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TORINO-ROMA…-1 GIORNO, DOMENICA 5 MAGGIO 2002: LA VITTORIA DEI RIMPIANTI

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TORINO – Siamo nella calda primavera del 2002 e mentre l’Italia sta passando dalla lira all’euro, il governo discute il nuovo disegno di legge del ministro Gasparri sulla fondazione di una sola TV a pagamento (che vedrà la propria genesi il 31/7/2003 nel nome di “Sky Italia”) che possa porre fine al duopolio fra quelle già esistenti, la Corea del sud e il Giappone stanno ultimando i preparativi per ospitare i mondiali di giugno intanto che Treviso si avvia a vincere il suo 3° scudetto di basket, i giovani si appassionano alla giovane cantante Shakira (futura moglie del difensore Piquè) e l’Italia sta per vivere l’ultima giornata di un campionato mai così avvincente negli ultimi anni…

Domenica 5/5/2002 il nostro paese si ferma per assistere al 34° turno di Serie A ma non sono neanche le 10,00 di mattina quando le agenzie di stampa battono a macchina una notizia che nessuno avrebbe voluto leggere, specie tra gli appassionati di calcio: Cestmìr Vycpalek, grande allenatore della Juventus a cavallo fra gli anni ’60 e ’70, è morto in un tragico incidente aereo mentre sorvolava Palermo 30 anni esatti dopo suo figlio (perito in circostanze molto simili e poco lontano da lì)…comunque vada a finire sarà una domenica in cui tutto il paese dovrà avere una parola o un ricordo per lui. Abbiamo una classifica molto corta, in cui l’Inter, a quota 69 punti, precede di 1 lunghezza la Juventus e di 2 la Roma: la lotta è a 3 per lo scudetto ma mentre i nerazzurri devono solo vincere in casa della Lazio (in piena lotta per le coppe con Bologna/Chievo/Milan ma vogliosa di dare un dispiacere ai cugini oltre a deludere i piemontesi, con cui infuriava una forte rivalità a livello di tifo oltre che societario in sede federale) per essere sicuri del tricolore, i bianconeri devono espugnare Udine (gli avversari sono già salvi e non hanno nulla da chiedere) sperando nell’insperatissimo passo falso dei meneghini intanto che la Roma si fa ospitare dal Torino (anch’esso già salvo ma desideroso, magari, di sgambettare i dirimpettai impedendogli di ottenere l’ennesimo titolo nazionale) sperando di vincere contemporaneamente a sapere di un doppio crollo dei 2 nemici…si prospetta una domenica destinata a restare nella leggenda!

Al “Delle Alpi” i 25.000 spettatori, esclusi gli, appena, 5000 romanisti, accolgono l’ingresso in campo delle 2 squadre con una bella coreografia come simbolo di ringraziamento ai propri beniamini per la 1° salvezza ottenuta dopo 7 annate fin troppo tribolate…il presidente Romero (colui che, nel lontano 15/10/1967, investì mortalmente Luigi Meroni in un piovoso post-match di Torino-Sampdoria essendo, per altro, un grandissimo tifoso granata…storie che solo la leggenda torinista sa regalare) così come Sensi, sono presenti nella tribuna delle autorità desiderosi di chiudere nel miglior modo possibile la stagione pure se il patron giallorosso sa bene che, a meno dell’insperato 2° trionfo consecutivo, questa sarà ricordata come la “stagione dei rimpianti” per le troppe gare con le piccole buttate via.

I 2 tecnici, Camolese e Capello, si trovano nella cosiddetta “peggiore delle migliori situazioni”: hanno tutti i loro titolari, o quasi, a disposizione e possono ripiegare sui moduli che prediligono con l’unico guaio di avere fin troppe scelte…succede così che il mister dei piemontesi adopera il 3-5-2 che tanta fortuna gli aveva dato in precedenza variandolo poi in 3-4-1-2

[Sorrentino;

Garzya (90° Mezzano)-Martinelli-Galante;

Castellini-Asta (cap.)-Vergassola-Cauet (71° Scarchilli)-Comotto;

Lucarelli (77° Ferrante)-Franco]

mentre l’allenatore dei romanisti sfrutta un 3-4-3 vero e proprio che virerà solo in un secondo momento in favore di un 3-4-1-2 fluido come quello che aveva portato al 3° scudetto un anno prima

[Antonioli;

Panucci-Samuel-Aldair;

Cafù-Tommasi (46° Lima)-Emerson-Candela;

Montella-Batistuta-Delvecchio (cap.) (46° Cassano)].

Se da un lato abbiamo una rosa come quella del Torino, falcidiata dagli assenti Bucci/Fattori/Delli Carri, dall’altro vediamo una Roma in cui mancano il mediano Assuncao e capitan Totti, perfettamente rimpiazzato da Delvecchio mentre la fascia del condottiero piemontese viene affidata al navigato Asta, già in odore di cessione ma voglioso di congedarsi nel miglior modo possibile dai suoi supporters. I giocatori in odore di nazionale che andranno ai mondiali fra meno di un mese vestono tutti la casacca ospite: Panucci/Tommasi/Montella/Delvecchio (oltre alla bandiera dei lupacchiotti) così come i grandi stranieri…gli argentini Samuel/Batistuta, il brasiliano Cafù (futuro capitano dei campioni) sarà da solo poichè Aldair si sta per ritirare ed Emerson avrà un infortunio che lo priverà della possibilità di divenire vincitore, il francese Candela mentre Antonioli resterà fuori solo per troppa abbondanza nel suo ruolo all’interno della nostra rappresentativa.

