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ROMA-SAMPDORIA…-5 GIORNI, DOMENICA 14 APRILE 1991: SEGNALI INEQUIVOCABILI

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ROMA – Sono trascorsi 15 giorni dalla Pasqua del 1991 e tra soli 2 mesi finiranno le scuole, il 21/5 la Juve Caserta (sponsorizzata dalla “Phonola”) si aggiudicherà l’unico scudetto della sua storia sovrastando la Philips Milano a gara-5…e mentre tutto il mondo si interroga su come si ridisegneranno gli equilibri geo-politici sia in Europa che in Medio Oriente, la Slovenia con la Croazia dichiarano la loro indipendenza dalla Jugoslavia innescano la sanguinosa guerra che durerà fino al 1995.

L’Italia, in un contesto così strano nonchè ambivalente, continua a vivere al di sopra delle proprie possibilità e a godersi gli anni migliori dei suoi sport: il calcio italiano, ad esempio, ha portato di nuovo almeno 2 squadre nelle semifinali europee e il nostro campionato ospita la maggior parte dei migliori giocatori al mondo. Per la 29° giornata troviamo il sentitissimo derby di Torino Juve-Toro e Napoli-Atalanta, con le 4 parti invischiate in zona coppe, mentre Roma-Sampdoria vede contrapporsi i capolisti blucerchiati a +2 sull’Inter (41-39) contro una compagine giallorossa desiderosa di raggiungere una competizione europea ma fin troppo lunatica sul piano dei risultati…concentriamoci, allora, sull'”Olimpico”, intanto che che l’Inter ospita il Cesena e il Milan va Pisa con sole 3 lunghezze di ritardo dalla cima; si sa che i presenti sono non meno di 70000 e che i genovesi sono almeno 5000, sistemati nella zona dei “Distinti Nord” vicino alla “Tribuna Montemario” ma fin troppo scoperti e soggetti a contatti con il pubblico di casa mentre è una giornata speciale anche per le notizie che stanno arrivando dal fronte societario romano: è stato appena firmato il passaggio di consegne da parte della signora Flora Viola, moglie del presidente Dino (deceduto il 19/1/1991 per un cancro all’intestino che se lo portò via in meno di un mese), a favore del “re delle acque minerali” Giuseppe Ciarrapico (omaggiato dalla curva proprio per l’occasione tramite uno striscione apparso prima dell’inizio delle ostilità), divenuto parigrado del romano e laziale Paolo Mantovani (presente anch’egli in tribuna, fra le autorità).

Quello che si sa è che le 2 scuole tattiche in gioco, quella di Ottavio Bianchi (giunto in estate) quella di Vujadin Boskov (arrivato a sedersi sulla panchina doriana nel luglio 1986), non predicano il bel gioco ma solo la maturazione dei risultati: da un lato abbiamo il 4-4-2 dei lupi, reduci dall’andata delle semifinali di Coppa UEFA in casa del Broendby ma conclusa con uno 0-0 che non accontenta completamente il team italiano, e da cui bisogna detrarre le squalifiche del portiere Peruzzi con il centravanti Carnevale (inibiti ad ottobre, per un anno, causa la controversa vicenda del “Lipopill” mai chiarita del tutto), dell’esterno Desideri (espulso nella stracittadina casalinga della settimana addietro per una rissa con Soldà) senza scordare l’infortunio del difensore Tempestilli (lontano dai campi da Roma-Juventus 0-1 del 24/3)…a fronte di queste 4 assenze fra titolari (che in confronto ad altre occasioni sono anche poche, rispetto a ciò che ha patito la Roma durante l’annata)l’unica cosa buona che Bianchi può sfruttare è il ritorno di un altro ex, il terzino Stefano Pellegrini (mancava dal ritorno delle semifinali di Coppa Italia Roma-Milan 1-0 del 2/4/1991, quando aveva sentito un indurimento all’altezza dell’adduttore ed era stato costretto a chiedere il cambio dopo neanche 10 minuti); il 5-3-2 (avente variabile di 4-4-2 in fase di possesso palla quando Berthold scende consentendo a Pellegrini di scalare sul lato destro o sul sinistro, a seconda delle esigenze e dopo che verrà effettuato il cambio fra ex Salsano-Carboni) con criteri all'”italiana” appare subito evidente

