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ROMA-SAMPDORIA…-4 GIORNI, DOMENICA 15 APRILE 2007: DIMENTICARE IN FRETTA

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ROMA – E’ trascorsa la Pasqua del 2007 da appena 7 giorni, fra appena 2 mesi la Mens Sana Siena, sponsorizzata dalla banca Montepaschi, vincerà il suo 2° scudetto nonché primo di 7 consecutivi su 8 (gli ultimi 2 saranno revocati dando inizio ad un contenzioso di cui risentirà tutto il movimento cestistico italiano), il Venezuela si prepara ad ospitare la Copa America nel periodo 26/6-15/7 (competizione vinta dal Brasile in finale sull’Argentina per la 2° edizione consecutiva), su “Italia 1” va in onda “Zoey 101” e una delle serie tv preferite dai giovani è “The O.C”, Avril Lavigne spopola con “Girlfriend” e fra pochi mesi verrà assegnato al Brasile il mondiale 2014 durante il consueto congresso d’elezione della FIFA (presieduto dallo svizzero Blatter).

Sono anni molto duri per il nostro paese: sta scoppiando la pesante crisi che mettere in ginocchio molti paesi fra cui l’Italia e, a seguito dello scandalo di “Calciopoli” scoppiato nella primavera 2006, anche il nostro calcio è caduto molto in basso raggiungendo, così, le altre discipline già provate da problemi strutturali sempre più tangibili…questo verrà ricordato come il campionato di Serie A con la minore affluenza negli stadi (appena 18000 spettatori di media per ogni gara quando, solo 22 anni addietro, si arrivava a 39000…) ed è chiaro che la gente si è disinnamorata, ma la maggior parte degli appassionati è ancora lì, pronta vivere un’altra giornata di sport intanto che la primavera si fa sempre più calda.

Per la 32° giornata di campionato i “big-match”, se così possiamo definirli, il derby toscano Fiorentina-Siena (viola ambiziosi di arrivare in zona coppe a sfregio della penalizzazione di 15 punti da cui sono partiti in estate e bianconeri vogliosi di salvarsi quanto prima malgrado il -1 causato dal mancato pagamento di alcuni bonifici IRPEF) e il posticipo domenicale Inter-Palermo (i nerazzurri comandano la classifica a 80 lunghezze già ottenute e con ben 18 punti di distacco dalle inseguitrici mentre i siciliani, rivelazione di questi anni, puntano a giocarsi il posto UEFA assieme ai fiorentini e all’Empoli)…ma se ci sta davvero una gara che interessa ai più, al di fuori di tutte le gare che contano per la retrocessione e il centro della graduatoria, è sicuramente Roma-Sampdoria: i giallorossi, diretti da Luciano Spalletti e presieduti da Rosella Sensi, la figlia maggiore dell’ex presidente Franco (il più stimato di sempre dopo Dino Viola ma ormai malato e che morirà il 17/8/2008), vengono da 2 mesi d’imbattibilità e sono gli unici che stanno cercando di emergere dietro all’Inter pur con un margine quasi irrecuperabile di 80-62 (-18 a 7 turni dalla fine, contando pure la 22° giornata, da recuperare in settimana causa il rinvio da febbraio per gli scontri del derby Catania-Palermo in cui morì l’ispettore Filippo Raciti in circostanze mai del tutto chiarite!) ma hanno appena visto sfumare l’occasione di arrivare in semifinale di Champions per incontrare il Milan…dopo aver battuto 2-1 in casa il Manchester United, hanno perso 7-1 in Inghilterra dicendo addio ai sogni di gloria. In condizioni normali la Sampdoria del presidente Riccardo Garrone (2° patron più amato nella storia blucerchiata dietro a Paolo Mantovani e che se ne andrà il 21/1/2013 per un tumore al pancreas) e del tecnico Walter Novellino avrebbe da giocarsi la salvezza, ma stavolta è venuta all'”Olimpico”, spinta da appena 200 tifosi (tutti ultras), a fronteggiare i 30000 romani con l’obiettivo di provare un’insperata scalata alle competizioni continentali pur non essendo arbitro del proprio destino.

