aggiudicarsi il bronzo) con un robusto 4-0 e lo svizzero Ziegler aveva già fatto le valigie per differenza reti nei gruppi di qualificazione a causa del Cile, dal quale Pizarro si era già ritirato, come dei futuri vincitori della Spagna…intanto, il norvegese Riise, al contrario del suo compagno Menez, scartato dalla nazionale francese, guarderà il torneo da casa essendo stato fatto fuori dagli spareggi pre-torneo.

Definire l’inizio della Roma “vulcanico” è poco: spinta dalla propria gente, la formazione romanista parte subito al massimo e siamo al 9° quando Menez, su scambio al volo con Totti, costringe Storari a respingere in corner un bel destro da posizione assai defilata con conseguente corner battuto corto da Pizarro per Perrotta ma sul cui traversone Juan spedisce fuori in rovesciata…l’onda capitolina schiaccia gli ospiti nella loro area e al 14° Perrotta si vede bloccare dal portiere una bella “sforbiciata” dal limite dell’area di destro ma neanche il tempo di tirare il fiato che, al 15°, Vucinic scambia con Totti andando via sulla sinistra prima di puntare Zauri e restituire il passaggio di punta destra al suo n.10, che senza pensarci impatta d’interno mancino incrociando sull’altro palo l’1-0. Le emozioni sono già state moltissime e i padroni di casa, più simili ad una legione dell’antica Roma più che ad una squadra di calcio, continuano il loro assalto smaniosi di chiudere i conti quanto prima pure se l’episodio su cui recriminare è dietro l’angolo…al 19°, su cross di Cassetti, De Rossi viene chiaramente strattonato da Gastaldello finendo a terra in piena “zona degli 11 metri”: il pugliese Damato lascia proseguire mentre Vucinic trae in inganno la difesa con un tocco smarcante verso Totti, il quale non ci pensa e spara ancora di sinistro vedendosi deviare sul montante la sfera appena tocca dallo stesso Storari; da qui seguiranno minuti di passione pura per i genovesi: a parte una mischia in area in cui Juan salva anticipando Pazzini e Burdisso si oppone al destro di Cassano buttandosi a corpo morto verso il 25°, il resto del tempo scorre fra altri 2 miracoli dell’impressionate Storari (partito come 3° a inizio anno come Julio Sergio), di cui il primo su destro di Menez al 30°, nella cui stessa azione c’era stato un evidente stop di braccio di Ziegler sulla respinta da mischia in area ma il francese era poi riuscito a concludere malgrado un altro “penalty” e il secondo su sinistro incrociato di Vucinic allo scoccare dell’intervallo.

