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VERONA-ROMA…-3 GIORNI, DOMENICA 26 NOVEMBRE 1989: FIN TROPPO POCO

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VERONA – E’ ormai entrato in vigore da più di un mese il gelido inverno del 1989 e sono passate solo 2 settimane dal crollo del muro di Berlino, stanno per finire le riprese della mini-serie televisiva “Il colore della vittoria” che andrà in onda ad aprile, l’Italia è un cantiere aperto alle prese per “Italia 1990” e fra 15 giorni si terrà, a Roma, il sorteggio dei gironi del medesimo torneo.

Intanto, proprio in proiezione di un anno calcistico iniziato a fine agosto e da chiudere entro aprile (almeno in ambito nazionale), la Serie A (che riuscirà a realizzare un record appartenutogli in eterno, vincerà tutte le coppe europee coronando un ciclo ancora tutto da vivere) è già alla 13° giornata e le sfide che monopolizzano la scena sono Juventus-Napoli (piemontesi in zona Uefa e campani capolisti ma tutti e 2 provati dal triplice cammino implicante pure le coppe: proprio il mercoledì passato sono scese in campo per l’andata degli ottavi) con Verona-Roma (veneti ultimi a quota 4 di cui 3 punti fatti in casa mentre i giallorossi, dopo un ottimo inizio che li aveva visti insidiare pure la vetta, sono calati vistosamente venendo relegati all’8° posto, che gli precluderebbe anche l’accesso alle coppe se non in caso di eventuali vittorie degli altri club aprenti il ripescaggio).

Gli spettatori al “Bentegodi” sono sempre almeno 25.000 e quella settimana non si smentiscono e sarà lasciato vuoto qualche grosso spazio sapendo che il grande ciclo coronato dallo scudetto del 1985 sia solo un vaghissimo ricordo mentre i romanisti si presentano in 2000 essendo assiepati ai primi 2 anelli dello stadio venendo accolti dal solito corredo deprecabile di comportamenti inaccettabili sotto tutti i punti di vista ma non lasciandosi intimorire neanche dalla minoranza numerica o dalle forze dell’ordine.

I presidenti Chiampan e Viola (che non lo sa, ma sarà la sua ultima trasferta in Veneto poichè morirà il 19/1/1991 per un brutto male all’intestino) sono al loro posto in tribuna ed attendono fiduciosi di confrontarsi sull’operato del triestino Baldas ma ciò che interessa maggiormente, da copione, è la questione delle formazioni, prive di impegni internazionali o di altre gare infrasettimanali (i gialloblù sono fuori già da agosto dalla coppa nazionale mentre i lupi hanno superato i primi 2 turni ad eliminazione diretta ma il torneo ripartirà con i gironi a 3 in gennaio): Bagnoli si affida a un 4-5-1 di controgioco lineare potendo fare affidamento su quasi tutti i suoi migliori ad eccezione della coppia difensiva infortunata Sotomayor-Gutierrez (poi convocato dall’Uruguay in estate al contrario del collega argentino)

[Peruzzi;

Favero-Bertozzi-Calisti-Pusceddu;

Fanna (cap.) (77° Prytz)-Gaudenzi-Magrin-Giacomarro-Pellegrini II°;

Gritti (80° Iorio)]

mentre la Roma di Radice deve fronteggiare un’importante emergenza a livello soprattutto difensivo: l’infortunio del 2° portiere Tancredi, i terzini titolari squalificati nel derby Tempestilli/Nela e tanti giovani primavera impossibilitati a partecipare portano il tecnico alla difficile conclusione di doversi fidare del suo solito 4-4-2 (poi 3-5-2 molto più offensivo in corso d’opera ma senza mutare mai l’apparato finalizzatore) ma con un atteggiamento assai più di rottura che di costruzione testimoniato dall’arretramento di Manfredonia (mediano abituale seppur con un passato da libero), almeno nelle prime battute

[Cervone;

Berthold-Comi (85° Conti)-Manfredonia-Pellegrini III° (75° Piacentini);

Desideri-Di Mauro-Giannini (cap.)-Gerolin;

Rizzitelli-Voller].

Di nazionali italiani segnaliamo solo Giannini al netto del duo tedesco occidentale Berthold-Voller mentre il subentrato Prytz verrà escluso dalla lista della Svezia.

