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SAMPDORIA-GENOA 2-0: 3 ANNI DI APPANNAGGIO BLUCERCHIATO

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GENOVA – Anche stavolta il verdetto non ammette repliche…per la III° stagione consecutiva il Genoa non riesce a vincere nemmeno un derby e pure stavolta ha molto da rimproverarsi ritrovandosi ancora di più nella zona della bassa classifica mentre la Sampdoria si gode un successo che le permette di alimentare la tenue speranza di entrare in Europa League.

La stracittadina inizia subito in mattinata con 2 tifoserie accaloratissime che realizzano 2 coreografie fra la migliori del campionato ricordando il patrono San Giorgio e la tragedia del ponte “Morandi”, simbolo che prima della Sampdoria e del Genoa viene Genova…spunto dal quale dovremmo riflettere tutti parlando cultura o umanità oltre il terreno di gioco.

Entrambe le squadre non stanno vivendo un buon momento con prestazioni alterne e vedevano nel confronto diretto la chiave di volta per sbloccarsi in questo finale di stagione nei rispettivi obiettivi.

I moduli sono quelli previsti: 4-3-1-2 con Audero; Murru-Andersen-Colley-Sala; Ekdal-Praet-Linetty; Ramirez; Defrel-Quagliarella (capitano) per Giampaolo e 3-5-2 composto da Radu; Criscito (capitano) – Romero-Biraschi; Pereira-Rolon-Veloso-Bessa-Lazovic; Kouame’-Pandev agli ordini di Prandelli ma l’atteggiamento sorprende tutti…ci si aspettava una gara tattica e invece l’avvio di partita stupisce tutti con il gol di Defrel dopo 3 minuti in scivolata su assist di Quagliarella sommato a un tiro uscito di pochissimo di Kouame’ e una gran parata di Radu su Linetty, un tiro finito sull’esterno della rete di Ekdal al volo nei primi 9 giri di lancetta…sembra una disputa vietata ai deboli di cuore ma da allora si vedono solo le ammonizioni di Criscito con Linetty per gioco scorretto oltre a un rimpallo fra Radu e Quagliarella che darebbe il 2-0 ai blucerchiati se Biraschi non salvasse in extremis sulla riga di porta a poco dal duplice fischio.

Al ritorno dagli spogliatoi i falli si intensificano e il gioco ne risente a partire dal 52°: Defrel salta Biraschi (in totale confusione avendo dovuto marcare il capitano avversario per tutta la prima frazione) che commette fallo di mano in area da ultimo uomo decretando la sua stessa espulsione e il rigore che proprio Quagliarella realizza spazzando il portiere riuscendo a mettere una seria ipoteca sulla partita; da allora la scena è tutta per le sostituzioni mentre le occasioni (poche e confusionario) sono tutte inoffensive e fuori misura soprattutto da parte del Genoa che perde le staffe trovandosi molti effettivi nel taccuino dell’arbitro: Pandev per proteste (che salterà la prossima giornata per diffida), Romero per fallo tattico, Veloso per gioco scorretto…sarà ancora Radu l’unico grifone a strappare gli applausi con un miracolo al 90° sempre sul bomber sampdoriani.

Neanche il cambio di strategie dei 2 tecnici iniziato a mezz’ora dalla fine mutera’ lo scenario: Lerager (sanzionato a pochi giri d’orologio dal termine per proteste) rileva Rolon facendo passare i suoi a 3-4-2 seguito da Sanabria, Favilli per Kouame’, Bessa (nel finale sarà addirittura un 3-3-3 lo schieramento ospite) mentre Jankto prende il posto di Linetty al fine di evitargli la somma di cartellini e nell’ultimo quarto di match Gabbiadini (ammonito per perdita di tempo nel recupero) subentra a Defrel assieme Bereszynski per infortunio di Sala (poco dopo una schermaglia con Criscito).

Al triplice fischio il “Luigi Ferraris” è in festa per una Samp che continua la sua scalata alle coppe mentre i genoani devono ancora una volta fare “mea culpa” oltre a doversi svegliare prima che i danni diventino irreparabili.

Ancora una volta il derby di Genova non ha deluso le aspettative ed anche la direzione di gara di Calvarese è stata perfetta in turno che ha generato pochissime polemiche su tutti i campi.

Gustiamoci questa ultima “trance” di stagione e vediamo quali emozioni ci riserverà.

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