La desolante cornice di neanche 32000 presenti, a causa pure di una serie di divieti fin troppo ferrei e distorti voluti dal governo vigente, accoglie 2 formazioni che hanno intenzione di giocare una sfida senza troppe remore pur essendo consapevoli che il bel gioco sarà fine a sé stesso: Spalletti ripiega sul suo fisso 4-2-3-1 pur dovendo rinunciare a uomini importanti come i titolari di fascia Tonetto (infortunato da parecchio) e Cassetti (squalificato per somma di cartellini), l’esterno destro Taddei (per scelta tecnica causa una condizione fisica non brillante), il regista di riserva Aquilani (anche lui degente da qualche settimana)

[Doni;

Panucci-Ferrari-Mexes-Chivu;

De Rossi-Pizarro (85° Vucinic);

Tavano (59° Wilhelmsson)-Perrotta (83° Faty)-Mancini;

Totti (cap.)]

intanto che Novellino adopera un 4-4-1-1 molto lineare (divenuto poi un 4-3-1-2 inutile ai fini del risultato visto l’innesto di Ziegler) in cui si evidenziano le assenze del rude regista Olivera e del tandem offensivo Flachi-Bonazzoli (tutti e 3 fermati da guai fisici)

[Berti;

Maggio-Accardi-C.Zenoni (73° Pieri)-Falcone;

Volpi-Franceschini (46° Bazzani)-G.Delvecchio (85° Ziegler)-Parola;

Palombo (cap.);

Quagliarella].

Solo 4 i giocatori in odore d’azzurro che l’anno prossimo verranno chiamati da Donadoni agli europei in Austria e Svizzera presentandosi da campioni del mondo in carica: Panucci/De Rossi/Perrotta e Quagliarella (ci starebbe anche Aquilani ma non è della partita) intanto che capitan Totti si è già ritirato e Maggio con capitan Palombo verranno calcolati solo in futuro piuttosto prossimo ma meno glorioso…per quanto concerne gli stranieri, invece, Doni andrà da titolare a vincere la competizione continentale di luglio con il suo Brasile intanto che Mancini la vedrà da casa, Pizarro ha già dato il suo addio alla nazionale cilena, Mexes fa parte della nazionale francese vice-campione del mondo ma solo come riserva (al contrario del giovane Faty), il rumeno Chivu, assieme allo svedese Wilhelmsson e al montenegrino Vucinic vengono richiesti molto poco dalle loro rappresentative (sempre con risultati altamente scarsi da parte dei loro collettivi malgrado Chivu con Vucinic ne siano anche capitani) e Ziegler sta cercando, per quanto possibile, di mantenere alta la tradizione dei bravi terzini nella formazione svizzera.

Interessante la statistica che risulta ai telecronisti ad inizio partita: sono passati esattamente 16 anni dalla domenica in cui Vierchowod aveva colpito a morte il suo passato consentendo alla Samp di mettere un altro mattone fondamentale per la costruzione del loro unico tricolore…era il 14/4/1991 e anche lì era un bollente weekend primaverile. Da subito si capisce che fra le 2 parti, come accadde il 27/11 in occasione del 2-4 di Genova in cui Totti si fece applaudire da tutto il “Luigi Ferraris” dopo aver realizzato una prodezza balistica come poche che ancora oggi viene ricordata, non ci sta confronto e la Roma è molto superiore; la coppia Totti-Perrotta, consolidando un meccanismo fin troppo oliato, inizia subito a tenere in apprensione la retroguardia blucerchiata attraverso lo schema che prevede il capitano, distaccatosi dall’area di rigore, ricevere la sfera spalle alla porta intanto che l’incursore si inserisce senza palla e i 2 esterni fanno molto movimento arrivando a stringere dalle fasce in modo da consentire anche a De Rossi (finito fra i cattivi nel 2° tempo) di penetrare mentre Pizarro tiene la squadra stretta e impedisce eventuali ripartenze facendo da collante fra i reparti: Berti si oppone proprio al n.10 romanista su destro destro diagonale basso e poco dopo Perrotta spedisce 2 volte fuori prima che Chivu tenti di abbattere il palo interno tramite un mancino fin troppo preciso al netto di una Sampdoria che si difende in modo fin troppo flessibile e non crea davvero nulla davanti, anzi, appare in balia degli avversari, come se stesse solo aspettando di incassare la rete che spezzerà definitivamente l’equilibrio…succede così che, al 21°, ancora Totti, riesca ad andarsene sulla trequarti ed esploda, cadendo, un destro chirurgico dai 20 metri spentosi a fil di montante destro senza speranze per Berti come sentenza dell’1-0 con cui si va a riposo (al 43° giungerà pure il vantaggio decisivo per 1-0 della Fiorentina con Mutu, successivo allo 0-2 del Milan a Messina e del parziale 0-0 della Lazio in casa dell’Ascoli).

