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TORINO-ROMA…-2 GIORNI, DOMENICA 7 OTTOBRE 1990: ROMANO PUNISCE LA ROMA

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TORINO – Da appena 2 mesi si è perpetrato, a Roma, il “delitto di Via Poma”, uno dei casi più insoluti della storia d’Italia, la scuola è ricominciata da poche settimane e la Jugoslavia sta conoscendo l’inizio di un lustro terribile a causa dello scoppio della guerra civile fra le componenti della sua confederazione intanto che è ricominciata anche la stagione sportiva europea da un mese.

Siamo nei gloriosi anni del benessere economico e l’Italia si gode un campionato di calcio che, nel formato delle 18 squadre, con 34 partite e 3 stranieri per club, era divenuto la casa di tanti fra i più grossi campioni dell’intero pianeta regalando ogni settimana passerelle di altissimo spessore destinate a fornire la migliore vetrina possibile come quella della 5° giornata: oltre allo scontro europeo Atalanta-Inter troviamo un derby sentito nonchè pieno di tensione causa una rivalità millenaria a livello di Pisa-Fiorentina, per chiudere con un match carico di tradizione oltre che di storia come Torino-Roma…il 1° confronto fra le compagini nel nuovo impianto torinese.

Al “Delle Alpi”, impianto costruito “ex novo” a rimpiazzare il “Comunale” per i mondiali dell’estate passata ma che sarà demolito nel 2006 essendosi rivelato maggiormente un eco-mostro che un gioiello architettonico, i posti sono 40.000 ma gli spazi vuoti abbondano soprattutto nelle prime file e i presenti non superano i 30.000, fra cui 1000 romanisti venuti in gran parte dalla capitale con una piccola minoranza proveniente dai fan club del settentrione. I granata vogliono godersi il ritorno in massima lega dopo un anno di purgatorio cadetto e il loro presidente Borsano è ben contento di presentarsi in tribuna assieme all’amico Gianni Agnelli per tutti i riti pre-match intanto che Dino Viola arriverà poco dopo accompagnato dal centravanti della sua Primavera Roberto Muzzi.

Sappiamo che i 2 team hanno avuto un inizio di annata molto particolare: entrambe hanno aperto il loro cammino passando i 16esimi di coppa nazionale facendo fuori, rispettivamente, Verona e Foggia, mentre i giallorossi possono pure vantarsi di aver estromesso da appena 3 giorni i vice-campioni d’Europa del Benfica al 1° turno di Coppa Uefa al termine di 180 minuti faticosissimi…se le competizioni ad eliminazione diretta hanno dato già svariate soddisfazioni, in campionato parliamo di un “trend” decisamente diverso poichè i torinisti hanno raccolto 3 punti, ottenuti tutti fra le mura amiche (dove hanno anche la porta ancora inviolata), frutto di 1 vittoria, 1 pareggio, 2 sconfitte in cui hanno realizzato appena 3 gol (2/3 marcati dai centrocampisti Martin Vazquez, appena arrivato, e Lentini, oltre alla punta Muller) al prezzo di altrettanti subiti mentre i romanisti vengono da 2 vittorie casalinghe in cui hanno prodotto 5 dei loro 6 timbri (4 a firma del neo-arrivato Carnevale, 1 di Voller, 1 dell’altro acquisto Salsano) dovendo bilanciare i 2 rovesci in trasferta in cui hanno rimediato 5 gol fruttati appena 4 punti…se i numeri parlano, si prospetta una gara assai equilibrata in cui potrà, molto probabilmente, uscire più una vittoria granata di misura che un pari a reti bianchi.

I 2 allenatori Mondonico e Bianchi, accomunati dal destino di essere arrivati in estate entrambi, provengono da realtà molto differenti: se il primo si è fatto le ossa solo in realtà di piccolo calibro prima di imporsi al posto di Fascetti (colui che aveva riportato il Toro in Serie A l’anno addietro), l’altro ha vissuto la grande epopea del Napoli di Maradona ma ha potuto prendere servizio solo nell’estate trascorsa causa vincoli contrattuali legati proprio agli azzurri subentrando all’amato Radice solo in un secondo momento. Se sono accomunati dal loro passato più recente, oltre che dalla loro lunga gavetta, non si può dire lo stesso delle condizioni in cui arrivano a questa gara: il tecnico torinista fa affidamento su tutti i suoi migliori eccetto infortunati come il centravanti brasiliano Muller, il terzino Mussi, riuscendo a contare su un 4-5-1 molto equilibrato in cui il dogma fondamentale è ingabbiare l’avversario per riuscirlo poi a spiazzare