Nella pausa fra le 2 frazioni l’ambiente romano si gode il vantaggio ma è come se un’aria di inquietudine scendesse sull'”Olimpico”: conoscendo la storia della Roma, l’aver giocato uno dei migliori primi tempi dell’annata e vincere solo 1-0 non è affatto rassicurante, specie sapendo quanto è tesa la situazione di classifica e quanto la Samp sia brava a recuperare da situazioni di svantaggio (solo la medesima Roma e il Napoli hanno ottenuto più punti con prove di carattere)…succede così che Delneri opera un doppio cambio al rientro dagli spogliatoi nella speranza che i suoi si riprendano dopo 45 minuti passati totalmente a cercare di capire cosa li avesse investiti, se un’orda romana o una paura fin troppo grande; intanto che Tissone si va a posizionare vicino a capitan Palombo e Semioli si sposta a destra lasciando la fascia sinistra Mannini (sostituto dell’ex Guberti), i lupi rientrano convinti di poter continuare sullo stesso ritmo e volenterosi di ammazzare la gara quanto prima pure se dallo spogliatoio trapelano strane voci che si riveleranno confermate molti anni dopo, voci che riguardano un presunto litigio fra Perrotta e Vucinic ma non si saprà mai da cosa sarà nato tale disguido…ciò che è sicuro è che quella sarà una serata che farà risvegliare tanti fantasmi del passato romano. Siamo al 51° quando Ziegler, appena ammonito per un fallo su Menez, rinvia dalla fascia sinistra verso Mannini sperando nell’anticipo di quest’ultimo su Cassetti: non solo l’ala della Doria riesce a prolungare su Cassano, ma riesce anche a portare via 2 uomini (Cassetti e De Rossi) al portatore di palla buttandosi dentro l’area intanto che Cassano sfida il duo Burdisso-Menez con conseguente traversone di mancino ad indirizzo di Pazzini, staccatosi dalla marcatura di Riise e pronto a colpire di testa sull’altro versante…l’incornata del centravanti si rivela fatale al punto da terminare in rete dopo aver sbattuto sul piede destro di Julio Sergio: 1-1 e tutto di nuovo in gioco; i capitolini non si disuniscono e ripartono a spingere al massimo ma, oltre a Storari, resosi autore di altri 2 miracoli, successivi al destro di Menez spentosi sull’esterno della rete, prima sul neo-entrato Toni (cui sarà annullato pure un gol di destro che non si riuscirà mai a capire se era fuorigioco o meno, vista la totale assenza di replay) parando di piede sinistro su colpo di testa da punizione esattamente come Julio Sergio non era riuscito a fare (segnale molto chiaro di come devono andare le cose), e poi su bordata di Riise dai 20 metri, il vero protagonista diverrà l’arbitro Damato: intanto che Toni sostituisce Perrotta andandosi a porre come unico terminale offensivo del 4-2-3-1 in cui Menez-Totti-Vucinic agiscono alle sue spalle, il direttore di gara nega altri 2 rigori ai padroni di casa…il primo per netto fallo di mano di Lucchini su tiro di Riise dai 20 metri e l’altro per un altro tocco di braccio da parte del già ammonito Ziegler, che con un’applicazione corretta del regolamento sarebbe andato fuori prima del tempo e Delneri sarebbe stato costretto ad operare l’ultima sostituzione levando qualcuno dei suoi elementi offensivi per cercare di ricompattare un modulo menomato dalla minoranza numerica nello scomparto difensivo attraverso Cacciatore o Marco Rossi. Ranieri capisce che non può più aspettare e si gioca il “tutto per tutto” buttando nella mischia pure Taddei al 74°: Burdisso-Juan-Riise compongono l’inedita difesa a 3, Taddei-De Rossi-Pizarro-Menez si schierano a centrocampo con Totti-Vucinic ad agire alle spalle di Toni…le occasioni fioccano e difensori blucerchiati fanno muro con estrema fatica ma la palla rimbalza pericolosamente nella retroguardia nemica senza mai andare dove dovrebbe e al 75° Damato fa definitivamente inacidire gli animi quando, dopo una direzione di gara complessivamente a senso unico e grazie alla quale si capirà molto bene come devono andare le cose, nega a Vucinic un’evidente punizione con espulsione di Zauri annessa causa una trattenuta di Gastaldello sul montenegrino succeduta da una scivolata killer del terzino destro sul montenegrino lanciato a rete da solo ma fermato da Storari in uscita solo perchè fermato irregolarmente; ormai mancano una manciata di minuti alla fine, ma è proprio ora che si consuma definitivamente il dramma, successivo all’uscita dell’ex infortunato Cassano per il giovane Testardi all’81° (sostituzione fin troppo sorprendente anche viste le condizoni del barese): Tissone, all’85°, verticalizza per Mannini, il quale, dopo una ripresa in trincea a raddoppiare le marcature di Ziegler, riesce a piazzare il suo 1° spunto dribblando Burdisso e poi mettendo in mezzo un bel rasoterra mancino a rientrare per Pazzini, che senza pensarci va in anticipo di destro su Riise facendo 1-2 in modo da ribaltare completamente le carte in tavola: all’inizio, sullo 0-0 e poi sull’1-1, la situazione diceva <<Inter 73, Roma 72, Milan 64, Palermo 58, Sampdoria 58…>>, sull’1-0 era divenuta <<Roma 74, Inter 73, Milan 64, Palermo 58, Sampdoria 57…>> ma adesso è <<Inter 73, Roma 71, Milan 64, Sampdoria 60, Palermo 58…>> ed è il verdetto finale per una gara che sì, la Roma non ha gestito bene e che la Sampdoria ha saputo portare a casa soffrendo, ma quando tutto l’ambiente romano, nel post-gara, dirà che Damato ha influito in maniera anche eccessiva sul risultato, non lo dice a caso e poco tempo dopo usciranno sui social delle sue foto con l'”Inter Club Barletta”…decisamente delle cose che non passano inosservate a meno che non si voglia far finta di nulla di proposito.