Da subito si comprende che i padroni di casa sono costretti a fare più gioco cercando di soffocare i rifornimenti nemici mettendo Fanna a seguire il regista Giannini pur partendo dalla destra così come Manfredonia viene schierato come ombra di Gritti nel tentativo di annullare totalmente l’offensiva opposta: ne viene fuori un 1° tempo in cui il Verona gioca e la Roma cerca di conservare l’equilibrio per poi colpire in modo meno confusionario possibile…gli squilli principali li danno una parata facile di Cervone su incornata di Giacomarro e un tiro alto di Fanna, poi ammonito per fallo su Giannini, sulla cui punizione il leader romanista centrerà la traversa a portiere impietrito suonando la carica ai suoi e anticipando l’altra ammonizione dello stesso Giacomarro intanto che sul taccuino dei cattivi ci terminano anche i centrali Comi-Manfredonia (non a caso tutti i marcatori eccederanno nella propria rudezza nel gioco fisico) intanto che giunge il duplice fischio a mandare tutti a prendere un thè caldo, vista pure la domenica polare, seppur soleggiata, che è venuta fuori.

Al rientro in campo troviamo un Verona scatenato e che si porta in vantaggio al 53° con un siluro su punizione di Pusceddu (autore di una performance sontuosa da fluidificante) spentosi con il mancino sotto l’incrocio sinistro a discapito di Cervone, ex bersagliato assieme a Berthold per 90 minuti ininterrotti…i veneti capiscono che è il momento di affondare il colpo e al 62° Fanna riesce a cambiare gioco in contropiede verso il maggiore dei 2 Pellegrini in campo (uno per parte): stop al volo di petto e sinistro in controbalzo sul 1° palo che non lascia speranze se non quella di leggere 2-0 sul tabellino; a chi pensa che sia finita qui si può diore che si sbaglia su tutgta la linea: la rediviva Roma tira fuori tutto il suo orgoglio rigettandosi ad ondate nell’area avversa e al 65° fa 2-1 con un’azione corale…Gerolin (schierato più terzino che mediano all’atto pratico ma ovunque dal punto di vista del contributo fisico) batte corto un fallo laterale per Desideri, che stoppa e crossa di destro verso Voller e il colpo di testa non irresistibile ma preciso anche troppo per l’altro uomo dal doppio passato Peruzzi (a giugno tornerà alla base)…ormai gli ospiti si sono sbloccati e pareggiano al 67° con una punizione battuta veloce a sorpresa da Giannini verso Desideri (migliore dei suoi), che non ci pensa e scaglia un sinistro sul primo palo a rimettere in palio la posta per 2-2 dicendo che negli ultimi 5 rintocchi ci sono state il 90% delle segnature totali. A questo punto i 2 allenatori rompono gli indugi cambiando le carte in tavola ma, mentre il tecnico di casa lascia invariata la disposizione, quello dei capitolini rivoluziona il centrocampo mettendo Conti a fare l’ala con Desideri dall’altro lato e in mezzo il trio Piacentini-Giannini-Di Mauro a fare densità mentre la difesa, verosimilmente a 3, si trova a dover adattare sia Gerolin da marcatore di centrosinistra, sia Manfredonia come libero in dovere anche di marcare e il solo Berthold a fare ciò che gli compete da sempre (tutti in dovere di aiutare davanti, ovviamente); nel finale abbiamo un colpo di testa bellissimo ma fuori di Manfredonia seguito dall’altra traversa di giornata, colpita dal neo-entrato Prytz.

A fine match tutti si rammaricano per il risultato, soprattutto il Verona: tutte le sue concorrenti fino al centro-classifica non hanno vinto e poteva essere ottimo guadagnare un punto su tutti, più o meno…i romani, dal par loro, sono contenti di aver allungato a 4 i campionati senza perdere in terra veneta pure se hanno ripreso gol dopo 3 tornei ma si godono l’euforia della 2° rimonta consecutiva dopo l’1-1 (stesso risultato maturato a Torino con rimonta del Napoli nella ripresa) nella stracittadina di 7 giorni addietro ma non vincono da 3 sfide e negli ultimi 2 mesi hanno totalizzato 4 punti: decisamente troppo poco se si vuole tornare in Europa.

A fine annata il Verona completerà il suicidio perfetto passando, in appena 5 anni ma con lo stesso tecnico, dal più insperato “scudetto delle matricole” alla retrocessione piazzandosi 16° davanti a Cremonese/Ascoli e succedendo all’Udinese (pur togliendosi lo sfizio di aver fatto perdere il tricolore al Milan, in corsa con il Napoli, durante un penultima giornata avvelenata da ferocissime polemiche arbitrali) ricordando anche l’eliminazione al 1° turno di Coppa Italia contro il Barletta; la Roma arriverà 6° dietro a Napoli/Milan/Inter/Juventus/Sampdoria ottenendo il posto Uefa tanto auspicato grazie al 1° ripescaggio disponibile dovuto all'”abbuffata” internazionale del nostro paese (il Milan vincerà la Coppa dei Campioni, la Doria la Coppa delle Coppe, la Juve la Coppa Uefa) ma rimpiangerà di essere uscita in semifinale di coppa nazionale dopo aver sfiorato la rimonta dinanzi ai futuri campioni juventini (carnefici del Milan).

Appuntamento al prossimo viaggio nel tempo!!!!

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