[Marchegiani;

Policano-Benedetti-Cravero (cap.)-Bruno;

Lentini-Sordo-M.Vazquez-Fusi-Romano (86° Baggio II°);

Skoro (85° Bresciani)]

mentre l’allenatore della Roma si trova a sopperire all’infortunio del ginocchio gravissimo accorso al portiere titolare Cervone nel marzo precedente, alla squalifica dello stopper Aldair, alla degenza del difensore tuttofare Pellegrini ma con una rosa comunque larga in cui si fa affidamento sul classico 4-4-2 basato sul controgioco ma divenuto poi 4-3-2 con variabilità di 4-4-1 “a rombo” causa l’evolversi degli eventi

[Peruzzi;

Tempestilli-Berthold-Comi-Nela;

Desideri (68° Di Mauro)-Piacentini-Giannini (cap.)-Salsano (58° Carboni);

Voller-Carnevale].

Di nazionali italiani presenti ai mondiali del giugno addietro troviamo solo Giannini/Carnevale (usciti in semifinale dinanzi agli argentini e classificatisi al 3° posto dopo aver avuto ragione degli inglesi nella finale di consolazione) mentre sono diversi quelli che stanno emergendo per il futuro azzurro tipo Marchegiani/Cravero/Lentini/Baggio II°…capitolo a parte meritano gli stranieri, tutti o quasi grandi protagonisti nella recente rassegna planetaria: Martin Vazquez è arrivato agli ottavi da regista della Spagna venendo battuto dalla Jugoslavia (estromessa dagli argentini nei quarti) che aveva scartato Skoro mentre l’indisponibile Muller si era visto fare fuori, proprio a Torino, sempre dai “cugini” argentini e sempre negli ottavi assieme all’altro assente Aldair intanto che il duo tedesco Berthold-Voller si era laureato campione del mondo a discapito proprio di Maradona&Co.

I giochi di marcatura sono chiari da subito: Bruno prende in custodia Voller così come Benedetti segue Carnevale mentre Berthold va su Skoro, a Vazquez ci pensa formalmente Piacentini intanto che capitan Giannini viene assegnato a Fusi al netto di un Salsano che si trova addosso Sordo ogni volta che converge verso il centro dalla sinistra…succede così che sono i liberi: capitan Cravero con Comi a dover cercare di dare le prime parvenze di gioco nel cono centrale del campo facendo in modo che la partita si giochi molto sugli esterni (dove Nela sarà messo in grossa difficoltà da Policano soprattutto nella ripresa). Nonostante ciò, però, vediamo un Torino scatenato ed è proprio Policano (ammonito per un fallaccio su Carnevale) a rendersi pericoloso con un colpo di testa perentorio salvato da Desideri sulla linea in mischia da corner prima che Peruzzi possa sventare una punizione dai 25 metri pitturata a giro sotto la convergenza dei pali destra da parte dello stesso terzino mancino…gli ospiti, dal canto loro, si difendono ripartendo dalla trequarti e creano pericoli con la loro coppia offensiva anche se Voller si mostra molto più in giornata del suo partner (che infatti sarà iscritto all’elenco dei cattivi per un’entrataccia a danno di Sordo, beccatosi pure lui il giallo poco dopo, nel cerchio di centrocampo) intanto che Berthold finisce fra gli indisciplinati del rigido direttore di gara Amendolia causa uno Skoro onnipresente in ogni zona e che lo costringerà a lasciare più di qualche buco nelle sue aree di competenza.