Quando si ricomincia Novellino corre ai ripari e inserisce Bazzani per dare un partner affidabile all’evanescente Quagliarella avanzando Palombo nel ruolo di rifinitore: non solo non otterrà nulla in fase offensiva, ma Gennaro Delvecchio si prenderà anche il giallo per scorrettezza precedendo la ripresa dell’assalto capitolino…Wilhelmsson rileva lo stanco Tavano e inizia una serie di serpentine sulla destra che trovano Mancini impreparato quasi sempre o Berti fin troppo vigile a danno del brasiliano; ormai siamo al 66° quando, dopo che Mexes si è fatto ammonire per fallo su Bazzani, lo stesso stopper recupera un gran pallone da dietro e serve Mancini sulla sinistra lanciandosi nello spazio in contropiede tramite le vie centrali…l’esterno carioca scatta da solo e lancia il suo capitano di esterno destro consentendogli di infilare il 2-0 sull’uscita dell’estremo difensore con un semplice piatto destro incrociato. La piega degli eventi ormai è chiara e la domenica appare perfetta quando, al 71° ancora Totti riesce a liberarsi di Parola e Zenoni con un gioco di prestigio per poi crossa di sinistro verso Ferrari, che svetta più in alto di tutti facendo 3-0 in concomitanza con il vantaggio dell’Ascoli…nel finale abbiamo tempo per vedere gli altri 4 cambi assieme all’ammonizione di Accardi e all’espulsione di Novellino per proteste sulla punizione di Mancini da su Panucci realizza il 4-0 di sinistro interno al volo allo scoccare dell’87°.

Quando giunge la fine i risultati sorridono ai giallorossi trascinati dal loro condottiero, per quanto possibile: malgrado l’1-3 del Milan in Sicilia e l’1-0 della Fiorentina, entrambe vengono tenute a distanza e i laziali tornano dalle Marche con un 2-2 che non li soddisfa affatto…in serata si aggiungerà pure la rimonta da 0-2 a 2-2 degli interisti, che regala ancora un minimo di competitività alla lotta dello scudetto nonostante il +16 dei lombardi e, anche se Manchester resterà ancora per molto tempo un’onta incancellabile, tutto l’ambiente si è schierato, per quanto possibile, a difesa dei suoi beniamini per provare a dimenticare una notte così terribile; la Doria, imbattuta da 4 giornate a fronte di 1 vittoria e 3 pari, si vede sconfitta in casa dei lupi per la 1° volta dal gennaio 2004 (allora finì 3-1 in rimonta ma poi vi furono 2 miseri pareggi).

A fine anno sapremo quale sarà stato il destino delle 2 parti in causa: la Roma giungerà 2° alle spalle dell’Inter per 97-75 in un campionato segnato dai record dei meneghini anche se fin troppo anomalo (22 lunghezze di scarto fra le prime 2…un record ancora oggi imbattuto e neanche eguagliato) ma si consolerà aggiudicandosi la sua 8° Coppa Italia (6-2 a Roma e batosta 2-1 a Milano per un computo totale di 7-4: saranno gli unici 7 gol incassati dai milanesi in tale edizione) assieme alla 2° ed ultima Supercoppa Italia (0-1 in Lombardia) in agosto sempre a discapito dei nerazzurri in una stagione che preclude ad una rivalità sempre più aspra nell’immediato avvenire intanto che la Champions League era sfumata, appunto, nei quarti dinanzi allo United che poi perse la semifinale con i futuri campioni d’Europa oltre che del mondo del Milan (una delle tante “sliding-door” della storia giallorossa: chissà come sarebbe andata se fossero passati i romanisti, già carnefici dei rossoneri sia in campionato che in semifinale di coppa nazionale…)…a degna conclusione vi sarà anche la gioia per la “Scarpa d’oro” conquistata da Francesco Totti a fronte di 26 reti (ben 9 doppiette, fra cui proprio le 2 negli scontri diretti con i sampdoriani) appena 15 mesi dopo il suo infortunio più grave (frattura di tibia e perone risalente all’entrata killer di Vanigli in Roma-Empoli 1-0 del 19/2/2006); la Sampdoria, oltre a chiudere il suo rapporto con Novellino, si dovrà accontentare di un mesto 9° posto, alle spalle di Inter/Roma/Lazio/Milan/Palermo/Fiorentina/Empoli/Atalanta anche se ciò non le precluderà l’accesso alla Coppa Intertoto e alla Coppa UEFA (spedizione che si rivelerà più che fallimentare e si concluderà al primo turno) senza dimenticare l’onorevole semifinale di coppa nazionale in cui l’Inter estrometterà la formazione ligure facendosi forte di un rotondo 0-3 a Genova seguito dall’ininfluente 0-0 del ritorno.

Pensate che sia finita la leggenda di Roma-Sampdoria? Vi sbagliate di grosso, la storia è in continuo aggiornamento…

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