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VIRTUS BEFFATA, VENEZIA SI SALVA AL FOTOFINISH

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Umana Reyer Venezia – Virtus Roma 79-77 (10-17; 40-43; 64-58)

Umana Reyer Venezia: Casarin, Stone 5, Bramos 10, Tonut 10, Daye 28, De Nicolao 3, Filloy, Vidmar 2, Chappel 2, Mazzola 3, Pellegrino ne, Watt 16. All. De Raffaele.

Virtus Roma: Cusenza ne, Moore, Alibegovic 14, Rullo, Dyson 10, Baldasso 7, Pini 2, Farley ne, Spinosa ne, Jefferson 15, Buford 16, Kyzlink 13. All. Bucchi.

Si potrebbe sintetizzare questo amaro “boxing day” della Virtus Roma in un a sola parola: “PECCATO”…sì, perché dopo la pessima performance di 4 giorni fa in casa contro Brescia, i ragazzi di coach Bucchi hanno dimostrato di esserci sia di testa che di fisico e cuore giocando una partita gagliarda contro i campioni d’Italia in carica riuscendo pure a rimanere per quasi tutto il tempo con il naso davanti nonostante l’avversario, sommato al momento della stagione, fossero quasi proibitivi: si parte con il solito quintetto…Alibegovic-Dyson-Jefferson-Buford-Kyzlink, tutti altamente vogliosi di riscattarsi dopo domenica scorsa.

Ciò che fa molto strano dire ripensando a questi 40 minuti di gioco, è che Dyson non sia stato considerato fra i migliori in campo, anzi…si comincia con un I° periodo che i romani si trovano a condurre per 10-17 grazie ad un Kyzlink in grandissimo spolvero; uno spolvero che sembra trovare conferma anche nei 10′ pre-intervallo malgrado un importante ritorno dei padroni di casa trascinati da Daye (28 punti al conteggio finale: numeri che se non sono mostruosi poco ci manca), Tonut, Bramos…Roma però non demorde e con un Buford che non vuole essere l’ombra del compagno boemo riesce a chiudere la frazione 40-43 sfruttando al massimo 3 bombe da 3 punti proprio dell’americano.

Con l’inizio della seconda parte di gara è ancora un fantastico Daye che ispira la manovra veneta ma Buford non molla un colpo e il duello fra i 2 contendenti nel quarto in corso vede un punteggio di 6-5 per giocatore dei lagunari mentre sul tabellone luminoso si legge chiaramente che gli ultimi 10 giri di lancetta partiranno con la situazione di 58-64 dopo che a 7 minuti dalla chiusura si era sul 48-54 (parziale di 12-10 per un periodo finale che promette scintille in un’atmosfera elettrica); Daye capisce che, se Venezia vuole vincere questo match, l’eroe del “Taliercio” deve essere lui: 12-0 dell’ala statunitense come parziale di partenza e scudettati che si mettono al comando forti del 70-64 poc’anzi maturato…appare come una disputa ormai segnata in cui la Virtus è rimasta in gioco quanto poteva ma ormai la Reyes dà l’impressione di aver chiuso la pratica: dà l’impressione, ma non è così, perché Kyzlink riporta in scia i suoi regalando un finale mozzafiato in cui si susseguono i ribaltamenti di fronte e i colpi scambiati con un equilibrio impressionante facendo molto affidamento anche su una zona molto serrata da parte dei veneziani allo scopo di limitare le grandi individualità nemiche mentre i capitolini seguono a uomo i loro corrispondenti riuscendo, per quanto possibile, a limitarli…sarebbe un bellissimo regalo di Natale per la capitale se il 75-77 che sta venendo fuori a 60″ dal triplice fischio si concretizzasse, ma Dyson (autore di “soli” 10 punti…troppo poco per lui) perde una sanguinosa palla appena fuori dal pitturato nemico regalando agli avversari il 77-77 quando mancano meno di 30 secondi a un overtime che, in altre situazioni, sarebbe stato accolto come una manna dal cielo per Bucchi e i suoi.

Quello che accade, però, ha veramente dell’impensabile: la Virtus ha un ulteriore possesso e lo spreca concedendo un ennesimo tentativo da 2 agli uomini di De Raffaele…tiro da 2 raccolto in tap-in dal mastodontico Daye ma con un solo piccolo particolare rilevato dalla panchina romana, a cominciare da Bucchi, e non dal direttore di gara Filippini: sul tiro antecedente il canestro decisivo vi è un’evidente infrazione di passi che sentenzia il 79-77; il finale thriller prevederebbe ulteriori sorprese, ma la tentata tripla ancora di Buford (che avrebbe dato i 2 punti decisivi per scalare la classifica oltre a fornire un’iniezione di morale non quantificabile a tutto l’ambiente) proprio sul suono della sirena tocca prima il quadrato e poi il ferro riuscendo fuori in modo da portarsi con sé le speranze di una Roma mai doma: Venezia ha vinto e si gode un successo che, alla fine, premia il contendente maggiormente quotato sulla carta…ma la Virtus ha dimostrato che, comunque, la squadra ci sta e ha saputo ripartire dopo lo scivolone del weekend che aveva probabilmente incrinato diverse certezze non tanto nello spogliatoio quanto fra i tifosi.

Adesso ci sono circa 72 ore per ricaricare le batterie in vista di un’altra trasferta piena di insidie come quella di Reggio Emilia: match che concluderà il girone d’andata della Virtus…ormai il posto in “Final Eight” di Coppa Italia è praticamente andato a meno di incroci clamorosi che dovrebbero coinvolgere circa 3 partite oltre ai diretti interessati, ma è d’obbligo tentare di raggiungere la matematica salvezza entro la metà del campionato.

La Virtus Roma partirà domani mattina alla volta di Reggio Emilia dove resterà fino alla partita del 29 dicembre, ore 18:30, contro la Grissin Bon nell’ultimo appuntamento del girone d’andata prima del turno di riposo del 5 gennaio.

Le parole di coach Piero Bucchi al termine della gara: «Sono molto dispiaciuto per i ragazzi perché meritavano molto di più: abbiamo fatto davvero una bella partita e ovviamente siamo amareggiati perché ci è sfuggita per qualche episodio isolato. Dopo una partita come quella con Brescia la squadra oggi ha dimostrato di avere voglia, carattere, e mi dispiace perché i ragazzi hanno dato veramente tutto ciò che avevano; al di là del risultato siamo riusciti ancora una volta a reagire a una brutta sconfitta, lo abbiamo fatto contro una squadra molto forte come Venezia che abbiamo fatto sudare fino all’ultimo e alla quale vanno fatti i complimenti per la vittoria».

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