[Cervone;

Berthold-Aldair (75° Comi)-Nela-S.Pellegrini-Carboni (59° Salsano);

Gerolin-Giannini (cap.)-Di Mauro;

Rizzitelli-Voller]

mentre l’altro 4-4-2, quello degli ospiti, più lineare pure se con vincoli meno evidenti e una maggiore libertà tendente alla “zona”, va allestito essendo privo di 2 stranieri su 3: i registi (pure se non titolari) Cerezo (infortunato dal confronto in trasferta con il Genoa del 30/3) e Mikhaijlichenko (convocato dall’U.R.S.S. per una sfida in Ungheria, valevole per le qualificazioni agli europei dell’anno successivo), che obbligheranno il tecnico slavo a ripiegare sul doppio mediano per riuscire a rendere la zona nevralgica maggiormente attenta e mobile di fronte alla tecnica del centrocampo giallorosso

[Pagliuca;

Mannini-Vierchowod-Lanna-Katanec (28° I.Bonetti);

Lombardo-Pari-Invernizzi-Dossena;

Mancini (cap.) (88° Branca)-Vialli].

Ben 5 i nazionali italiani che si erano posizionati al 3° posto nell’ultimo mondiale (avendo battuto l’Inghilterra nella finalina di consolazione pur avendo ceduto dal dischetto all’Argentina nella semifinale di Napoli), giocato in casa durante l’estate 1990: capitan Giannini e Pagliuca/Vierchowod/capitan Mancini/Vialli…a cui vanno aggiunti i nuovi talenti emergenti tipo Di Mauro/Rizzitelli e Lombardo mentre Nela con Dossena sono già fuori dalle convocazioni da molto tempo; se facciamo un discorso di stranieri, non possiamo non sottolineare la presenza del sovietico Michaijlichenko (fatto fuori, in modo molto controverso, nel girone di Camerun/Romania/Argentina avendo parecchio da ridire per degli errori arbitrali fin troppo grossolani), dello stopper titolare del Brasile giunto fino agli ottavi dinanzi alla stessa Argentina Aldair (Cerezo, invece, non veste la maglia del suo paese dal 1985), dello jugoslavo Katanec (estromesso anche lui dall'”albiceleste” ai rigori nei quarti), dei 2 tedeschi occidentali (anche se la riunificazione è, ormai, avvenuta) campioni del mondo Berthold/Voller (carnefici di Maradona e dei suoi nella finale di Roma): è incredibile come il destino di tutte le nazionali presenti in questa sfida si sia intrecciata con quella degli argentini nel giugno-luglio trascorsi.

Contro ogni previsione, secondo le quali la Samp sarebbe dovuta essere più fresca e cercare maggiormente di fare la partita intanto che la Roma si difende e prova ad intasare gli spazi colpendo in ripartenza, sono i giallorossi a imporsi: Carboni manda 2 volte fuori e Voller spedisce al lato di poco incrociando troppo prima che Berthold colga la traversa alta con un cross deviato o che Rizzitelli mandi alto di testa…di contro Cervone salva in modo decisivo in uscita su pallonetto di Vialli da solo dopo che Mancini, ammonito per proteste a ridosso della mezz’ora per un fallo di Nela non fischiatogli dall’arbitro internazionale Amendolia, aveva fallito una punizione (troppo centrale per impensierire Cervone) e mandato molto fuori il suo destro a giro; le marcature sono chiare ma non precludono lo spettacolo: Vierchowod si appiccica a Voller e Mannini fa lo stesso con Rizzitelli, Pari non lascia mai solo Giannini (rimediante il giallo per i troppi reclami ma che vince, per il momento, la sfida a distanza fra fantasisti con il grado di capitani a danno di Mancini) mentre Invernizzi si cerca di limitarsi reciprocamente con Gerolin e Di Mauro svaria per tutto il terreno di gioco apparendo come il migliore dei suoi…di contro, Pellegrini (1° fratello di uno dei panchinari ospiti: il 3° e ultimo milita in B con il Verona) prende Mancini e Aldair segue sempre Vialli consentendo a Carboni di giocare ad armi pari con Lombardo e a Berthold di bloccare le discese dell’asse Dossena-Katanec (sostituito verso il 28°, per un problema al ginocchio, dal 2° dei fratelli Bonetti, Ivano) riuscendo a rendere i genovesi quasi inoffensivi per l’intera durata della prima frazione, durante la quale l’Inter va in vantaggio a Cesena, il Napoli con il Genoa e il Torino mettono il naso avanti nella lotta alla zona UEFA ma il Milan si trova arenato sul nulla di fatto.