Con l’inizio della ripresa si continua a vedere una formazione di casa maggiormente spregiudicata che preme per cercare di sbloccare il risultato intanto che arriva la notizia del vantaggio dell’Atalanta con Evair a discapito dell’Inter che inguaia ancora di più le presenti in zona coppe ma per la Roma le cose si stanno per complicare maggiormente: corre il 55° quando Nela esce su un pallone controllato da Vazquez di spalle alla porta nemica…l’entrata del terzino giallorosso è più plateale e sconsiderata che grave ma l’arbitro non ha dubbi quando estrae il cartellino rosso lasciando gli ospiti a dover fronteggiare quasi un’intera frazione con l’uomo in meno in tanto che il clima si fa sempre maggiormente rovente con un Toro sempre più smaniante di cingere l’area nemica; Bianchi corre subito ai ripari buttando dentro Carboni al posto di Salsano per ricompattare la difesa a 4 intanto che Giannini si schiera davanti ai centrali della retroguardia avvalendosi delle mezz’ali Desideri-Piacentini e di un Voller che si sacrifica a fare il 4° centrocampista per ragioni d’equilibrio al netto di Carnevale impiegato a fare reparto da solo in sede avanzata. Nonostante tutto i capitolini si difendono bene finchè, al 60°, Policano non va via sulla destra (dove sta facendo vedere tutto sè stesso) riuscendo a crossare in direzione di Skoro, che stoppa di petto sfoggiando un destro volante respinto per l’ennesima volta dal perfetto Peruzzi ma che termina sulla testa di Romano, inseritosi da dietro, il quale depone di testa a porta sguarnita l’1-0 in favore dei suoi; da qui vediamo l’entrata di Di Mauro per Desideri a garantire maggiore mobilità a sfavore dei muscoli nella zona d’impostazione anche se le occasioni migliori le avranno ancora i piemontesi, stoppati solo da un insuperabile Peruzzi sia nelle uscite a discapito di Skoro, che a sfavore di tutti gli inserimenti senza palla da parte degli uomini più rapidi pure se la Roma si farà viva a varie riprese con Carnevale o un redivivo Voller mai troppo sfiancato dalla doppia fase. La condizione fisica latita soprattutto a causa della coppa (in cui era stato Carboni a lasciare i suoi in inferiorità numerica) e i lupacchiotti alzano bandiera bianca mostrandosi già molto stanchi malgrado un apparato tattico già oliato alla perfezione in pochi mesi; al triplice fischio, dopo che era sopraggiunta la voce del pareggio interista a Bergamo con rigore di Matthaus in zona recupero, il Torino si gode la vittoria per 1-0 forte anche di aver dato minutaggio a forze fresche come il giovane Dino Baggio e al centravanti Bresciani ottenendo altri 2 punti che segnano il sorpasso a discapito dei romani oltre ad aver tenuto ancora la propria porta sigillata…nessuno lo sa, ma da allora il Torino otterrà solo un’altra vittoria in casa contro la Roma in campionato, e accadrà il 25/9/2016, quando finirà 3-1 in favore dei granata.

A primavera si faranno i conti e diranno cose ben precise: il Torino si piazzerà, sorprendentemente, 5° da neo-promosso (precedendo l’altra matricola Parma) dietro Sampdoria/Inter/Milan/Genoa e tornando in Europa dopo 4 anni (non accadeva dai quarti di finale della Coppa Uefa 1986/87) ma non sapendo che l’anno dopo soccomberanno davanti all’Ajax nell’ultimo atto causa un doppio pareggio che li condannerà per le reti fuori casa (2-2 in terra sabauda e 0-0 con 3 pali colpiti in territorio fiammingo), in Coppa Italia il cammino si chiuderà nei quarti per mano dei finalisti sampdoriani ai rigori ma il sorriso più grande arriverà dalla vittoria nella Mitropa Cup dopo un’appassionante finale risolta solo ai supplementari in un derby tutto italiano con il Pisa (stavolta saranno i ragazzi di Torino a ribaltare la situazione); la Roma vivrà una delle stagioni maggiormente contraddittorie della sua storia poichè, dopo la morte del presidente Viola (portato via da un cancro all’intestino a cavallo fra dicembre-gennaio in circa 30 giorni, se non di meno) rimpiazzato da Ciarrapico, si classificherà 9° dietro a Sampdoria/Inter/Milan/Genoa/Torino/Parma/Juventus/Napoli ma giocherà 3 finali di coppa in ben 104 giorni: perderà la Coppa Uefa dinanzi all’Inter (sconfitta per 2-0 in Lombardia, vittoria per 1-0 nel Lazio per l’ultima finale europea della storia giallorossa, ad oggi) ma vincerà la sua 7° Coppa Italia (ultima del vecchio millennio) battendo la Samp fresca campione nazionale antecedendo la batosta rimediata in Supercoppa Italia (la 1° giocata dai ragazzi di Bianchi) in agosto sempre in favore dei blucerchiati.

Il nostro tour nel passato di Torino-Roma è solo iniziato…appuntamento al prossimo ricordo!

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