Se da un lato si capisce subito che sarà una partita in cui entrambe giocano a viso aperto senza timori, dall’altra si nota che i romani stanno tenendo gli occhi in campo ma le orecchie alla radio per capire cosa succede a Roma e Udine: sembra un triangolo perfetto che attraversa tutta la penisola…sono trascorsi appena 11 minuti quando arriva la notizia che la Juventus sta vincendo 0-2 in terra Friulana grazie alle segnature di Trezeguet al 2° e di Del Piero all’11° denotando che, al momento, gli zebrati precedono i biscioni relegando i lupi al 3° posto ma non si fa in tempo a rendersi conto di ciò che Vieri sblocca il match della capitale riportando i suoi in testa proprio mentre Asta mette in apprensione la difesa romana con frequenti inserimenti favoriti da un Lucarelli in palla e capace di farsi vedere sia in zona gol che di rifinitura al netto di un Batistuta vistosi solo con una bella punizione deviata in corner a giro da Sorrentino prima che con un sinistro ravvicinato spedito in curva. Il tempo scorre e i gol si susseguono dalla capitale: Poborsky pareggia, Di Biagio fa 1-2 e, in chiusura, ancora Poborsky realizza il 2-2 mentre a Torino parte la “sagra degli ammoniti”, in cui l’ex Garzya, Castellini, Asta stesso si prendono il giallo per aver adoperato degli interventi fin troppo duri nei riguardi del tridente offensivo giallorosso.

All’intervallo Capello capisce che 3 punte sono troppe, specie se poco mobili, e inserisce Cassano a fare le veci di Totti sulla trequarti in modo da far stare Montella più vicino a Batistuta riuscendo a garantire maggiore filtro e qualità fra la zona nevralgica e quella realizzativa: il giovane barese rimpiazza Delvecchio così come Lima prende il posto di Tommasi facendo finire la fascia di capitano sul braccio di Aldair. I capitolini sono molto più vivi nella ripresa e riescono a regalare a più riprese dei forti bagliori di luce nel piovoso pomeriggio sabaudo sfruttando diverse occasioni basate sul contropiede: prima Cafù si fa anticipare in uscita da Sorrentino, poi Montella si vede respingere il suo chirurgico colpo di testa in corner da un intervento basso dell’estremo difensore intanto che il medesimo Montella viene ammonito per proteste e Simeone dice 3-2 per la Lazio…a questo punto serve solo 1 gol alla Roma per evitare i preliminari di Champions League: è il 68° quando Montella, sotto il sole appena uscito, serve Cassano con un filtrante d’altissima scuola e il giovane trequartista non si fa pregare punendo con lo 0-1 (5° segnatura in campionato per lui dopo Verona/Fiorentina/Parma/Chievo, tutti nel girone di ritorno) gli avversari tramite un pallonetto dai 14 metri fantastico; nel finale vediamo un ulteriore “cucchiao” dello scatenato Montella respinto prontamente ancora da Sorrentino nel mentre che a Udine tutto resta uguale e all'”Olimpico” Simone Inzaghi dice 4-2 chiudendo i giochi in modo da permettere l’inizio della festa bianconera per un tricolore atteso 4 anni intanto che i campioni uscenti si tengono un 2° posto che non lenisce i rimorsi di un torneo in cui sono stati tutto il girone di ritorno senza vincere in trasferta, senza scordare che hanno raccolto 7 punti in 8 trasferte contro le ultime 8 frutto di 7 pareggi ed 1 sconfitta; i 3 cambi dei torinesi nel finale fanno da passerella ad un entusiasmo, quello dei padroni di casa, che cozza con l’amarezza dei lupi, tornati a vincere in casa dei granata 16 anni dopo ma impossibilitati a godersi il risultato appieno.

I conti di fine stagione daranno il Torino 11° davanti a Piacenza/Brescia/Udinese ma con ben 4 lunghezze sulle retrocesse Verona/Lecce/Fiorentina/Venezia senza scordare pure l’uscita nel 2° turno di Coppa Italia dinanzi alla Sampdoria per il doppio pari maturato (2-2 a torino e 1-1 a Genova); la Roma si piazzerà 2° a -1 dalla Juventus e a +1 sull’Inter ma vincerà la Supercoppa nazionale nell’agosto 2001 rimpiangendo di essere stata eliminata ai quarti di Coppa Italia dinanzi al Brescia così come nel 2° girone di Champions in favore di Liverpool/Barcellona/Galatasaray.

Fine del viaggio nel vintage di Torino-Roma…chi vincerà?

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