Alla ripresa del gioco si capisce subito che qualcosa è cambiato: la squadra di Boskov si fa più spigliata e cerca di condurre le operazioni tenendo maggiormente il pallone: pure se Vierchowod è passato a fare il terzino destro e Bonetti si mette a fare il centrale denotando una maggiore accortezza, le occasioni migliori le hanno Vialli, che colpisce l’incrocio dei pali con un pallonetto beffardo, e lo stesso Vierchowod…è il 49° quando Lombardo riesce ad andarsene sulla destra, crossa di destro vedendosi rimpallare da Nela ma giunge per primo riuscendo a rimettere la sfera in mezzo per il destro esterno al volo dello stopper, sganciatosi ad inizio azione per andare a fare densità in area con conseguente passaggio all’ala, il cui tentativo sbatte addosso a Cervone infilando lo 0-1 (proprio lui, la colonna difensiva del tricolore giallorosso 1983 nonché carnefice dei capitolini in occasione dell’1-1 risalente all’11/3/1990). Da questo momento trascorrono minuti di sofferenza pura per i doriani: a parte un destro al volo di Mancini e un colpo di testa sbilenco di Vialli, la formazione genovese, al fine di difendere con le unghie e i denti il misero vantaggio, si chiude a riccio sperando in una qualche ripartenza i arginando gli avversari sulle fasce al netto di un Milan che si porterà in vantaggio con Maldini e un’Inter che chiuderà la sua pratica tramite 2-0 nel finale…avversari che non ci stanno ad arrendersi senza lottare specie dopo aver sentito le notizie dagli altri campi che danno per vincitori tutti i loro concorrenti dal centro-classifica in su: il Torino vincerà il derby 1-2, il Genoa stritola la Lazio 3-1 al pari del Parma in casa del Bologna, il Napoli manterrà il 2-0 a scapito dell’Atalanta; i romanisti, spinti da un pubblico calorosissimo, cingono l’area di rigore avversa e iniziano un assalto senza più ruoli precisi ma determinati a cercare di rimettere in piedi una sfida che potrebbe significare molto a livello morale per la loro ultima parte d’annata: Bianchi inserisce Salsano per fargli fare l’ala sinistra mettendo Gerolin a destra e avanza Giannini facendo affidamento sull’eterno Di Mauro ma Pagliuca è insuperabile…salva 2 bellissime punizioni di Nela, poi si oppone a Berthold ancora su palla ferma, riesce a salvare con il corpo una rovesciata molto ravvicinata dello stesso Di Mauro da mischia in area innescata dal neo-entrato Comi ma prolungata dai tocchi del duo Rizzitelli-Giannini, ogni volta che Giannini calcia un corner lui è pronto e dove non arriva lui ci arriva la traversa, a negare, per esempio, la gioia sull’incornata di Rizzitelli. Negli ultimi scampoli ci sta tempo proprio per l’entrata di Comi a fare il doppio libero in coppia con Nela intanto che l’altro ex Pellegrini scala fisso su Vialli, a fare l’unico vero difensore in una fase di chiusura all’arrembaggio…Invernizzi scalcia Salsano e finisce fra i cattivi, Nela litiga con Dossena, Boskov inserisce Branca per evitare che Mancini si faccia cacciare a causa del suo tangibile nervosismo e al triplice fischio di Amendolia il settore ospiti esplode per un risultato fondamentale: a 5 turni dal termine e dopo 2 pareggi abbastanza deludenti come quello subito in rimonta dal Cagliari 7 giorni addietro (da 2-0 a 2-2 in 18 minuti), la Sampdoria resta a +2 sull’Inter e a +3 sul Milan forte dei suoi 43 punti malgrado una contesa passata quasi tutta in trincea mentre la Roma, sconfitta in casa dai blucerchiati dopo 3 stagioni e a secco di gol su azione da 2 giornate (a Roma-Lazio del turno trascorso era andato a segno Voller ma solo su rigore), è sempre più 11° e fuori dalle competizioni internazionali nonostante il calendario non le precluda ancora nulla.