Mancano 3 giornate alla fine e tutto può ancora succedere, ma se la truppa di Ranieri vede le sue speranze ridotte al minimo, la squadra di Delneri (uscita vincente dalla tana della Roma per la prima volta dal 21/9/1996, quando finì 1-4 sempre in rimonta e capace di segnare nella tana dei lupi per la prima volta dall’1-1 del 5/12/2004 nonchè con la singolare statistica di aver realizzato in una sola sfida lo stesso numero di marcature ottenute sommando tutte le partite in trasferta da quando erano risaliti in massima lega nell’estate 2003 fino a quel momento) deve cercare di difendere il suo posto avendo il destino dalla sua parte e i criteri di classifica anche…non è detto che nulla cambi, ma di sicuro quella sera i segni sono stati fin troppo chiari: come dicevano i padri latini, “se qualcuno che sta al di sopra delle parti diventa di parte, in quel momento muore la Repubblica” e qui non ci sta da aggiungere altro, decisamente.

A maggio arriveranno tutti i verdetti: la Roma chiuderà da 2°, dietro all’Inter per 82-80, il 4° degli ultimi 5 campionati avendo molto da ridire come 2 anni addietro dal punto di vista arbitrale e tutti diranno che quello scudetto fu perso con la Sampdoria…ma se ci si ricorda bene si capisce che in realtà il destino giallorosso si decise in occasione delle 2 sfide con il Livorno arrivato ultimo (1/6 punti in 2 sfide…decisamente risultati peggiori), le altre beffe arriveranno dalla finale di Coppa Italia persa sempre con i nerazzurri per 1-0 fra i veleni prima che la Supercoppa nazionale termini 3-1 in rimonta ad agosto mentre a febbraio era stato il Panathinaikos a porre fine al cammino dei romanisti nei sedicesimi d’Europa League (3-2 all’ultimo minuto in Grecia e 2-3 con 3 gol presi negli ultimi 6 minuti del primo tempo al ritorno da che si era 1-0 con qualificazione già ribaltata in apertura)…un anno che poteva essere meraviglioso e coronato dal “double” ma si rivelerà l’ennesima atroce delusione per il popolo giallorosso, un altro anno in cui si penserà a ciò che è stato e ciò che poteva essere pur consapevoli che certe emozioni resteranno scolpite nella memoria di chi visse quella fantastica rimonta da -17 di fronte al team che sarebbe diventato campione continentale e mondiale pochi mesi dopo; la Sampdoria, essendo stata estromessa al 4° turno eliminatorio di Coppa Italia dal Livorno (1-2 in extremis da situazione di 1-0) nel mese di dicembre, giungerà 4° alle spalle di Inter/Roma/Milan (unica volta nella storia in cui entrambe si piazzarono fra le prime 4) coronando il sogno di tornare in Champions League, seppur dai preliminari, 18 anni dopo la 1° apparizione e la finale di Coppa dei Campioni persa con il Barcellona a Londra…nessuno immagina che 12 mesi dopo il popolo sampdoriano piangerà ancora come nella primavera del 2010, ma stavolta saranno lacrime molto più amare, anche se questa è un’altra storia…

Finisce qui la nostra epopea nel passato di Roma-Sampdoria…che ricominci lo spettacolo!!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *