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SPROFONDO GIALLOROSSO: LA ROMA CADE ANCHE A BERGAMO MA FONSECA NON RISCHIA

Roma's Edin Dzeko jubilates after scoring the goal during the Italian Serie A soccer match Atalanta BC vs AS Roma at the Gewiss Stadium in Bergamo, Italy, 15 February 2020. ANSA/PAOLO MAGNI

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BERGAMO – La Roma cade anche a Bergamo e vede svanire quasi definitivamente la rincorsa ad un posto Champions. Terza sconfitta consecutiva, una guida tecnica inadeguata, un’accozzaglia di giocatori suddivisi in scarsi, troppo acerbi ed in fase discendente della propria carriera. Se il tutto viene condito da un allenatore che non ha la benché minima idea di dove si trovi, il quadro è completo. All’Atleti Azzurri d’Italia, il primo tempo è scandito solo da un gol letteralmente mangiato da Gomez a tu per tu con Pau Lopez bravo a respingere di spalla la conclusione del Papu. Prima del riposo però un pastrocchio combinato Hateboer-Palomino permette a Dzeko di prestarsi tutto solo davanti a Gollini ed a batterlo inesorabilmente. Vantaggio Roma immeritato quanto inatteso. Il vantaggio fa pensare ad una squadra quella giallorossa, pronta ad approfittare degli spazi lasciati da un’Atalanta costretta ad esporsi oltre misura per trovare il pari. Nemmeno per idea. Fonseca in panchina sonnecchia, Pellegrini e Spinazzola lo imitano ed in men che non si dica, tra il 50’ ed il58’, l’Atalanta l’ha ribalta con Palomino e Pasalic appena entrato. Il colpo è pesante, Fonseca prova a chiudere la stalla quando i buoi sono scappati come fa praticamente da inizio stagione e così nonostante i cambi con Carles Perez, Villar e Veretout in campo, la Roma non da mai l’impressione di poterla riprendere. Finisce così 2-1 per gli orobici che se ne vanno a più 6 (7 se si considera il vantaggio negli scontri diretti) in classifica mettendo al sicuro il quarto posto e rigettando la Roma in un limbo che tutto sa tranne che di positivo, in attesa del closing che faccia esultare i tifosi per essersi liberati di una delle gestioni peggiori dell’intera storia giallorossa.

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