Si prospetta una primavera in cui Roma-Sampdoria sarà anche la finale di Coppa nazionale e in cui i capitolini hanno tutte le carte per centrare la finale UEFA come i genovesi hanno in mano il proprio destino su quanto concerne il 1° eventuale tricolore della loro storia, senza tralasciare il fatto che anche gli episodi, per ora, non gli hanno mai voltato le spalle…

Per tutti i verdetti si dovrà attendere agosto prossimo, sapendo che i destini di Roma e Sampdoria si incroceranno talmente tante volte che batteranno il loro record di confronti in una sola annata: fra tutte e 3 le competizioni nazionali si arriverà a 5 sfide fra gennaio e agosto mettendo a bilancio 3 vittorie della Samp, 1 della Roma e 1 pari…in campionato la Sampdoria festeggerà il 1° titolo nazionale genovese dal 1936/37 (all’epoca fu merito del 9° titolo del Genoa) nonchè unico della sua storia (sarà l’ultimo, ad oggi, fuori dal triangolo Torino-Milano-Roma) a fronte del 9° posto dei romanisti, che si troveranno alle spalle di Sampdoria/Inter/Milan/Genoa/Torino/Parma/Juventus/Napoli ma con la soddisfazione di aver superato la Lazio per 36-35 all’ultimo turno proprio grazie al pareggio dei laziali con i neo-campioni per 3-3 sempre a Roma intanto che la “lupa” espugnava Pisa per 0-1 condannando i toscani alla retrocessione (ad oggi quella è l’ultima partita in massima lega dei nerazzurri); in coppa nazionale la finale sarà ancora Roma-Sampdoria e, per la 2° volta su 2, saranno i capitolini a festeggiare la loro 7° affermazione (3-1 in casa e 1-1 fuori) in seguito al precedente del 1986 (sconfitta 2-1 in Liguria con 2-0 nel Lazio); sul fronte della Supercoppa Italia, invece, i campioni d’Italia si imporranno 1-0 fra le “mura amiche” il 24/8/1991 ottenendo il loro 1° oro nella competizione dopo 2 argenti nel 1988 e 1989 intanto0 che la 1° edizione della Supercoppa Europa fra 2 compagini del nostro paese si era conclusa, a novembre, con la gioia milanista sul campo neutro di Bologna (Sampdoria-Milan 1-1 e 0-2 nell’arco di 180 minuti); sul fronte europeo, infine, la Roma perderà la finale di Coppa UEFA dinanzi all’Inter nell’ennesimo “derby italiano” di quel periodo pur avendo molto da ridire su alcuni episodi della doppia gara (batosta 2-0 a Milano fra roventi polemiche arbitrali e scontri da prima fino a dopo il match, vittoria 1-0 inutile nella capitale ma con contatti fra tifosi ancora più violenti) al netto di una Sampdoria che sarà estromessa, da campione in carica nonchè da finalista a partire dal 1988/89, nei quarti di Coppa delle Coppe dal Legia Varsavia (delusione 1-0 in Polonia e pareggio 2-2 ottenuto in extremis in Italia).

La leggenda di Roma-Sampdoria non ha ancora finito di essere decifrata…nella storia di questo match ci sta tantissimo da dire ancora!!!!

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